Vivian Maier

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Una mostra della fotografa, nel 2011

Vivian Maier (New York, 1º febbraio 1926Chicago, 21 aprile 2009) è stata una fotografa statunitense, della cui attività artistica si sapeva ben poco fino a pochi anni prima della sua scomparsa.

La scoperta della sua opera[modifica | modifica wikitesto]

Come per altri artisti rimasti sconosciuti o semisconosciuti durante la loro vita, Vivian Maier e, soprattutto, la sua vasta quantità di negativi[1] è stata scoperta nel 2007, grazie alla tenacia di John Maloof, anche lui americano, giovane figlio di un rigattiere.

Il ragazzo, nel 2007, volendo fare una ricerca sulla città di Chicago, e avendo poco materiale iconografico a disposizione, decise di comprare in blocco per 380 dollari, in un'asta, il contenuto di un box zeppo degli oggetti più disparati, espropriati per legge ad una donna che aveva smesso di pagare i canoni di affitto. Mettendo ordine tra le varie cianfrusaglie (cappelli, vestiti, scontrini e perfino assegni di rimborso delle tasse mai riscossi), Maloof reperì una cassa contenente centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare. Dopo aver stampato alcune foto, Maloof le pubblicò su Flickr ottenendo un interesse entusiastico e virale e l'incoraggiamento della community ad approfondire la sua ricerca. Pertanto fece delle indagini sulla donna che aveva scattato quelle fotografie: venne a sapere che Vivian non aveva famiglia ed aveva lavorato per tutta la vita come bambinaia soprattutto nella città di Chicago; durante le giornate libere e i periodi di vacanza era solita scattare foto della vita quotidiana di città come New York, Chicago e Los Angeles.

La maggior parte delle sue foto sono "street photos" ante litteram e può essere considerata una antesignana di questo genere fotografico. Inoltre, scattò molti autoritratti, caratterizzati dal fatto che non guardava mai direttamente verso l'obiettivo, utilizzando spesso specchi o vetrine di negozi come superfici riflettenti.

La sua vita può essere paragonata a quella della poetessa statunitense Emily Dickinson, che scrisse le sue riflessioni e le sue poesie senza mai pubblicarle e, anzi, a volte, nascondendole in posti impensati, dove furono ritrovate solamente dopo la sua morte.

Dal momento della sua scoperta, Maloof ha svolto una grande attività di divulgazione della sua opera fotografica, organizzando mostre itineranti in tutto il mondo.[2] Vivian Maier, per scattare le sue immagini, utilizzava una macchina fotografica Rolleiflex e un apparecchio Leica IIIc. La sua vita e il suo lavoro sono stati oggetto di libri e documentari.

Il segreto di una tata[modifica | modifica wikitesto]

La vita di Vivian Maier è stata ricostruita in particolare da John Maloof che ha cercato testimonianze della sua vita negli Stati Uniti, specialmente tra le famiglie presso le quali ha vissuto. La parte francese della sua biografia è stata ricostruita grazie al lavoro dell'associazione Vivian Maier et le Champsaur[3] che ha cercato testimoni nel Champsaur, la valle d'origine della sua famiglia materna nelle Alte Alpi.

Vivian Maier nacque a New York, il 1º febbraio 1926. Suo padre, Charles Maier, era americano, nato da una famiglia di emigranti austriaca, mentre sua madre, Maria Jaussaud, era nata in Francia, nel maggio 1897, a Saint-Julien-en-Champsaur in cui visse fino alla sua partenza in America, dove un ramo della famiglia Jaussaud era già emigrata. A New York, Maria conobbe Charles Maier, impiegato in una drogheria, il quale la sposò nel maggio 1919 e, attraverso il matrimonio, ottenne la cittadinanza degli Stati Uniti. Da questa unione nacquero due figli, prima un maschio, William Charles, nel 1920, e poi, nel 1926, la figlia Vivian.

Separatisi i genitori nel 1929, il ragazzo fu affidato ai nonni paterni e Vivian rimase con la madre, che trovò poi rifugio presso un'amica francese che viveva nel Bronx, Jeanne Bertrand, nata nel 1880 non lontano dalla valle di Champsaur. Jeanne Bertrand era fotografa professionista riconosciuta che ebbe gli onori della prima pagina del 23 agosto 1902 del Boston Globe, il principale giornale di Boston, con la sua foto e due ritratti fatti da lei, insieme a un articolo elogiativo sul suo giovane talento fotografico. Fu lei che trasmise a Maria e a sua figlia la passione per la fotografia.

Grazie alle testimonianze raccolte dai residenti in Champsaur, il sito dell'associazione locale riporta che tra il 1932 e il 1933, le due donne e Vivian tornarono in Francia e si stabilirono prima a Saint-Julien, poi a Saint-Bonnet-en-Champsaur. Parte dell'infanzia di Vivian si svolse quindi in Francia, dai sei-sette anni fino ai dodici. In quel periodo, Vivian parla francese e gioca con i bambini della sua età; Maria, sua madre, scatta alcune fotografie che testimoniano del loro soggiorno.

Il 1º agosto 1938 Maria Maier e sua figlia ripartirono per gli Stati Uniti a bordo del transatlantico Normandie, che collegava Le Havre a New York, dove di nuovo si stabilirono. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1950-1951, Vivian Maier, all'età di 24-25 anni, tornò in Champsaur per mettere all'asta una proprietà che le era stata lasciata in eredità. In attesa della vendita, Vivian, con due apparecchi fotografici a tracolla, percorse la regione, facendo visita ai membri della sua famiglia e riprendendo molte immagini.

La giovane donna ripartì nell'aprile del 1951 per New York. Con il ricavato della vendita, comprò una fotocamera eccellente, una Rolleiflex professionale, e viaggiò nel Nordamerica. In seguito lavorò come bambinaia al servizio di una famiglia di Southampton, prima di stabilirsi definitivamente nel 1956 a Chicago, dove continuò a fare la governante per bambini.

Vivian Maier aveva 30 anni al suo arrivo a Chicago, dove era stata assunta dai coniugi Nancy e Avron Gensburg per prendersi cura dei loro tre ragazzi: John, Lane e Matthew. Secondo Nancy Gensburg, Vivian non prediligeva fare la bambinaia, ma, non sapendo che altro fare, quello fu il mestiere che esercitò per quarant'anni. I bambini, peraltro, l'adoravano: per Lane Gensburg, Vivian "era come Mary Poppins".

Presso i Gensburg aveva un bagno privato, che le servì anche come camera oscura, attrezzandola per sviluppare i negativi e i suoi film. Diede libero sfogo alla sua passione per la fotografia allorché, ad ogni occasione, poté immortalare la vita quotidiana nelle strade con i suoi abitanti, bambini, lavoratori, persone di buona società e personaggi famosi come pure miserabili, mendicanti ed emarginati. Mentre era ancora al servizio dei Gensburg, che ricorsero ad una temporanea sostituita, Vivian intraprese, da sola, per 6 mesi, tra il 1959 e il 1960, un viaggio intorno al mondo, visitando le Filippine, la Thailandia, l'India, lo Yemen, l'Egitto, l'Italia e infine la Francia con un ultimo soggiorno a Champsaur girando in bicicletta per tutto il circondario e scattando molte foto. Non disse mai ai Gensburg dove fosse stata, benché molto legata a questa famiglia che conobbe fin dal suo arrivo a Chicago e in cui visse per 17 anni. Diventati grandi, John, Lane e Matthew non ebbero più bisogno di una tata e Vivian Maier lasciò i Gensburg per continuare la sua attività in altre famiglie con bambini piccoli. Da quel momento smise di sviluppare e di elaborare i suoi negativi e decise di passare alla fotografia a colori con diverse fotocamere, tra cui una Kodak e una Leica.

Sua madre morì nel 1975 e Vivian, a 49 anni, si ritrovò sola, ma, sempre animata dalla sua grande passione per la fotografia, continuò a guadagnarsi da vivere come bambinaia. Non si conoscono tutte le famiglie presso le quali prese servizio, ma nel 1987 si presentò ai coniugi Usiskin, suoi nuovi datori di lavoro, portando con sé 200 casse di cartone contenenti il suo archivio personale che furono immagazzinate in un box. Dal 1989 al 1993 Vivian si prese cura con grande umanità di Chiara Bayleander, un'adolescente con handicap mentale e le sue casse furono sistemate in un mezzanino del suo datore di lavoro.

Mentre l'età avanzava, Vivian si trovò ad attraversare gravi difficoltà finanziarie. Le sue casse, da ultimo, andarono a finire nel box di un magazzino preso in affitto. Alla fine degli anni '90 i fratelli Gensburg, con i quali aveva per molto tempo mantenuto un legame andando a visitarli in occasione di matrimoni, lauree e nascite, la rintracciarono in un piccolo alloggio economico di Cicero e la trasferirono in un grazioso appartamento a Rogers Park vegliando su di lei.[4]

Sul finire del 2008, ebbe un incidente cadendo sul ghiaccio e battendo la testa, per cui fu ricoverata in ospedale. I fratelli Gensburg per garantirsi che avesse le migliori cure la fecero trasferire in una casa di cura a Highland Park. Nonostante queste affettuose attenzioni, Vivian Maier morì dopo poco tempo, il 21 aprile 2009, senza che né lei né i Gensburg sapessero che due anni prima, a causa degli affitti non pagati, il suo box era stato messo all'asta e prima che John Maloof, che cercava sue notizie e voleva valorizzare la sua opera, potesse trovarla e incontrarla.

Mostre[modifica | modifica wikitesto]

  • Finding Vivian Maier, novembre-dicembre 2010, The Apartment Gallery (Apartment 02), Oslo, Norvegia.[5]
  • marzo/aprile 2010, Bruun's Galleri, Århus, Danimarca.[6]
  • Finding Vivian Maier: Chicago Street Photographer, gennaio–aprile 2011, Chicago Cultural Center.[7][8]
  • Twinkle, twinkle, little star..., gennaio–aprile 2011, Galerie Hilaneh von Kories, Amburgo, Germania.[9]
  • Vivian Maier, Photographer, aprile–giugno 2011, Russell Bowman Art Advisory, Chicago, Illinois.[10]
  • Vivian Maier – A Life Uncovered, luglio 2011, the London Street Photography Festival, Londra.[11]
  • Vivian Maier, Photographer, luglio 2011–gennaio 2012, Hearst Gallery, New York.[12]
  • Vivian Maier – A Life Uncovered, luglio–settembre 2011, Photofusion Gallery, Londra.[6]
  • Vivian Maier, Photographer, settembre–novembre 2011, Stephen Cohen Gallery, Los Angeles.[13]
  • dicembre 2011 – febbraio 2012, Steven Kasher Gallery, New York.[14]
  • dicembre 2011–gennaio 2012, Howard Greenberg Gallery, New York.[6]
  • Vivian Maier – Hosted by Tim Roth, dicembre 2011–gennaio 2012, Merry Karnowsky Gallery, Los Angeles.[6][15]
  • Vivian Maier – Photographs gennaio–aprile 2012, Jackson Fine Art, Atlanta.[16]
  • Vivian Maier's Chicago, 2012–2014, Chicago History Museum, Chicago, Illinois.
  • A la recherche de Vivian Maier (In search of Vivian Maier), giugno-luglio 2011, Saint-Julien-en-Champsaur
  • A la recherche de Vivian Maier (In search of Vivian Maier), luglio–agosto 2011, the Gap Library, Gap, Hautes-Alpes, Francia.[17]
  • Lo sguardo nascosto (The Hidden Glance), ottobre–novembre 2012, Brescia.[18]
  • Vivian Maier, aprile–giugno 2013, Antwerp, Belgio, Gallery51.[19]
  • Vivian Maier: Out of the Shadows, aprile–giugno 2013, Tampa; Florida Museum of Photographic Arts.[20]
  • Summer in the City, giugno–agosto 2013, Chicago; Russell Bowman Art Advisory.[21]
  • Vivian Maier, giugno–agosto 2013, Shanghai, Cina; Kunst.Licht Photo Art Gallery.[22]
  • Vivian Maier: Out of the Shadows, luglio–settembre 2013, Toronto, Ontario; Stephen Bulger Gallery.[23]
  • Vivian Maier: Out of the Shadows – The Unknown Nanny Photographer, agosto–ottobre 2013, Durango, Colorado; Open Shutter Gallery.[24]
  • Загадка Вивьен Майер (The Riddle of Vivian Maier), settembre–ottobre 2013, Mosca, Russia; Центр фотографии имени братьев Люмьер (The Lumiere Brothers Center for Photography).[6]
  • Vivian Maier: Picturing Chicago, ottobre 2013, Chicago; Union League Club.[25]
  • Vivian Maier, novembre 2013–giugno 2014, Tours, Francia; Jeu de paume, Parigi.[26]
  • Vivian Maier, novembre–dicembre 2013, Galerie Frederic Moisan, Parigi.[27]
  • Vivian Maier: Out of the Shadows, gennaio–febbraio 2014, Cleveland, Ohio; Cleveland Print Room.[28]
  • Certificates of Presence: Vivian Maier, Livija Patikne, J. Lindemann, 17 gennaio 17-8marzo 2014, Milwaukee; Portrait Society Gallery.[29]
  • Vivian Maier: Out of the Shadows, gennaio–marzo 2014, Minneapolis; MPLS Photo Center.[30]
  • Vivian Maier: Out of the Shadows, febbraio–giugno 2014, San Francisco; Scott Nichols Gallery.[31]
  • See All About It: Vivian Maier's Newspaper Portraits, marzo–maggio 2014, Berkeley; The Reva and David Logan Gallery at UC Berkeley’s Graduate School of Journalism.[32]
  • Vivian Maier, Photographer, marzo–maggio 2014, Fribourg, Svizzera; Cantonal and University Library.[33]
  • Vivian Maier: Out of The Shadows, marzo–settembre 2014, Chicago, Illinois; Harold Washington Library.[34]
  • Vivian Maier – A Photographic Journey, maggio–luglio 2014, Highland Park; The Art Center Highland Park.[35]
  • Vivian Maier, Amatorka, maggio–giugno 2014, Varsavia, Polonia; Leica Gallery.[36]
  • "Vivian Maier – Street Photographer", novembre 2014–gennaio 2015, Amsterdam, Paesi Bassi.[37]
  • Mostra permanente dei suoi lavori aperta nel 2014, Mpls Photo Center, Minneapolis.[38]
  • O Mundo Revelado de Vivian Maier, , aprile–giugno 2015, São Paulo Museum of Image and Sound, São Paulo, Brasile.[39]
  • Vivian Maier, agosto–settembre 2015, Beetles & Huxley, Londra.[40]
  • Vivian Maier – Street Photographer, 10 luglio–18 ottobre 2015, Nuoro, Sardegna.[41]
  • Vivian Maier – Street Photographer, 19 novembre 2015–19 gennaio 2016, Milano, Fondazione Forma[42]
  • Vivian Maier – In Her Own Hands, giugno-settembre 2016, Fundació Foto Colectania, Barcellona, Spagna.
  • In her own hand, 8 ottobre 2016 - 8 gennaio 2017 , Palazzo dell'Arengario, Monza[43]
  • Vivian Maier - Una fotografa ritrovata, 17 marzo-18 giugno 2017, Museo di Roma in Trastevere, Roma[44]
  • Vivian Maier - Una fotografa ritrovata, 23 giugno–8 ottobre 2017, Loggia degli Abati - Palazzo Ducale, Genova, [45]

Libri su Vivian Maier[modifica | modifica wikitesto]

  • John Maloof, Vivian Maier: Street Photographer, Brooklyn, Power House, 2011, ISBN 978-1-57687-577-3.
  • Richard Cahan e Michael Williams, Vivian Maier: Out of the Shadows, Chicago, City Files, 2012, ISBN 978-0-9785450-9-3.
  • Richard Cahan e John Maloof, Vivian Maier: Self-Portraits, Power House, 2011, ISBN 978-1-57687-662-6.
  • Richard Cahan e Michael Williams, Eye to Eye: Photographs by Vivian Maier, Chicago, CityFiles, 2014, ISBN 978-0-9915418-0-5.
  • Richard Cahan e John Maloof, Vivian Maier: A Photographer Found, Londra, Harper Design, 2014, ISBN 978-0-06-230553-4.

Documentari su Vivian Maier[modifica | modifica wikitesto]

  • Vivian Maier: Who Took Nanny's Pictures (2013), regia di Jill Nicholls, prodotto dalla BBC[46]. Versione ridotta uscita negli Stati Uniti a dicembre 2013, come The Vivian Maier Mystery[47].
  • Finding Vivian Maier (2013), regia di Maloof e Charlie Siskel.[48][49]

Film su Vivian Maier[modifica | modifica wikitesto]

  • The Woman in the Mirror (2017), regia di Ryan Alexander Huang[50].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Storia della scoperta nel sito ufficiale in inglese, vivianmaier.com. Si è calcolato che si aggirino attorno ai 150.000, molti dei quali neanche sviluppati
  2. ^ Le fotografie di Vivian Maier esposte a Nuoro, ilpost.it, 19 luglio 2015. URL consultato il 15 agosto 2015.
  3. ^ (FR) Sito dell'associazione Vivian Maier et le Champsaur
  4. ^ (EN) Cahan, Vivien Maier: Out of the Shadows, 2012, p. 263
  5. ^ Finding Vivian Maier, su The Apartment Gallery. URL consultato il 14 dicembre 2012.
  6. ^ a b c d e Vivian Maier Exhibitions & Events, vivianmaier.com.
  7. ^ O'Donnell, Nora (dicembre 14, 2010). "The Life and Work of Street Photographer Vivian Maier", Chicago Magazine. Retrieved on gennaio 4, 2011.
  8. ^ gennaio 8th, 2011 – April 3rd, 2011, Chicago Cultural Center, Vivian Maier, ArtSlant. URL consultato il 26 maggio 2014.
  9. ^ Vivian Maier: Twinkle, twinkle, little star..., Galerie Hilaneh von Kories.
  10. ^ Review: Vivian Maier/Russell Bowman Art Advisory, art.newcity.com.
  11. ^ Vivian Maier: A Life Uncovered, London Street Photography Festival.
  12. ^ Vivian Maier Exhibitions, su Vivian Maier Photography, Jeffrey Goldstein.
  13. ^ Stephen Cohen Gallery: Vivian Maier, stephencohengallery.com.
  14. ^ Vivian Maier: Steven Kasher Gallery, stevenkasher.com.
  15. ^ Tim Roth, Tim Roth Twitter Update, twitter.com.
  16. ^ Vivian Maier – Jackson Fine Art, jacksonfineart.com.
  17. ^ Actualités juillet 2011, Anima Gap, le blog, animagap.com.
  18. ^ Galleria dell'Incisione – Mostra Vivian Maier, incisione.com.
  19. ^ Gallery 51 – Vivian Maier, gallery51.com.
  20. ^ Vivian Maier: Out of the Shadows, FMoPA. URL consultato il 26 maggio 2014.
  21. ^ Vivian Maier, Photographer, Art show at Russell Bowman, 2011, Bowmanart.com. URL consultato il 26 maggio 2014.
  22. ^ kunst.licht Photo Art Gallery Shanghai, Kunst.Licht Gallery. URL consultato il 26 maggio 2014.
  23. ^ Stephen Bulger Gallery, Bulgergallery.com, 14 settembre 2013. URL consultato il 26 maggio 2014.
  24. ^ Open Shutter Gallery, Open Shutter Gallery. URL consultato il 26 maggio 2014.
  25. ^ Past Exhibitions – Union League Club of Chicago, Ulcc.org, 20 settembre 2011. URL consultato il 26 maggio 2014.
  26. ^ Jeu de Paume – Vivian Maier, jeudepaume.org.
  27. ^ Galerie_Frédéric Moisan, Galerie-fmoisan.fr, 6 novembre 2013. URL consultato il 26 maggio 2014.
  28. ^ Vivian Maier exhibition at the Cleveland Print Room reveals the magic of a photographic master unknown in her lifetime, Cleveland Print Room, 29 gennaio 2014.
  29. ^ Projects, portrait related art, social engagement, Portrait Society Gallery. URL consultato il 26 maggio 2014.
  30. ^ MPLS Photo Center- Minneapolis, MN | Vivian Maier, su Vivian Maier Photography, Jeffrey Goldstein. URL consultato il 26 maggio 2014.
  31. ^ Scott Nichols Gallery, scottnicholsgallery.com.
  32. ^ Chuck Harris, See All About It–Events–UC Berkeley Graduate School of Journalism, Journalism.berkeley.edu. URL consultato il 26 maggio 2014.
  33. ^ Bibliothèque cantonale et universitaire Fribourg, Bibliothèque cantonale et universitaire Fribourg, 12 maggio 1965. URL consultato il 26 maggio 2014.
  34. ^ Harold Washington Library Center Exhibit Features Vivian Maier’s Photos of Chicago | Chicago Public Library, Chipublib.org, 25 marzo 2014. URL consultato il 26 maggio 2014.
  35. ^ The Art Center – Highland Park: The Art Center – Highland Park, The Art Center Highland Park. URL consultato il 26 maggio 2014.
  36. ^ Vivian Maier, Amatorka | Leica Camera Polska, Leica-camera.pl. URL consultato il 26 maggio 2014.
  37. ^ Vivian Maier – Street Photographer, foam.org. URL consultato il 15 novembre 2014.
  38. ^ Vivian Maier Gallery, Mpls Photo Center. URL consultato il 26 maggio 2014.
  39. ^ O mundo revelado de Vivian Maier, São Paulo Museum of Image and Sound. URL consultato il 25 maggio 2015.
  40. ^ Vivian Maier, Beetles & Huxley. URL consultato il 28 agosto 2015.
  41. ^ MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro, su MAN_Museo d'Arte Provincia di Nuoro.
  42. ^ Vivian Maier a Milano in mostra 2016: scopri la fotografa ritrovata, lifegate.it. URL consultato il 4 agosto 2017.
  43. ^ 5 mostre fotografiche per l'autunno 2016, con Vivian Maier e Letizia Battaglia, clickblog.it. URL consultato il 4 agosto 2017.
  44. ^ L'incredibile storia di Vivian Maier, «la fotografa ritrovata», vanityfair.it. URL consultato il 4 agosto 2017.
  45. ^ Vivian Maier - Una fotografa ritrovata, palazzoducale.genova.it. URL consultato il 3 agosto 2017.
  46. ^ Vivian Maier: Who Took Nanny's Pictures (2013), IMDB. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  47. ^ The Vivian Maier Mystery (2013), IMDB. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  48. ^ Finding Vivian Maier (2013), IMDB. URL consultato il 16 gennaio 2014.
  49. ^ Woodward Richard, Nanny Strangest: On "Finding Vivian Maier", The Wall Street Journal, 25 marzo 2014. URL consultato il 18 novembre 2014.
  50. ^ Ryan Alexander Huang, The Woman in the Mirror - Teaser Trailer (2017), 2 agosto 2017. URL consultato il 2 agosto 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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