Pierluigi Battista

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pierluigi Battista (Roma, 3 luglio 1955) è un giornalista, scrittore e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Vittorio, che fu volontario nella Repubblica Sociale Italiana[1] e poi dirigente del Movimento Sociale Italiano.[2]

Laureato in lettere moderne nel 1978 all'Università La Sapienza di Roma, inizia la sua attività giornalistica nei mensili «MondOperaio» e «Pagina». Poi collabora a L'Espresso. Nel 1985 viene assunto come redattore, nella sede romana della Laterza, dal direttore editoriale Enrico Mistretta con cui instaura una collaborazione estremamente proficua.

Nel 1988 inizia a lavorare per il settimanale Epoca e per il mensile Storia Illustrata entrambi diretti da Alberto Statera. Due anni più tardi si trasferisce al quotidiano La Stampa come responsabile della redazione romana ed editorialista.

Nel 1996 accetta la proposta di Giuliano Ferrara ed è suo vice a Panorama. L'anno seguente Ferrara lascia la direzione del settimanale e Battista rientra alla Stampa come editorialista.

Nel 2004 conduce il programma di approfondimento su Rai 1 Batti e ribatti.

Dal 2005 al marzo 2009 è vicedirettore del Corriere della Sera, con delega per le pagine culturali. Nell'aprile 2009 è tornato a Roma come inviato editorialista del quotidiano di via Solferino. Dall'inizio del 2009 tiene regolarmente una rubrica ("Finale di partita") di attualità e costume sul "Magazine", settimanale del Corriere della Sera. Ha condotto tre edizioni della trasmissione televisiva di LA7 Altra Storia; è editorialista de Il Corriere della Sera.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Parole in libertà. Duelli, gaffes e spropositi dell'Italia che ci tocca leggere, Roma, Editori Riuniti, 1994. ISBN 88-359-3818-X
  • Contraddittorio '95. Idee e polemiche culturali da un anno all'altro, Venezia, Marsilio, 1996. ISBN 88-317-6319-9
  • Cultura e ideologie, in Giovanni Sabbatucci, con Vittorio Vidotto (a cura di), Storia d'Italia, VI, L'Italia contemporanea. Dal 1963 a oggi, Roma-Bari, Laterza, 1999. ISBN 88-420-5854-8
  • La fine dell'innocenza. Utopia, totalitarismo e comunismo, Venezia, Marsilio, 2000. ISBN 88-317-7437-9
  • Il partito degli intellettuali. Cultura e ideologie nell'Italia contemporanea, Roma, Laterza, 2001. ISBN 88-420-6348-7
  • Parolaio italiano, Milano, Rizzoli, 2003. ISBN 88-17-87204-0
  • Il Gulag in Italia: la battaglia della verità contro il negazionismo, in aa. vv., Storie di uomini giusti nel Gulag, Milano, B. Mondadori, 2004. ISBN 88-424-9189-6
  • Cancellare le tracce. Il caso Grass e il silenzio degli intellettuali italiani dopo il fascismo, Milano, Rizzoli, 2007. ISBN 88-17-01562-8
  • I conformisti. L'estinzione degli intellettuali d'Italia, Milano, Rizzoli, 2010. ISBN 978-88-17-03835-5
  • Lettera a un amico antisionista, Milano, Rizzoli, 2011. ISBN 978-88-17-04743-2
  • La fine del giorno, Milano, Rizzoli, 2013. ISBN 978-88-17-06450-7
  • Mio padre era fascista, Milano, Mondadori, 2016, ISBN 978-88-04-66002-6

Programmi condotti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ www.vittoriozincone.it - Sette, vittoriozincone.it. URL consultato il 2 novembre 2012.
  2. ^ È tempo di ammetterlo: Almirante come Togliatti, in Secolo d'Italia, 25 maggio 2008, p. 7.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN25778270 · SBN: IT\ICCU\RAVV\087190 · BNF: (FRcb155201383 (data)