Palazzetto (Chiusdino)

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Palazzetto
frazione
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Tuscany.svg Toscana
ProvinciaProvincia di Siena-Stemma.svg Siena
ComuneChiusdino-Stemma.png Chiusdino
Territorio
Coordinate43°08′34.33″N 11°07′26.72″E / 43.14287°N 11.12409°E43.14287; 11.12409 (Palazzetto)Coordinate: 43°08′34.33″N 11°07′26.72″E / 43.14287°N 11.12409°E43.14287; 11.12409 (Palazzetto)
Altitudine347 m s.l.m.
Abitanti117 (2011)
Altre informazioni
Cod. postale53012
Fuso orarioUTC+1
Cod. catastaleC661
TargaSI
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantipalazzettino, palazzettini[1]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Palazzetto
Palazzetto

Palazzetto è una frazione del comune italiano di Chiusdino, nella provincia di Siena, in Toscana.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La frazione di Palazzetto è situata su di un pianoro lungo la valle del Merse, sulla strada statale 441 Massetana che collega il Senese con Massa Marittima e la Maremma grossetana. A 2 km circa, in direzione Siena, sono situate l'abbazia di San Galgano e la cappella di San Galgano a Montesiepi, mentre a 6 km circa, in direzione Massa Marittima, il castello di Miranduolo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio del paese

Tra i reperti archeologici rinvenuti, vanno segnalati, in località Le Segalaie e Ciglierese, strumenti interpretati come raschiatoi, numerosi frammenti di diaspro lavorati, ceramica, laterizi e scorie ferrose; la datazione si pone tra paleolitico medio-superiore ed Età dei metalli.[2] In località Palazzetto, a 375 m s.l.m. è stata rinvenuta una tomba a camera di generica età romana.[3]

La frequentazione del Podere Greppoli, a 500 m circa da Palazzetto, è attestata a partire dalla prima metà del XIII secolo, con un nucleo abitato di cui non è stato possibile definire la consistenza.[4]

Agli inizi del XIV secolo sono documentati vari insediamenti religiosi quali l'«Ecclesia Sancti Pancratii» (attuale podere San Pangrazio) e l'«Ecclesia Sancti Petri», oggi non più esistenti. La prima viene annessa alla proprietà dell'abbazia di Serena con un privilegio proclamato da Enrico V di Franconia del 1111; la seconda, identificata Case San Pietro, è citata in un contratto del 1257 ed è menzionata nel Catasto Leopoldino del 1820 con il toponimo "Santo Pietro".[5][6]

La località Casa Castri è indicata da più fonti storiche come punto nodale, nella seconda metà del XVI secolo, per il passaggio della "strada maestra di Massa Marittima". Vi sorgeva l'omonima osteria, di proprietà della comunità di Chiusdino, e rappresentava, come altre strutture analoghe, una sorta sia di ospedale che di ospizio per pellegrini. Nel Settecento, avendo la strada cambiato il tracciato, l'osteria viene trasformata in podere.[7]

La zona, abitata sin dalla preistoria grazie alla ricchezza di acqua e al clima mite, fu favorita dalla presenza dell'abbazia di San Galgano per la bonifica di terre palustri, messe poi a coltura, per la costruzione di mulini e gualchiere. Venne utilizzata anche per la transumanza di greggi ma fu soggetta a ingente spopolamento a causa delle carestie, della peste e delle compagnie di ventura. Verso la fine del XIX secolo alla sinistra della strada in direzione Massa Marittima fu costruito il primo palazzo che si presume abbia dato il nome all'abitato.[8]

Dopo un primo progetto compilato nel 1882 dall'ingegner Alceo Taddei[9], poi ripreso in un altro del 1899 denominato Giardi-Cinquini, la zona avrebbe dovuto essere attraversata dalla mai realizzata ferrovia Siena-Massa Marittima con una fermata, prevista per il solo servizio viaggiatori, in prossimità di San Galgano.[10]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli etnici e dei toponimi italiani, Bologna, Pàtron Editore, 1981, p. 386.
  2. ^ Alessandra Nardini, Carta archeologica della provincia di Siena - Volume IV - Chiusdino, Siena, Nuova Immagine Editrice, 2001, p. 86-88.
  3. ^ Alessandra Nardini, Carta archeologica della provincia di Siena - Volume IV - Chiusdino, Siena, Nuova Immagine Editrice, 2001, p. 78.
  4. ^ Alessandra Nardini, Carta archeologica della provincia di Siena - Volume IV - Chiusdino, Siena, Nuova Immagine Editrice, 2001, p. 84.
  5. ^ Comune di Chiusdino, Chiusdino il suo territorio e l'abbazia di San Galgano, Siena, Nuova Immagine Editrice, 1995, p. 85.
  6. ^ Alessandra Nardini, Carta archeologica della provincia di Siena - Volume IV - Chiusdino, Siena, Nuova Immagine Editrice, 2001, p. 84.
  7. ^ Comune di Chiusdino, Chiusdino il suo territorio e l'abbazia di San Galgano, Siena, Nuova Immagine Editrice, 1995, p. 84.
  8. ^ Fiorenza Mannucci, La mia terra, Poggibonsi (SI), Progetto Lavoro, 2009, p. 12-13.
  9. ^ Stefano Maggi, La ferrovia per la Maremma, Nuova Immagine Editrice, p. 49.
  10. ^ Alessandro Orlandini (a cura di), Tra innovazione e conservazione. Il territorio senese e la città nel Novecento, Siena, Protagon Editori, 2009, p. 184-186.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Comune di Chiusdino, Chiusdino. Il suo territorio e l'abbazia di San Galgano, Siena, Nuova Immagine Editrice, 1995.
  • Alessandra Nardini, Carta archeologica della provincia di Siena - Volume IV - Chiusdino, Siena, Nuova Immagine Editrice, 2001.
  • Alessandro Orlandini (a cura di), Tra innovazione e conservazione. Il territorio senese e la città nel Novecento, Siena, Protagon Editori, 2009
  • Fiorenza Mannucci, La mia terra, Poggibonsi (SI), Progetto Lavoro, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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