Nosside

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« ...E di me parlerai, ospite, allora; della Città che Locri mia s'appella, ripeterai di Nosside con quella, tua grazia propria... »
(Nosside)
Nosside (busto in marmo di F. Jerace)

Nosside (Locri Epizefiri, IV secolo a.C. ca. – III secolo a.C. ca.) è stata una poetessa greca antica di età ellenistica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlia della nobile Teofile[1], visse a Locri Epizefiri sulla costa ionica reggina, nel periodo della guerra contro i Bruzzi[2]. Fu senza dubbio la più grande poetessa della Magna Grecia, inserita nel filone dorico-peloponnesiaco della poesia epigrammatica. Forse fu contemporanea del poeta Rintone, da lei ricordato in un epigramma funebre[3].
Probabilmente ebbe un tiaso femminile nella sua città, legando il suo nome al culto della dea Afrodite, particolarmente venerata a Locri e forse al rituale della "prostituzione sacra". Da un suo famoso epigramma, composto nella forma retorica di epitaffio[4] traspare infatti la consapevolezza di un rapporto, sospeso tra rivalità ed emulazione, con Saffo.
Proprio su tali basi Meleagro di Gadara deve averla antologizzata nella sua Corona e Antipatro di Tessalonica l'annovera tra le nove poetesse che meritarono l'onore di gareggiare con le Muse[5].

Epigrammi[modifica | modifica wikitesto]

Le si attribuiscono dodici epigrammi di argomento soprattutto votivo, sepolcrale ed epidittico, di cui uno forse spurio[6].
La sua poetica, analogamente a quella di Saffo, costituisce un canto alla vita, alla bellezza femminile ed alla dolcezza dell'amore, evidenziando, comunque, la sua impostazione spiccatamente alessandrina[7], con raffinate allusioni testuali e contenutistiche al celebre modello saffico.
Nosside, comunque, si distingue per una certa passionalità tipicamente magnogreca e per il fatto che in essa non mancano riferimenti alla cultura locrese.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il fatto che ricordi la madre in VI 265 fa ritenere che fosse di antica nobiltà locrese da parte materna. Cfr. E. Degani, Nosside, in "GFF", IV (1981), pp. 43 ss.
  2. ^ Ricordata in AP, VI 132.
  3. ^ AP, VII 414.
  4. ^ Antologia Palatina, VII 718.
  5. ^ AP, IX 26.
  6. ^ AP, VI 273.
  7. ^ Cfr. U. Lisi, Poetesse greche, Catania 1933, pp. 198 ss.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • O. Longo, Nosside, Reggio Calabria, Parallelo38, 1990.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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