Patek Philippe

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Patek Philippe & Co.
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StatoBandiera della Svizzera Svizzera
Forma societariaSocietà privata
Fondazione1851
Fondata daAntoni Patek
Adrien Philippe
Sede principaleGinevra
SettoreManifatturiero
ProdottiOrologi
Fatturato1,3 mlr (2019)
Dipendenti1.300 (2010)
Sito webwww.patek.com/
Un orologio della serie Calatrava

Patek Philippe & Co. è un'azienda svizzera produttrice di orologi di lusso, tra le più antiche e prestigiose del mondo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

Il fabbricante di orologi di origine polacca Antoni Patek iniziò a vendere orologi nel 1839 a Ginevra in società con Franciszek Czapek per poi separarsi da questi nel 1844. Quest'ultimo proseguirà per breve tempo l'attività di orologiaio autonomamente, per chiudere non molto tempo dopo. Solo recentemente il marchio Czapek è stato rilanciato. Sempre nel 1844, invece, Patek incontra a Parigi Adrien Philippe e la manifattura produce il suo primo orologio con carica e messa all'ora senza chiave. Nel 1845 la manifattura produce il suo primo orologio da tasca a ripetizione minuti e ottiene il brevetto per un orologio con carica e messa all'ora al pendente. In quell'anno Patek si mise nuovamente in società con il francese Adrien Philippe, che l'anno precedente aveva vinto un prestigioso premio per la realizzazione di componenti meccaniche per orologi all'Esposizione Industriale Francese.

La società fu fondata con l'attuale denominazione nel 1851, anno in cui espone all'Esposizione Universale di Londra, e da allora ha introdotto o perfezionato molte innovazioni nel suo campo tra cui il calendario perpetuo (brevettato nel 1889 e applicato per la prima volta a un orologio da polso nel 1925) e il Cronografo à rattrapante (brevettato nel 1902 e applicato per la prima volta a un orologio da polso nel 1922). Sempre nel 1851 Patek Philippe cominciò a fornire orologi alla Regina Vittoria e a suo marito dopo che la sovrana del Regno Unito acquistò un orologio della ditta all'Esposizione universale di Londra. L'invenzione del primo orologio da polso si ritiene che possa risalire al 1868: fu inventato per la contessa ungherese Koscowicz, anche se nella storia vi erano già stati esempi celebri di orologi da polso[1]. Altri pezzi di incommensurabile pregio furono realizzati nel 1909 (l'orologio da tasca Duca di Regla, con carillon Westminster dotato di grande e piccola suoneria e ripetizione minuti) e nel 1916 (primo orologio complicato rivolto a un pubblico femminile).

I grandi successi di Patek Philippe (1920-1960)[modifica | modifica wikitesto]

Come già citato, nel 1922 e nel 1925 si trovano le prime applicazioni per cronografi rattrapanti e calendari perpetui da polso. In questo stesso periodo viene realizzato anche un crono rattrapante per mancini, con corona e pulsanti a sinistra. In particolare risale al 1925 il primo calendario perpetuo da polso della storia dell'orologeria, la ref. 97 975[2], alimentato da un antico movimento risalente ancora alla fine dell'Ottocento. L'orologio è però un modello unico e non vede seguito.

Nel 1927 venne realizzato un pezzo unico da tasca, con cassa in oro giallo interamente incisa, per James Ward Packard, collezionista statunitense e noto industriale nel settore automobilistico. L'anno seguente fu il turno di Henry Graves, altro notevole connaisseur della Maison e grande appassionato di orologi che era in competizione con il sopracitato Packard per il primato della collezione di orologi più esclusiva[3][4].

Patek Philippe da tasca con quadrante in smalto e funzione ore del mondo con visualizzazione Cottier, fine anni quaranta

Nel 1932 fu acquistata dai fratelli Charles e Jean Stern, già attivi nel campo in quanto proprietari di una ditta che realizzava quadranti. Questo passaggio di proprietà fu segnato dalla creazione della linea Calatrava, la cui prima referenza era la 96. Nel 1933 venne realizzato per Henry Graves un orologio da tasca con ben ventiquattro complicazioni, che rimase il più complicato fino al 1989, sostituito da un altro tasca Patek. Sempre negli anni Trenta si diffondono anche i primi orologi con complicazione ore del mondo e visualizzazione Cottier[5]. Nel 1937 la Maison ha un'altra intuizione nella realizzazione della complicazione del calendario perpetuo, inserendo la visualizzazione dell'indicatore retrogrado della data, posizionata a semicerchio (ref. 860 182). Sul finire degli anni Trenta si diffonde anche la ref. 130, il primo cronografo da polso di Patek Philippe prodotto in serie e mosso dal movimento Valjoux 13'''.

Se già a metà anni Venti Patek presenta la complicazione del calendario perpetuo su un suo orologio, è solo a partire dal 1941 che viene prodotto un modello in serie: si tratta della referenza 1526. Lo stesso anno viene presentata anche la referenza 1518, il primo cronografo calendario perpetuo della Maison, nonché il primo crono calendario perpetuo da polso prodotto in serie, che sarà determinante a definire i canoni estetici degli orologi futuri con le medesime complicazioni[6]. È mosso dal movimento cronografico manuale Valjoux 13''' a cui è stato aggiunto un modulo Victorin Piguet (maison con cui Patek collabora anche per la realizzazione delle ripetizioni minuti dell'epoca[7]) per la complicazione del calendario perpetuo. A questa è seguita la ref. 2499, del 1951, che si affermerà come uno dei Patek più ricercati dai collezionisti[8]. La ref. 1518 uscirà definitivamente di produzione nel 1954. Con queste due innovazioni, Patek Philippe stabilisce il primato di essere stata la prima Maison ad aver prodotto in serie un calendario perpetuo e un cronografo calendario perpetuo in serie (seppure i volumi di vendita per questi orologi fossero contenuti, sia per la loro complessità realizzativa, sia per il prezzo a cui venivano proposti).

A metà anni quaranta la ref. 1526 viene prima affiancata e poi sostituita dalla ref. 1591, con secondi centrali (a differenza della ref. 1526 con secondi al sei, in corrispondenza del lunario), ed in seguito dalla ref. 2497, dei primi anni cinquanta.

Patek Philippe cronografo calendario perpetuo ref. 1518, metà anni '40 circa
Esemplificazione del bilanciere Gyromax, con le viti per la microregolazione perpendicolari al bilanciere

Nel 1949 fu brevettato il bilanciere Gyromax, il quale è contraddistinto dall'avere le piccole viti di regolazione del bilanciere non sporgenti, ma poste verticalmente sopra il bilanciere che consentono di modificarne l'inerzia[9]. La posizione perpendicolare delle microviti rispetto al bilanciere consente a quest'ultimo di avere una maggior dimensione, ed una maggiore dimensione comporta una migliore cronometria dell'orologio (cioè una maggior precisione).

Nel 1953 vennero prodotti i primi orologi automatici, mossi dal movimento di manifattura 12-600AT[10], con massa oscillante centrale in oro 18 carati decorata a guilloché. Sempre nel 1953 Patek Philippe avvia anche la produzione in serie di orologi con complicazione Cottier delle ore del mondo, con la referenza 2523, la quale era arricchita da un quadrante in smalto policromo che riproduceva i continenti. Le prime referenze dei modelli ore del mondo avevano due corone distinte: una a ore 3 per gestire le sfere e una a ore 9 per ruotare il rehaut su cui erano riportati i nomi delle varie città su cui si doveva calcolare il fuso orario.

Analogamente ad altri fabbricanti svizzeri l'azienda concentra gran parte della sua produzione sugli orologi a movimento meccanico, tuttavia nel corso della sua storia ha prodotto anche orologi al quarzo. Il primo di questi fu realizzato nel 1956 per essere montato su un orologio da tavolo, il quale venne regalato nel 1963 al presidente USA John Kennedy dal sindaco di Berlino Ovest Willy Brandt e raffigurante con tre orologi recanti i tre diversi fusi orari di Washington, Mosca e Berlino.[11]

A fine anni Cinquanta vengono realizzati alcuni orologi da polso asimmetrici, disegnati da Gilbert Albert (referenze 3412, 3414, detto "Cobra"[12], 3424)[13].

Patek Philippe cronografo calendario perpetuo ref. 2499, di metà anni Cinquanta

Nel 1962 viene presentato il primo calendario perpetuo alimentato da un movimento automatico, con referenza 3448, rimasto in catalogo per oltre vent'anni, fino a metà anni Ottanta.

Nel 1968 Patek presenta il Golden Ellipse, un dress watch che rispetta le proporzioni auree, dalla cassa ovale e realizzato solo in materiale pregiato[14].

Anni Settanta: l'avvento del Nautilus[modifica | modifica wikitesto]

Ad inizio anni Settanta Patek Philippe è una delle aziende che contribuiscono alla creazione del movimento al quarzo Beta21, che viene incassato da Patek nella ref. 3587.

È del 1976 uno dei più grandi successi commerciali dell'azienda ginevrina: il Nautilus[15], un orologio da polso sportivo realizzato in acciaio dal noto designer Gérald Genta, che solo qualche anno prima aveva avuto modo di disegnare anche l'Audemars Piguet Royal Oak, che, insieme al Nautilus, diventerà il simbolo di una nuova categoria di orologi, sdoganando l'acciaio anche per aziende che fino a quel momento avevano sempre prediletto i metalli nobili. Il primo Nautilus realizzato è stato identificato con la ref. 3700 (ribattezzata "Jumbo" per via delle dimensioni maggiori, di ben 42 mm, rispetto alla ref. 3800, di inizio decennio successivo), con movimento automatico ultrasottile 28-255 di derivazione Jaeger-LeCoultre (calibro 920) e privato della lancetta dei secondi. Nel corso degli anni questo modello è stato declinato in numerose varianti di materiale e complicazioni[16].

Il nome Nautilus è stato scelto perché la forma della cassa ricordava gli oblò dell'omonimo sottomarino del Capitano Nemo del romanzo di Verne Ventimila leghe sotto i mari.

Patek Philippe Nautilus (ref. 4700/15), qui in versione femminile in oro e acciaio e con movimento al quarzo, risalente ai primi anni Novanta

Nel 1977 Philippe Stern, già all'interno dell società da metà anni Sessanta, diventa presidente dell'azienda succedendo al padre Henri, il quale a sua volta aveva preso il posto del padre Charles.

Anni Ottanta: le celebrazioni del 150º anniversario[modifica | modifica wikitesto]

Una delle due facce del Patek Philippe cal. 89, all'epoca l'orologio più complicato del mondo

Nel 1981 il Nautilus viene proposto anche di dimensioni più contenute (ref. 3800, da 37.5 mm di diametro) e contestualmente il modello viene declinato anche in acciaio e oro e in versioni al quarzo di piccolo diametro per i polsi femminili[17].

Nel 1985 viene stravolta l'estetica degli orologi con calendario perpetuo: viene pensionata la storica ref. 3448 e sostituita con la ref. 3940, il cui layout del quadrante si fa più simile ai modelli cronografo calendario perpetuo, in quanto le due finestrelle sotto le ore dodici per giorno e mese vengono sostituite da due subdials a ore tre (mese) e nove (giorno), che integrano anche l'indicazione dell'anno e delle ventiquattr'ore. Ugualmente anche il movimento è stato sostituito, visto che la referenza aggiornata è dotata del 240Q con microrotore, il calibro con complicazione di calendario perpetuo più sottile di sempre al momento della sua presentazione. Il calibro si basa sul noto 240[18] (risalente al 1977, di derivazione Universal Genève e già visto su diversi Golden Ellipse e Calatrava), a cui Patek Philippe ha applicato un modulo per inserire la complicazione del calendario perpetuo. L'estetica del vecchio calendario perpetuo verrà comunque ripresa negli anni a seguire con la ref. 5396 con calendario annuale e con la recente prestigiosa referenza 5236 che porta l'inedita complicazione del calendario perpetuo con indicazione lineare di giorno, data e mese.

L'anno successivo viene rivisitato il cronografo calendario perpetuo: la ref. 2499, rimasta a catalogo per oltre trent'anni viene sostituita dalla ref. 3970, alimentata da un Lemania 2310[19] (ribattezzato da Patek CH 27-70[20]: un calibro di fornitura, ma di altissimo livello, montato anche da altri marchi blasonati come Breguet, Vacheron Constantin, Roger Dubuis e Omega) con l'aggiunta del modulo perpetuo già visto sul 240. A fianco della 3970 è stata inoltre realizzata una variante di perpetuo con cronografo rattrapante (ref. 5400). La ref. 3970 viene parzialmente aggiornata nell'estetica e nelle dimensioni con la ref. 5970.

Nel 1989 fu costruito il celebre Calibro 89 da tasca, l'orologio più complicato del mondo, caratterizzato dalla presenza di trentatré complicazioni (tra cui anche alcune inedite, come l'indicazione della data di Pasqua[21]), ventiquattro lancette, 1728 componenti, e realizzato per celebrare il 150º anniversario della fondazione[22]. Anche le dimensioni sono significative: oltre 90 mm di diametro e un peso di circa 1 kg e 200 grammi. Quest'ultimo capolavoro orologiero si distinse anche per la cifra a cui venne battuto in asta da Habsburg Feldman: 4 miliardi e mezzo di lire italiane sborsati da un collezionista d'arte di Zurigo[23]. L'anniversario venne inoltre celebrato con la realizzazione di altri due modelli pregiati: una ripetizione minuti (ref. 3979) e un calendario perpetuo con ripetizione minuti (ref. 3974).

Patek Philippe ripetizione minuti in oro, ref. 3979, prodotto per celebrare i 150 anni della Maison.

Anni '90 e Nuovo Millennio: l'innovazione continua[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi degli anni Novanta si aprono con la realizzazione di un pezzo unico su richiesta di un collezionista: si tratta di un modello assai particolare, dotato di cassa trapezoidale in oro bianco sormontata da un diamante da 13.43 carati utilizzato al posto del vetro per proteggere il quadrante. L'orologio, progettato come pezzo unico (ref. 3843/1) a partire dal 1991, è stato consegnato al collezionista committente tre anni più tardi, nel 1994[24].

Nel 1993 nasce la collezione Gondolo, ispirata ai modelli che, tra gli anni Venti e Trenta, venivano venduti in Sud America. Lo stesso anno la funzione di calendario perpetuo con data retrograda viene rivista con la ref. 5050, dopo un lungo periodo in cui la reinterpretazione di questa complicazione era stata abbandonata. Ciononostante la ref. 3940 continua a rimanere in produzione.

Patek Philippe Gondolo in platino, ref. 5098P

A metà anni Novanta è stato proposto un nuovo orologio sportivo, simile per forme al Nautilus, ma dall'appeal maggiormente sportivo, anche per via del suo cinturino in gomma: si tratta dell'Aquanaut, più di recente proposto anche in una variante con bracciale in acciaio.

Nel 1996 Patek propone il suo primo movimento di manifattura dotato di calendario annuale.

Nel 1997 venne inaugurata la manifattura di Plan-les-Ouates.

Nel 1998 viene introdotta la ref. 3710 del Nautilus, con l'indicazione della riserva di carica: disponibile solamente in acciaio e con quadrante nero con numeri romani. Un altro celebre orologio da tasca, con ben ventuno complicazioni, è lo Star Caliber 2000[25], presentato per la celebrazione dell'inizio del III millennio nel 2000. La particolarità di questo orologio è la presenza del carillon Westminster su cinque timbri, che riproduce la melodia del parlamento inglese. Nel 2001, in occasione del 150º anniversario di fondazione dell'azienda, venne realizzato l'orologio da polso più complicato per l'epoca, lo Sky Moon Tourbillon, contraddistinto dalla celebre cassa a due quadranti e celebre per essere diventato uno degli orologi da polso più costosi in asta[26]. Lo stesso anno i festeggiamenti proseguirono con la realizzazione di un modello speciale di Calatrava, ribattezzato "Officier"; realizzato in 2200 pezzi e dotato di cassa in oro e doppio fondello incernierato a sinistra, corona zigrinata "a cipolla", anse dritte, numeri e sfere Breuget, raccordandosi allo stile più antico degli orologi da tasca.

L'abilità manifatturiera di Patek è chiara anche per quanto riguarda le funzioni cronografiche, come dimostrato nel Calatrava ref. 5959[27], introdotto nel 2005 in collezione e forte di un valido movimento cronografico rattrapante a carica manuale chiamato CHR 27-525 PS, che al momento della sua presentazione era il calibro rattrapante più sottile di ogni epoca.

A partire dal 2005 inoltre sono state introdotte diverse componenti in silicio nei movimenti Patek, come la ruota di scappamento Silinvar[28], la spirale Spiromax (del 2006), lo scappamento Pulsomax (del 2008) e l'organo regolatore Oscillomax (nel 2011)[29].

Dal 2006, in onore dei 30 anni dal primo Nautilus, è stata presentata la nuova referenza 5711, discontinuata nel 2021 a seguito della variante con quadrante verde[30] e della versione verde acqua riportante la scritta Tiffany sul quadrante, così come accadeva negli anni Cinquanta e Sessanta. Questa nuova generazione vede anche ulteriori complicazioni, così com'era stata per la precedente, come il modello con calendario e riserva di carica (ref. 5712), il cronografo (ref. 5980), il calendario completo (ref. 5726, dal 2010) e il cronografo dual time (ref. 5990, risalente al 2014), oltre a modelli da donna (reff. 7011, 7118 e similari)[31].

Sempre nel 2006 viene presentata anche la nuova generazione del Calatrava calendario perpetuo, ref. 5140, mossa sempre dal calibro 240Q come la precedente.

Nel 2007 è il turno dell'aggiornamento tecnico ed estetico della ref. 5050, calendario perpetuo con data retrograda, sostituita con la ref. 5159 (attualmente a catalogo c'è la ref. 5160).

Dal 2009 l'azienda non utilizza più il Punzone di Ginevra per certificare la qualità dei suoi orologi, ma adotta un apposito ed esclusivo sigillo, chiamato "sigillo Patek Philippe", con cui non si limita a certificare la qualità e l'affidabilità del movimento, bensì dell'intero orologio.

Nel 2011 viene presentata la nuova generazione del cronografo con calendario perpetuo (ref. 5270)[32], che sostituisce la precedente ref. 5970. Rispetto a quest'ultima viene introdotto per la prima volta un movimento interamente prodotto da Patek Philippe, chiamato CH 29-535 PS Q[33]. Cambiano due visualizzazioni, cioè l'indicazione dell'anno bisestile che non più all'interno del subdial a ore 3, bensì in un piccolo foro sul quadrante tra le ore 4 e 5, e allo stesso modo l'indicatore AM/PM è posto in un piccolo foro speculare collocato tra le 7 e le 8[34].

Nel 2012 la complicazione del calendario perpetuo viene ospitata anche in una cassa a cuscino (ref. 5940)[35].

Nel 2014, per i 175 anni dell'azienda, è stato presentato un altro capolavoro: il Grandmaster Chime (ref. 6300)[36], realizzato in 7 esemplari e dotato di calendario perpetuo, ripetizione minuti, suoneria, riserva di carica della suoneria, indicazione di un secondo fuso orario e altro, per un totale di venti complicazioni.

Nel 2016 l'azienda ha festeggiato i 40 anni dalla nascita del primo Nautilus realizzandone diverse edizioni celebrative (solotempo, cronografo e un'inedita versione in calendario perpetuo, ref. 5740 con calibro 240Q) in materiale pregiato. Nel 2017 vengono proposti due varianti (differenti per colore del quadrante e materiale) di un cronografo rattrapante con calendario perpetuo (ref. 5372P), seguite, qualche anno più tardi, dalla variante per mancini (ref. 5373P)[37].

Nel 2019 la collezione Calatrava si amplia con una nuova complicazione, quella del calendario settimanale (ref. 5212), incassato in una cassa rotonda acciaio[38].

Il Patek Philippe Calatrava (ref. 6007) è stato presentato per festeggiare l'apertura della nuova manifattura a Plan-les-Ouates

Nel 2020 è stato inaugurato un nuovo edificio a Plan-les-Ouates, in grado di radunare tutta la produzione della maison in un unico luogo[39]. Per onorare questa ricorrenza è stato realizzato un modello celebrativo del Calatrava, la ref. 6007 in acciaio con quadrante blu decorato con un motivo che richiama la trama del carbonio. Un altro modello di grandissima qualità, dello stesso anno, è il Grande Sonnerie ref. 6301P[40], imparentato con il Grandmaster Chime.

Nel 2021 il Calatrava aggiunge una ulteriore complicazione alla sua collezione, quella del calendario lineare, segnando una prima assoluta per un orologio da polso (ref. 5236P)[41]. Questa complicazione è stata reinterpretata da quella già vista negli anni Cinquanta in un modello da tasca in oro, ref. 725/4. Lo stesso anno il reparto ricerca e sviluppo ha studiato un nuovo modo per migliorare l'acustica nei suoi orologi dotati della complicazione della suoneria e della ripetizione minuti, a prescindere dal materiale della cassa. È stato così sviluppato un modulo, chiamato "fortissimo" (traendo ispirazione dalla musica classica) in cui attorno al movimento è stato posto un anello in titanio dotato di quattro fori che consentono una migliore propagazione del suono, generato dai martelletti non più in acciaio, bensì in platino[42].

Palazzo Patek Philippe a Ginevra

La famiglia Stern mantiene ancora oggi la proprietà. L'attuale presidente è Thierry Stern, mentre suo padre Philippe Stern è dal 2009 presidente onorario.[43]

Nel 2023, in occasione dell'asta benefica Only Watch che si tiene ogni anno nel Principato di Monaco, Thierry Stern ha voluto tributare l'ottantacinquesimo compleanno del padre Philippe, a lungo presidente dell'azienda, con un orologio pluricomplicato alimentato da un movimento realizzato appositamente per questo segnatempo e mai più utilizzato[44]. Lo stesso anno la linea Calatrava introduce un nuovo modello particolare: si tratta di un dual time con visualizzazione delle 24 ore (ref. 5224): le lancette delle ore compiono un solo giro durante l'intero arco della giornata.

Nel 2023 Patek Philippe presenta una serie limitata di un orologio con allarme e ripetizione minuti, tributo a Philippe Stern, storico proprietario e presidente onorario della Maison, per il suo ottantacinquesimo proprietario. La referenza è la 1938P-001. Il movimento automatico, chiamato R AL 27 PS, progettato specificatamente per questo orologio, non verrà più adoperato dall'azienda. Sul rotore periferico inoltre è incisa la firma di Stern.

Patek Philippe Calatrava Travel Time ref. 5524R

Tra i clienti reali dell'azienda si ricordano i papi Leone XIII e Pio IX, il Re Cristiano IX di Danimarca e sua moglie Luisa, Vittorio Emanuele III d'Italia e il sultano Ḥusayn Kāmil.

Nel 2023 Patek ha prodotto oltre 65.000 orologi[45].

Patek Philippe in asta[modifica | modifica wikitesto]

L'assoluta ricercatezza dei propri prodotti ha dato spesso anche luogo ad aste entusiasmanti e rialzi incredibili: nel 2014 l'orologio da tasca che fu di Henry Graves venne battuto all'asta per 17 milioni di euro da Sotheby's, nel 2016 il primo cronografo con calendario perpetuo in acciaio mai creato dalla Maison (ref. 1518) fu aggiudicato per oltre 10 milioni di euro[46], mentre nel 2019 l'unica versione del Grandmaster Chime realizzata in acciaio è stata aggiudicata per la cifra record di 28 milioni di dollari[47] (finiti in beneficienza), e nel 2021, sempre durante l'asta benefica Only Watch Patek ha presentato un orologio da tavolo con calendario perpetuo, ref. 27001M[48], battuto a 9 milioni[49]. L'11 dicembre 2021 la casa d’aste Phillips ha battuto all’asta il primo segnatempo attualmente disponibile della serie limitata Patek Philippe Ref. 5711/1A-018 Nautilus, in acciaio inossidabile con quadrante "Tiffany Blue". Battendo ogni record per un modello Nautilus ref. 5711, il segnatempo è stato venduto per oltre 5,7 milioni di euro. Il ricavato è stato devoluto a The Nature Conservancy, un’organizzazione ambientale globale con sede ad Arlington, in Virginia, tuttavia questo aspetto porta in gioco anche i vantaggi fiscali per l’acquirente che in molti paesi ha la charity dove le donazioni vengono dedotte quasi interamente dalle tasse. Questo aspetto ha sollevato un’accesa polemica nel mondo dell’orologeria.

Molto spesso, la rarità dei modelli più eleganti abbinati a materiali come l'acciaio ha fatto sì che questi orologi ottenessero molto più successo in asta dei loro omologhi in oro.

Serie[modifica | modifica wikitesto]

La produzione di tale azienda è articolata in più serie:

  • Calatrava: creata nel 1932, è contraddistinta da forme semplici ed eleganti. Sono prodotti solo orologi con cassa circolare, classici dress watch[50]. In questi ultimi anni la collezione ha integrato numerose complicazioni di vari tipi, dai travel time ai calendari perpetui.
  • Ellisse d'Oro (Golden Ellipse): creata nel 1968, presenta solo orologi di forma ellittica le cui proporzioni sono sancite dalla Sezione aurea. A testimonianza della raffinatezza e della sobrietà di questo orologio, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne possiede uno[51].
  • Nautilus: creata nel 1976, presenta orologi con forma della cassa ispirata all'oblò di un transatlantico e lunetta ottagonale con angoli smussati.
  • Gondolo: creata nel 1993, presenta solo orologi di forma e decorati secondo l'Art déco.
  • Aquanaut: creata nel 1997, presenta orologi sportivi di forma moderna.
  • Complicazioni e Grandi complicazioni, orologi che presentano funzionalità aggiuntive.
Patek Philippe in platino con calendario perpetuo e datario retrogrado

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Caroline Murat, regina di Napoli | Breguet, su www.breguet.com. URL consultato il 6 giugno 2023.
  2. ^ (EN) Wei Koh, 1925: Patek Philippe 97975, the World’s First Perpetual Calendar Wristwatch, su Revolution Watch, 3 febbraio 2020. URL consultato il 13 luglio 2023.
  3. ^ (EN) Jack Forster May 09, 2017, Happenings: The Patek Philippe Art Of Watches Grand Exhibition To Include Major Pieces From U.S. Collectors, su Hodinkee. URL consultato il 6 giugno 2023.
  4. ^ L’orologio dei record, battuto all’asta per 17 milioni, su corriere.it.
  5. ^ I Primi Patek Philippe Ore Del Mondo | Italian Watch Spotter, su italianwatchspotter.com, 22 luglio 2020. URL consultato il 6 giugno 2023.
  6. ^ Il 1518, Primo Crono-perpetuo Di Patek Philippe | Italian Watch Spotter, su italianwatchspotter.com, 9 febbraio 2020. URL consultato il 6 giugno 2023.
  7. ^ (EN) Sound Investments: The Genius of Patek Philippe Minute Repeaters 1. -, su DEPLOYANT, 19 agosto 2016. URL consultato il 13 luglio 2023.
  8. ^ Ref. 2499 - Il Patek Philippe Per Eccellenza | Italian Watch Spotter, su italianwatchspotter.com, 24 maggio 2020. URL consultato il 3 gennaio 2024.
  9. ^ https://blog.orologeria.org, Gyromax cos'è? Come funziona? Cosa vuol dire? - Blog Orologi di Lusso da Investimento, su blog.orologeria.org, 22 aprile 2023. URL consultato il 13 luglio 2023.
  10. ^ (EN) http://facebook.com/PuristsWatchprosite, Patek Philippe - The 12-600 collection, su WATCHPROSITE - Wristwatch News, Reviews, & Original Reports, Puristspro, 2 novembre 2014. URL consultato il 13 luglio 2023.
  11. ^ (EN) JOHN F. KENNEDY'S PATEK PHILIPPE DESK CLOCK - Montres Publiques - The vintage watch magazine, su Montres Publiques, 21 maggio 2021. URL consultato il 6 giugno 2023.
  12. ^ (EN) Adrian Hailwood, Linear Progression: The Patek Philippe Cobra 3414, su Revolution Watch, 14 aprile 2020. URL consultato il 6 giugno 2023.
  13. ^ Gilbert Albert: Gli Orologi Per Patek Philippe - IWS, su italianwatchspotter.com, 9 gennaio 2022. URL consultato il 6 giugno 2023.
  14. ^ (EN) Patek Philippe - Golden Ellipse - Trends and style - WorldTempus, su en.worldtempus.com. URL consultato il 6 giugno 2023.
  15. ^ Conoce la historia del Nautilus de Patek Philippe 1976 - : Watches World, su watchesworld.com.mx. URL consultato il 13 luglio 2023.
  16. ^ Carmine Di Donato, Patek Philippe Nautilus | Storia e i modelli più rappresentativi, su Recensioni Orologi, 17 ottobre 2020. URL consultato il 4 giugno 2023.
  17. ^ (EN) Brice Goulard, History of the Patek Philippe Nautilus, Part 2 – The evolution of a collection (1980/2006), su Monochrome Watches, 18 ottobre 2016. URL consultato il 13 luglio 2023.
  18. ^ (EN) Patek Philippe caliber 240 » WatchBase, su WatchBase.com. URL consultato il 13 luglio 2023.
  19. ^ (EN) Lemania caliber 2310 » WatchBase, su WatchBase.com. URL consultato il 13 luglio 2023.
  20. ^ (EN) Patek Philippe caliber CH 27-70 » WatchBase, su WatchBase.com. URL consultato il 13 luglio 2023.
  21. ^ S.lombi, Il Calibro 89 di Patek Philippe: il primo orologio ad indicare la data di Pasqua, su Hausmann & Co., 24 aprile 2016. URL consultato il 2 giugno 2023.
  22. ^ Jader Barracca e Giampiero Negretti, Imbattibile, in Orologi, n. 17.
  23. ^ Massimo Barracca e Franco Nencini, Andante con brio, in Orologi, n. 21.
  24. ^ The Bespoke Patek Philippe Ref. 3843/1 with a 13-Carat Diamond Crystal Reemerges, su SJX Watches. URL consultato il 25 ottobre 2023.
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