Omnes feriunt, ultima necat

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La locuzione latina omnes feriunt, ultima necat significa tutte feriscono, l'ultima uccide. Sono ben riscontrabili anche le varianti omnes vulnerant, ultima necat e vulnerant omnes, ultima necat.[1]

Questo motto è attribuito a Seneca il Vecchio o il Retore e si trova spesso inciso sulle meridiane o sui quadranti degli orologi.[1]

Interpretazione[modifica | modifica wikitesto]

La prima metà della frase allude alle ore che passano: ciascuna porta la sua pena, piccola o grande, oppure notizie liete ed esperienze amene anche se magari non tanto spesso quanto vorremmo. Dunque non sempre le ore sono portatrici di negatività, e non sempre il tempo che scorre viene visto in modo pessimistico.

La seconda metà della frase è un'ovvia constatazione che l'ultima ora è quella della morte.

Esempio di una filosofia di stampo oraziano, il Carpe diem.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Su orologi e meridiane[modifica | modifica wikitesto]

Simili iscrizioni su torri campanarie, edifici cittadini e chiese, poste vicino a una meridiana o a un orologio, hanno una lunga tradizione in Italia come nell'Occidente. Tra le altre versioni del motto riportate sovente nei pressi degli orologi c'è anche Unam time, ultimam cave ovvero: «témine una: guàrdati dall'ultima [ora]».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b L. De Mauri, 5000 Proverbi E Motti Latini, Milano, Hoepli, 2ª ed.: 1995. Meridiane solari (p. 368). ISBN 978-88-203-0992-3.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]