Natale di Sangue di Cipro

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Natale di Sangue di Cipro
(EL) Διακοινοτικές ταραχές του 1963-64
(TR) Kanlı Noel
parte della questione di Cipro
Datadicembre 1963 - gennaio 1964
LuogoCipro
Schieramenti
Comunità greco-cipriotaComunità turco-cipriota
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Il Natale di Sangue di Cipro (in turco Kanlı Noel e in greco: Διακοινοτικές ταραχές του 1963-64, traslitterato: Diakoinotikés tarachés tou 1963-64) è il nome dato agli scontri armati iniziati il 21 dicembre 1963 tra le comunità greco-cipriota e turco-cipriota a Cipro e proseguiti sporadicamente e con minore intensità fino all'arrivo dell'UNFICYP, una forza di sicurezza delle Nazioni Unite, nel marzo del 1964. Le tensioni si accesero intorno alle dispute politiche legate alla riforma della Costituzione del 1960.

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Il forte scontro inter-comunitario iniziò a causa dello scontento dei turco-ciprioti di fronte al tentativo di Makarios III di modificare la Costituzione del 1960 poiché, secondo il presidente, creava molte difficoltà nel regolare il funzionamento dello Stato e lo sviluppo del Paese.[1] La modifica costituzionale consisteva di 13 punti di riforma, tra i quali i seguenti sono i principali:[1][2]

  • Soppressione del potere di veto del Presidente e del Vicepresidente: Makarios vedeva la necessità di impedire che il vicepresidente (per legge sempre un turco-cipriota) potesse porre il veto su una decisione presa per maggioranza del Consiglio dei Ministri.
  • Soppressione delle disposizioni costituzionali che richiedevano maggioranze separate per l'emanazione di alcune leggi da parte della Camera dei rappresentanti. Il caso esemplificativo era stato l'incapacità della Camera di emanare una legge sull'imposta sul reddito.
  • Istituzione di comuni unificati. I turco-ciprioti tentavano di creare municipi separati per greci e turchi, mentre i greco-ciprioti miravano a municipalità miste.
  • Le decisioni della Commissione mista del servizio pubblico sarebbero state prese a maggioranza semplice.
  • Le proporzioni della rappresentanza greca e turca nel servizio pubblico (quindi 70-30%), le forze di sicurezza (quindi 70-30%) e l'esercito (quindi 60-40%) dovevano essere modificate per essere allineate in maniera proporzionale alla popolazione greca e turca (quindi 81,14-18,86%).
  • La giustizia amministrativa doveva essere unificata.
  • La divisione delle forze di sicurezza in polizia e gendarmeria sarebbe stata rimossa.
  • Il presidente greco-cipriota e il vicepresidente turco-cipriota dovevano essere eletti dalla Camera in modo congiunto.[2]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 21 dicembre 1963: Gli eventi violenti iniziarono al mattino presto. Alle 02:10, una pattuglia della polizia a Hermes Street, al confine tra i quartieri turco e greco-cipriota della parte vecchia della città di Nicosia, richiese i documenti a turco-ciprioti che si rifiutarono di mostrarli. A fronte di questo evento, una folla di circa 150 concittadini si radunò sul luogo. Poco dopo, cominciò una sparatoria che partì inizialmente dalla parte turco-cipriota, causando la morte di due civili (un uomo di 25 anni e una donna di 35 anni).[3] Alle 03:20, colpi furono sparati ai poliziotti greco-ciprioti ferendone uno sul luogo.[3] Alle 09:50, una pattuglia di polizia venne attaccata di fronte alla scuola turco-cipriota di Nicosia e due studenti rimasero leggermente feriti.[3] Alle 10:15, un bus con alcuni lavoratori greco-ciprioti venne attaccato nello stesso luogo con armi da fuoco.[3] Durante la mattina, un taxi che trasportava dei bambini turco-ciprioti venne colpito da spari a Lakatamia. Nella piazza Ataturk di Nicosia, una folla turco-cipriota attaccò un taxi e picchiò i due occupanti accoltellandone uno.[3]
Nella giornata si contarono in totale dodici eventi, con due morti e otto feriti.[3] A Nicosia quel giorno non aprirono le attività commerciali. Il presidente Makarios ordinò lo spiegamento delle forze di polizia al fine di prevenire un'escalation degli eventi e incontrò il vicepresidente e leader turco-cipriota Fazıl Küçük per invocare la calma. L'incontro dei due leader non ebbe successo poiché gli incidenti si diffusero nel resto dell'isola.
  • 23 dicembre: Iniziarono gli scontri a Larnaca che durarono fino al 28 del mese, quando un contingente britannico iniziò a pattugliare la città.[4]
  • 24 dicembre: I turco-ciprioti attaccarono il sobborgo greco-cipriota di Omorphita di Nicosia. Altri incidenti si registrarono a Famagosta e Kyrenia.[4] Vari attacchi dei greco-ciprioti si verificarono a Mathlati il 23 dicembre e Ayios Vasilios il 24.[5]
In quei giorni si verificò una circostanza particolarmente rilevante per l'impatto degli scontri sulla comunità turco-cipriota. Il 24 dicembre, la famiglia del medico maggiore Nihat Olhan, al servizio delle truppe turche sull'isola, venne attaccata in casa propria mentre Olhan era assente. La moglie e i tre figli furono uccisi in bagno.[6]
La situazione preoccupò le tre potenze garanti dell'indipendenza di Cipro (Grecia, Turchia e Gran Bretagna).[1] Fondamentalmente la Gran Bretagna temeva per la sicurezza dei propri concittadini e delle basi sovrane di Akrotiri e Dhekelia sull'isola. Il 24, il contingente dell'esercito turco di stanza sull'isola in seguito agli accordi del 1960, lasciò il proprio quartier generale per stazionare nei settori turco-ciprioti a nord di Nicosia.[1] Fece lo stesso l'ELDYK, il contingente greco. Il giorno seguente si segnalarono dei sorvoli turchi sull'isola.[1]
  • 26 dicembre: Un altro serio scontro ebbe luogo nel Passo Kyrenia, quando un contingente greco-cipriota con funzionari greci voleva prenderne il controllo ma trovandosi di fronte i turco-ciprioti di Agirda.[5] La Turchia schierò le truppe al confine con la Grecia.[4]
  • 27 dicembre: Makarios accettò l'intervento delle potenze garanti. Le stesse avrebbero apportato una forza tripartita sotto il comando del maggiore generale britannico Peter Young, ufficiale britannico responsabile del distretto di Cipro. Il suo secondo, il Capitano del Gruppo Campbell, comandante della RAF Nicosia, avrebbe avuto la responsabilità di mettersi in contatto con i capi dei contingenti greco e turco sull'isola.[4] I contributi greci e turchi non si concretizzarono. Quel pomeriggio, la Joint Truce Force, nome dato al contingente, iniziò il suo dispiegamento, progressivamente mettendo la situazione sotto controllo.[4]
  • 29 dicembre: Si accordò un cessate il fuoco.[1] Con un accordo inter-comunitario sponsorizzato dagli inglesi, iniziò il rilascio degli ostaggi da entrambe le parti.[4] Tra il 21 e il 31 dicembre del 1963, morirono 133 turco-ciprioti.[7]
  • 30 dicembre: Si concordò di creare una zona neutrale lungo la linea del cessate il fuoco tra le aree occupate dalle due comunità di Nicosia. Quest'area sarebbe stata pattugliata dalla Joint Truce Force, ma di fatto fu effettuata solo dal contingente britannico.[1]
  • 4 gennaio 1964: Il generale Young stabilì il suo posto di comando al Cornaro Hotel, alla periferia della capitale. Le sue forze comprendevano diverse jeep, venti veicoli blindati e quattro elicotteri. La sua area di responsabilità comprendeva l'intera isola, ma con maggiore impegno nei villaggi misti e in quelli turco-ciprioti.[4]
  • 21 gennaio:. La polizia turco-cipriota attaccò i membri della Joint Truce Force che scortava due poliziotti greco-ciprioti che stavano indagando su una perdita d'acqua.[4]
  • 14 febbraio: Nel mese di febbraio del 1964 gli scontri armati ripresero con nuove morti. Il 14 fu interrotto il cessate il fuoco a Limassol. Ciò spinse gli inglesi a ricostituire le loro forze. Il 19, il Generale Young fu sostituito dal Maggiore Generale Michael Carver. Il generale arrivò sull'isola con il comando della terza divisione di fanteria appartenente alla riserva strategica britannica, aumentando così il numero di truppe a sua disposizione a 7.000. Allo stesso modo, furono creati due comandi di zona, uno per il controllo a est e l'altro a ovest di Cipro, riducendo così i tempi di reazione.
Nel villaggio di Prodromi, a breve distanza a ovest di Polis, le forze greco-cipriote attaccarono i turco-ciprioti che si rifiutarono di consegnare le loro armi. Ciò portò circa cinquecento persone a cercare rifugio a Polis, dove furono assediate nella scuola secondaria turco-cipriota. Questa situazione continuò fino al 1968.[4][8]
  • 15 febbraio. Le milizie greco-cipriote catturarono tre poliziotti turco-ciprioti disarmati che si trovavano in macchina. Furono portati a Larnaca e la mattina seguente furono consegnati ai britannici.[4]
  • 27 marzo. L'UNFICYP fu resa operativa. Gli incidenti inter-comunitari cominciarono gradualmente a diminuire.[1]

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Secondo il rapporto delle Nazioni Unite, gli scontri portarono a una migrazione interna nel paese. I coloni turco-ciprioti dovettero abbandonare alcune città a popolazione mista o altre dove la loro nazionalità era maggioritaria, principalmente a nord di Nicosia. Ciò generò una crisi nel sistema alimentare, sanitario e abitativo. Nei dintorni di Nicosia furono allestiti tre campi profughi di 1500 persone, dove gli sfollati dovevano vivere in tende.[9] L'UNFICYP all'inizio del mandato fece un censimento dei danni causati nella settimana di Natale, inclusi gli scontri intorno a Kokkina nell'agosto del 1964. L'indagine riportava che in 109 villaggi, in maggioranza turco-ciprioti o misti, furono distrutte 527 case, mentre altre 2000 furono danneggiate dai saccheggi. Nel sobborgo di Omorphita, a Nicosia, 50 case furono completamente distrutte, mentre altre 240 furono parzialmente distrutte. A Ktima, 38 case e attività commerciali furono completamente distrutte e 122 parzialmente distrutte.[10]
  • Dal dicembre 1963 a fine agosto 1964, 72 villaggi misti furono evacuati dai turco-ciprioti. Altre statistiche delle Nazioni Unite stimarono che su 25.000 rifugiati, 21.000 andarono nei villaggi turco-ciprioti mentre il resto si stabilì nei campi profughi.[11]
  • A causa degli scontri, la Linea Verde che separava le due comunità fu spostata a Nicosia.[11] La stessa entrò in vigore il 30 dicembre e consistette in una zona neutrale che sarebbe stata pattugliata da una Forza di tregua congiunta.[1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) "ABC de Sevilla"> ABC de Sevilla, Choque entre griegos y turcos en Chipre, su emeroteca.sevilla.abc.es, 22 dicembre 1963. URL consultato il 29 settembre 2015.;
  • (EN) Carl Grundy – War, A geographical study of the United Nations Peacekeeping Force in Cyprus. 1964-1984, Durham University, dicembre 1984. Disponibile in [1];
  • (EN) Kyle Keith, Cyprus. Disponibile in [2];
  • (EN) James Ker-Lindsay, Britain and the Cyprus Crisis 1963-1964, Bibliopolis, Mannheim e Möhnesee, 2004;
  • (EN) Richard Patrick, Inter-Communal Violence, 1963-1964, in Isle of Discord: Nationalism, Imperialism and the Making of the Cyprus Problem, New York, New York University Press, 1999, pp. 242–246. Disponibile in [3];
  • (EN) Turkish Daily News. Turkish Cypriots mark 35th year of 'Bloody Christmas', 21 dicembre 1998. Disponibile in [4];
  • (EN) Ulvi Keser, Bloody Christmas of 1963 in Cyprus in the Light of American Documents, Çağdaş Türkiye Tarihi Araştırmaları Dergisi - Journal Of Modern Turkish History Studies XIII/26 (2013-Bahar/Spring), pp. 249-271. Disponibile qui [5];
  • (EN) UNFICYP, Storia dell'UNFICYP. Disponibile in inglese [6]. Consultato in marzo 2017.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i (EN) History of UNFICYP, in UNFICYP, 20 novembre 2015. URL consultato il 20 marzo 2017.
  2. ^ a b UN Mediator On Cyprus. Report of the United Nations Mediator on Cyprus to the Secretary General. Documento s/6253. Publicado el 26 de marzo de 1965
  3. ^ a b c d e f Day of Intercommunal Violence Strife. Dary of the Day (PDF), in Cyprus Mail, 22 dicembre 1963, p. 1. URL consultato il 17 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 28 marzo 2017).
  4. ^ a b c d e f g h i j (EN) James Ker-Lindsay, Britain and the Cyprus Crisis, 1963-1964. URL consultato il 17 marzo 2017.
  5. ^ a b (EN) Richard A. Patrick, Inter-Communal Violence, 1963-1964, su cyprus-conflict.net. URL consultato il 10 marzo 2017 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2013).
  6. ^ Untimely commemoration by the Turkish side of the anniversary of the struggle started by TMT and Turkey to destroy the Republic of Cyprus ., su Cyprus PIO: Turkish Press and Other Media, 07-03-19. URL consultato il 20 marzo 2017.
  7. ^ (EN) British Turks asked to remember victims of Bloody Christmas 1963, su northcyprusfreepress.com. URL consultato il 20 marzo 2017.
  8. ^ Prio Cyprus Centre. Podromi. Disponible en
  9. ^ UN Secretary General. Report by the Secretary General to Security Council on the United Nations Operation in Cyprus, for the period 26 april to 8 june 1964. Publicado el 15 de junio de 1964. Documento S/5764
  10. ^ Secretary General of the United Nations, Report by the Secretary General on the United Nations Operatation in Cyprus, 12 dicembre 1964.
  11. ^ a b (EN) Grundy - Warr, Carl E. R., A geographical study of the United Nations Peacekeeping Force in Cyprus, 1964/84 (PDF), in Durham theses, Durham University, 1984. URL consultato il 16 marzo 2017.

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