Moschea di Roma

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Grande Moschea di Roma
Moschea di Roma 30.jpg
La moschea e il minareto.
StatoItalia Italia
RegioneLazio Lazio
LocalitàRoma-Stemma.png Roma
ReligioneIslam sunnita
Consacrazione1995
ArchitettoPaolo Portoghesi
Inizio costruzione1984

Coordinate: 41°56′05.17″N 12°29′42.8″E / 41.934769°N 12.495221°E41.934769; 12.495221

La Grande Moschea di Roma è il principale luogo di culto della comunità musulmana a Roma, il maggiore in Italia e il più grande in Europa.

L'edificio sorge nella zona nord della città ai piedi dei monti Parioli, adiacente agli impianti sportivi dell'Acqua Acetosa, è sede del Centro islamico culturale d'Italia e sarebbe la più grande moschea dell'Occidente[1].

Sorge su 30.000 m² di terreno e può ospitare fino a 12 000 fedeli e nei giorni di principale festività, come la Festa del Sacrificio, un afflusso di circa 30.000 – 40.000 fedeli. La moschea fornisce, oltre che un punto d'aggregazione e di riferimento in campo religioso, anche servizi culturali e sociali variamente connessi all'appartenenza alla fede islamica: celebrazione di matrimoni, assistenza per i funerali, esegesi, convegni, e molto altro. È opera dell'architetto Paolo Portoghesi.

Costruzione[modifica | modifica wikitesto]

Esterno della moschea

La grande moschea di Roma fu voluta e finanziata dal re Faysal dell'Arabia Saudita, capostipite della famiglia reale saudita, nonché Custode delle Due Sante Moschee della Mecca e di Medina. Il progetto fu affidato a Paolo Portoghesi che si affiancò a Vittorio Gigliotti, Sami Mousawi e Nino Tozzo.

Come si legge nell'epigrafe esterna, la sua costruzione ha richiesto più di vent'anni: la donazione del terreno fu deliberata dal Consiglio Comunale romano nel 1974, ma la prima pietra fu posta dieci anni dopo, nel 1984 (anno 1362 dell'Egira), alla presenza dell'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, e l'inaugurazione avvenne il 21 giugno 1995, giorno del solstizio d'estate.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Interno della sala principale

Secondo Paolo Portoghesi, una caratteristica essenziale dell'Architettura islamica è quella di aver prodotto linguaggi molto diversi tra di loro, durante la diffusione nei paesi orientali. Per questo motivo, il progetto architettonico cerca un incontro con la storia e la tradizione locale, ad esempio attraverso l'utilizzo di materiali che generano colori tipicamente romani, come il travertino e il cotto rosato. Per lo stesso motivo, l'edificio prende spunto da più di un modello di moschea: quello "della foresta", caratteristico del Magreb e della Grande moschea di Cordova, nella Spagna meridionale; quello della moschea ottomana - esemplificato dall'architetto turco Sinān - e quello della moschea persiana, caratterizzato dall'alternanza tra grandi corti e spazi aperti[2].

Nella struttura, fortemente integrata nel verde circostante - da cui emerge, ma senza attriti - colpiscono il mix tra pensiero moderno della struttura e linee curve onnipresenti (la grande sala di preghiera richiama indubbiamente una foresta - o un'oasi, con le sue colonne a tre steli), l'uso della luce per creare un clima meditativo. L'apparato decorativo, assai discreto nell'ampiezza dello spazio che lo contiene, è costituito da ceramiche invetriate di colori delicatiIl tema coranico ripetuto è "Allah è luce".[senza fonte].

Organizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il ruolo di imam della Grande Moschea è ricoperto dal segretario generale del Centro Islamico Culturale d'Italia, che ha in gestione l'intero luogo di culto. L'attuale imam è lo shaykh Salah Ramadan.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia Roma-Viterbo.svg
 È raggiungibile dalla stazione Campi Sportivi.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Stefan Grundmann, The Architecture of Rome, Edition Axel Menges, 1996, p. 384, ISBN 978-3-930698-60-8.
  2. ^ Paolo Portoghesi, Vittorio Gigliotti, Sami Mousawi, La Moschea di Roma, Palermo, Alloro, 1994, p. 25.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Coppa Alessandra, La moschea di Roma di Paolo Portoghesi, Federico Motta Editore, 2003

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]