Peplomero

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Modello tridimensionale di un peplomero del SARS-CoV-2

Il peplomero, o spinula (in inglese spike), è una struttura glicoproteica presente come protuberanza all'esterno del pericapside, il doppio strato lipidico che costituisce l'involucro di alcuni virus.

Tali protuberanze si legano ad alcuni recettori della cellula ospite e sono essenziali sia per la specificità dell'ospite sia per l'infettività virale.

Il riconoscimento di tali strutture da parte del sistema immunitario è in grado di indurre una risposta immune neutralizzante.

I peplomeri (in rosso e arancione) che costituiscono le protuberanze del coronavirus SARS-CoV-2

I coronavirus (virus a RNA a singolo filamento positivo) devono il proprio nome proprio a queste punte superficiali intorno al virione che, nelle immagini scattate con il microscopio elettronico, danno un'immagine simile a quella di un alone o corona in latino.

I Paramyxovirus hanno due tipi di peplomeri: la emoagglutinina, dalla forma triangolare a punta, e la neuraminidasi, avente forma di fungo.[1]

Nel 2021, un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford e dell'Università di Southampton sono gli autori di uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista ACS Central Science, sulle somiglianze tra le proteine spike del vaccino e quelle del virus. Queste proteine sono rivestite di zuccheri, noti come glicani, che nascondono parti delle proteine virali al sistema immunitario umano.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peplomero, in Dizionario di medicina, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
  2. ^ Le somiglianze tra la proteina Spike del vaccino e quella del virus, su agi.it.
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