Giardino all'inglese

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Il ponte palladiano di Prior Park a Bath, nel Somerset

Il giardino all'inglese è un tipo di giardino, sviluppato nel corso del Settecento in accordo con il concetto di pittoresco, che al contrario di quelli geometrici (all'italiana e alla francese), non si avvale più di elementi per definire e circoscrivere lo spazio, come fondali, quinte arboree o prospettive, ma si basa sull'accostamento e sull'avvicendarsi di elementi naturali e artificiali, tra cui, grotte, ruscelli, alberi secolari, cespugli, pagode, pergole, tempietti neoclassici e rovine (simulanti l'aspetto di resti archeologici antichi o medievali), che chi passeggia scopre senza mai arrivare ad una visione d'insieme; nonostante l'aspetto simile ad un paesaggio naturale, è comunque un luogo in cui la natura non è mai incolta, anche quando assume un'apparenza selvaggia. L'architettura del paesaggio all'inglese, originato dall'estetica di Joseph Addison, risente sia dell'estetismo neoclassico di Winckelmann[1] sia del naturalismo derivato dalle teorie filosofiche di Rousseau e del suo allievo paesaggista René-Louis de Girardin, trovando la sua massima espressione in epoca illuminista e romantica, rimanendo preponderante in tutto il XIX secolo.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Regno giardino di Dessau-Wörlitz, uno dei maggiori parchi all'inglese dell'Europa ottocentesca

Il giardino all'inglese è un fenomeno che ebbe inizio attorno al XVIII secolo, conducendo al superamento dei vecchi schemi geometrici (giardino all'italiana e giardino alla francese) all'interno dei nuovi giardini nobiliari.

È un fenomeno legato all'Illuminismo. Il giardino è visto come il luogo in cui il piacere, suscitato dall'avvicendarsi delle sorprese, viene temprato dall'armonia che lega le varie parti, attraverso la contrapposizione degli opposti, come il regolare al selvaggio, il maestoso all'elegante, l'ameno al malinconico, in modo da bilanciare le differenti sensazioni.

Un esempio è quello realizzato a Stowe (Buckinghamshire), in Inghilterra, tra il terzo e quarto decennio del Settecento da Charles Bridgeman e da William Kent. Nel parco si susseguono, disseminati in un terreno irregolare, 38 monumenti, tra cui la Piramide, il tempio di Venere e Bacco, il tempio dei grandi uomini britannici e il tempio gotico, in modo che vi sembrino riuniti differenti luoghi e civiltà.

In Francia sono presenti ad esempio il Parco Jean-Jacques Rousseau di Ermenonville (ex tenuta del marchese Girardin e luogo dove morì e fu inizialmente sepolto il filosofo), il Parco del Castello di Fontainebleau (come fatto modificare da Napoleone), e il giardino presente nell'Hameau de la Reine, finto villaggio rurale e dipendenza del Petit Trianon alla reggia di Versailles, edificato per la regina Maria Antonietta all'interno del grande parco (che è invece perlopiù un giardino alla francese) che circonda il palazzo reale.

Il giardino all'inglese venne molto sviluppato in Italia da Ercole Silvia, che lo applicò alla propria villa; in seguito riscosse una buona fortuna e lo stesso Ercole Silvia partecipò alla realizzazione di diversi parchi e giardini, connotati all'inglese, non per ultimi i Giardini Reali di Monza e il Giardino della Villa Belgiojoso Bonaparte. In Italia vi sono anche ad esempio il Giardino inglese di Palermo, Parco Giardino Sigurtà e il giardino Treves de Bonfili, oggi appartenente al Comune di Padova che ne ha, con tutti i limiti dei gravi danni subiti a metà Novecento, restaurato una parte. Di valore botanico e storico il Giardino Inglese della Reggia di Caserta, realizzato da John Andrew Graefer, e i Giardini botanici Hanbury di Ventimiglia.

Aspetti ambientali[modifica | modifica wikitesto]

Tra Canada e USA i prati all'inglese occupano circa 25 milioni di ettari, ossia 250 000 chilometri quadrati. È la tipologia di giardino (sebbene ampi prati siano presenti anche nei giardini alla francese come quelli della reggia di Versailles) che occupa più spazio in tutto il Nordamerica. Per raderli si consumano ogni anno tre miliardi di litri di benzina, che producono sette milioni di tonnellate di CO2[3][4]. Infatti come accade per i campi da golf[5] (molto simili ai giardini all'inglese[6]) questo tipo di giardino prevede una manutenzione molto costante e continua attraverso la tosatura e l'irrigazione[3][4]. Questo significa un consumo importante di benzina per tosaerba, il consumo di molta acqua e una quasi totale assenza di animali invece presenti in altri tipi di giardini, poiché il giardino all'inglese, dove siano presenti grandi prati, prevede generalmente poche piante al suo interno[4]. Quindi, animali come insetti, api, scoiattoli, lucertole e così via non trovano un habitat favorevole in questa tipologia di giardino, soprattutto per mancanza di cibo e riparo[4][7]. Per rispettare la fauna, alcuni giardini all'inglese, come il Parco Sigurtà, restano chiusi nella stagione invernale (novembre-marzo).[8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il giardino romantico all'inglese
  2. ^ Il giardino all'inglese
  3. ^ a b Facebook, su facebook.com. URL consultato il 22 agosto 2021 (archiviato il 2 settembre 2021).
  4. ^ a b c d L'erba del vicino non è sempre più verde: il lato nascosto e oscuro dei prati perfetti, su greenMe, 17 agosto 2021. URL consultato il 22 agosto 2021 (archiviato il 22 agosto 2021).
  5. ^ IL GOLF NON É GREEN, su ecoreport.org. URL consultato il 22 agosto 2021.
  6. ^ (EN) Golf is a giant board game damaging the planet: Time for it to go, su euronews, 9 gennaio 2021. URL consultato il 22 agosto 2021 (archiviato il 7 agosto 2021).
  7. ^ (EN) Sinéad Mitchell, 4 reasons why golf is bad for the planet, 17 febbraio 2021. URL consultato il 22 agosto 2021 (archiviato il 22 agosto 2021).
  8. ^ [1]

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