Pensione paura

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Pensione paura
Pensione paura.jpg
Una scena del film
Lingua originale italiano
Paese di produzione Italia, Spagna
Anno 1977
Durata 92 min
Genere thriller, orrore
Regia Francesco Barilli
Sceneggiatura Barbara Alberti, Francesco Barilli, Amedeo Pagani
Produttore Tommaso Dazzi, Paolo Fornasier
Fotografia Gualtiero Manozzi
Montaggio Amedeo Salfa
Musiche Adolfo Waitzman
Scenografia Nello Giorgetti
Interpreti e personaggi

Pensione paura è un film del 1977, diretto da Francesco Barilli.

Per il mercato spagnolo fu scelto il titolo La violaciòn de la señorita Julia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Seconda guerra mondiale, col marito impegnato al fronte, Marta, insieme alla figlia Rosa e un cameriere alcolizzato, gestisce una fatiscente pensione in riva a un lago, occupandosi d'una poco raccomandabile clientela composta da due prostitute, qualche fuggiasco e altre persone misteriose. Una notte, Marta, viene trovata morta in fondo a una rampa di scale, cadendo rovinosamente al buio per disgrazia. A questo punto Rosa si trova improvvisamente sola, incapace di governare la situazione e trovandosi, per giunta, in balia d'ospiti pericolosi e senza alcuno scrupolo. Una notte viene aggredita da due trafficanti di preziosi, convinti che la ragazza nasconda dei gioielli, trafugati in realtà da Rodolfo, cliente della pensione, bello, giovane e prestante mantenuto dalla sua amante, vecchia e perversa. Una notte, in un crescendo di violenza e accidia, Rosa viene attirata in camera dalla vecchia amante di Rodolfo, ma ad attenderla, però, c'è proprio l'uomo che la violenta sadicamente. Dopo la violenza, Rosa fugge e si rifugia in camera, sconvolta più che mai. I viveri scarseggiano e gestire la pensione è sempre più difficile: gli ospiti, oltre a non pagare, diventano sempre più esigenti. Rosa ha un solo Guido per amico, un ragazzino sensibile che spesso s'offre d'aiutarla e con il quale trascorre alcuni momenti spensierati.
Durante una notte piovosa, un uomo vestito di nero, s'introduce nella pensione e uccide barbaramente Rodolfo e l'amante a colpi di scure. Rinvenuti i cadaveri, Rosa, più che mai sconvolta, li occulta nelle cantine della pensione, un tempo adibite a zone termali. Rosa continua a sperare che il padre possa un giorno tornare, liberandola da quell'inferno. Una notte la ragazza viene bloccata da alcuni clienti, che vogliono coinvolgerla in una sorta d'orgia; la ragazza si divincola e urla e, in quel momento, fa il suo ingresso un misterioso figuro che uccide i vari ospiti a colpi di mitra. Rosa è più che mai convinta che l'uomo sia suo padre ma, in realtà, dietro il cappello ben calato sul viso, si nasconde un altro uomo che le rivela d'avere fatto parte d'un battaglione insieme a suo padre, morto in guerra da qualche tempo. L'uomo comunica a Rosa che è necessario che lasci la pensione e lo segua: penserà lui al suo futuro. Rosa, però, più che mai scioccata dagli avvenimenti, non si rassegna al fatto che suo padre sia morto. La ragazza, tra l'altro, confessa all'uomo d'essere stata proprio lei a uccidere Rodolfo e l'amante a colpi di scure: travestita da uomo, aveva ucciso i due amanti per vendicarsi della violenza subita, occultando i corpi nelle cantine. L'uomo non dà peso ai particolari e insiste perché Rosa lasci la pensione e lo segua. Incredula davanti alla tragica notizia della morte del padre e più che mai scossa dagli eventi violenti che l'hanno coinvolta, Rosa, perde il senno e uccide il suo salvatore a colpi di pistola, dopodiché, si chiude nella pensione stracolma di cadaveri in attesa del ritorno del padre. Solo in quel momento si comprende che la ragazza è diventata completamente pazza.

Location[modifica | modifica wikitesto]

Alcune riprese sono state girate al Lago di Bracciano (gli esterni ad inizio film), le restanti a Canale Monterano in provincia di Roma.[1]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2007, è uscito il DVD del film, distribuito dalla Next Video; in passato, Pensione paura ha avuto alcuni passaggi televisivi, per lo più su emittenti locali e in una versione scorciata di alcuni minuti.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Dizionario Farinotti assegna al film tre stelle su cinque di giudizio.[2]
  • Secondo il Dizionario del Film Horror Il film soffre per la farraginosità della trama, cadendo talvolta nel banale (...) Pur se non del tutto riuscita, è comunque un'opera a tratti affascinante.[3]

Citazioni e riferimenti ad altre pellicole[modifica | modifica wikitesto]

In Suspiria, la protagonista veniva attaccata dai vermi; la scena è stata ripresa da Barilli in Pensione paura, sostituendo i vermi con gli scarafaggi.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Viaggio alla Pensione Paura su davinotti.com
  2. ^ Pino Farinotti, Il Farinotti 2009, Newton Compton Editori 2008 - pag 1453
  3. ^ Commento del dizionario dei film horror
  4. ^ [Pensione paura, recensione [1]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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