Partisan Review

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Partisan Review
StatoStati Uniti Stati Uniti
Linguainglese
Periodicitàtrimestrale
Formatomagazine
Fondazione1934
Chiusura2003
Sede236 Bay State Road
Boston, MA 02215
ISSN0031-2525 (WC · ACNP)
Sito web
 

Partisan Review è stata una rivista trimestrale statunitense pubblicata dal 1934 al 2003, con una sospensione tra ottobre 1936 e dicembre 1937.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La rivista fu fondata da William Phillips (1907-2002), Philip Rahv (1908-1973), e Sender Garlin (1902-1999), all'inizio come alternativa a "The New Masses". Tra i primi lettori, abbonati e sostenitori c'erano gli immigrati ebrei dell'Europa. Raggiunse la massima diffusione dagli ultimi anni 1930 ai primi anni 1960, quando diventò uno dei punti di riferimento per le discussioni politico-culturali e i dibattiti letterari alla moda, oltre che per pubblicare autori emergenti e recensioni.

Tra i collaboratori si ricordano W.S. Merwin, Conor Cruise O'Brien, Saul Bellow, Valery Brainin-Passek, Doris Lessing, Philip Roth, Lionel Trilling, Irving Howe, Dwight Macdonald, Hannah Arendt, Mary McCarthy, Clement Greenberg, Lionel Abel, James Burnham, Meyer Schapiro, Harold Rosenberg e Susan Sontag.

Quando Philip Rahv chiese in una lettera a George Orwell di trovare collaboratori inglesi, questi offrì i nomi di Alex Comfort, Henry Treece, Alun Lewis, William Rogers, G. S. Fraser, Roy Fuller, Kathleen Raine, che scrivevano su Poetry London, oltre ai più noti di Herbert Read, T. S. Eliot, Stephen Spender, Louis MacNeice, E. M. Forster, William Empson, Jack Common, Hugh Slater, Robert Lowell, Norman Mailer, Lewis A. Coser, Marianne Moore e Roy Campbell[1].

Tra il 1941 e il 1946 Orwell scrisse 15 lettere da Londra per Partisan Review. Nel 1949, la rivista premiò lo scrittore per Nineteen Eighty-Four.

Nel 1963 la sede venne spostata all'interno della Rutgers University, dove William Phillips divenne lettore del dipartimento di letteratura inglese. Nel 1978, in occasione del suo pensionamento, la facoltà gli levò l'opportunità di continuare ad avere gli uffici e l'assistenza della segreteria. Spostò quindi la rivista presso la Boston University, ma gli venne impedito di spostare l'archivio. Questo portò a una battaglia legale che Phillips vinse[2].

Più di recente sono apparsi anche articoli di Doris Lessing, Norman Manea, Cynthia Ozick, Steven Marcus, Czesław Miłosz, Mario Vargas Llosa Amos Oz, Peter Brooks, Marc Fumaroli, Tzvetan Todorov, Adam Zagajewski, Leszek Kołakowski e traduzioni di poesie di Eugenio Montale, Luciano Erba, Umberto Saba, Alda Merini e Mario Luzi.

Dopo la morte di Phillips, la moglie Edith Kurzweil (1925-) proseguì il lavoro editoriale della rivista per pochi numeri. Poi la rivista chiuse con il numero 1 dell'anno LXX (2003)[3].

Articoli considerati classici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sonia Orwell e Ian Angus (a cura di), The Collected Essays, Journalism and Letters of George Orwell, vol. 2: My Country Right or Left, London, Penguin, p. 16.
  2. ^ Ronald Becker, On Deposit: A Handshake and a Lawsuit in "The American Archivist"[collegamento interrotto], Society of American Archivists.
  3. ^ l'articolo su "The New York Times".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) The Partisan Review Anthology, a cura di William Phillips e Philip Rahv, Holt, Rinehart & Winston, 1961
  • (EN) Alexander Bloom, Prodigal Sons: The New York Intellectuals & Their World, Oxford University Press, 1986. ISBN 978-0-19-505177-3
  • (EN) Terry A. Cooney, The Rise of the New York Intellectuals: Partisan Review and Its Circle, 1934-1945, University of Wisconsin Press, 1986 ISBN 978-0299107109
  • (EN) Edith Kurzweil (a cura di); A Partisan Century: Political Writings from Partisan Review, Columbia University Press, 1996 ISBN 023110331X

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]