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Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita

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Abd al-Aziz
Abd Al-Aziz ibn Saud1927.jpg
ʿAbd al-ʿAzīz nel 1927.
Re dell'Arabia Saudita
Stemma
In carica 14 agosto 1932 –
9 novembre 1953
Predecessore Se stesso come Re del Neged e dell'Hegiaz
Successore Saʿūd
Re dell'Hegiaz
In carica 1926 –
1932
Predecessore Ali ibn al-Husayn
Successore Se stesso come Re dell'Arabia Saudita
Re del Neged
In carica 1927 –
1932
Predecessore Se stesso come Sultano del Neged
Successore Se stesso come Re dell'Arabia Saudita
Sultano del Neged
In carica 1921 –
1927
Predecessore Se stesso come Emiro del Neged
Successore Se stesso come Re del Neged
Emiro del Neged
In carica 1902 –
1921
Predecessore Abd al-Aziz bin Mit'ab
Successore Se stesso come Sultano del Neged
Nome completo ʿAbd al-ʿAzīz ibn ʿAbd al-Raḥmān b. Fayṣal Āl Saʿūd (in arabo عبد العزيز بن عبد الرحمن بن فيصل آل سعود)
Nascita Riyad, 15 gennaio 1876
Morte Ta'if, 9 novembre 1953
Luogo di sepoltura Cimitero al-'Ud di Riyād
Dinastia Saudita
Padre Abdul Rahman bin Faysal
Madre Sarah Al Sudairi
Religione Musulmano sunnita

ʿAbd al-ʿAzīz ibn ʿAbd al-Raḥmān b. Fayṣal Āl Saʿūd, (in arabo: عبد العزيز بن عبد الرحمن بن فيصل آل سعود‎) (Riyad, 15 gennaio 1876[1]Ta'if, 9 novembre 1953), è stato il fondatore e primo sovrano del moderno regno dell'Arabia Saudita che ha guidato dal 1932 al 1953.

Esponente della Dinastia Saudita, è noto internazionalmente con il nome di ʿAbd al-ʿAzīz ibn Sa'ud,[2] o semplicemente (ma scorrettamente) Ibn Saʿūd.[3][4]

Origini e primi anni di vita[modifica | modifica wikitesto]

ʿAbd al-ʿAzīz nacque il 15 gennaio 1876 a Riyad, città principale della regione del Najd, nell'Arabia centrale.[5][6] Era il figlio di Abdul Rahman bin Faysal Al Sa'ud, ultimo sovrano del Secondo Stato Saudita, uno sceiccato tribale con capitale Riyad. La sua famiglia, la Casa di Sa'ud, aveva avuto nell'Arabia centrale un ruolo preminente per i precedenti 130 anni. Sotto l'influenza e l'ispirazione wahhabita dell'Islam, i sauditi avevano precedentemente tentato di controllare gran parte della penisola araba formando il Primo Stato Saudita, fino alla distruzione di quest'ultimo da parte dell'esercito egiziano nella guerra ottomano-saudita.[7] La madre, Sarah Al Sudairi,[8] apparteneva all'importante famiglia Sudairi.[9] È morta nel 1910.[10]

Nel 1890, la dinastia storicamente rivale degli Āl Saʿūd, l'Āl Rashīd, conquistarono Riyad. ʿAbd al-ʿAzīz aveva 15 anni in quel momento.[11] Lui e la sua famiglia inizialmente si rifugiarono dai Banū al-Murra, una tribù beduina del deserto meridionale dell'Arabia. Più tardi, la famiglia si trasferì in Qatar e vi rimase per due mesi.[12] La loro successiva destinazione è stata il Bahrain, dove sono rimasti per breve tempo. La loro meta finale è stata il Kuwait, dove hanno vissuto per quasi un decennio. [12]

Nella primavera del 1901, ʿAbd al-ʿAzīz e alcuni parenti - tra cui un fratellastro, Muḥammad, e diversi cugini - hanno organizzato una spedizione nel Najd, per contrastare alcune tribù alleate dei rivali. Quando il raid ha cominciato a dimostrarsi redditizio, i partecipanti sono aumentati fino a raggiungere un picco di oltre 200 uomini, anche se questo numero diminuì nei mesi successivi.

In autunno, il gruppo si è accampato nell'oasi di Yabrin. Dopo aver osservato il Ramadan, decise di attaccare Riyad e di riprenderla all'Āl Rashīd. La notte del 15 gennaio 1902, ha condotto 40 uomini oltre le mura della città grazie ad alcune palme inclinate e dopo un rapido combattimento ha preso la città.[13] Il governatore della città, Ajlan, è stato in seguito ucciso davanti alla sua fortezza. La riconquista della città saudita ha segnato l'inizio del Terzo Stato saudita.

Ascesa al potere[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la cattura di Riyad, molti ex sostenitori del Casato dell'Āl Saʿūd furono chiamati alle armi da ʿAbd al-ʿAzīz. L'emiro era un leader carismatico e teneva i suoi uomini sempre con le armi a portata di mano. Nel corso dei successivi due anni, le sue forze strapparono quasi metà del Najd ai Rashīdī.

Nel 1904, ʿAbd al-ʿAzīz bin Mit'ab Āl Rashīd rivolse un appello all'Impero ottomano chiedendo protezione militare e assistenza. Gli ottomani hanno risposto con l'invio di truppe in Arabia. Il 15 giugno 1904, le forze di ʿAbd al-ʿAzīz hanno subito una grave sconfitta per mano delle milizie combinate ottomane e Rashīdī. Le sue forze riunite in seguito cominciarono a condurre una guerriglia contro gli Ottomani. Nel corso dei successivi due anni fu in grado di distruggere le loro vie di rifornimento, costringendoli a ritirarsi. La vittoria di ʿAbd al-ʿAzīz nella battaglia di Rawdat Muhanna, in cui ʿAbd al-ʿAzīz bin Mit'ab morì, si concluse con il ritiro ottomano dal Najd e da al-Qasim alla fine dell'ottobre del 1906.

Completò la conquista del Najd e della costa orientale dell'Arabia nel 1912. Fondò poi il movimento armato chiamato Ikhwān, ossia "Fratelli"), una organizzazione militare-religiosa che aveva lo scopo di assisterlo nelle sue conquiste successive, con l'approvazione dei locali ulema wahhabiti. Nello stesso anno, avviò una politica agraria per confinare i pastori nomadi beduini in colonie e per smantellare le loro organizzazioni tribali al fine di garantirsi la fedeltà degli Ikhwān.

Durante la Prima guerra mondiale, il governo britannico istituì relazioni diplomatiche con il monarca. L'agente britannico fu ben accolto dai beduini.[14] Missioni diplomatiche simili furono inviate a tutti i leader arabi nel tentativo di unificare e stabilizzare la regione. I britannici stipularono un trattato nel dicembre 1915 (il "Trattato di Darin") che rese le terre della Casa di Sa'ud una sorta di protettorato britannico e tentò di fissare i confini dello stato saudita in via di sviluppo.[15] In cambio, Abd al-Aziz si è impegnato a combattere contro Ibn Rashid, che era un alleato degli Ottomani.

Il Foreign Office britannico aveva già iniziato a sostenere lo sceriffo della Mecca Hussein bin Ali perché diventasse Emiro del Hijaz, inviando Thomas Edward Lawrence (Lawrence d'Arabia) nel 1915. Gli Ikhwān entrarono in conflitto con lo Sceriffo, nel 1917 proprio quando i suoi figli ʿAbd Allāh e Fayṣal entrarono a Damasco. Il Trattato di Darin è rimasto in vigore fino a quando fu superato dalla conferenza di Jedda del 1927 e dalla conferenza di Dammam del 1952, e durante questo periodo ʿAbd al-ʿAzīz estese i suoi confini oltre la "linea blu" anglo-ottomana. Dopo Darin, egli accumulò armi e munizioni fornitegli dai britannici, oltre a un finanziamento a titolo gratuito di 5 000 sterline al mese.[16] Dopo la prima guerra mondiale, ha ricevuto ulteriore sostegno da parte britannica, tra cui una grossa partita di munizioni. Nel 1922 lanciò la sua campagna contro l'Āl Rashīd e nel 1922 quel casato fu quasi del tutto eliminato.

La sconfitta degli storici rivali raddoppiò le dimensioni del territorio saudita, perché dopo la guerra di Ḥāʾil, ʿAbd al-ʿAzīz inviò il suo esercito ad occupare al-Jawf, sotto la guida di ʿUqab bin Mohaya, il capo della tribù dei B. Talha. Questo permise ad ʿAbd al-ʿAzīz di negoziare un nuovo e più favorevole trattato coi britannici. L'accordo, firmato a Uqair nel 1922, ha visto la Gran Bretagna riconoscere molte delle sue conquiste territoriali. In cambio, ʿAbd al-ʿAzīz accettò di riconoscere i territori britannici nella zona, in particolare lungo la costa del Golfo Persico e in Iraq. Questi erano di vitale importanza per i britannici, in quanto il traffico mercantile tra l'India britannica e il Regno Unito dipendeva dalle stazioni marittime sulla rotta verso il canale di Suez.

Nel 1925, le forze di ʿAbd al-ʿAzīz presero la città santa de La Mecca allo Sceriffo Hussein. L'8 gennaio 1926, i leader della Mecca, di Medina e di Jedda proclamarono ʿAbd al-ʿAzīz re del Ḥijāz.[17] Il 20 maggio 1927, il governo britannico firmò il trattato di Jedda, che abolì quello di Darin, riconoscendo l'indipendenza del Ḥijāz e del Najd con ʿAbd al-ʿAzīz come loro sovrano.

Con il riconoscimento e il sostegno internazionale, ʿAbd al-ʿAzīz continuò a consolidare il proprio potere. Nel 1928, le sue forze avevano invaso la maggior parte del centro della Penisola arabica. Tuttavia, l'alleanza tra gli Ikhwān e l'Al Saʿūd finì quando il sovrano proibì ulteriori raid. Le poche porzioni di Arabia centrale non sotto il controllo saudita avevano infatti siglato trattati di protezione con Londra. Questo non trovava il consenso degli Ikwhān, abituati a considerare tutti i non-wahhabiti come infedeli. Nel 1927 si scatenò la loro rivolta ma, dopo due anni di combattimenti, i membri della fratellanza furono sconfitti definitivamente da ʿAbd al-ʿAzīz nella battaglia di Sabilla del marzo 1929.

Il 23 settembre 1932, ʿAbd al-ʿAzīz unificò i suoi domini nel Regno dell'Arabia Saudita, con se stesso come suo re.[18] Nel 1938, il monarca trasferì la sua corte dal forte Masmak a Palazzo Murabbaʿ.[19] Questo edificio è rimasto la sua residenza e la sede del governo fino alla sua morte, nel 1953.[20]

Nel 1934, dopo dieci anni di guerra, fu stabilito il confine con il Regno Mutawakkilita dello Yemen.

ʿAbd al-ʿAzīz ha lentamente escluso dal potere prima il padre, e quindi i suoi cinque fratelli, in particolare il suo fratello maggiore Muḥammad che aveva combattuto con lui durante le battaglie e le conquiste che avevano dato vita allo stato.[21]

La scoperta del petrolio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1938 in Arabia Saudita fu scoperto il petrolio da alcuni geologi americani che lavoravano per la Standard Oil of New York (SOCONY), in collaborazione con funzionari sauditi. Su suggerimento dei suoi consiglieri St John Philby e Amin al-Rihani, nel 1944, egli concesse l'autorità sostanziale sui campi petroliferi sauditi alle compagnie americane, con grande costernazione dei britannici, che avevano investito molto denaro nell'ascesa al potere del monarca nella speranza di aver accesso alle riserve di petrolio che si credevano ingenti.

La ricchezza petrolifera ha portato con sé una grande quantità di potere e di influenza che, naturalmente, ʿAbd al-ʿAzīz ha usato a suo vantaggio nel Hijaz. Ha imposto alle molte tribù nomadi di interrompere faide, guerriglie e vendette. Cominciò anche a diffondersi l'applicazione dell'ideologia del nuovo regno, basato sugli insegnamenti di Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb. Ciò ha incluso la fine dei riti tradizionalmente sanzionati dei pellegrinaggii, riconosciuti dalle scuole ortodosse di giurisprudenza, ma in contrasto con gli insegnamenti di Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb. Nel 1926, dopo che i membri di una carovana di egiziani in viaggio verso La Mecca furono malmenati dalle sue milizie, il monarca si è visto costretto a rilasciare una dichiarazione conciliante al governo egiziano. In seguito, diverse dichiarazioni simili furono rilasciate ai governi musulmani di tutto il mondo a causa delle percosse subite dai pellegrini in visita alle città sante di La Mecca e Medina. La rivolta e la successiva decimazione degli Ikhwān nel 1929, grazie anche alla forza aerea britannica, ha segnato un punto di svolta.
Con i suoi rivali eliminati, l'ideologia di ʿAbd al-ʿAzīz era in pieno vigore, ponendo fine a quasi 1400 anni di pratiche religiose che caratterizzavano il Hajj (il pellegrinaggio canonico islamico), la maggior parte delle quali erano biasimate dalle varie scuole islamiche.

Il re istituì il Consiglio della Shura del Hijaz già nel 1927. Questo Consiglio è stato successivamente ampliato a 20 membri, ed era stato presieduto dal figlio del re, Fayṣal.[22]

Guerre all'estero[modifica | modifica wikitesto]

ʿAbd al-ʿAzīz è stato in grado di ottenere la fedeltà sia delle tribù dell'Arabia Saudita che di alcune in Giordania. Ad esempio, ha costruito forti legami con il principe Shaykh Rashid al-Khuzāʿī della tribù degli al-Frayhat, una delle più influenti durante il dominio dell'Impero ottomano. Il principe e la sua tribù avevano dominato la Giordania orientale prima dell'arrivo dello Sceriffo Hussein. ʿAbd al-ʿAzīz sostenne Rashīd e i suoi seguaci nella lotta contro Hussein.[23]

Il principe Rashid ha partecipato alla rivolta di Izz al-Din al-Qassam del 1935 che lui e i suoi seguaci condussero contro re ʿAbd Allāh I di Giordania. Più tardi, nel 1937, quando sono stati costretti a lasciare la Giordania, il principe Rashid al-Khuzāʿī, la sua famiglia e un gruppo di suoi seguaci hanno scelto di trasferirsi in Arabia Saudita, dove il principe Rashed viveva da diversi anni, ospite di ʿAbd al-ʿAzīz.[23][24][25][26]

Anni successivi[modifica | modifica wikitesto]

Re ʿAbd al-ʿAzīz conversa con il presidente statunitense Franklin D. Roosevelt (a destra) grazie all'interprete colonnello Bill Eddy, a bordo della USS Quincy, dopo la Conferenza di Yalta. L'ammiraglio William D. Leahy (a sinistra) osserva.

ʿAbd al-ʿAzīz mantenne il suo Paese neutrale nella Seconda Guerra Mondiale, anche se mostrò il suo sostegno agli Alleati.[27] Tuttavia, nel 1938, quando c'è stato un attacco al principale gasdotto britannico nel Regno dell'Iraq, il sovrano ha dato rifugio all'ambasciatore tedesco Fritz Grobba che ne era responsabile.[28] È stato riferito che a partire dal 1937 stava sfavorendo i britannici.[29]

Durante l'ultima fase della guerra, ʿAbd al-ʿAzīz ha incontrato esponenti politici significativi. Una di queste riunioni, durate per tre giorni, è culminata con l'incontro con il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt, il 14 febbraio 1945.[30] Il colloquio ha avuto luogo a bordo della USS Quincy presso il Grande Lago Amaro nel canale di Suez.[30][31] L'incontro ha stabilito le basi delle future relazioni tra i due paesi.[32]

Un altro incontro significativo si è svolto con il Primo ministro britannico Winston Churchill nel Grand Hotel du Lac, sulle rive dell'oasi del Fayyūm, cinquanta miglia a sud del Cairo, nel febbraio del 1945.[33] Tuttavia, i sauditi riferiscono che l'incontro era focalizzato sul problema palestinese ed è stato improduttivo in termini di risultati, a differenza di quello con Roosevelt.[33]

Nel 1948, l'Arabia Saudita ha partecipato alla guerra arabo-israeliana, ma il suo contributo è stata generalmente considerato assai limitato.[27]

Mentre i membri della famiglia reale, grazie ai proventi della crescente industria estrattiva si permettevano giardini lussuosi, splendide auto e palazzi di mattoni, ʿAbd al-ʿAzīz ha chiesto agli imprenditori stranieri di realizzare una ferrovia reale dal golfo Persico a Riyad con un prolungamento fino a Jedda. Questo è stato considerato da tutti i suoi consiglieri che vivevano nel paese, come la follia di un vecchio. Alla fine, la ARAMCO costruì la ferrovia, ad un costo di 70 milioni di dollari, ottenuti dalle royalties del petrolio. La strada ferrata è stata completata nel 1951 ed è stata utilizzata per il trasporto di merci dopo la morte del re. Essa ha permesso a Riyad di modernizzarsi. Nel 1962, quando è stata realizzata una strada asfaltata, la ferrovia ha perso tutto il suo traffico.[34]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

In conformità con i costumi del suo popolo, ʿAbd al-ʿAzīz era a capo di una famiglia poligama comprendente più mogli e concubine.

Secondo alcune fonti, ha avuto ventidue consorti ufficiali. Molti dei suoi matrimoni sono stati contratti per cementare alleanze con altri clan, nel periodo in cui lo stato saudita era in via di formazione e stabilizzazione. ʿAbd al-ʿAzīz era il padre di quasi un centinaio di bambini, tra cui quarantacinque maschi. Di seguito un elenco di mogli e relativi figli:

  1. Waḍḥa bint Muḥammad bin ʿUqāb[21]
    1. Turkī (I) (19001919)
    2. Saʿūd (12 gennaio 1902 – 23 febbraio 1969); regno 19531964
    3. Nūra
    4. Munīra
  2. Tarfa bint ʿAbd Allāh Āl al-Shaykh
    1. Khālid (I) (nato nel 1903, morto nell'infanzia)
    2. Fayṣal (14 aprile 1906 – 25 marzo 1975); regno 19641975
    3. Saʿd (I) (19141919)
    4. ʿAnūd (nato nel 1917, data di morte sconosciuta)
    5. Nūra
  3. Luʾluʾa bint Ṣāliḥ al-Dākhil (sposata nel 1906)[35]
    1. Fahd (I) (19061919)
  4. al-Jawhara bint Musāʿid al-Jilūwī (morta nel 1919)
    1. Muḥammad (19101988)
    2. Khālid (II) (13 febbraio 1913 – 13 giugno 1982); regno 19751982
    3. al-ʿAnūd
  5. Laja bint Khālid bin Hithlayn
    1. Sāra (1916 – giugno 2000)
  6. Bazza I
    1. Nāṣer (19111984)[36]
  7. Jawhara bint Saʿd bin ʿAbd al-Muḥsin al-Sudayrī
    1. Saʿd (II) (19151993)
    2. Musāʿid (19232013)[37]
    3. ʿAbd al-Muḥsin (19251985)
    4. al-Bandarī (19282008)[38]
  8. Ḥaṣṣa al-Sudayrī (19001969)
    (I loro figli sono noti come sette Sudairi)
    1. Fahd (II) (1921 – 1º agosto 2005); regno 19822005
    2. Sulṭān (19282011); principe della corona 20052011
    3. Luʾluʾa (ca 19282008)[39]
    4. ʿAbd al-Raḥmān (nato nel 1931)
    5. Nāyef (19332012); principe della corona 27 ottobre 2011 – 16 giugno 2012
    6. Turkī (II) (nato nel 1934)
    7. Salmān (nato nel 1935); attuale Re d'Arabia Saudita dal 2015
    8. Aḥmed (nato nel 1942)
    9. Jawāher
    10. Laṭīfa
    11. al-Jawhara
    12. Muḍī (morto giovane)
    13. Felwa (morto giovane)
  9. Shāhida
    1. Manṣūr (1921 – 2 maggio 1951)
    2. Mishʿal (nato nel 1926)
    3. Qumash (1927 – settembre 2011)
    4. Mutayyib (nato nel 1931)
  10. Fahda bint 'Asi al-Shuraym
    1. ʿAbd Allāh (1º agosto 1924 - 23 gennaio 2015); regno 2005 - 2015
    2. Nūf
    3. Sīta (c. 1930 – 13 aprile 2011)
  11. Bazza (seconda moglie di nome Bazza)
    1. Bandar (nato nel 1923)
    2. Fawwāz (19342008)
  12. Ḥāya bint Saʿd al-Sudayrīi (1913 – 18 aprile 2003)[40]
    1. Badr (I) (19311932)
    2. Badr (II) (1933 – 1º aprile 2013)
    3. Huzza (1951 – luglio 2000)
    4. ʿAbd al-Ilāh (nato nel 1935)
    5. ʿAbd al-Majīd (19432007)
    6. Nūra (nata nel 1930)
    7. Mishail
  13. Bushra
    1. Mishari (1932 – 23 maggio 2000)[41]
  14. Munayyir (c. 1909 – dicembre 1991)
    1. Ṭalāl (I) (19241927)
    2. Ṭalāl (II) (nato nel 1931)
    3. Nawwāf (1932 - 2015)
    4. Madawi[41]
  15. Muḍi
    1. Sulṭāna (c. 1928 – 7 luglio 2008)[42]
    2. Ḥāya (c. 1929 – 2 novembre 2009)[43]
    3. Majīd (II) (9 ottobre 1938 – 12 aprile 2003)
    4. Saṭṭām (21 gennaio 1941 – 12 febbraio 2013)
  16. Nūf bint al-Shaʿlān
    1. Thāmir (1937 – 27 giugno 1959)
    2. Mamdūḥ (nato nel 1941)
    3. Mashhūr (nato nel 1942)
  17. Saʿida al-Yamaniyya
    1. Hathlūl (1942 – 29 settembre 2012)
  18. Khaḍra
  19. Baraka al-Yamaniyya
    1. Muqrin (nato il 15 settembre 1945); principe della corona 23 gennaio 2015 – 29 aprile 2015
  20. Fuṭayma
    1. Ḥamūd (1947 – 26 febbraio 1994)[41]
  21. Muḍā bint ʿAbd Allāh al-Mandīl al-Khalīdīi
    1. Shaykha (nata nel 1922)
  22. Da ignota:
    1. Majīd (I) (19341940)
    2. ʿAbd al-Salīm (19411942)
    3. Jilūwī (I) (19421944)
    4. Jilūwī (II) (19521952) (figlio minore morto nell'infanzia).

Rapporti con i membri della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

ʿAbd al-ʿAzīz era molto vicino a una zia paterna, Jawhara bint Fayṣal. Fin da giovane, ha radicato in lui un forte senso della famiglia spingendolo a riguadagnare la gloria perduta della Casa di Sa'ud. Negli anni in cui la famiglia viveva rifugiata in Kuwait, Jawhara spesso gli raccontava le gesta dei suoi antenati e esortava il giovane principe a non essere contento della situazione attuale. La zia è stata determinante nel fargli decidere di tornare nel Najd e di riconquistare i territori della sua famiglia. La zia rimase, per tutta la vita, una delle consigliere più fidate e influenti sul re. ʿAbd al-ʿAzīz le chiedeva di narrargli le esperienze dei governanti del passato, con fedeltà storica e incentrando i suoi racconti sulle tribù e sugli individui, per prendere spunti su cui basare le sue azioni. Jawhara era anche profondamente rispettata dai figli del monarca. ʿAbd al-ʿAzīz usava farle visita ogni giorno fino alla sua morte avvenuta intorno al 1930.[44]

Il re era anche molto vicino alla sorella Nūra, che aveva un anno più di lui. In diverse occasioni, si identificò in pubblico con le parole: "Io sono il fratello di Nūra".[10][44] La principessa è morta qualche anno prima del fratello minore.[10]

Opinioni[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i valori essenziali per lo Stato e per i suoi cittadini ʿAbd al-ʿAzīz soleva dire che "due cose sono essenziali per il nostro Stato e la nostra gente: la religione e i diritti ereditati dai nostri padri."[45]

Amani Hamdan sostiene che l'atteggiamento di ʿAbd al-ʿAzīz verso l'istruzione delle donne è stato incoraggiante, dal momento che a St John Philby ha dichiarato: "È lecito per le donne saper leggere."[46]

Le sue ultime parole ai suoi due figli più grandi, il futuro re Saʿūd e Fayṣal, che erano già in lotta tra di loro, sono state: "Voi siete fratelli, unitevi!" [21] Poco prima della sua morte, il re ha dichiarato: "In verità, i miei figli e i miei averi sono i miei nemici".[47]

Morte e funerale[modifica | modifica wikitesto]

Gravemente malato di cuore,[48] il Re morì nel palazzo del principe Faysal a Ta'if il 9 novembre 1953 all'età di 77 anni.[5][49][50] La preghiera funebre si tenne nella moschea Al Hawiya di Ta'if.[5] e la salma venne inumata al cimitero al-'Ud.[5][51]

Al Re è intitolato l'Aeroporto Internazionale di Gedda.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Onorario dell'Ordine del Bagno (Regno Unito)
— 1935[52]
Comandante della Legion of Merit (Stati Uniti) - nastrino per uniforme ordinaria Comandante della Legion of Merit (Stati Uniti)
— 1947
Cavaliere di Gran Croce con decorazione bianca dell'Ordine al Merito Militare (Spagna) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce con decorazione bianca dell'Ordine al Merito Militare (Spagna)
— 1º aprile 1952[53]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La data di nascita del re dell'Arabia Saudita è stata fonte di numerosi dibattiti: la maggioranza degli storici opta per il 15 gennaio 1876, mentre i registri ufficiali riportano il 1880. Nel suo libro "The Kingdom" lo scrittore Robert Lacey afferma che nel 1891 ʿAbd al-ʿAzīz partecipò ad un importante incontro con un capo tribale: se fosse veramente nato nel 1880 avrebbe avuto al momento di quel colloquio solo 11 anni, un'età troppo tenera per poter affrontare tale impegno. Inoltre ʿAbd al-ʿAzīz ha praticamente ammesso di essere nato nel 1876: uno dei suoi figli disse allo stesso Lacey che il sovrano rideva sul documento che lo voleva nato nel 1880, affermando "ho cancellato quattro anni della mia vita".
  2. ^ Robert Lacey, The Kingdom, New York, Harcourt Brace Jovanovich, 1982, ISBN 0-15-147260-2.
  3. ^ Il giusto modo di riferirsi al sovrano sarebbe quello di usare il nasab Ibn ʿAbd al-Raḥmān, visto il nome di suo padre. Il nasab Ibn Sa'ud sarebbe correttamente da usare solo per indicare il suo quadrisavolo, Muhammad ibn Sa'ud.
  4. ^ Current Biography 1943, pp. 330–34
  5. ^ a b c d The kings of the Kingdom, in Ministry of Commerce and Industry. URL consultato il 28 luglio 2012.
  6. ^ David W. Del Testa (a cura di), Saūd, Abdulaziz ibn, in Government Leaders, Military Rulers, and Political Activists, Westport, CT, Oryx Press, 2001, p. 165.
  7. ^ History of Arabia, in Encyclopaedia Britannica Online. URL consultato il 27 aprile 2014.
  8. ^ Fahd Al Semmari, The King Abdulaziz Foundation for Research and Archives (PDF), in Middle East Studies Association Bulletin, vol. 35, nº 1, Summer 2001. URL consultato il 10 marzo 2015.
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  53. ^ Bollettino Ufficiale di Stato

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Predecessore Re dell'Arabia Saudita Successore
Nessuno 1932 - 1953 Sa'ud
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