Nicole Maurey

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Nicole Maurey

Nicole Maurey (Bois-Colombes, 20 dicembre 1925Versailles, 11 marzo 2016[1]) è stata un'attrice cinematografica e televisiva francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Bois-Colombes, un sobborgo a nord ovest di Parigi, Nicole Maurey studiò come ballerina classica e iniziò a seguire i corsi di recitazione di Maurice Escande e Jacques Charon, grazie all'incoraggiamento della madre, appassionata di teatro. Debuttò nel cinema nel 1945, interpretando alcuni film in costume di produzione francese, come Pamela (1945) e Il conte nero (1945), accanto a Georges Guétary. Alla fine degli anni quaranta partecipò ad alcune produzioni teatrali, tra le quali la pièce americana Harvey di Mary Chase, adattata dal drammaturgo francese Marcel Achard. Risale al 1951 il primo ruolo in una produzione cinematografica di prestigio, quello di Mademoiselle Louise, la giovane istitutrice de Il diario di un curato di campagna (1951), uno dei capolavori del cinema francese, diretto da Robert Bresson e tratto dal celebre omonimo romanzo scritto nel 1936 da Georges Bernanos.

La Maurey ottenne successivamente un altro ruolo di rilievo, quello di Yvonne Leriche, nel dramma Le compagne della notte (1953) di Ralph Habib, uno studio sulle difficoltà esistenziali di un gruppo di prostitute parigine. Nello stesso anno l'attrice iniziò una fortunata parentesi hollywoodiana, quando venne scelta dal regista George Seaton per il melodramma Per ritrovarti (1953), girato in esterni a Parigi[2]. Nella pellicola, prodotta dalla Paramount Pictures, la Maurey comparve nelle scene in flashback nel ruolo della cantante parigina di cui si innamora il corrispondente di guerra americano Bill Wainwright (Bing Crosby) e che viene fucilata dai nazisti durante l'Occupazione, lasciando un figlioletto che Wainwright ritorna a cercare dopo la fine della guerra e che ritrova in un orfanotrofio.

Malgrado il grande successo ottenuto in America, la Maurey preferì evitare di stabilirsi negli Stati Uniti e rifiutò di sottoscrivere un contratto in esclusiva con Hollywood, per poter continuare la propria attività di attrice anche in Europa[2]. Nel 1953 comparve ancora nel film francese Il nemico pubblico numero uno (1953), una divertente commedia degli equivoci interpretata da Fernandel, e nei kolossal storici Versailles (1954) e Napoleone Bonaparte (1954), due sfarzose produzioni dirette da Sacha Guitry. Sempre nel 1954 l'attrice interpretò la bella Elena Antonescu, la rifugiata rumena ricercata dalla polizia ne Il segreto degli Incas (1954), una romantica avventura esotica ambientata in Perù e co-interpretata da Charlton Heston e Robert Young, due americani che si avventurano sulle Ande alla ricerca di un tesoro risalente all'antica civiltà Incas.

Ormai celebre e ammirata per il suo charme e per la sua bruna bellezza ed eleganza, la Maurey conquistò la copertina della prestigiosa rivista statunitense Life e venne successivamente scritturata dalla casa produttrice RKO per il breve ma incisivo ruolo della prostituta Fiamma nel dramma bellico La soglia dell'inferno (1957), una produzione a basso budget (divenuta in seguito un piccolo classico) che venne girata in appena tre settimane[2], e che fu interpretata da Mickey Rooney nel ruolo di un sergente delle truppe americane di rigidi principi morali che, di stanza in Europa, si innamora di Fiamma (la Maurey), per poi scoprire che la ragazza è una prostituta. Fu una delle migliori interpretazioni sul grande schermo dell'attrice che, nello stesso periodo, apparve anche in una commedia di produzione britannica, Sette mogli per un marito (1955), una satira sul tema della bigamia interpretata anche da Rex Harrison e Kay Kendall, e in due produzioni francesi di genere poliziesco, Polizia – sezione scomparsi (1956), al fianco di Maurice Ronet, e Azione immediata (1957), accanto a Lino Ventura e Henri Vidal.

Nella seconda metà degli anni cinquanta la carriera dell'attrice raggiunse l'apice: reduce dalla Gran Bretagna per il giallo L'arma del delitto (1957), la Maurey tornò negli Stati Uniti per accettare dalla Columbia Pictures il ruolo di Suzanne Roualet nella commedia Io e il colonnello (1958), in cui fu protagonista accanto all'eclettico comico Danny Kaye[2]. L'anno successivo lavorò nuovamente in una produzione inglese, Il capro espiatorio (1959), tratto da un romanzo di Daphne Du Maurier, in cui il protagonista Alec Guinness interpretò il doppio ruolo di un professore inglese e del suo sosia, un nobile francese di cui assume l'identità[3]. Il 1959 fu anche l'anno del western I ribelli del Kansas (1959), un genere in cui l'attrice poté ancora una volta interpretare – al fianco di Jeff Chandler - il suo consueto ruolo di bella protagonista di origini europee, nell'occasione nei panni della francese Jeanne Dubois. Interessante fu pure il ruolo di Constanta Sluiter nel poliziesco La casa dei sette falchi (1959), una produzione MGM con Robert Taylor.

Nel 1960 la Maurey terminò la propria esperienza a Hollywood con la piacevole commedia In due è un'altra cosa (1960), nella quale ritrovò Bing Crosby, che era stato suo partner nel primo film girato in America. L'interpretazione dell'attrice, nei panni di Helene Gauthier, una professoressa francese che fa innamorare di sé un vedovo (Crosby), deciso a riprendere gli studi universitari che non aveva potuto intraprendere in gioventù, venne apprezzata da pubblico e critica[4]. Per un paio d'anni la Maurey lavorò stabilmente in Inghilterra, partecipando alle commedie Scambiamoci le mogli (1961) con Terry-Thomas e Entrate senza bussare (1961) con Richard Todd, a uno dei classici della fantascienza del periodo, L'invasione dei mostri verdi (1962), accanto a Howard Keel, e al dramma poliziesco Il limite della vergogna (1963), ancora al fianco di Richard Todd e con Jeremy Brett.

Il ritorno in Francia coincise per l'attrice con un progressivo rallentamento dell'attività. Ad eccezione dei film Sparate su Stanislao (1965), commedia di humour e spionaggio internazionale con Jean Marais, e del poliziesco Il commissario non perdona (1968), la Maurey si dedicò completamente al piccolo schermo, con alcune parentesi teatrali all'inizio degli anni settanta. Interprete di numerose miniserie televisive e film per la TV, l'attrice si ritirò dalle scene alla fine degli anni ottanta, tornando a recitare in un'unica occasione per il piccolo schermo nel film Le grand Batre (1997).

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'Encinematheque
  2. ^ a b c d Dominique Lebrun, Paris-Hollywood. Les français dans le cinéma américain, Editions Hazan, 1987, pag. 237
  3. ^ Jerry Vermilye, Bette Davis, Milano Libri Edizioni, 1984, pag. 108
  4. ^ Robert Bookbinder, The Films of Bing Crosby, The Citadel Press, 1977, pag. 231

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