Pineta di Ravenna

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La Pineta di Ravenna è un grande bosco planiziale che si estende a nord e a sud del Canale Candiano (il canale artificiale che unisce Ravenna al mare Adriatico). È un'area protetta, inserita nel Parco regionale del Delta del Po.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Pineta di Ravenna risale all'epoca imperiale romana; fu impiantata per produrre legname per le imbarcazioni della Classis Ravennatis. L'essenza botanica principale è chiaramente il pino domestico. Nel Medioevo i monaci camaldolesi, divenuti proprietari di gran parte del territorio tra Ravenna e Classe, protessero e conservarono la locale pineta. Intorno alla città vi erano quattro grandi pinete, affidate alla cura di un monastero o un'abbazia: le pinete di San Vitale; di San Giovanni; di Classe e di Cervia[1]. Dal XVI al XVIII secolo attraversarono una una fase di espansione continua e costante: la loro superficie passò da 1.800 ettari a settemila, per una lunghezza di oltre trenta chilometri e una profondità di qualche chilometro[2]. Nel 1774 il conte Francesco Ginanni (1716-1766) scriveva che le quattro pinete si estendevano su una superficie di circa 8.000 ettari.

La soppressione degli ordini religiosi decretata dai francesi (arrivati a Ravenna nel 1796), con la conseguente confisca dei loro beni fu la causa dell'inizio del degrado dell'ambiente naturale delle pinete: non più curate dai monaci delle abbazie, vennero affidate ai privati. Nel 1879-80, complice il rigido inverno, il bosco fu tagliato per ricavare legna da ardere. Ancora più consistenti furono i disboscamenti durante la Prima guerra mondiale: la richiesta di legname per usi militari comportò il completo abbattimento della pineta di San Giovanni e di gran parte di quella di Cervia, con mutilazioni anche nel bosco di Classe e nella parte settentrionale di quello di San Vitale[2].

Dopo il conflitto la pineta assunse l'aspetto attuale: un bosco che si dipana lungo la fascia litoranea.

Dopo la seconda guerra mondiale l'area pinetale, a causa dell'intervento dell'uomo, è stata frazionata in più pinete, non contigue tra loro. Le due pinete ricomprese nel comune di Ravenna, quella di San Vitale e quella di Classe, occupano una superficie di circa 2.000 ettari.

Aree protette[modifica | modifica wikitesto]

Pinete a gestione statale
Pinete a gestione regionale

Buona parte dei 2.000 ettari di pineta a gestione regionale sono classificati sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale.

Nella letteratura e nell'arte[modifica | modifica wikitesto]

La Pineta di Ravenna è citata dai seguenti letterati:

« L'antica selva ho là, sul mar, che trema/

per grida atroci o per melodie sante:/
in quella selva s'agita il poema/
sacro di Dante »

  • Autori locali, come Francesco Ginanni (1716-1766), Eugenio Guberti e Santi Muratori, hanno citato la pineta di Ravenna nelle loro opere.

La pineta ha ispirato i seguenti pittori e incisori:

  • Domenico Miserocchi (1862-1917);
  • I fratelli Alessandro e Vittorio Guaccimanni (vissuti a cavallo tra XIX e XX secolo);
  • Giannetto Malmerendi (1893-1968).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Attilia Tartagni, Che musa la pineta!, in La Voce di Romagna, 28 settembre 2015.
  2. ^ a b Eraldo Baldini, Dante Bolognesi (a cura di), Il richiamo di Ravenna, Longo Editore, Ravenna 2015, pp. 35 e segg.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]