Paolo Emilio Filonardi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Paolo Emilio Filonardi
arcivescovo della Chiesa cattolica
Ennio Filonardi COA.jpg
 
Incarichi ricoperti
 
Nato1580 a Bauco
Nominato arcivescovoda papa Paolo V
Consacrato arcivescovo5 aprile 1616 dal cardinale Filippo Filonardi
Deceduto24 aprile 1624 a Roma
 

Paolo Emilio Filonardi (Bauco, 1580Roma, 24 aprile 1624) è stato un arcivescovo cattolico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da Scipione e Brigida Ambrosi, nobildonna di Anagni, venne avviato alla carriera ecclesiastica dai buoni auspici del fratello Filippo Filonardi , eletto cardinale da Paolo V nel 1611, e dalla tradizione della famiglia Filonardi.

Canonico della basilica di S. Pietro nel 1613, il 18 dic 1614 fu nominato referendario nelle due Segnature e fu eletto

arcivescovo di Amalfi, l'8 febbraio 1616. Il 19 aprile seguente la segreteria di Stato gli comunicò l'elezioni alla nunziatura apostolica nel Regno di Napoli. L'Eubel lo ricorda così: " Amalphitan., Paulus Aemilius Philonardus 8 Febr. 1616. Can. bas. S. Petri de Urbe ( AC 15 f. 43), utr. sign. ref. 18 Dec. 1614 (S. Br. 535 f. 6) usque ad a. 1621, ob. Romae 24 Apr. 1624. ( Galletti in Vat. Lat. f. 80)[1]

Mons. Paolo Emilio Filonardi, prese possesso della nunziatura apostolica nel regno di Napoli il 7 maggio 1616.

Le istruzioni consegnate a mons. Paolo Emilio Filonardi dalla Curia riassumevano i suoi compiti in tre punti principali. Il primo e più importante era la difesa della giurisdizione e dell'immunità ecclesiastica delle continue violenze degli spagnoli. Il secondo richiamava l'attenzione di mons. Paolo Emilio Filonardi sul ruolo di collettoria ricoperto dalla nunziatura: doveva sorvegliare gli spogli degli ecclesiastici deceduti nel territorio del Regno, difendere i beni della Chiesa, controllare la regolare riscossione delle tasse. Infine poiché i vescovi del Regno amavano risiedere a Napoli, il mons. Filonardi avrebbe dovuto insistere perché fosse rispettato l'obbligo della residenza.

Ma l'attività di mons. Filonardi non ebbe affatto i caratteri di semplice amministrazione di una collettoria. Le tensioni successive all'affaire Campanella e quelle legate alla cosiddetta congiura del duca di Osuna nel 1620 lo videro infatti grande mediatore nel tentativo monarchico-feudale di autonomismo politico del Regno di Napoli della Corona spagnola.

Nei consigli rivolti a mons. Filonardi dal cardinale Scipione Borghese sul modo di interpretare il suo incarico è evidente la preoccupazione per il pericolo rappresentato dalla presenza in Napoli del Campanella : Ha fatto bene a prendere le distanze presso questo Vicerè dalle istanze avanzate dal Campanella, perchè è persona della qualità a lei nota, et in specie che non habbia commodità nè di trattare, né di scrivere ad altri, et V. S. lo ricordi dove bisogna" (Arch. segreto Vaticano, Nunziatura di Napoli, 326, f. 309). Le lettere disponibili del mons. Filonardi costituiscono un'importante testimonianza della tensione politica attraversata dal Regno di Napoli in quel particolare tornante storico. I quattro anni di viceregno di P. Giròn, duca di Osuna, dal 1616 al 1620, che quasi coincidono con il periodo dell'incarico ricoperto dal mons. Filonardi segnarono uno dei punti più critici nella relazioni tra Napoli e Madrid: nel momento in cui stava per prendere forma una grave e profonda crisi economica e finanziaria, il vicerè tentò di coinvolgere nel governo del Regno le forze più avanzate del ceto civile, contrapponendole alla nobiltà turbolenta. La partecipazione dei rappresentanti del seggio del popolo alle magistrature e agli uffici del Regno e la successiva esautorazione dai poteri amministrativi dei seggi nobili creava le basi per un più articolato gioco politico. In un quadro così complesso la politica della Curia romana, nella persona del mons. Filonardi operò su un duplice livello: da una parte difese con energia le proprie prerogative e i propri privilegi di fronte all'aggressività del potere regio, dall'altra cercò di conservare un rapporto privilegiato con la Corona di Spagna in un'attenta politica di mediazioni che aveva proprio nei nunzi apostolici di Napoli e Madrid i due punti principali di riferimento.

L'attività del mons. Paolo Emilio Filonardi rispecchia così fedelmente le istruzioni politiche a lui impartite dalla segreteria di Stato all'inizio del mandato. L'incarico presso la nunziatura apostolica di Napoli si protrasse sino al 26 marzo 1621, quando il Filonardi fece ritorno a Roma. Richiamato in Curia, egli continuò a svolgere le funzioni di arcivescovo di Amalfi [2] .

L'arcivescovo Filonardi nelle sue lettere pastorali solleva così segnarsi: " Paulus Emilius Philonardus Archiepiscopus Amalfitanus et in Regno Neapolitano Ss. D. N. Pauli V. Pontificius Nuntius et Collector generalis"[3]

Sebbene la carica di Nunzio apostolico nel Regno di Napoli lo obbligasse a risiedere a Napoli, non mancava qual vigile pastore, al suo dovere vegliando di continuo il suo gregge, tanto, tanto con le frequenti visite pastorali. Nel 1622 volle far decorare la sua Chiesa con insigni reliquie dei Santi, in particolare di S. Filippo Neri, di S. Ignazio de Lojola, fondatore della Compagnia di Gesù. Gregorio XV lo volle ricompensare per i suoi meriti e dottrina con Bolla che inizia :" Circumspecta Romani Pontificis ecc. die 17 Augusti an. 1622 Pontif. nostri II, lo nominò assistente alla Cappella papale[4]

Incarico che mantenne fino alla morte[5]. Per assistere alla Cappella papale il mons. Paolo Emilio Filonardi si trovava in Roma, quanto una malattia sopraggiunta gli tronco la vita, infatti morì il 24 aprile 1624.

Alla novella della perdita fatta , Amalfi pianse amaramente il suo pastore. Il Capitolo in segno di stima e di amore fece porre nel duomo la seguente epigrafe: "Paulus Emilius Philonardus Romanus zelo ornatus ac Iurisdictionis acerrimus defensor An. Domini 1656.

Paolo Emilio fu provvisoriamente tumulato nella ciesa romana di S. Andrea della Valle, e dopo 18 anni fu trasportato in S. Carlo ai Catinari dove esiste la cappella dei marchesi Filonardi, fatta costruire da suo fratello il mons. Mario Filonardi arcivescovo di Avignone, in questa cappella in seguito vennero sepolti anche gli altri fratelli di Paolo Emilio cioè: Mario Filonardi, arcivescovo di Avignone, e Alessandro Filonardi vescovo di Aquino.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Eubel.: Hierarchia Catholica vol. III, serie degli arcivescovi di Amalfi, p. 80.
  2. ^ Dizionario biografico degli Italiani alla voce Filonardi , vol. 47, pp. 829- 830, 1997.
  3. ^ Ex archiv. Eccles. Amalphit..
  4. ^ Magnum Bullar. Rom. Clem. VIII ad Greg. XV. Tom. III, p. 428 Lugd..
  5. ^ (EN) Paolo Emilio Filonardi, su catholic-hierarchy.org. URL consultato l'8 novembre 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]