Partito del Movimento Nazionalista

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Partito del Movimento Nazionalista
(TR) Milliyetçi Hareket Partisi
Milliyetçi Hareket Partisi Logo.svg
LeaderDevlet Bahçeli
StatoTurchia Turchia
Fondazione1969
IdeologiaNazionalismo[1][2][3][4][5]
Nazionalismo culturale[5][6][7]
Conservatorismo sociale[8]
Conservatorismo nazionale[9]
Populismo di destra[10][11]
Euroscetticismo[12]
Panturchismo[13]
Turanismo[14]
Sintesi turco-islamica
CollocazioneDestra[15][16][17][18]/Estrema destra[1][19][20][21]
Seggi Grande Assemblea Nazionale
50 / 600
Iscritti489,239[22] (2018)
Sito web

Il Partito del Movimento Nazionalista (in turco Milliyetçi Hareket Partisi, MHP) è un partito politico turco.

È il braccio politico dei Lupi grigi.[23]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il partito nasce negli anni '70 ad opera di Alparslan Türkeş. Il MHP si caratterizza subito come un partito fortemente nazionalista, avverso alle minoranze etniche, in modo particolare Curdi ed Armeni, e contrario alle politiche del Partito Popolare Repubblicano. Nel suo programma si trovano anche accessi all'ideologia panturanica, ovvero panturca.

Nel 1980, dopo l'intervento militare del generale Kenan Evren, il partito venne bandito, come molti altri, dai militari e costretto allo scioglimento. Nel 1983, il partito fu rifondato con il nuovo nome di Partito dell'Impegno Nazionalista (Milliyetçi Çalışma Partisi - MCP) e nel 1992 riacquistò il nome originario. Dopo la morte di Türkeş e sotto la guida di Devlet Bahçeli il partito assunse posizioni più moderate ed accentuò la sua componente laica. Ciò provocò la frattura con la componente filo-islamica, che diede vita al Partito della Grande Unione, che, però, a causa della concorrenza del Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, islamico-conservatore, ha ottenuto alle elezioni del 2002 appena l'1,1% dei voti.

Alle elezioni del 1999, l'MHP, grazie alla cattura in Kenya del leader separatista curdo Öcalan, ottenne una grande visibilità per le sue battaglie nazionaliste e, con il 18% dei voti, divenne il secondo partito ed entrò in un governo formato con il Partito della Madrepatria (ANAP) e il Partito della Sinistra Democratica (DSP).

Nelle politiche del 2005, con l'8,3% il MHP non è riuscito a superare lo sbarramento elettorale del 10%. In Turchia, infatti è in uso un sistema proporzionale con uno sbarramento molto alto. L'eliminazione di tale sbarramento, considerato anti-democratico, è uno dei parametri richiesti dall'Unione europea alla Turchia per la sua adesione alla stessa.

Alle elezioni del 2007 il MHP è ritornato alla Camera. Il MHP, infatti, ha approfittato dello scontro tra laici ed islamici. Nei due anni precedenti, infatti, la vita politica turca è stata caratterizzata dallo scontro tra l'AKP, islamici moderati, da un lato e il CHP, sinistra nazionalista, e DSP, socialdemocratici, dall'altra. L'AKP, infatti, aveva cercato di eleggere l'islamico Gul presidente della Repubblica. Ciò aveva provocato le proteste di piazza dei partiti laici, che vedevano in questa elezione un attentato alla laicità dello Stato. L'AKP, pur non riuscendo ad eleggere Gul, ottenne le elezioni anticipate. L'AKP finì per porsi come un partito islamico, ma attento al rispetto delle prassi democratiche ed alla riduzione del peso dei militari nella vita politica turca. MHP, pertanto, ebbe gioco facile a porsi come l'unico partito veramente garante dei tradizionalisti religiosi, preoccupati dalle manifestazioni di piazza dei laici, del sostegno dei militari alle tesi laiciste e che consideravano l'AKP troppo centrista. L'MHP ottenne alle elezioni politiche il 14,3% dei consensi ed elesse ben 69 deputati, non riuscendo a costringere l'AKP ad una coalizione, ma riuscendo comunque ad avere un'ampia compagine parlamentare. Il risultato parlamentare fu ancora migliorato nelle elezioni del giugno 2015 con il 16,29% dei voti e 82 seggi[24]. Da quelle elezioni nessun partito risultò avere una maggioranza parlamentare, l'MHP rifiutò governi di colazioni sia con l'AKP che con gli altri due partiti di opposizione. Nelle successive elezioni del novembre 2015 il partito perse significativamente consensi, attestandosi all'11,90% dei voti e conquistando solo 40 seggi. Dopo le elezioni la leadership di Devlet Bahçeli è stata contesta da più parti, anche per il suo appoggio al progetto di riforma in senso presidenziale di Erdoğan, accusato da più parti, in Turchia e all'estero, di portare avanti un disegno autoritario. Bahçeli tuttavia si è rifiutato di indire un congresso del partito, operando al contempo per sostituire a livello locale i rappresentanti politici contrari alla sua leadership. In ottemperanza a una decisione della magistratura (che pure in precedenza, secondo alcuni sotto l'influenza del governo, aveva dato ragione a Bahçeli) il congresso si terrà a giugno o luglio 2016, e alcuni analisti hanno osservato che dal risultato di quel congresso dipenderà il futuro politico della Turchia, poiché l'MHP, con una diversa leadership, sembra l'unico partito in grado di scalfire significativamente il consenso del l'AKP[25]

Risultati elettorali[modifica | modifica wikitesto]

Voti % Seggi
Parlamentari 1969 274 225 3,02 1
Parlamentari 1973 362 208 3,38 3
Parlamentari 1977 951 544 6,42 16
Parlamentari 1995 2 301 343 8,18 0
Parlamentari 1999 5 585 513 13,01 53
Parlamentari 2002 2 629 808 8,35 0
Parlamentari 2007 5 001 869 14,27 71
Parlamentari 2011 5 585 513 13,01 53
Parlamentari 2015 (giugno) 6,058,489 16,04 82
Parlamentari 2015 (novembre) 5,694,136 11,90 40

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Wolfram Nordsieck, Turkey, su Parties and Elections in Europe, 2011. URL consultato il 30 marzo 2014.
  2. ^ Arman, Murat Necip, The Sources Of Banality In Transforming Turkish Nationalism, in CEU Political Science Journal, nº 2, 2007, pp. 133–151.
  3. ^ Eissenstat, Howard., Anatolianism: The History of a Failed Metaphor of Turkish Nationalism, Middle East Studies Association Conference, Washington, D.C., November 2002.
  4. ^ Tachau, Frank., The Search for National Identity among the Turks, in Die Welt des Islams, New Series, vol. 8, nº 3, 1963, pp. 165–176.
  5. ^ a b Steven A. Cook, Recent History: The Rise of the Justice and Development Party, in U.S.-Turkey Relations: A New Partnership to (Council on Foreign Relations), 2012, p. 52.
  6. ^ Fatma Müge Göçek, The Transformation of Turkey: Redefining State and Society from the Ottoman Empire to the Modern Era (I.B. Tauris), 2011, p. 56.
  7. ^ Nathalie Tocci, Turkey and the European Union, in The Routledge Handbook of Modern Turkey (Routledge), 2012, p. 241.
  8. ^ Ödül Celep, Turkey's Radical Right and the Kurdish Issue: The MHP's Reaction to the "Democratic Opening", in Insight Turkey, vol. 12, nº 2, 2010.
  9. ^ Ali Carkoglu, Turkey and the European Union: Domestic Politics, Economic Integration and International Dynamics, Routledge, 2004, p. 127.
  10. ^ Russell F. Farnen (a cura di), Nationalism, Ethnicity, and Identity: Cross National and Comparative Perspectives, Transaction Secularism Publishers, 2004, p. 252, ISBN 978-1-4128-2936-6.
    «..the nationalist-fascist Turkish National Movement Party (MHP).».
  11. ^ Nermin Abadan-Unat, Turks in Europe: From Guest Worker to Transnational Citizen, New York, Berghahn Books, 2011, p. 19, ISBN 978-1-84545-425-8.
    «...the fascist Nationalist Movement Party...».
  12. ^ Euroscepticism: Party Ideology Meets Strategy, su researchgate.net.
  13. ^ MHP to start rallies against Kurdish initiative on Dec 13, in Today's Zaman, 4 dicembre 2009. URL consultato il 4 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 gennaio 2015).
  14. ^ (EN) Mehtap Söyler, The Turkish Deep State: State Consolidation, Civil-Military Relations and Democracy, Routledge, 2015, p. 119, ISBN 978-1-317-66880-0.
  15. ^ (FR) En Turquie, le parti d’Erdogan bénéficie du succès inattendu des nationalistes du MHP, su Le Monde.fr, 26 giugno 2018. URL consultato il 9 gennaio 2019.
  16. ^ Fawaz Gerges, Contentious Politics in the Middle East, Springer, 2016, p. 299.
  17. ^ Gözde Yilmaz, Minority Rights in Turkey, Taylor & Francis, 2017, p. 65.
  18. ^ Turkish right-wing dissidents' bid to oust party leader foiled, in Yahoo News, 15 maggio 2016.
  19. ^ Turkey Recent Economic and Political Developments Yearbook Volume 1 - Strategic Information and Developments. P.46. Published in July 2015 and updated annually. International Business Publications, Washington, USA. Accessed via Google books. Retrieved 16 February 2017.
  20. ^ Global Turkey in Europe II. Energy, Migration, Civil Society and Citizenship Issues in Turkey-EU Relations. p.180. First published by Edizioni Nuova Cultura in 2014. Published in Rome, Italy. Accessed via Google books. Retrieved 16 February 2017.
  21. ^ Turkish far right on the rise. The Independent. Author - Justin Huggler. Published 19 April 1999. Retrieved 16 February 2017.
  22. ^ Milliyetçi Hareket Partisi, in Party files, T.C. Yargıtay Cumhuriyet Başsavcısı (Office of the Prosecutor at the Court of Cassation of the Turkish Republic), 28 novembre 2018. URL consultato il 30 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 14 febbraio 2015).
  23. ^ Amministrative Turchia, Erdorgan in testa con il 50,4%. Scontri: otto morti (la Repubblica), 30 marzo 2014. URL consultato il 30 marzo 2014.
  24. ^ Notizie di esteri del Corriere della Sera
  25. ^ (EN) How a Turkish opposition party turned pro-Erdoğan, su Al-Monitor, 20 maggio 2016. URL consultato il 31 maggio 2016.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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