Olio di avocado

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

L'olio di avocado è un grasso vegetale estratto dal frutto della Persea americana (avocado). La pianta originaria del centroamerica è una delle poche oleoginose con una concentrazione di lipidi maggiore nella polpa del frutto (15-38%) piuttosto che nei semi (2-8%). La pianta viene oggi coltivata, in decine di diverse varietà, in molte zone temperate-calde o sub tropicali del globo: Messico, Repubblica Domenicana, Nuova Zelanda, Indonesia,Australia, Perù, USA, Colombia, Brasile, Kenya. Con una produzione media di 17.000 tonnellate l'anno (2016-2018) il Messico è il maggior produttore mondiale di olio di avocado. il principale utilizzo è come ingrediente cosmetico ma recentemente sta emergendo un suo utilizzo alimentare come alternativa, con un sapore meno pungente, dell'olio di oliva.[1]

Non esiste uno standard internazionale, analogo a quello dell'olio di oliva,[2] per classificare la qualità dell'olio di avocado per uso alimentare, ma in alcuni paesi si tende ad utilizzare l'aggettivazione "extravergine" per quello spremuto a freddo e non raffinato. Come l'olio extra vergine di oliva, l'olio di avocado spremuto a freddo non raffinato, conserva il sapore e le caratteristiche cromatiche della polpa del frutto.

All'olio di avocado è stato attribuito il nome INCI: PERSEA GRATISSIMA OIL , numero CAS: 8024-32-6 e numero EINECS: 232-428-0.

Alla sua frazione solida: PERSEA GRATISSIMA BUTTER con gli stessi numeri CAS e EINECS.

Estrazione[modifica | modifica wikitesto]

Per la produzione dell'olio vengono utilizzati i frutti scartati dalla commercializzazione del frutto fresco, perché troppo piccoli o danneggiati.

Poiché l'avocado è una coltura per tutto l'anno, alcuni impianti per la lavorazione dell'olio d'oliva, in particolare in Australia e Nuova Zelanda, trattano l'olio d'oliva durante la stagione delle olive e l'olio di avocado durante il resto dell'anno. La spremitura a freddo è caratterizzata da procedure meccaniche, ad esempio estrusione o pressatura, senza l'applicazione di calore. Inoltre, l'olio può essere purificato solo mediante lavaggio, sedimentazione, filtrazione e centrifugazione.[2] Per la produzione cosmetica si privilegia un olio di avocado raffinato, deodorato e decolorato.

Dopo l'essiccazione della polpa di avocado per rimuovere quanta più acqua possibile l'estrazione più comune avviene con solventi (es. esano) a temperature elevate.

Per utilizzi specifici è stata utilizzata anche l'estrazione con CO2 supercritica.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

L'olio di avocado è una miscela eterogenea di lipidi, soprattutto trigliceridi ( oltre il 95%). L'olio non raffinato ha un colore dall'ambra al verde smeraldo dovuto alla clorofilla (fino a 20 µg/g) e carotenoidi (fino a 4 µg/g) contenuti. Per la produzione cosmetica viene commercializzato prevalentemente un prodotto raffinato, di colore giallino più o meno tenue a seconda del processo di decolorazione. I parametri chimico fisici tipici variano tra l'olio non raffinato e quello raffinato[3]:

olio di avocado non raffinato
acidità (come acido oleico libero), in % MAX 5,0
umidità, in % MAX 0,5
densità relativa a 25 °C (g/ml) MIN 0,910 MAX 0,920
numero perossidi, in meq.O2/Kg MAX 10,0
olio di avocado raffinato
acidità (come acido oleico libero), in % MAX 0,1
umidità, in % MAX 0,1
densità relativa 25 °C (g/ml) MIN 0,908 MAX 0,921
numero perossidi, in meq.O2/Kg MAX 2,0
indice di rifrazione a 25 °C MIN 1,462 MAX 1,470
numero saponificazione in mgKOH/g MIN 170,0 MAX 198,0
numero iodio MIN 82,0 MAX 90,0

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

In tutti gli oli vegetali la composizione può variare in funzione della cultivar, delle condizioni ambientali, della raccolta, della estrazione e della lavorazione. Nel caso dell'olio di avocado il grande numero di diverse varietà della pianta e la coltivazioni in territori con condizioni climatiche anche molto diverse rende i dati particolarmente disomogenei.[4][5][6]

Concentrazione percentuale sul totale di acidi grassi rilevata in diversi studi (MIN-MAX)
acido grasso notazione delta[7] [8] [5] [6]
acido miristico 14:0 0-0 0,02-0,06 nd
acido pentadecanoico 15:0 nd 0,01-0,04 nd
acido palmitico 16:0 13,0-22,0 10,8-30,4 12,2-21,1,
acido ipogeico 16:1Δ7c nd 0,08-0,22 nd
acido palmitoleico 16:1Δ9c 4,0-10,0 3,1-11,4 nd
acido cis palmitovaccenico 16:1Δ11c nd 0,05-0,16 nd
acido margarico 17:0 0-0 0,01-0,05 nd
acido margaroleico 17:1Δ9c 0-0,1 nd 0,01-0,08
acido stearico 18:0 0,35-1,0 0,37-0,79 0,24-1,45
acido oleico 18:1Δ9c 55,0-68,0 45,1-64,8 40,7-74,3
acido asclepico 18:1Δ11c nd 7,3-10,4 nd
acido linoleico 18:2Δ9c,12c 9,0-15,0 8,3-12,8 8,3-20,9
acido linoleico trans 18:2Δ9t,12t 0-0 0,01-0,06 nd
acido α-linolenico 18:3Δ9c,12c,15c 0-2,0 0,44-1,15 0,44-3,19
acido arachico 20:0 0-0,2 0,03-0,11 nd
acido gadoleico 20:1Δ11c 0-0,2 0,07-0,22 nd
acido beenico 22:0 0-0,4 0,01-0,08 nd
acido lignocerico 24:0 0-0,1 nd nd
Legenda: nd = non ricercato


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Woolf A., Wong M., Eyres L., McGhie T., Lund C., Olsson S., Wang Y., Bulley C., Wang M., Friel E, Cecilia Requejo-Jackman, 2- Avocado oil, in Moreau R., Kamal-Eldin A. (a cura di), Gourmet and health-promoting specialty oils, pp. 73-125, ISBN 978-0-12-804351-6, OCLC 919920225. URL consultato il 6 dicembre 2019.
  2. ^ a b FAO, STANDARD FOR EDIBLE FATS AND OILS NOT COVERED BY INDIVIDUAL STANDARDS (PDF), in Codex Alimentarius International Food Standards.
  3. ^ Norma Mexicana NMX-F-052- SCFI-2008. Aceites y grasas-aceite de aguacate - especificaciones (PDF), 2008. URL consultato il 6 dicembre 2019.
  4. ^ SOFA - Seed Oil Fatty Acids, su sofa.mri.bund.de. URL consultato il 4 dicembre 2019.
  5. ^ a b (EN) G. D. Fernandes, R. B. Gómez-Coca e M. C. Pérez-Camino, Chemical characterization of commercial and single-variety avocado oils, in Grasas y Aceites, vol. 69, n. 2, 4 giugno 2018, p. 256, DOI:10.3989/gya.0110181. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  6. ^ a b Marcos Flores, Carolina Saravia e Claudia E. Vergara, Avocado Oil: Characteristics, Properties, and Applications, in Molecules, vol. 24, n. 11, 10 giugno 2019, DOI:10.3390/molecules24112172. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  7. ^ John Ohlrogge, Nick Thrower e Vandana Mhaske, PlantFAdb: a resource for exploring hundreds of plant fatty acid structures synthesized by thousands of plants and their phylogenetic relationships, in The Plant Journal, vol. 96, n. 6, 9 novembre 2018, pp. 1299-1308, DOI:10.1111/tpj.14102. URL consultato il 5 dicembre 2019.
  8. ^ CODEX COMMITTEE ON FATS AND OILS (a cura di), PROPOSED DRAFT REVISION TO THE STANDARD FOR NAMED VEGETABLE OILS(CXS 210-1999) (PDF), su fao.org.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]