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Nero di seppia

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Pasta al nero di seppia.

Il nero di seppia è l'inchiostro secreto dalle seppie, un liquido scuro usato in cucina come condimento per la preparazione di primi piatti.

Caratteristiche

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È prodotto dalla ghiandola del nero e raccolto in una apposita sacca situata fra le branchie[1] (detta tasca del nero)[2]; viene disperso con l'ausilio d'un getto d'acqua emesso dal sifone. Il colore marrone scuro (color seppia) è dovuto al suo costituente principale, la melanina.

Una volta estratto va poi conservato in ambiente refrigerato. L'inchiostro di questo cefalopode contiene diverse sostanze chimiche in differenti concentrazioni, anche a seconda della specie. Comunque, i suoi componenti principali sono melanina e muco. Può contenere anche, tra le altre cose, tirosinasi, dopamina e L-DOPA, e piccole quantità di amminoacidi, tra i quali taurina, acido aspartico, acido glutammico, alanina e lisina.

Uso culinario

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Risotto al nero di seppia.

In passato lo si usava come inchiostro, oggi è perlopiù usato in cucina. Si usa prettamente come colorante naturale o come condimento: nella cucina italiana è adoperato prevalentemente per i primi piatti a base di pasta, in particolare nella pasta al nero di seppia nella cucina siciliana, e per il risotto al nero di seppia nelle cucine veneziana e toscana. Quest'ultimo piatto è tipico anche delle cucine catalana (arros negre) e croata (crni rižot).

  1. Eleonora Consoli, La cucina del sole. Ricette siciliane di ieri e di oggi, 2004
  2. Seppia, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  • Eleonora Consoli, La cucina del sole. Ricette siciliane di ieri e di oggi, Flaccovio, 2004. pag.383 ISBN 88-7758-607-9

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