Muḥammad bin Nāyef Āl Saʿūd

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Muḥammad bin Nāyef Āl Saʿūd
Prince Mohammed bin Naif bin Abdulaziz 2013-01-16 (2).jpg
Principe della Corona dell'Arabia Saudita
Vice Custode delle due Sante Moschee
Stemma
In carica 29 aprile 2015 –
21 giugno 2017
Predecessore Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz
Successore Moḥammad b. Salmān
Nome completo Muhammad bin Nayef bin Abd al-Aziz bin Abdul Rahman bin Faisal bin Turki bin Abdullah bin Muhammad bin Sa'ud
Altri titoli Primo Vice Primo ministro
Nascita Jeddah, 30 agosto 1959 (60 anni)
Dinastia Dinastia Saudita
Padre Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Madre Al Jawhara bint Abdulaziz bin Musaed bin Jiluwi
Consorte Reema bint Sultan Al Sa'ud
Figli Principessa Sarah
Principessa Luluwah
Religione Musulmano sunnita
Muḥammad bin Nāyef Āl Saʿūd

Vice Primo ministro dell'Arabia Saudita
Durata mandato 29 aprile 2015 –
21 giugno 2017
Monarca Re Salman
Predecessore Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Mohammad b. Salmān Āl Saʿūd

Presidente del Consiglio per gli Affari Politici e di Sicurezza
Durata mandato 29 gennaio 2015 –
21 giugno 2017
Monarca Re Salmān
Predecessore -
Successore Abd al-Aziz b. Saʿūd Āl Saʿūd

Vice Principe della Corona e Secondo Vice Primo ministro dell'Arabia Saudita
Durata mandato 23 gennaio 2015 –
29 aprile 2015
Monarca Re Salmān
Predecessore Muqrin b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Moḥammad b. Salmān Āl Saʿūd

Ministro dell'Interno
Durata mandato 5 novembre 2012 –
21 giugno 2017
Monarca Re ʿAbd Allāh
Re Salmān
Predecessore Aḥmad b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Abd al-Aziz b. Saʿūd Āl Saʿūd

Vice Ministro dell'Interno
Durata mandato luglio 2012 –
5 novembre 2012
Monarca Re ʿAbd Allāh
Predecessore Aḥmad b. ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore ?

Assistente Ministro dell'Interno per gli Affari di Sicurezza
Durata mandato 1999 –
luglio 2012
con rango di ministro dal 2004
Monarca Re Fahd
Re ʿAbd Allāh

Muḥammad bin Nāyef Āl Saʿūd, (in arabo: محمد بن نايف بن عبد العزيز آل سعود‎) (Jeddah, 30 agosto 1959), è un principe, politico e imprenditore saudita, già principe ereditario, Primo Vice Primo ministro e Ministro dell'Interno dell'Arabia Saudita.[1] È stato anche presidente del nuovo Consiglio per gli Affari Politici e di Sicurezza.[2] Il 29 aprile 2015 è stato nominato erede apparente da re Salman e, come principe ereditario, è stato primo nella linea di successione al trono dell'Arabia Saudita; il 21 giugno 2017 è stato sostituito con Muhammad bin Salman, figlio del re Salman.[3] È membro della Casa di Saud e nipote di re Salman.[4]

Infanzia e formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Muhammad è nato a Jeddah il 30 agosto 1959.[5][6] Egli è il figlio secondogenito del principe Nayef.[7][8] Il principe Sa'ud è il suo fratello maggiore.[9] La loro madre è al-Jawhara bint ʿAbd al-ʿAzīz bin Musāʿid al-Jilūwī [8][10], che è un membro del ramo al-Jilūwī della Casa di Saʿūd.[11]

Muhammad bin Nayef ha studiato negli Stati Uniti.[12] Ha frequentato alcuni corsi al Lewis & Clark College, ma non si è laureato.[13] Dal 1985 al 1988 ha frequentato corsi di sicurezza all'FBI e in seguito si è addestrato nell'unità anti-terrorismo di Scotland Yard dal 1992 al 1994.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Muḥammad bin Nāyef è stato nominato assistente del ministro dell'Interno con delega alla sicurezza nel 1999. Prima di questa nomina si era distinto come imprenditore.[14] È stato ampiamente lodato per il successo del programma di lotta al terrorismo del ministero.[15] È stato anche considerato come il progettatore del programma di anti-insurrezione del governo.[16] È stato anche direttore della protezione civile durante la sua carriera al ministero.[17] Veniva considerato come un collaboratore efficace di quel dicastero.[18]

Nel 2004, con l'elevazione al rango di ministro, è diventato il numero due del ministero dell'Interno.[7] Nel mese di ottobre 2010, ha messo in guardia il vice consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti riguardo alla presenza di bombe negli aerei cargo.[19][20] Alla morte del principe Nayef, gli succede il fratello Aḥmad e nel luglio 2012, il principe Muḥammad lo ha sostituito nell'incarico di vice ministro.[4][21]

Nel novembre 2009, re ʿAbd Allāh lo ha nominato membro del Consiglio Economico Supremo dell'Arabia Saudita.[22] Questa nomina è stata considerata come segno dell'approvazione del monarca verso suo padre Nāyef. [23] D'altra parte, questa nomina ha permesso a Muḥammad di estendere la sua influenza sulla politica del governo nell'economia.[24]

Il 5 novembre 2012, re ʿAbd Allāh con decreto reale ha sollevato Aḥmed, ministro dell'Interno, dal suo ufficio e ha nominato al suo posto il principe Muḥammad.[4] È il decimo ministro dell'Interno.[25] Ha prestato giuramento davanti al re Abd Allah, il 6 novembre 2012.[26] La sua nomina non è stata considerata molto positivamente dagli attivisti per i diritti umani, perché era nota la durezza professionale che il principe aveva avuto occasione di dimostrare imprigionando migliaia di facinorosi sospetti in Arabia Saudita.[27] Tuttavia, egli è considerato meno corrotto rispetto ad altri principi di alto livello della sua generazione.[27]

Il principe Muḥammad ha incontrato David Cameron, premier britannico, nel mese di gennaio 2013.[28] Si è poi incontrato con il presidente statunitense Barack Obama a Washington D.C., il 14 gennaio 2013.[29] Sono state discusse questioni di sicurezza e di sviluppo regionale.[29] Alla fine di gennaio del 2013, il principe ha annunciato che le donne saudite sarebbero state autorizzate a lavorare presso la direzione del dicastero da lui guidato.[30]

Nel mese di febbraio 2014, al principe Muḥammad è stato conferito l'incarico di osservatore per il governo della situazione in Siria, in sostituzione di Bandar bin Sulṭān, allora capo dei servizi segreti dell'Arabia Saudita.[31] Muhammad è stato assistito in questo ruolo dal principe Muṭāyyib bin ʿAbd Allāh, ministro della Guardia Nazionale.[32]

Il primo ministro iracheno Nuri al-Maliki ha accusato l'Arabia Saudita di svolgere un ruolo negativo in Siria, in Iraq e in altri paesi, dichiarando che "stanno attaccando l'Iraq e la Siria e in modo diretto, hanno annunciato la guerra in Iraq, come la hanno annunciata in Siria".[33]

Vice principe ereditario[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 gennaio 2015 è stato annunciato che re Salmān aveva nominato Muḥammad bin Nāyef Vice Principe della Corona.[34][35] L'annuncio è stato dato per calmare i timori di instabilità dinastica nella linea di successione.[36] Pertanto, il principe Muḥammad è diventato il primo della sua generazione ad essere ufficialmente in linea per il trono.

In aggiunta ai suoi altri incarichi il principe Muḥammad è stato nominato presidente del Consiglio per gli Affari Politici e di Sicurezza che è stato istituito il 29 gennaio 2015.[35]

Principe ereditario[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 aprile 2015 Muḥammad bin Nāyef è stato nominato principe ereditario, sostituendo Muqrin bin ʿAbd al-ʿAzīz.[37] Il 21 giugno 2017 è stato a sua volta sostituito con Muhammad bin Salman, figlio del re Salman.[3] Lo stesso giorno ha lasciato l'incarico di ministro dell'interno.

La guerra in Yemen[modifica | modifica wikitesto]

Come presidente del consiglio per gli affari politici e di sicurezza, il principe è uno dei comandanti dell'Operazione Tempesta Decisiva, la prima grande operazione militare saudita del XXI secolo che ha causato migliaia di vittime civili nello Yemen, paese che non ha mai attuati aggressioni militari contro l'Arabia Saudita.

Opinioni[modifica | modifica wikitesto]

Muhammad bin Nayef, a differenza della maggior parte della famiglia reale, parla attivamente ai media.[38] Per quanto riguarda la lotta contro il terrorismo, adotta la politica del pugno di ferro come suo padre, il principe Nayef.[24] Egli ritiene che il terrorismo debba essere considerata come una forma di criminalità e combattuto con metodi di polizia spietati.[39] Walid Jumblatt lo ha definito l'equivalente saudita del generale Ashraf Rifi, ex direttore generale delle Forze di sicurezza interne del Libano.[40]

Muhammad bin Nayef è stato elogiato dai servizi segreti occidentali per i programmi antiterrorismo dell'Arabia Saudita.[38] Ha chiesto un "canale di protezione" con le nazioni alleate per facilitare lo scambio di informazioni. Ha fermamente sostenuto il presidente americano Barack Obama nella sua opposizione al rilascio di fotografie dei detenuti durante gli interrogatori. È inoltre dell'opinione che lo Yemen è un "pericoloso stato fallito" e rischia di diventare una seria minaccia per l'Arabia Saudita. Egli ha inoltre ritenuto che il presidente yemenita Ali Abdullah Saleh stava perdendo il controllo. Ha suggerito una strategia per lavorare direttamente con le tribù yemenite, condannando il terrorismo.[41]

Ha dichiarato che è necessaria la creazione di una cooperazione con il Pakistan per quanto riguarda l'Afghanistan. Ha elogiato il generale Ashfaq Parvez Kayani come un "uomo buono". Egli ha espresso le sue preoccupazioni per quanto riguarda il programma nucleare dell'Iran. Per le questioni di politica estera si è sempre rimesso alla volontà del sovrano.[42] Dopo la sua nomina a Ministro dell'Interno, i diplomatici statunitensi hanno sostenuto che lui è "il ministro più filo-americano nel gabinetto di governo saudita".[43]

Influenza[modifica | modifica wikitesto]

The Economist ha descritto il principe Muhammad come energico uomo chiave del governo e ha dichiarato che è uno dei candidati per il trono quando la linea di successione passerà ai nipoti di re Abd al-Aziz.[44] Egli è stato considerato anche come uno dei possibili contendenti dopo la morte di suo padre nel giugno 2012.[45][46] Nel 2011, Michael Hayden ha riferito che il principe Muhammad era il quinto ministro più potente del mondo.[47]

Tentativi di assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Muhammad bin Nayef è rimasto praticamente illeso dopo quattro tentavi di omicidio.[48] Il terzo e più eclatante tentativo si è verificato il 27 agosto 2009.[48] Muhammad bin Nayef è stato lievemente ferito da Abdullah Hassan Al Aseery (Al Asiri), un attentatore suicida collegato ad una cellula di Al-Qaeda nella penisola Araba. Al Aseery ha parlato con il principe qualche giorno prima dell'attacco e ha espresso il desiderio di far parte di un programma di abilitazione antiterroristica nel paese. Questo è stato uno stratagemma evidente per ottenere l'ammissione al palazzo del principe.[49] Si crede che l'attentatore abbia raggiunto Jeddah dalla provincia yemenita di Ma'rib. Durante il Ramadan, Al Aseery ha aspettato in fila nella residenza del principe a Jeddah presentandosi come un "benefattore". Nell'esplosione, l'attentatore è rimasto ucciso, mentre Mohammed bin Nayef è rimasto solo leggermente ferito, dato che è stato protetto dalla forza dell'esplosione dal corpo dell'attentatore stesso.[50] Il principe è apparso alla televisione di stato, con una benda intorno a due delle dita della mano sinistra. Egli ha affermato: "Non sapevo che mi cercasse, ma lui mi ha sorpreso facendosi esplodere. Tuttavia, questo non farà che aumentare la mia determinazione a combattere il terrorismo nel regno".[51] Nell'attacco è stato utilizzato un ordigno esplosivo nascosto dentro il corpo. Questi sono comunemente noti come un ordigni esplosivi improvvisati impiantati chirurgicamente o "Body Cavity Bomb" (BCB).[52]

Questo fu il primo tentativo di assassinio nei confronti di un membro della famiglia reale dal 2003, quando l'Arabia Saudita ha affrontato un forte aumento degli attacchi legati ad al Qaeda.[53][54] L'ultimo tentativo di assassinio contro il principe Muhammad è datato ad agosto 2010.[48]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Mohammed bin Nayef è sposato con Reema bint Sultan (sua cugina di primo grado), figlia del principe Sultan [44] e ha due figlie: Sarah e Luluwah.[14][55]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Muhammad bin Nayef Al Sa'ud Padre:
Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Nonno paterno:
ʿAbd al-ʿAzīz dell'Arabia Saudita
Bisnonno paterno:
ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Fayṣal Āl Saʿūd
Trisavola paterna:
Sāra bint Misharī Āl Saʿūd
Bisnonna paterna:
Sāra bint Aḥmad al-Sudayrī
Trisavolo paterno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavola paterna:
?
Nonna paterna:
Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno paterno:
Aḥmad al-Sudayrī
Trisavolo paterno:
Muḥammad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavola paterna:
?
Bisnonna paterna:
Sharīfa al-Suwaydī
Trisavolo paterno:
ʿAlī b. Muḥammad al-Suwaydī
Trisavola paterna:
?
Madre:
Al-Jawhara Al Jiluwi
Nonno materno:
Abd al-Aziz bin Musaid Al Jiluwi
Bisnonno materno:
Musaid bin Jiluwi Al Jiluwi
Trisavolo materno:
Jiluwi bin Turki Al Jiluwi
Trisavola materna:
Nura bint Ahmad Al Sudairi
Bisnonna materna:
al-Jawhara Al Thunayyan
Trisavolo materno:
Nasir bin Faysal Al Thunayyan
Trisavola materna:
?
Nonna materna:
Tarfa bint Musa'id Al Mutayri
Bisnonno materno:
Musa'id bin Battal Al Mutayri
Trisavolo materno:
Battal Al Mutayri
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze saudite[modifica | modifica wikitesto]

Membro di I Classe dell'Ordine del Re Faysal - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del Re Faysal
— 6 marzo 2001
Membro di I Classe dell'Ordine del re Abd al-Aziz - nastrino per uniforme ordinaria Membro di I Classe dell'Ordine del re Abd al-Aziz
— 6 settembre 2009

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia) - nastrino per uniforme ordinaria Grand'Ufficiale dell'Ordine della Legion d'Onore (Francia)
«Per tutti i suoi sforzi nella regione e nel mondo nella lotta contro il terrorismo e l'estremismo.»
— Parigi, 4 marzo 2016[56][57]
Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Stato della Repubblica di Turchia (Turchia)
— 30 settembre 2016[58]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Saudi King Salman resolves succession by appointing nephew, in The Daily Star, 23 gennaio 2015. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  2. ^ Massive Cabinet shake-up, su arabnews.com, 30 gennaio 2015. URL consultato il 30 gennaio 2015.
  3. ^ a b Arabia Saudita: re Salman sostituisce principe ereditario col figlio, su lastampa.it, 21 giugno 2017. URL consultato il 21 giugno 2017.
  4. ^ a b c Saudi Arabia's king appoints new interior minister, in BBC, 5 novembre 2012. URL consultato il 5 novembre 2012.
  5. ^ Council of Ministers: Membership, su Royal Embassy, Washington DC. URL consultato il 25 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 16 giugno 2011).
  6. ^ Ministry of Foreign Affairs: Biography of Prince Mohammed bin Naif
  7. ^ a b c Stig Stenslie, Regime Stability in Saudi Arabia: The Challenge of Succession, Routledge, 21 agosto 2012, p. 39, ISBN 978-1-136-51157-8. URL consultato il 7 dicembre 2012.
  8. ^ a b Caryle Murphy, The heir apparent, in Global Post, 5 giugno 2008. URL consultato il 5 maggio 2012.
  9. ^ Saudi king names new governor for restive oil region, in Reuters (Jeddah), 14 gennaio 2013. URL consultato il 14 gennaio 2013.
  10. ^ Family Tree of Nayif bin Abdulaziz bin Abdul Rahman Al Saud, su Datarabia. URL consultato il 2 maggio 2012.
  11. ^ Joshua Teitelbaum, Saudi succession and stability (PDF), su BESA Center, 1º novembre 2011. URL consultato il 24 aprile 2012.
  12. ^ Prince Muhammad escapes assassination attempt, in SUSRIS (Arab News), 28 agosto 2009. URL consultato il 3 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 22 settembre 2013).
  13. ^ So This Saudi Prince didn’t Actually Graduate From Lewis & Clark College Time. 30 January 2015. Retrieved 16 March 2015.
  14. ^ a b Caryle Murphy, In Saudi Arabia. A softer approach to fighting terror, in Global Post, 10 settembre 2010. URL consultato il 24 maggio 2012.
  15. ^ Saudi Succession Developments (PDF), su Foreign Reports Inc., 28 ottobre 2011. URL consultato il 25 aprile 2012.
  16. ^ Joshua Teitelbaum, King Abdullah's Illness and the Saudi Succession, su Jerusalem Center for Public Affairs, 8 dicembre 2010. URL consultato il 26 aprile 2012.
  17. ^ CDO Grants Prince Ahmed bin Abdulaziz Medal of Commander, in Gulf in the Media (Riyadh, Saudi Press Agency), 4 ottobre 2009. URL consultato il 10 novembre 2012.
  18. ^ Christopher M. Davidson, Lords of the Realm, su Foreign Policy, 21 febbraio 2011. URL consultato il 26 aprile 2012.
  19. ^ Mark Mazzetti e Robert F. Worth, U.S. Sees Complexity of Bombs as Link to Al Qaeda, in The New York Times, 30 ottobre 2010.
  20. ^ Jeremy M. Sharp, Yemen: Background and U.S. Relations (PDF), su Congressional Research Service, 3 marzo 2011. URL consultato il 1º giugno 2012.
  21. ^ Changes in Saudi Arabia and Syria, in Middle East In Focus, Commentary, 2013. URL consultato il 19 aprile 2013.
  22. ^ Royal Decree to add Prince Saud Al Faisal, Prince Mohammed bin Naif, su Kingdom of Saudi Arabia Supreme Economic Council, 16 novembre 2009. URL consultato il 29 aprile 2012.
  23. ^ Anne-Beatrice Clasmann, Discreetly, Saudis speculate about the throne succession, in M&C News, 20 novembre 2009. URL consultato il 29 aprile 2012.
  24. ^ a b The Al Saud succession challenge, in AMEinfo, 17 luglio 2012. URL consultato il 17 luglio 2012 (archiviato dall'url originale il 19 luglio 2012).
  25. ^ Profile: Saudi Interior Minister Prince Mohammed bin Naif, in Asharq Alawsat, 6 novembre 2012. URL consultato il 1º febbraio 2013 (archiviato dall'url originale il 15 febbraio 2013).
  26. ^ Prince Muhammad takes oath of office, in MENAFN (Arab News), 7 novembre 2012. URL consultato il 10 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 24 gennaio 2015).
  27. ^ a b The younger generation, at last?, in The Economist, 10 novembre 2012. URL consultato l'8 dicembre 2012.
  28. ^ Simon Henderson, Leadership Change in Oil-Rich Saudi Province, in The Washington Institute, 14 gennaio 2013. URL consultato il 3 aprile 2013.
  29. ^ a b Obama's Meeting with Saudi Arabia's Prince Mohammed bin Nayef, su US Office of the Press Secretary, Washington DC, 14 gennaio 2013. URL consultato il 1º febbraio 2013.
  30. ^ Saudi women allowed to work for intelligence agency, in Al Akhbar, 29 gennaio 2013. URL consultato il 10 febbraio 2013 (archiviato dall'url originale l'11 febbraio 2013).
  31. ^ Thomas W. Lippman, Saudi Intel Chief Prince Bandar Is Out, But Is He Really Out?, su Middle East Institute, 16 aprile 2014. URL consultato il 14 luglio 2014.
  32. ^ Simon Henderson, Saudi Arabia's Domestic and Foreign Intelligence Challenges, su Washington Institute for Near East Policy, 21 febbraio 2014. URL consultato il 24 febbraio 2014.
  33. ^ Saudi Arabia and Qatar in 'war on Iraq': Maliki, su Dawn, 9 marzo 2014. URL consultato il 15 marzo 2014.
  34. ^ New Saudi Deputy Crown Prince marks generational shift, in Reuters. URL consultato il 23 gennaio 2014.
  35. ^ a b Simeon Kerr, Saudi king stamps his authority with staff shake-up and handouts, in Financial Times (Riyadh), 30 gennaio 2015. URL consultato il 1º febbraio 2015.
  36. ^ Saudi Arabia acts fast on succession after king's death, su MSN, 23 gennaio 2015. URL consultato il 23 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 gennaio 2015).
  37. ^ Saudi king replaces crown prince in cabinet reshuffle, in Al Jazeera, 29 aprile 2015. URL consultato il 29 aprile 2015.
  38. ^ a b Saudi Arabia’s ambitious Al Qaida fighter, in MSNBC, 11 luglio 2005. URL consultato il 30 settembre 2009.
  39. ^ Amir Taheri, Saudi Arabia: Between Terror and Reform (PDF), in American Foreign Policy Interests, 2004, pp. 457–465, DOI:10.1080/10803920490905523. URL consultato il 15 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2013).
  40. ^ Jumbulatt recounts Suadi trip, Money problems, Syrian threats, in Al Akhbar, 11 luglio 2006. URL consultato il 3 maggio 2019 (archiviato dall'url originale il 3 luglio 2017).
  41. ^ Special Advisor Holbrooke's' meeting with Saudis, su Wikileaks, 17 maggio 2009. URL consultato il 27 maggio 2012.
  42. ^ Saudi Arabia: General Jones, su Wikileaks, 19 gennaio 2010. URL consultato il 27 maggio 2012.
  43. ^ Obama meets pro-U.S. young Turk in aging Saudi cabinet, in World Tribune (Washington), 15 gennaio 2013. URL consultato il 19 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 5 aprile 2013).
  44. ^ a b Time, surely, for a much younger one, in The Economist, 29 ottobre 2011. URL consultato il 26 aprile 2012.
  45. ^ Abdullah Al Shihri e Brian Murphy, Death of Saudi prince moves younger generation toward crown [collegamento interrotto], in Times Colonist (AP), 17 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012.
  46. ^ Thomas W. Lippman, Saudi Arabia Moves Closer to A New Generation of Leaders, in Al Monitor, 16 giugno 2012. URL consultato il 17 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 5 ottobre 2012).
  47. ^ Michael Hayden: The World's 7 Most Powerful Defenders And Offenders, in Forbes, 11 febbraio 2011. URL consultato il 3 novembre 2012.
  48. ^ a b c Abdullah Al Oraifij, Fourth assassination attempt against Prince foiled, in Saudi Gazette (Riyadh), 16 agosto 2010. URL consultato il 19 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 22 agosto 2010).
  49. ^ Kevin Sullivan, Meet the Saudi royal family's rising star, Prince Mohammed bin Nayef, in The Washington Post (Riyadh), 23 gennaio 2015. URL consultato il 23 gennaio 2015.
  50. ^ Michael Slackman, Would-Be Killer Linked to Al Qaeda, Saudis Say, in The New York Times, 28 agosto 2009. URL consultato il 13 maggio 2010.
  51. ^ Saudi prince wounded by suicide bomber vows to fight Al-Qaida, in Haaretz, 28 agosto 2009. URL consultato il 24 maggio 2012.
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  53. ^ (AR) King commended the efforts of the Prince in the service of country and religion, in Al Arabiya, 28 agosto 2009. URL consultato il 30 settembre 2009.
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  55. ^ Family Tree of Muhammad bin Nayef bin Abdulaziz Al Saud, su Datarabia. URL consultato il 24 maggio 2012.
  56. ^ Comunicato
  57. ^ Hollande offre (di nascosto) la Legion d'onore al principe saudita, su corriere.it, 7 marzo 2016. URL consultato il 10 marzo 2016.
  58. ^ Saudi Arabia’s Crown Prince Mohammed Bin Nayef at the Presidential Complex, Presidency of Republic of Turkey, 30 settembre 2016.

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