Palazzo Pallavicini (Bologna)

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Palazzo Pallavicini
Bologna Palazzo Pallavicini xilografia.jpg
Xilografia di Palazzo Pallavicini.
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàBologna
Indirizzovia San Felice, 24
Coordinate44°29′47.35″N 11°20′05.16″E / 44.496485°N 11.334767°E44.496485; 11.334767Coordinate: 44°29′47.35″N 11°20′05.16″E / 44.496485°N 11.334767°E44.496485; 11.334767
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneQuattrocento (completamente ristrutturato nel 1680)
Usomostra temporanea
Realizzazione
CommittentePaolo Canali e Luigi Casali

Il Palazzo Pallavicini, già palazzo Alamandini, si trova in via San Felice 24 a Bologna. Dal 2017 ospita mostre e manifestazioni artistiche.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il palazzo fu costruito nel Quattrocento, non si conosce esattamente la data della prima costruzione. In seguito passò a diverse proprietà, dai Sala, ai Volta, ai Marsili, fino ad essere acquistato nel 1557 dalla famiglia Isolani.[1] Questi ultimi incaricarono gli architetti Paolo Canali e Luigi Casali di eseguire una completa ristrutturazione del palazzo, che avvenne nel 1680 secondo i "modi dell’architettura senatoria", come scrisse lo storico Giuseppe Guidicini.[2] Fu realizzato lo scalone monumentale e il salone con soffitto a lanterna più alto della città. L'anno successivo il palazzo fu rilevato dai fratelli Girolamo e Carl’Antonio Alamandini, che lo lasciarono poi in eredità alla sorella Veronica, sposata con Paolo Bolognetti.

Nel 1690 le sale vennero affrescate da Giovanni Antonio Burrini.[3] Nel 1765 vi si stabilì il maresciallo Gian Luca Pallavicini, consigliere di Stato dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa e governatore generale della Lombardia. Il Pallavicini fece diventare il palazzo sede di una corte europea e sua sede di rappresentanza, e lo aprì a una vivace vita sociale, organizzando ricevimenti, banchetti, concerti, commemorazioni ecc.[4]

Il 26 marzo 1770, nella cosiddetta "sala della musica" si esibì un giovane Wolfgang Amadeus Mozart[2], di fronte a settanta dame, a esponenti dell'alta aristocrazia europea come il conte Wenzel Anton von Kaunitz-Rietberg e i principi di Holstein e di Sachsen Gotha, al padre del maresciallo conte Pallavicini e ad autorità religiose.[5] In seguito si esibirono anche Josef Mysliveček, Johann Baptist Vanhal, Farinelli e altri.[6]

Nel 1798 il palazzo ospitò la principessa Maria Carolina d'Asburgo-Lorena, che arrivò da Napoli scortata dal maresciallo Pallavicini per incontrare il suo futuro sposo, Ferdinando I di Borbone.[6]

Dalla seconda metà del Settecento il palazzo divenne di proprietà di Giuseppe Pallavicini, il quale commissionò una serie di restauri e di abbellimenti pittorici, come gli affreschi opera di Filippo Pedrini, Serafino Barozzi e Flaminio Minozzi. Fra il 1791 e il 1792 dal bolognese Pietro Fabbri compose l’affresco con L’imperatrice Maria Teresa d’Asburgo come Cibele Madre di tutti i popoli sul soffitto di una sala al piano nobile.

Nel 1776, in occasione del matrimonio di Giuseppe Pallavicini con Carlotta Fibbia, il conte incaricò alcuni esponenti della scena artistica dell'epoca di eseguire ulteriori abbellimenti attraverso affreschi, sculture, decorazioni. Parteciparono a questi interventi artisti come Raimondo Compagnini, Giacomo Rossi, David Zanotti, Filippo Pedrini, Giuseppe Antonio Valliani, Emilio Manfredi, Francesco Sardelli. Un eccezionale lavoro di decorazioni in stucco fu realizzato da Giacomo Rossi sulle pareti delle sale del “Camerone” e dei “Conviti”, con un candelabre à la greque. Nella biblioteca furono raccolti circa 18.000 volumi appartenuti al conte Gian Luca Pallavicini.[5]

Dal 2017, dopo un profondo restauro, Palazzo Pallavicini è diventato sede espositiva di grandi mostre ed eventi privati, la riapertura del Palazzo è stata affidata alla Pallavicini S.r.l. composta dall'immobiliarista Chiara Campagnoli, la gallerista Deborah Petroni e l'artista Rubens Fogacci.

Mostre ed eventi[modifica | modifica wikitesto]

Il 21 settembre 2017 si è aperta la prima mostra del rinnovato Palazzo Pallavicini, "Nel segno di Manara. Antologica di Milo Manara", dedicata all'artista altoatesino. La mostra si è conclusa il 21 gennaio 2018.[7]

Dall'edizione 2017, a cadenza annuale in concomitanza con ArteFiera, il palazzo è sede di SetUp Art Fair, la fiera di arte contemporanea indipendente.

Dal 2 marzo al 27 maggio 2018 si è tenuta la mostra "Vivian Maier - La fotografa ritrovata" a cura di Pallavicini srl e di Anne Morine.

Dal 29 settembre al 20 gennaio 2019 sono state esposte 80 opere del massimo esponente dell'Art Nouveau Alphonse Mucha una mostra curata da Tomoko Sato e la Fondazione Mucha.

Dal 14 marzo al 9 giugno 2019 si è tenuta la prima retrospettiva italiana dedicata ad una delle fotografe più importanti del Novecento Lee Miller.

Dal 12 ottobre 2019 al 12 gennaio 2020 le splendide sale di Palazzo Pallavicini hanno ospitato un'importante esposizione dedicata all'artista colombiano Fernando Botero. La mostra è promossa da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, curata dalla dott.ssa Francesca Bogliolo collaborazione con l'Artista.

Il 6 marzo 2020 Palazzo Pallavicini ha inaugurato la mostra dedicata al fotografo Robert Doisneau autore del famoso scatto ‘Baiser de l’hotel De Ville’. La mostra è stata chiusa l’8 marzo 2020 dopo solo due giorni di apertura per l’emergenza Covid19, la pandemia che ha bloccato il mondo intero. Il 18 maggio 2020 dopo quasi tre mesi di lockdown le attività riprendono lentamente, e gli organizzatori Deborah Petroni, Rubens Fogacci e Chiara Campagnoli decidono coraggiosamente di riaprire la mostra, dando un importante segnale sia per la città di Bologna sia per il pubblico. Un Pubblico che condividerà la scelta coraggiosa tanto che fin dai primi giorni, con mascherina e distanziamento, si farà trovare entusiasta ad ammirare le 140 opere esposte. La mostra si è conclusa il 20 settembre 2020.

Dal 22 ottobre 2020 al 14 febbraio 2021 si è terrà la mostra dedicata ad uno dei più famosi Pittori Italiani dell’Ottocento,conosciuto in particolare per i suoi realistici ritratti Vittorio Matteo Corcos. La mostra organizzata da Deborah Petroni, Rubens Fogacci e Chiara Campagnoli, sarà curata dallo storico dell’arte Carlo Sisi, già direttore della Galleria d’Arte Moderna e della Galleria del Costume di Palazzo Pitti a Firenze.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]