Operazione Tonga

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Operazione Tonga
Operation Tonga.jpg
Esploratori britannici sincronizzano i loro orologi di fronte ad un Armstrong Whitworth AW.41 Albemarle
Data6 giugno 1944
LuogoZona a est di Caen, presso il fiume Orne, Normandia, Francia
EsitoVittoria Alleata
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
8 500 paracadutisti (5 123 senza l'Op. Mallard),
478 velivoli,
1 120 alianti[1]
16 000 uomini
Perdite
1 500 uomini (800 morti),
7 velivoli,
24 alianti[1][2]
400 morti circa,
400 prigionieri circa
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L'Operazione Tonga fu il nome dato all'operazione militare eseguita dalla 6ª Divisione aviotrasportata britannica tra il 5 e il 7 giugno 1944, durante l'Operazione Overlord, l'invasione alleata della Normandia.

La 6ª Divisione aviotrasportata (a cui venne aggregata un'unità canadese) sarebbe stata paracadutata a est delle zone di sbarco alleate per proteggere il fianco sinistro dell'invasione. La zona in cui sbarcarono era situata tra il fiumi Orne e il fiume Dives mentre a sud era delimitata dalla foresta di Bavent.

Obiettivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli obiettivi principali dell'operazione erano di occupare, rendere sicura e mantenere una testa di ponte a est di Sword Beach. La divisione doveva inoltre impedire, o comunque rallentare, un eventuale contrattacco tedesco da est.[3]

Per completare gli obiettivi prefissati i soldati aviotrasportati dovevano conquistare e mantenere il controllo di due ponti principali sul fiume Orne e sul canale artificiale che scorre accanto. Dovevano inoltre distruggere la batteria a Merville e catturare cinque ponti sul fiume Dives, creando una linea difensiva tra i rilievi a sud di Ranville e Le Mesnil.[3]

Gli obiettivi della divisione aviotrasportata si dividevano in zone di lancio (ZL) e zone d'atterraggio (ZA). Alle zone di lancio corrispondevano i paracadutisti che si lanciavano dagli aerei a bassa quota mentre alle zone d'atterraggio erano stati assegnati i paracadutisti trasportati da alianti, i quali, inizialmente trainati da velivoli a motore, si sganciavano e planavano in silenzio sulla zona designata.

Il piano d'invasione fu diviso in due fasi, la prima chiamata Operazione Tonga e la seconda Operazione Mallard. L'Operazione Tonga sarebbe cominciata alle prime ore del 6 giugno, sei ore prima dell'assalto anfibio, e fu assegnata alla 3ª e alla 5ª Brigata Paracadutista. L'Operazione Mallard sarebbe cominciata la sera dello stesso giorno (6 giugno) e fu assegnata al resto delle unità della divisione. L'obiettivo primario della divisione era di catturare i ponti a Ranville e Bénouville, conosciuti in seguito rispettivamente come i ponti Horsa e Pegasus. La Zona di Lancio più vicina ai ponti sarebbe stata a nord di Ranville (ZL N), circa un chilometro e mezzo a est dei ponti stessi. Ciò avrebbe comportato una perdita di tempo pari ad alcune ore, prima che i paracadutisti potessero prendere il possesso dei ponti, perciò si optò per una raid coup de main (colpo di mano) (ZA X e Y). Un colpo di mano implica un'esigua forza lanciata direttamente sull'obiettivo assegnate con il compito di prendere possesso di tale obiettivo con estrema rapidità e sfruttando al massimo l'effetto sorpresa. Le unità aviotrasportate non sono però le più indicate per svolgere tali azioni, in quanto esse necessitano di ampie aree dove lanciarsi e diverso tempo potersi organizzare e divenire una potente e unita forza d'attacco. L'assalto quindi poteva essere eseguito unicamente da soldati atterrati su alianti, ognuno dei quali poteva trasportare un intero plotone pronto all'azione immediatamente dopo l'atterraggio.[4]

Prima ondata (Operazione "Coup de main")[modifica | modifica wikitesto]

ZA X e Y: Il fiume Orne e il canale artificiale[modifica | modifica wikitesto]

La missione consisteva nella cattura da parte di due brigate del fiume e del canale accanto, rispettivamente presso Ranville e Bénouville, per prevenire la loro distruzione prima dell'arrivo delle truppe sbarcate a Sword Beach.

Seconda ondata[modifica | modifica wikitesto]

ZL V: Varaville[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona V i paracadutisti canadesi dovevano distruggere la batteria d'artiglieria di Merville e i due ponti sulla Divette (affluente del Dives) e sul Dives, rispettivamente a Varaville e a Robehomme.

ZL K: Touffréville[modifica | modifica wikitesto]

Il compito dei soldati assegnati a questa zona era di distruggere i ponti sul Dives presso Troarn e Bures-sur-Dives.

Terza ondata[modifica | modifica wikitesto]

ZL N: Ranville[modifica | modifica wikitesto]

La missione consisteva nel prendere il controllo del ponte sull'Orne e sul canale artificiale. I soldati dovevano inoltre rendere sicura la zona per i loro compagni che sarebbero giunti con gli alianti e dovevano stabilire una zona difensiva verso il fianco sud.

ZA N: Ranville[modifica | modifica wikitesto]

La prima ondata di alianti e le unità assegnate all'Operazione Mallard.

ZA W: Saint-Aubin-d'Arquenay[modifica | modifica wikitesto]

L'atterraggio degli altri alianti dell'Operazione Mallard.[5]

Ordine di battaglia della 6ª Divisione aviotrasportata[modifica | modifica wikitesto]

L'ordine di battaglia della divisione per il D-Day era il seguente:

Zona di lancio/atterraggio per unità[modifica | modifica wikitesto]

Unità Tipo Velivolo Zona assegnata Orario
Prima ondata
Compagnia D (2º Reggimento Oxfordshire and Buckinghamshire) 6 Horsa X e Y 00:20
Esploratori della 5ª Brigata 7 Albemarle N
Esploratori della 3ª Brigata 16 Albemarle V
Esploratori dell'8º Reggimento (3ª Brigata) 4 Albemarle K
Seconda ondata
5ª Brigata 89 Stirling,
27 Dakota,
19 Albemarle
N 00:50
Gruppo Avanzato del Quartier Generale della 6ª Divisione 2 Stirling N
3ª Brigata (tranne l'8º Reggimento) 71 Dakota,
11 Albemarle
V
8º Reggimento (3ª Brigata) 37 Dakota,
6 Albemarle
K
Terza ondata
Quartier Generale della 6ª Divisione,
Royal Artillery,
Royal Engineers
68 Horsa,
4 Hamilcar
N 03:20
Distaccamento del 9º Reggimento 3 Horsa Batteria di Merville 04:30
Quartier Generale della 6ª Brigata,
1º Reggimento (6ª Brigata),
6º Reggimento Corazzato da Ricognizione
116 Horsa,
30 Hamilcar
N 21:00
2º Reggimento The Oxfordshire and Buckinghamshire (tranne la Compagnia D),
Compagnia A (12º Reggimento The Devonshire Regiment),
195ª Ambulanza Aviotrasportata da Campo
110 Horsa W
[6]

Forze tedesche[modifica | modifica wikitesto]

Il Gruppo d'armate B tedesco aveva due armate sulla costa francese a guardia di un'eventuale invasione. Posizionata al Passo di Calais, vi era la 15ª Armata mentre lungo in Normandia vi era la 7ª Armata. L'area in cui fu inviata la 6ª Divisione aviotrasportata britannica corrispondeva al margine tra le due armate e in questo modo si sperava di poter creare confusione tra gli eserciti tedeschi, in quanto essi avrebbero perso tempo nel decidere chi aveva l'onere di respingere l'invasione. La 7ª Armata possedeva diverse divisioni lungo la costa e altre nell'entroterra in grado di muoversi e opporsi all'invasione quando e dovunque essa avvenisse. Nelle prime ore dello sbarco, gli Alleati si aspettavano che la divisione aviotrasportata sarebbe stata contrattaccata da non meno di tre divisioni di fanteria e due divisioni panzer. Per fortuna dei paracadutisti britannici, tali divisioni erano dislocate in un'area molto vasta e, possedendo ciascuna altre responsabilità, non poterono attaccare gli inglesi con tutta la loro potenza. Con il giungere poi dell'invasione le truppe tedesche dovettero combattere lungo la costa contro gli anglo-canadesi sbarcati a Gold, Juno e Sword Beach. Altre unità inoltre rimasero lungo la costa per impedire ulteriori assalti anfibi.[4]

Delle divisioni di fanteria, la 711ª Divisione di Fanteria, con base a est dell'Orne, era la meglio equipaggiata, era dotata di artiglieria e di carri armati, oltre ad avere un organico di 13 000 uomini. Tali soldati erano, per la maggior parte, a est del fiume Dives e così trovarono diverse difficoltà nel prendere i ponti lungo il Dives stesso prima che i britannici li distruggessero. A ovest dell'Orne vi era 716ª Divisione di Fanteria la quale era in condizioni pessime in confronto alla collega. Essa possedeva otto battaglioni in grado di combattere, due dei quali formati da soldati russi, unitisi ai tedeschi per l'odio provato da essi stessi verso il Comunismo o come seconda scelta rispetto alla morte di stenti in un campo di concentramento. Le principali forze in grado di contrapporsi con efficacia ai britannici erano la 12ª Divisione Panzer SS e la 21ª Divisione Panzer, entrambe di 20 000 uomini. La 12ª impiegò non meno di 12 ore prima di prendere contatto con il nemico, mentre la 21ª, considerata nell'immediato la più pericolosa, si strinse invece saldamente attorno a Caen. Le prime ore dello sbarco furono le più critiche per la 6ª Divisione aviotrasportata britannica dato che un attacco organizzato, prima che essa potesse prendere gli obiettivi programmati, avrebbe condotto al fallimento dell'intera operazione. Ciò era però improbabile: le prime ore di un'invasione sono infatti le più difficili anche per i difensori che si ritrovano nel caos completo. I primi scontri furono pressoché delle scaramucce isolate e solo quando la fanteria alleata giunse dal mare, i tedeschi erano riusciti ad organizzarsi per attaccare i paracadutisti inglesi. Il tempo perso però permise agli stessi paracadutisti di organizzarsi a loro volte per respingere il nemico.[4]

L'invasione[modifica | modifica wikitesto]

Alle 22:30[4] del 5 giugno 1944, 6 aeroplani Halifax decollarono dalla base aerea di Tarrant Rushton nella contea di Dorset, nel sud-ovest dell'Inghilterra. Essi trainavano sei alianti Horsa con a bordo gli uomini del maggiore John Howard. Alle 23:00 gli Albemarle decollarono da Harwell trasportando la 22ª Compagnia Indipendente Paracadutisti. Alle 00:16 del 6 giugno il primo aliante dell'operazione "Coup de main" atterra presso il ponte di Bénouville. L'attacco a sorpresa sarebbe stato effettuato dalla Compagnia D, più due plotoni della Compagnia B, del 2º Reggimento Oxfordshire and Buckinghamshire, 6ª Brigata Aviotrasportata. Questi uomini, assieme ad alcuni ingegneri il cui compito era di smantellare le cariche esplosive con cui erano stati bardati i ponti, sarebbero stati i primi soldati della forza d'invasione alleata a toccare il suolo della Francia. Con l'effetto sorpresa i soldati britannici sarebbero usciti dagli alianti, si sarebbero occupati delle guarnigioni tedesche a difesa dei ponti e avrebbero respinto i contrattacchi nemici fino all'arrivo del resto dei paracadutisti. In 15 minuti gli uomini del Reggimento Oxfordshire and Buckinghamshire presero il controllo dei ponti e neutralizzarono i meccanismi di distruzione piazzati sui ponti dai tedeschi. Non fu così semplice invece per gli esploratori della 22ª Compagnia. Il vento forte e gli errori di lancio rallentarono gli uomini della 22ª i quali dovevano predisporre dei paletti di segnalazione per guidare il resto della 6ª Divisione nelle zone di lancio (ZL K, N e V). Il principale effetto di tutto ciò fu un ritardo generale di 30 minuti. Il piano alleato prevedeva che la divisione giungesse in Normandia alle ore 00:50 ma le condizioni meteorologiche provocarono ulteriori errori nel lancio dei soldati che finirono lontano dagli obiettivi e alcuni anche oltre il fiume Dives. Nonostante i problemi gli uomini cercarono comunque di riorganizzarsi e portare a termine i loro obiettivi. La 5ª Brigata Paracadutista si lanciò a nord di Ranville (ZL N) e creò subito uno schermo difensivo attorno ai ponti. il 7º Battaglione attraverso il fiume Orne e prese Bénouville e Le port mentre il 12º e il 13º Battaglione catturarono Ranville e un colle a sud del paese. La 3ª Brigata Paracadutista si lanciò una decina di chilometri a est di Ranville (ZL K e V). Il 9º Battaglione del tenente colonnello Terence Otway riuscì a distruggere l'artiglieria a Merville subendo pesanti perdite. L'8º Battaglione britannico e il 1º Battaglione canadese distrussero i cinque ponti lungo il Dives e isolarono così il fianco est dell'invasione dal resto della Francia. Distrutti i ponti e l'artiglieria nemica, la brigata venne inviata a sud e dovette creare una linea difensiva attorno alla foresta Bois-de-Bavent, presso Bavent, Le Plein e Le Mesnil, a pochi chilometri a sud-est, a nord e a est di Ranville. Nel primo pomeriggio del 6 giugno gli uomini della 1ª Brigata Servizi Speciali britannica, guidata da Lord Lovat, si unì con il 7º Battaglione del maggiore Howard.[3][4]

Prima ondata[modifica | modifica wikitesto]

I ponti di Bénouville e Ranville[modifica | modifica wikitesto]

Alle 00:16 del 6 giugno 1944, l'aliante N.º 92, il quale trasportava il maggiore John Howard e il Plotone N.º 1 del colpo di mano, atterrarono silenziosamente nella Zona d'Atterraggio X. Il loro obiettivi, il ponte di Bénouville, si trovava proprio davanti alla zona dove dovevano atterrare gli alianti. Atterrare con un aliante in piena oscurità, in un luogo che si conosce solo dalle mappe, comporta diverse difficoltà. I due piloti dell'aliante infatti non riuscirono a planare agevolmente sul suolo francese e la violenza dell'urto fece perdere coscienza a entrambi e all'intero plotone. Dopo pochi secondi però i soldati cominciarono a riprendersi e si resero conto che tutto taceva attorno al luogo dell'impatto: i tedeschi infatti sembrava non avessero udito nulla nonostante fossero a poche decine di metri dal luogo dell'atterraggio. Fortunatamente per i britannici, i soldati nemici non fecero caso al frastuono, il quale somigliava al rumore provocato dalla caduta di un bombardiere alleato danneggiato. Il Plotone N.º 1 uscì in fretta dall'aliante e si diresse subito verso il bersaglio assegnatogli. Alcuni uomini resero inoffensiva una postazione di mitragliatrici mentre il resto del plotone, guidato dal tenente Brotheridge, correva lungo il ponte per catturare l'altra estremità, sparando dai lati del ponte stesso e lanciando granate. Una guardia tedesca diede l'allarme e un'altra riuscì a sparare un razzo di segnalazione in cielo prima di essere colpita dal fuoco degli inglesi. Una volta attraversato il ponte, Brotheridge lanciò una granata in un altro nido di mitragliatrici, un istante prima di essere colpito al collo. Il tenente Den Brotheridge fu la prima vittima alleata del D-day. Dopo che il Plotone N.º1 aveva già dato inizio all'attacco, il Plotone N.º 2 atterrò senza difficoltà con il secondo aliante e si mosse immediatamente per aiutare i compagni sulla sponda est del ponte. Il Plotone N.º 3 non ebbe la stessa fortuna dato che all'atterraggio la fusoliera dell'aliante si staccò dalla vela e una dozzina di uomini rimasero bloccati dai rottami. Il loro comandante, tenente Smith, rimase lievemente ferito e fu ulteriormente ferito dalla granata di un soldato tedesco che incontrò e uccise poco dopo. Nonostante tutto, continuò a guidare i suoi uomini e contribuì a rendere sicuro il lato ovest del ponte. Durante tutti gli scontri, i genieri ignorarono il fuoco nemico diretto verso di loro e cominciarono ad arrampicarsi su tutto il ponte, cercando i cavi collegati ai dispositivi esplosivi piazzati dai tedeschi. I tedeschi stessi avevano predisposto tutto per distruggere il ponte ma, per paura dei sabotaggi della resistenza francese, non avevano piazzato alcuna carica esplosiva. I tedeschi tentarono una risposta all'assalto inglese ma la sconfitta fu inevitabile, così, cessate le ostilità, i britannici, e il maggiore Howard, controllavano il ponte di Bénouville.[4]

I tre alianti che atterrarono vicino all'Orne ebbe sorti differenti. L'aliante del Plotone N.º 4 ebbe difficoltà a trovare la Zona d'Atterraggio e finì una quindicina di chilometri fuori dal bersaglio. Il velivolo atterrò nei pressi del ponte di Varaville, che sarebbe dovuto essere distrutto dal 3º Squadrone Paracadutista nelle ore successive. Il plotone si mise in marcia per catturare il suo obiettivo e ben presto gli uomini realizzarono di essere sul luogo sbagliato così si diressero verso Ranville. Dopo diverse difficoltà, inclusa la loro cattura e la seguente fuga, gli uomini riuscirono a ricongiungersi con la Compagnia D il 7 giugno. Gli altri due alianti atterrarono sulla ZA Y. Il Plotone N.º 6, comandato dal tenente Fox, procedette subito verso l'obiettivo, ma nel frattempo il frastuono della battaglia a Bénouville aveva allertato le guardie. Fortunatamente per gli inglesi, le difese tedesche consistevano in una singola mitragliatrice che sparò qualche raffica inefficace contro i paracadutisti e cedette in seguito al fuoco britannico. La mitragliatrice, abbandonata, venne subito riposizionata sulla difensiva. Pochi minuti dopo giunse anche il Plotone N.º 5, atterrato a circa sei cento metri dalla zona stabilita, trovando il lavoro già completato. Il colpo di mano fu un completo successo. Con pochissime perdite entrambi i ponti erano stati conquistati in appena una decina di minuti. La conferma della cattura del ponte a Ranville giunse al maggiore Howard che ordinò immediatamente al suo marconista di trasmettere il segnale (Ham and Jam, cioè Prosciutto e Marmellata) di successo al QG della 5ª Brigata, a Ranville. Presi i ponti, i paracadutisti si prepararono a difenderli dai contrattacchi tedeschi e al Plotone N.º 6 venne ordinato di supportare gli uomini a Bénouville, lasciando il 5 da solo a difesa del ponte di Ranville.[4]

Seconda ondata[modifica | modifica wikitesto]

Durante i combattimenti a Bénouville, 27 Albemarle trasportarono gli esploratori della 3ª e 5ª Brigata sulle tre Zone di Lancio. Sulla ZL N, i primi uomini della 5ª Brigata si lanciarono, guidati dal brigadiere generale Nigel Poett il quale decise di essere sul campo nel caso il colpo di mano dovesse fallire. Gli esploratori della ZL N furono lanciati fuori bersaglio e come risultato i segnalatori furono posizionati più a est del previsto. Ciò causò solamente un po' di confusione e alle 00:50 uno stormo di 137 Stirling, Dakota e Albemarle giunsero sopra la Normandia. Fu un buon lancio, per via del poco vento e del ridotto fuoco contraereo. Nonostante tutto il 7º Battaglione, che avrebbe dovuto sostituire gli uomini del maggiore Howard, alle 02:30 contava ancora solamente meno della metà degli effettivi e molto del loro equipaggiamento era stato perso. Nel frattempo il 12º Battaglione, di cui la maggior parte degli uomini finì nella foresta a est del Zona di Lancio, consisteva in meno di due terzi del totale quando si diresse verso Le Bas de Ranville mentre la situazione del 13º, che doveva conquistare Ranville stesso, era leggermente migliore. In totale 16 uomini erano morti durante il lancio, 82 erano feriti e 432 erano stati dichiarati dispersi, anche se alcuni in seguito riuscirono a ricongiungersi con la propria unità.[4]

La 3ª Brigata Paracadutista atterrò con notevoli problematiche in entrambe le sue Zone. Gli esploratori inviati nella ZA K finirono per errore sulla ZA N, cinque chilometri a nord del luogo prestabilito. Non riconoscendo tale errore, procedettero con il loro compito, guidando così 14 dei 37 Dakota dell'8º Battaglione a Ranville. Il tenente colonnello Alastair Pearson si lanciò sul luogo esatto ma trovò difficoltà nel raggruppare i suoi uomini. Alle 03:30, decise di dirigersi verso i ponti di Bures e Troarn con solamente 141 uomini. Gli esploratori inviati sulla ZL V persero la maggior parte dell'equipaggiamento e non furono in grado di recuperarlo prima dell'arrivo dei loro compagni. In questo modo il 1º Battaglione Canadese e il 9º Battaglione furono sparpagliati per una vasta area. Peggio ancora fu che i segnalatori finirono sulle zone alluvionate sulle due sponde del Dives. Lì, appesantiti dall'equipaggiamento, molti uomini abbandonarono tutto per evitare di annegare, ma alcuni di essi non ebbero tale fortuna. Per coloro che riuscirono a restare a galla, furono ore di duro sforzo fisico per riuscire a raggiungere la terra ferma. Il brigadiere generale James Hill, assieme al suo staff, finirono in una zona alluvionata nei pressi di Cabourg, tre chilometri a nord-est della Zona di Lancio. All'alba riuscirono a raggiungere tale zona dopo aver subito delle perdite per colpa del fuoco amico di alcuni Hawker Typhoon della RAF. Nel frattempo solamente alcuni elementi del 1º Battaglione Canadese, logorati dalla situazione, riuscirono a raggrupparsi e dirigersi verso i ponti di Robehomme e Varaville. La sorte peggiore toccò al 9º Battaglione che necessitava di molti dei suoi uomini e del loro equipaggiamento per poter assaltare la batteria d'artiglieria di Merville.[4]

La batteria di Merville[modifica | modifica wikitesto]

L'artiglieria di Merville, situata dieci chilometri a nord-est di Ranville, era un nemico temibile. L'Intelligence riportò che la batteria era composta da quattro cannoni da 150 mm che avrebbero avuto un effetto devastante su Sword Beach e perciò era fondamentale che fossero distrutti. Ogni pezzo d'artiglieria era rinforzato da casematte in calcestruzzo, con muri spessi due metri, sopra i quali vi sono altri due metri di terra, e nelle quali si può accedere unicamente attraverso due porte d'acciaio posizionate su due lati di ogni casamatta. In queste condizioni un bombardamento aeronavale sarebbe stato troppo poco preciso e inefficace, perciò la soluzione migliore era un attacco diretto. L'estremità nord della batteria era protetta da un fossato anticarro, profondo quattro metri e lungo nove metri. Il resto della batteria era circondato da due cinte di filo spinato, di cui la cinta interna alta due metri e mezzo, tra le quali è stato creato un campo minato largo da un metro e mezzo a due metri e mezzo. La guarnigione, cannonieri e sentinelle, ammontava a centosessanta uomini, supportati con numerosi nidi di mitragliatrice e tre cannoni antiaerei da 20 mm.[4]

Il tenente colonnello Terence Otway, comandante del 9º Battaglione, aveva ideato un piano complesso per assaltare la batteria nemica. Prima di tutto, dieci uomini sarebbero stati inviati assieme agli esploratori della ZL V, quattro dei quali procedettero verso la batteria per aprire varchi nel filo spinato e vie attraverso i campi minati. Alle 00:30, prima che la ricognizione paracadutista giungesse alla batteria, cento bombardieri pesanti, tra Avro 683 Lancaster e Handley Page Halifax della RAF, attaccarono la batteria con bombe da quasi duemila chilogrammi nella speranza di distruggere la roccaforte o provocare comunque gravi danni. Alle 00:50, il 9º Battaglione atterro e raggiunse la batteria alle 04:00. Con esso giunsero anche alcuni genieri dei Royal Engineers del 591º Squadrone Paracadutista, con abbondanza d'equipaggiamento, inclusi dispositivi per ripulire il campo dalle mine, siluri bangalore, per aprire un varco nel filo spinato, e due armi della 4ª Batteria Aviotrasportata Anticarro che sarebbero state usate per aprire le porte d'acciaio. Alle 04:30, il Plotone N.º 4 avrebbe iniziato un attacco diversivo verso l'area d'entrata principale mentre un gruppo di tiratori scelti britannici avrebbero sparato contro i tedeschi nelle casematte, nelle postazioni di mitragliatrici e sulle torrette dei cannoni. La fase successiva sarebbe iniziata con l'arrivo di tre alianti, trasportanti la maggior parte della Compagnia A, più altri genieri, i quali sarebbero giunti nei pressi della batteria e avrebbero cominciato ad attaccare con gli Sten e i lanciafiamme. Nel frattempo, la Compagnia C avrebbe cominciato l'attacco principale lungo la via aperta nel campo minato, seguita velocemente dalle Compagnie A e B. Nell'eventualità di un fallimento, la nave da battaglia HMS Arethusa aveva l'ordine di aprire il fuoco sulla batteria alle 05:30, se non avesse ricevuto in tempo il segnale di successo dell'attacco degli uomini di Otway. La situazione era però critica per i britannici fin dall'inizio. Essi disponevano di centocinquanta dei seicentocinquanta uomini e non avevano jeep, armi anticarro, mortai, metal detector, personale medico, genieri o qualunque tipo di collegamento con la Royal Navy. Giunti sul luogo dell'attacco gli uomini scoprirono che il bombardamento aereo aveva completamente mancato il bersaglio ma gli esploratori avevano fatto un buon lavoro, segnando quattro vie attraverso il campo minato con i tacchi degli stivali, avendo perso i nastri per segnare la strada. Alle 04:30, il battaglione fu riorganizzato in quattro gruppi, la Compagnia A e C, guidate dal maggiore Allen Parry, avrebbero attraversato due delle vie. Quando le due unità furono raggruppate, i tedeschi le individuarono e sei mitragliatrici aprirono il fuoco sui fianchi del battaglione. Una piccola parte dei paracadutisti, comandati dal sergente Knight ingaggiarono tre mitragliatrici vicino all'ingresso principale, eliminando i tedeschi con le granate e le baionette, mentre l'unica mitragliatrice Vickers in possesso al battaglione rispondeva al fuoco su l'altro fianco. In seguito Knight guidò i suoi uomini nel diversivo programmato, attirando l'attenzione dei tedeschi con tutto ciò che avevano. Mentre i soldati di Knight attaccavano le mitragliatrici nemiche, due alianti giunsero nei pressi della batteria. Nell'oscurità la batteria non era facilmente individuabile così gli inglesi a terra guidarono gli alianti con i radiofari, anche se nessun segnale fu ricevuto e i piloti dovettero atterrare alla cieca. Uno degli alianti finì, attraverso le nubi e il fumo dovuto al bombardamento, vicino ad un paesino a tre chilometri dall'obiettivo mentre l'altro riuscì ad individuare la batteria, dalla quale fu a sua volta individuato e attaccato con il fuoco di una mitragliatrice che ferì quattro uomini. Il sergente Kerr stava per avanzare quando si accorse che stava per finire in un campo minato, così portò via i suoi uomini nel bosco vicino, a settecento metri, dove era situata la base del 9º Battaglione. Quando giunsero gli alianti, il tenente colonnello Otway diede l'ordine di attaccare. I bangalore furono fatti esplodere, aprendo un varco nel filo spinato, e i quattro gruppi d'assalto si lanciarono verso il bunker. Nell'oscurità alcuni uomini finirono per errore sul campo minato. Le tre mitragliatrici tedesche aprirono il fuoco contro gli inglesi ma la mitragliatrice e i cecchini britannici coprirono bene i loro compagni, i quali riuscirono a raggiungere le casematte. Inizialmente i tedeschi furono presi alla sprovvista ma in seguito si riorganizzarono, illuminando l'area con un razzo e ordinando alla batteria di Cabourg di colpire direttamente il campo minato. Otway nel frattempo ordinò agli uomini in riserva di distruggere la quarta mitragliatrice che sparava sui gruppi d'assalto che ora ingaggiavano i tedeschi in un combattimento corpo a corpo. I combattimenti cominciarono a cessare quando la guarnigione cominciò a cedere e alle 05:00 la lotta era conclusa. All'interno e all'esterno del bunker vi erano i corpi dei soldati morti e feriti ovunque. I tedeschi possedevano una guarnigione di circa 130 uomini e alla fine dei combattimenti i soldati ancora sani erano solamente sei. Dei 150 soldati britannici del 9º Battaglione, 65 erano morti o feriti.[4]

I ponti sul Dives[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º Battaglione Canadese aveva diversi obiettivi da raggiungere una volta atterrato. La Compagnia A aveva il compito di coprire il fianco sinistro del 9º Battaglione durante l'assalto alla batteria di Merville. Una volta catturata la batteria, la Compagnia raggiunse i propri compagni a Le Mesnil. La Compagnia B dovette scortare i genieri del 3º Squadrone a distruggere il ponte a Robehomme, anche se due dei tre plotoni della compagnia finì sulle zone alluvionate, a due miglia dalla zona di lancio. Il Plotone nº 5 del tenente Toseland fu uno dei plotoni che riuscì a raggiungere il ponte, guidato da una ragazza francese. Lungo la strada incontrarono diversi paracadutisti inglese che si erano persi, alcuni finiti diverse miglia dalla loro zona di lancio. Quando giunsero al ponte il plotone e i nuovi aggregato trovarono il comandante della Compagnia B, il maggiore Fuller, ma non trovarono alcun tipo di esplosivo per demolire il ponte. Improvvisando, il sergente Poole del 3º Squadrone Paracadutato, si fece consegnare la limitata quantità di esplosivo che ogni paracadutista portava con sé, ottenendo più di dieci chili di esplosivo ad alto potenziale. L'esplosione provata dal materiale applicato al ponte causò seri danni alla struttura ma non lo distrusse. Alle ore 06:00, il tenente Inman e alcuni genieri giunsero sul ponte portando con loro novanta chili di esplosivo. Con una tale quantità di materiale il ponte cedette e fu distrutto.

La Compagnia C fu la prima unità di soldati canadesi a mettere piede in Francia. Essi giunsero sulla ZL V un'ora e mezza prima della forza d'invasione principale per attaccare un Quartier Generale tedesco proprio sulla Zona di Lancio loro assegnata. Ottenuto il primo obiettivo essi si diressero verso Varaville per distruggere il ponte e per conquistare il paese sconfiggendo definitivamente la guarnigione tedesca presente in quella zona. La Zona di Lancio allargata fu più estesa del solito, come nel caso del plotone del tenente Madden che per errore del pilota finì sulla riva sbagliata del fiume sbagliato, a poche miglia da Sword Beach. Alle 00:30, il maggiore McLeod riuscì a congiungere solo quindici soldati della Compagnia C al Punto di Rendez-vous. McLeod si stava preparando a muovere verso Varaville quando sentirono i motori dei bombardieri pesanti della RAF passare sopra le loro teste. Glie aerei avevano appena tentato di distruggere la batteria di Merville e molti di essi gettarono il loro carico inutilizzato proprio sulla Zona di Lancio di McLeod. Molti dei suoi uomini rimasero temporaneamente sotto shock per il fuoco amico. Lungo la strada verso Varaville, McLeod riuscì a raggruppare diversi uomini, della sua compagnia e di altre. I paracadutisti di McLeod riuscirono a penetrare nel villaggio senza farsi scoprire e, proprio mentre si preparavano a lanciare l'attacco a sorpresa sulle postazioni tedesche, furono scoperti e attaccati da un cannone da 75 mm. Uno dei colpi colpì delle munizioni britanniche uccidendo il tenente Walker e ferendo mortalmente lo stesso McLeod. Lo scontro che seguì durò fino alle 10:00 del mattino, quando la guarnigione tedesca, ridotta ad appena quarantatré elementi, si arrese. Appena un'ora prima, il tenente Baille e i suoi genieri erano riusciti a demolire il ponte.

L'8º Battaglione, dieci chilometri più a sud-ovest, trovò diverse difficoltà nel raggrupparsi, per via dell'estesa Zona di Lancio. Ad aggiungersi a ciò, il fatto che gli esploratori, inviati nella ZL K, finirono per errore a Ranville, sei chilometri più a nord della loro posizione prestabilita. Tale errore portò quattordici dei trentasette Dakota sopra la ZL N. Alle 03:30 solamente centoquarantuno uomini erano presenti al Punto di Rendez-vous e con tali forze il tenente colonnello Pearson cominciò ad avanzare verso Troarn. Per proteggere la retrovia il colonnello ordinò ad alcuni soldati di posizionarsi con due PIAT sulla strada per intercettare eventuali unità nemiche provenienti da ovest. Alcune ore più tardi sei veicoli della 21ª Divisione Panzer furono distrutti in un'imboscata proprio su quella strada. L'8º Battaglione non era però ancora abbastanza forte per attaccare Troarn così dovette arrestarsi presso un incrocio a circa un chilometro e mezzo dal villaggio, al centro della foresta Bois de Bavent. Il capitano Juckes fu inviato, con i suoi uomini del 3º Squadrone, a Bures per distruggere i due ponti sul Dives, obiettivo raggiunto alle 09:15.

All'insaputa dell'8º Battaglione, il maggiore Roseveare, comandante del 3º Squadrone Paracadutato, era già lungo la strada per Troarn con una jeep assieme ad alcuni dei suoi uomini. Procedendo verso il villaggio attirarono su di essi il fuoco della guarnigione tedesca, la quale comprese che stava succedendo qualcosa di importante nella regione. Gli uomini sulla jeep risposero al fuoco con le loro armi e riuscirono a fuggire dal villaggio indenni. L'unica vittima fu il sergente Peachy che, seduto sul rimorchio, fu scaraventato a terra e fatto prigioniero dopo che la jeep aveva svoltato un angolo ad alta velocità. Roseveare e i suoi uomini giunsero al ponte, vicino al paese, e piazzarono i loro esplosivi su di esso. L'esplosione provocò uno squarcio di sei metri al centro della struttura. Il Battaglione non seppe nulla di tutto ciò e con il passare delle ore diverse unità si aggregarono al battaglione. Quando i soldati inviati a Bures tornarono, Pearson gli inviò assieme al Plotone nº 9 verso Troarn, ordinando al grosso delle sue forze di preparare una linea difensiva nella foresta, il settore più a sud dell'area controllata dalla 3ª Brigata. Quando il drappello di soldati inglesi giunse a Troarn per due volte fu attaccato e per due volte superò gli ostacoli facendo prigionieri. Quando giunsero al ponte, lo trovarono già danneggiato e con il loro esplosivo riuscirono a raddoppiare i danni.[4]

La 5ª Brigata Paracadutista[modifica | modifica wikitesto]

Mentre la 5ª Brigata si stava organizzando sulla ZL N, i tedeschi lanciarono il primo contrattacco alla forza del Coup de Main, presso i ponti. Alle 01:30, due semicingolati giunsero da Bénouville e ciò creò diversi problemi per gli uomini del maggiore Howard dato che l'unica arma anticarro era un PIAT con appena due colpi. La soluzione fu trovata dal sergente Thornton del Plotone nº 6 che, coraggiosamente, si portò a breve distanza dal primo semicingolato distruggendolo con un colpo solo e facendo così ritirare l'altro veicolo tedesco. Il comandante della guarnigione tedesca del ponte di Ranville, il maggiore Schmidt comprese che stava succedendo qualcosa lungo i ponti e ordinò ai semicingolati di muoversi per capire cosa accadeva attorno alla loro area. Il suono di due semicingolati convinse il Plotone nº5 britannico, presso il ponte di Ranville, dell'arrivo imminente di un carro armato tedesco. Gli inglesi prepararono così un'imboscata al nemico, distruggendo entrambi i veicoli e la maggior parte dei loro equipaggi. I restanti, incluso Schmidt che rimase ferito, furono fatti prigionieri e inviati al Quartier Generale del Reggimento, vicino al ponte di Bénouville.

Dopo aver atteso a lungo che i suoi uomini si riorganizzassero, il tenente colonnello Pine-Coffin ordinò al 7º Battaglione di dare il cambio alla forza d'assalto del Coup de Main. Dalle 02:40, quando i primi soldati britannici giunsero sul posto, i tedeschi non contrattaccarono mai, tranne quando avanzarono con i due semicingolati che furono poi distrutti. Per creare una buona linea di difesa per il ponte, il battaglione estese la sua zona d'azione a ovest del canale artificiale, posizionandosi dentro Bénouville e il vicino villaggio di Le Port, trovando una leggera resistenza.

Nel frattempo, il 12º Battaglione venne inviato al villaggio di Le Bas de Ranville e il rilievo circostante che costituisce un'eccellente difesa contro un eventuale attacco da sud. Con solo il 60% delle sue forze il battaglione uscì dalla Zona di Lancio alle 02:30 e raggiunse la cima del rilievo alle 04:00.

Al 13º Battaglione fu ordinato di dirigersi a Ranville e bloccare ogni attacco tedesco proveniente da est. La Compagnia A rimase indietro per fornire supporto ai genieri del 591º Squadrone Paracadutista, i quali erano occupati a liberare le Zone d'Atterraggio dagli ostacoli posizionati dai tedeschi per impedire agli alianti di portare a terra sano e salvo il loro carico umano all'ora prevista ovvero alle 03:30. Alcuni avamposti tedeschi sorvegliavano la zona che corrispondeva alla ZA N (ufficialmente la ZL N) e di conseguenza il lavoro dei genieri fu disturbato dal fuoco delle mitragliatrici e dei mortai nemici. Nonostante tutto riuscirono a liberare le due zone d'atterraggio entro le 03:00. La guarnigione tedesca di Ranville consisteva in una compagnia della 21ª Divisione Panzer e fortunatamente per i britannici, la maggior parte della sua forza era occupata altrove quando cominciò l'assalto alla Normandia. Il 13º Battaglione incontrò diversi gruppi di resistenza nel villaggio e attorno ma già alle 04:00 i paracadutisti britannici avevano il controllo della zona.

Alle 03:35, il primo aliante atterrò sulla ZA N guidati dalle luci posizionate dagli esploratori. Dei settantadue alianti destinati a quella zona, sessantatré giunsero a terra senza danni, i restanti dovettero fermarsi prima. Molti dei soldati degli alianti dispersi riuscirono a congiungersi con il resto della divisione giorni dopo. Assieme alla maggior parte degli uomini giunse anche il maggiore generale Gale e il suo Quartier Generale, una parte della 3ª e tutta la 4ª Batteria Anticarro Aviotrasportata e una parte della 286ª Compagnia con un bulldozer per ripulire dagli ostacoli la ZA W dove altri alianti sarebbero giunti la sera successiva. Il Quartier Generale si piazzò a Le Bas de Ranville, mentre le armi anticarro vennero inviate a dare supporto al 12º e al 13º Battaglione.[4]

Reazione tedesca e diversivi britannici[modifica | modifica wikitesto]

Quando l'invasione alleata cominciò, molti dei comandanti tedeschi sul campo non erano con le loro unità, bensì ad un meeting su un'eventuale invasione nemica. Il primo segno dell'invasione alleata fu il blocco dei telefoni tedeschi. La Resistenza francese infatti aveva tagliato le linee telefoniche su ordine dei britannici. Tutto ciò, assieme ad altre azioni tipiche della Resistenza, non furono prese con troppa importanza dai tedeschi perché tali fatti erano accaduti ripetutamente ormai da anni. Più significativo però fu la distruzione di una conduttura che portava benzina alla zona di spiaggia corrispondente a Sword Beach, dove un dispositivo avrebbe disperso e incendiato il liquido in mare, in caso di invasione nemica. Sin da quando i primi paracadutisti alleati giunsero in terra di Francia, diversi rapporti giunsero al comando tedesco, ma la natura confusa delle trasmissioni non permise di comprendere se si trattasse di una reale invasione. Lo stesso maggiore generale Reichert fece prigionieri due esploratori inglesi, finiti proprio sul suo Quartier Generale, ma essendo solo due soldati non poté capire se si trattasse di un'invasione o di un più ridotto raid sul suo Comando. La confusione fu alimentata da un'invenzione britannica chiamata Rupert, un piccolo manichino che nell'oscurità e ad una certa distanza, somiglia del tutto ad un paracadutista inglese. I manichini contenevano dell'esplosivo che, a contatto con il suolo, esplodeva in modo che, lanciato nelle zone dove erano concentrate le truppe tedesche, dessero l'impressione ai tedeschi stessi di essere sotto attacco. L'effetto di questa manovra evasiva fu ampliato dagli esperti e coraggiosi soldati dell'SAS, che furono lanciati assieme ai manichini. In questo modo, fu impossibile per i tedeschi identificare i veri nemici, nelle prime ore vitali dell'assalto, portandoli persino ad eseguire manovre per contrattaccare gli invasori nelle zone sbagliate. Per convincere ulteriormente i tedeschi che nessun assalto era in atto, gli aerei da trasporto truppe furono equipaggiati da piccole bombe da nove chilogrammi che vennero sganciate su alcuni obiettivi nei pressi delle zone di lancio per dare l'impressione che si trattasse di un semplice bombardamento di routine. Gli errori di lancio portarono anche un beneficio agli invasori, ovvero i tedeschi si ritrovarono a ricevere rapporti di attacchi da parte di truppe nemiche in tutta la Normandia, costringendoli così ad inviare rinforzi anche a chilometri dalle zone di lancio alleate. Quando fu chiaro ciò che realmente era accaduto molti comandanti tedeschi pensarono che fosse solo un diversivo per distrarli dal principale ed imminente assalto al Pas de Calais.[4]

Consolidazione[modifica | modifica wikitesto]

Alla sera del primo giorno sul suolo francese, i ponti sull'Orne e sul canale artificiale erano nelle mani britanniche, l'artiglieria a Merville era stata neutralizzata e i ponti sul fiume Dives erano stati distrutti e nonostante le pesanti perdite gli obiettivi della 6ª Divisione aviotrasportata erano stati raggiunti. Durante i giorni successivi la divisione fu costretta dai tedeschi a cruenti scontri, soprattutto presso Bréville-les-Monts, per difendere il fianco sud della linea difensiva stabilita il giorno del lancio sulla Normandia. La situazione rimase invariata fino ad agosto, quando le truppe alleati riuscirono a sfondare le linee tedesche lungo il fiume Senna.[3]

Operazione Mallard[modifica | modifica wikitesto]

La sera del 6 giugno, si diede inizio all'Operazione Mallard. La maggior parte degli alianti atterrò vicino a Ranville (ZA N) mentre il resto atterrò qualche chilometro a nord di Bénouville (ZA W), in un'area già resa libera dalle truppe sbarcate all'alba. Alcuni uomini della divisione però giunsero il giorno seguente, via mare. Essi furono in seguito distribuiti su tutta l'area controllata dalla divisione, in base alle necessità delle singole unità. Il ruolo esatto della 6ª brigata (giunta durante l'operazione Mallard) non era definito, sarebbe infatti stato predisposto in base alla situazione delle truppe già in campo. Di fatto la brigata si dispose a difesa del fronte sud della testa di ponte.

Alle ore 21:00 del 6 giugno 1944, i primi alianti britannici assegnati all'Operazione Mallard cominciarono a sorvolare la Normandia orientale. Alle nove di sera il sole non era ancora calato del tutto, perciò la navigazione fu più semplice rispetto alla notte precedente infatti quasi non vi furono errori d'atterraggio o di navigazione. In prossimità però delle zone d'atterraggio i tedeschi aprirono il fuoco con i Flak 88 e le mitragliatrici provocando solo danni leggeri ai velivoli. A causa di vari problemi, quindici dei duecentocinquanta alianti non raggiunsero le zone assegnate. Nella ZA W, a un chilometro e mezzo a nord di Bénouville, a ovest del canale artificiale, atterrarono il 2º Reggimento The Oxfordshire and Buckinghamshire di Fanteria Leggera e la Compagnia A (12º Reggimento The Devonshire Regiment). Nella ZA N, a Ranville, giunsero il Quartier Generale della 6ª Brigata, il 1º Reggimento appartenente alla brigata stessa e il 6º Reggimento Corazzato da Ricognizione. Quest'ultimo entrò nella storia come il primo gruppo di carri armati ad essere aviotrasportato. I carri armati rimasero però bloccati nei paracadute per diverse ore prima che i soldati riuscissero a districarli dalle tele incendiandole. Assieme ai rinforzi giunsero anche i primi pezzi d'artiglieria che in mezz'ora furono schierati e cominciarono subito ad aprire il fuoco sulle posizioni tedesche. A tutto ciò i tedeschi risposero con un impreciso fuoco di mortai e, dove possibile, con le mitragliatrici, lanciando qualche bomba sulle spiagge, dove all'alba i britannici erano sbarcati, e sul QG della Divisione a Ranville, ferendo gravemente diversi ufficiali. Nel frattempo al 1º Reggimento (6ª Brigata) fu ordinato di espandere la testa di ponte a sud, catturando i villaggi di Longueval e Sainte Honorine (a sud di Ranville) mentre al 2º Reggimento The Oxfordshire and Buckinghamshire, riunito con gli uomini del maggiore Howard, procedette verso Hérouvillette ed Escoville (a est di Ranville). Queste manovre rafforzarono il fianco meridionale, dando respiro al 12º Battaglione, accerchiato a Le Bas de Ranville.[4]

Opere correlate[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia
Videogiochi

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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