Ahmad bin 'Abd al-'Aziz Al Sa'ud

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Aḥmad bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Principe dell'Arabia Saudita
Stemma
Nome completo Aḥmad bin ʿAbd al-ʿAzīz bin ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd
Nascita Riyad, 1942
Dinastia Dinastia Saudita
Padre ʿAbd al-ʿAzīz dell'Arabia Saudita
Madre Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī
Religione Musulmano sunnita
Aḥmad bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Ministro dell'Interno
Durata mandato 18 giugno 2012 –
5 novembre 2012
Monarca Re ʿAbd Allāh
Predecessore Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd
Successore Muḥammad bin Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Vice Ministro dell'Interno
Durata mandato 1975 –
18 giugno 2012
Monarca Re Khālid
Re Fahd
Re ʿAbd Allāh
Predecessore ?
Successore Muḥammad bin Nāyef bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd

Vice Governatore della Provincia della Mecca
Durata mandato 1971 –
1975
Monarca Re Fayṣal
Predecessore Fawwaz bin Abd al-Aziz Al Saud
Successore Sa'ud bin Abd al-Muhsin Al Sa'ud

Aḥmad bin ʿAbd al-ʿAzīz Āl Saʿūd (in arabo: احمد بن عبد العزيز آل سعود‎; Riyad, 1942) è un politico e imprenditore saudita, membro della famiglia reale Āl Saʿūd.

Primi anni di vita ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Il principe Aḥmad è nato a Riyad nel 1942,[1][2] figlio di re ʿAbd al-ʿAzīz e di Ḥaṣṣa bint Aḥmad al-Sudayrī. È il più giovane dei fratelli al-Sudayrī.[3] Il principe Aḥmad è presumibilmente il 31° figlio di re ʿAbd al-ʿAzīz.[4][5] Da quando suo padre morì, quando lui aveva undici anni, nel 1953, fu allevato dalla madre e dai fratelli. Suo fratello maggiore, re Fahd, era una figura paterna per lui.

Aḥmad ha ricevuto l'istruzione primaria e secondaria nella scuola dei principi e all' al-Anjal Institute di Riyad.[2] Ha completato l'istruzione secondaria nel 1961.[6] Ha studiato l'inglese e alcune materie scientifiche presso la University of Southern California[6] Si è poi laureato presso l'Università di Redlands nel 1968, con un Bachelor of Arts in scienze politiche.[1] Il 26 luglio 1999 gli è stato assegnato un dottorato onorario di Lettere e Filosofia dall'Università di Redlands.[7]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la laurea, il principe Aḥmad si è dedicato all'attività imprenditoriale. È stato presidente della National Gypsum Company dal 1969 al 1970.[6] Nel 1971, è stato nominato Vice Governatore della Provincia della Mecca,[6] durante il regno di re Fayṣal.[5] Più tardi, re Khālid lo ha nominato Vice ministro dell'Interno nel 1975,[6] mandato che ha mantenuto fino al 18 giugno 2012 quando è stato promosso ministro.[8]

La sua funzione principale, come Vice ministro era quella di stabilire le comunicazioni con le province del regno.[9] Ahmed era anche capo operativo della forza di sicurezza speciale, che risponde direttamente al ministro dell'interno. Questa forza è stata fondata nel 1979 dopo lo scarso rendimento della Guardia Nazionale durante il sequestro della Grande Moschea a La Mecca.[10]

Al principe Aḥmad è stato dato il compito di introdurre riforme nella Provincia Orientale durante i primi anni '80 per migliorare la provincia in cui vive la minoranza sciita del regno.[11] In realtà, questo compito è stato dato a lui sulla scia dei disordini nella provincia del 1979 e per fare osservazioni circa gli effetti della rivoluzione iraniana, sul dissenso della minoranza sciita e sulla sicurezza dell'industria petrolifera. Il principe Aḥmad ha apertamente dichiarato che il governo saudita aveva trascurato la regione ed aveva attivamente discriminato la popolazione sciita. Ha anche promesso massicci investimenti per lo sviluppo delle infrastrutture economiche di Al-Hasa, del sistema educativo e degli altri servizi.[12] Altro compito del principe Aḥmad come vice ministro era quello di coordinare i contatti con gli ʿulamāʾ (i dotti religiosi).[13] Ha anche lavorato come vice presidente della commissione suprema per la sicurezza industriale e presidente del comitato preparatorio per la sicurezza nazionale.[6] Inoltre, è stato vice presidente del Consiglio di difesa civile.[14] Il giornalista saudita Jamāl Khashoggī ha dichiarato che il principe era per lo più coinvolto in questioni amministrative che sulla sicurezza durante il suo mandato come Vice ministro.[8]

Il principe Aḥmad è stato promosso ministro dell'interno il 18 giugno 2012 dopo la morte del principe Nāyef.[15] Ha affermato che non cambierà le principali politiche di sicurezza dell'Arabia Saudita, in quanto il paese ha sperimentato la minaccia di al-Qāʿida in Yemen e l'agitazione tra la minoranza musulmana sciita.[8] La sua nomina a ministro è stato anche considerato come una mossa per segnalare che era la personalità più importante in Arabia Saudita dopo il re ʿAbd Allāh e il principe ereditario Salmān.[16] Tuttavia, il mandato del principe Aḥmad durò fino al 5 novembre 2012 e gli succedette Muḥammad b. Nāyef, fino ad allora Vice ministro degll'Interno.[17] Le ragioni ufficiali per la rimozione del principe Aḥmad sono state le sue dimissioni volontarie.[18] Tuttavia, la sua idea di dividere le forze di sicurezza in unità indipendenti, è stato uno dei motivi reali per il suo licenziamento.[19]

Il principe Aḥmad è stato anche il presidente della Commissione suprema per il hajj durante il suo mandato ministeriale.[20]

Popolarità[modifica | modifica wikitesto]

Nawāf ʿObayd ha indicato, nel 2002, i tre membri della Casa Saʿūd più popolari. Il principe Aḥmad è uno di questi, gli altri erano l'allora principe ereditario ʿAbd Allāh e l'allora governatore di Riyāḍ, Salmān.[21] Il principe Ahmad è stato anche visto come uno dei potenziali candidati al trono saudita all'inizio degli anni 2000.[22] Tuttavia, il 27 marzo 2014 è stato sorpassato dal principe Muqrin essendo stato nominato Vice Principe della Corona.

Insieme con all'ex ministro dell'interno, Nāyef b. ʿAbd al-ʿAzīz, il principe Aḥmad è stato segnalato per aver pagato bonus enormi agli agenti di sicurezza di successo, ma hanno anche una reputazione di onestà e di utilizzare l'enorme budget per la sicurezza solo per la missione e non per arricchire loro stessi.[9]

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Aḥmad ha visitato il Pakistan nel novembre 2005 per tre giorni e ha esaminato l'entità della distruzione causata dal terremoto del Kashmir del 2005 da un aeroplano. Ha promesso di fornire al Pakistan qualunque cosa fosse necessaria per il processo di ricostruzione dopo il terremoto. Ha incoraggiato tutte le nazioni musulmane alla fornitura di aiuti al Pakistan. Egli ha anche condannato il terrorismo e ha dichiarato che era incompatibile con l'Islam.[23] Il principe Aḥmad ha anche chiesto un "muro di confine" tra l'Arabia Saudita e l'Iraq. Il piano per la recinzione è stato avviato nel 2006 ma ha dichiarato più volte che non sarebbe diventato un "muro di separazione".[24]

Il 29 novembre 2010, ha frequentato il Crown Prince Cup, una corsa di cavalli annuale in nome dell'allora principe ereditario Sulṭān, che era in Marocco.[25] Egli ha detto in una conferenza stampa nel 2011 che, per le donne, la guida è contro la legge.[26] Dopo la sua nomina a ministro, con il principe ereditario Salmān, è stato anche sostenitore delle prudenti iniziative di riforma di re ʿAbd Allāh.[27]

Vita personale[modifica | modifica wikitesto]

Aḥmad b. ʿAbd al-ʿAzīz ha due mogli con cui ha cinque figlie e sette figli. Suo figlio maggiore, ʿAbd al-ʿAzīz (nato nel 1963), è segretario generale della Società Araba di Oftalmologia.[28] Un altro figlio, Nāyef, è in possesso di un dottorato di ricerca dell'Università di Cambridge[29] ed è colonnello delle forze armate saudite con responsabilità di pianificazione strategica.[30] Una delle figlie del principe Aḥmad, Falwā bint Aḥmad, è sposata con Salmān b. Sulṭān, segretario generale del Consiglio di Sicurezza Nazionale e figlio del defunto principe Sulṭān.[31]

Il principe Aḥmad è presidente onorario della Società di beneficenza araba per l'Alzheimer.[32]

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

'Ahmad dell'Arabia Saudita Padre:
Abd al-Aziz dell'Arabia Saudita
Nonno paterno:
ʿAbd al-Raḥmān Āl Saʿūd
Bisnonno paterno:
Fayṣal Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Turkī bin ʿAbd Allāh Āl Saʿūd
Trisavola paterna:
Hia bint Ḥamad Tamīmī
Bisnonna paterna:
Sāra bint Misharī Āl Saʿūd
Trisavolo paterno:
Misharī b. ʿAbd al-Raḥmān b. Saʿūd
Trisavola paterna:
?
Nonna paterna:
Sāra bint Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno paterno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavolo paterno:
Muḥammad b. Turkī al-Sudayrī
Trisavola paterna:
?
Bisnonna paterna:
?
Trisavolo paterno:
?
Trisavola paterna:
?
Madre:
Ḥaṣṣa bt. Aḥmad al-Sudayrī
Nonno materno:
Aḥmad al-Sudayrī
Bisnonno materno:
Muḥammad al-Kabīr al-Sudayrī
Trisavolo materno:
Aḥmad al-Kabīr al-Sudayrī *
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?
Nonna materna:
Sharīfa al-Suwaydī
Bisnonno materno:
ʿAlī b. Muḥammad al-Suwaydī
Trisavolo materno:
Muḥammad al-Suwaydī
Trisavola materna:
?
Bisnonna materna:
?
Trisavolo materno:
?
Trisavola materna:
?

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Minister of Interior, Saudi Embassy Washington DC. URL consultato il 19 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 7 giugno 2012).
  2. ^ a b Chairman of Supreme Council, Naif Arab University for Security Sciences. URL consultato il 25 settembre 2012.
  3. ^ Winberg Chai, Saudi Arabia: A Modern Reader, University Press, 22 settembre 2005, pp. 193, ISBN 978-0-88093-859-4. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  4. ^ Abdullah Al Shihri e Brian Murphy, Salman bin Abdulaziz, Saudi Arabia's Defense Minister, Named Crown Prince, in The Huffington Post, AP, 18 giugno 2012. URL consultato il 20 giugno 2012.
  5. ^ a b Ali Sharaya, Profile: Prince Ahmed Bin Abdulaziz, in Asharq Alawsat, 19 giugno 2012. URL consultato il 21 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 18 maggio 2012).
  6. ^ a b c d e f Who is Prince Ahmed bin Abdulaziz?, in Saudi Gazette, 21 giugno 2012. URL consultato il 21 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 22 giugno 2012).
  7. ^ Biography of H.R.H Prince Ahmad bin Abdulaziz, Minister of Interior, 21 giugno 2012. URL consultato il 21 giugno 2012.
  8. ^ a b c Angus McDowall, Saudi appoints Prince Salman as crown prince, in Reuters, 18 giugno 2012. URL consultato il 18 giugno 2012.
  9. ^ a b Anthony H. Cordesman e Nawaf Obaid, Saudi internal security: A risk assessment (PDF), Center for Strategic and International Studies, 2004. URL consultato il 26 maggio 2012.
  10. ^ Michael G. Gonzales, Combating Deviants: The Saudi Arabian Approach to Countering Extremism and Terrorism, United States Army Command and General Staff College, 2009. URL consultato il 15 aprile 2012.
  11. ^ Challenges Facing The New Crown Prince Of Saudi Arabia, su Alifarabia, 30 ottobre 2011. URL consultato il 10 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 22 novembre 2011).
  12. ^ Baron Reinhold, Omnibalancing and the House of Saud, Naval Postgraduate School, California, giugno 2001. URL consultato il 13 maggio 2012.
  13. ^ Amir Taheri, Saudi Arabia: Change Begins within the Family, in The Journal of the National Committee on American Foreign Policy, vol. 34, nº 3, 2012, pp. 138 143, DOI:10.1080/10803920.2012.686725.
  14. ^ CDO Grants Prince Ahmed bin Abdulaziz Medal of Commander, in Gulf in the Media (Riyadh), Saudi Press Agency, 4 ottobre 2009. URL consultato il 10 novembre 2012.
  15. ^ Prince Salman named Saudi crown prince, in Al Jazeera. URL consultato il 18 giugno 2012.
  16. ^ Angus McDowall, Saudi succession in spotlight after new heir named, in Reuters, 19 giugno 2012. URL consultato il 19 giugno 2012.
  17. ^ Saudi Arabia's king appoints new interior minister, in BBC, 5 novembre 2012. URL consultato il 5 novembre 2012.
  18. ^ Saudi king fires interior minister seen as contender for throne, in WorldTribune (Abu Dhabi), 7 novembre 2012. URL consultato il 19 aprile 2013 (archiviato dall'url originale il 24 aprile 2013).
  19. ^ Zvi Bar'el, In Saudi Arabia, the king is counting his days, in Haaretz, 25 giugno 2013. URL consultato il 21 luglio 2013.
  20. ^ Prince Ahmed: Elaborate plans in place for the Makkah rush, in Saudi Gazette (Jeddah), 9 agosto 2012. URL consultato il 10 agosto 2012 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2014).
  21. ^ Nawaf E. Obaid, In Al Saud we trust, in Foreign Policy,, vol. 128, gennaio–febbraio 2002, pp. 72–74, JSTOR 3183359.
  22. ^ Amir Taheri, Saudi Arabia: Between Terror and Reform (PDF), in American Foreign Policy Interests, vol. 26, 2004, pp. 457–465, DOI:10.1080/10803920490905523. URL consultato il 1º giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 21 settembre 2013).
  23. ^ S. Arabia promises ‘unlimited’ help, in Dawn, 9 novembre 2005. URL consultato il 26 maggio 2012.
  24. ^ Border fence with Iraq 'not a segregation wall', in Gulf News, 2 ottobre 2006. URL consultato il 26 maggio 2012.
  25. ^ Crown Prince Cup, in Saudi Gazette, 9 gennaio 2010. URL consultato il 26 maggio 2012 (archiviato dall'url originale il 15 settembre 2012).
  26. ^ Ahmad Al Omran, Driving while female: More Saudi women stopped on the road, in NPR. URL consultato il 26 maggio 2012.
  27. ^ Irfan Al Alawi e Stephen Schwartz, Weekly Standard: Hope for Reform In Saudi Arabia?, in NPR, 22 giugno 2012. URL consultato il 22 giugno 2012.
  28. ^ Sabri Sharif, The House of Saud in Commerce: A Study of Royal Entrepreneurship in Saudi Arabia, New Delhi, I. S. Publication, 2001, ISBN 81-901254-0-0.
  29. ^ Joseph A Kechichian, Succession in Saudi Arabia, PALGRAVE, 2001.
  30. ^ Underpinning Saudi National Security Strategy, JFQ, 2002. URL consultato il 26 maggio 2012.
  31. ^ Family Tree of Salman bin Sultan bin Abdulaziz Al Saud, Datarabia. URL consultato il 22 settembre 2012.
  32. ^ Deputy Interior Minister hails Alzheimer's Society achievements, Ministry of Interior, 22 maggio 2012. URL consultato il 26 maggio 2012.