Mercurion

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Merkurion)
Jump to navigation Jump to search

Il Mercurion (greco Μερχουρίου) identifica un territorio all'interno del Pollino in cui fiorì per molti secoli il monachesimo greco-orientale.

Etimologia[modifica | modifica wikitesto]

Generalmente l'origine del nome viene riferita all'esistenza di un antico tempio del dio Mercurio o, in alternativa, messa in relazione al culto tributato dai monaci a San Mercurio di Cesarea (culto molto popolare nell'Italia meridionale durante il medioevo)[1];[2] un'ipotesi alternativa fa discendere il nome dal fiume Mercure in quanto quest'ultimo avrebbe a sua volta assunto uno degli aspetti del dio, cioè quella di "messaggero", «mettendo in comunicazione tra loro per scopi economici e naturalmente anche culturali, le coste dello Jonio e le regioni interne sull'odierno confine calabro-lucano con le spiagge del Tirreno»;[3] quest'ultima spiegazione è comunque considerata, da alcuni autori, «alquanto macchinosa».[4]

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio su cui si estendeva il Mercurion si trovava al confine calabro-lucano, a occidente del Monte Pollino[5] e corrisponde ai territori attualmente compresi nei comuni di Aieta, Castelluccio Inferiore, Castelluccio Superiore, Episcopia, Laino, Latronico, Mormanno, Noepoli, Orsomarso, Papasidero, Rotonda, Tortora, Scalea e Viggianello. Includeva il bacino del Mercure e la media e bassa valle del fiume Lao[5], I suoi confini erano dati a sud dalle pendici occidentali ed orientali del massiccio del Pollino, mentre a nord era delimitato dalla valle del Sarmento e ad ovest dal monte Sirino. Ecclesiasticamente era organizzato come un'eparchia monastica (non è chiaro se dipendente dalla diocesi di Cassano o da quella di Rossano),[6] politicamente si trovava al confine tra l'Impero Bizantino e le terre longobarde; a partire dal 968 costituì una delle turme del thema di Lucania.[7]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La nascita del Mercurion nel VI secolo e la sua successiva evoluzione possono essere legate a vari motivi:

Il periodo di massimo splendore della zona fu raggiunto nei secoli X-XI, in cui il Mercurion fu definito nuova Tebaide, e divenne uno dei maggiori centri del misticismo dell'Italia meridionale e della Sicilia, in tale periodo infatti vissero o studiarono, presso i monasteri locali, un gran numero di personalità che saranno venerate come santi dalla chiesa, tra cui: San Fantino il giovane, San Nicodemo da Cirò, San Zaccaria del Mercurion, San Saba del Mercurion, San Luca di Demenna o d'Armento, San Macario Abate e, probabilmente il più importante, San Nilo da Rossano. Successivamente, con la conquista normanna e la conseguente espansione del rito romano, iniziò la decadenza che porterà i monasteri di rito greco ad essere assoggettati ad abbazie latine, nello specifico alla Badia di Cava quelli ricadenti in territorio longobardo e alla Badia di Santa Maria della Matina quelli in territorio bizantino,[6] e quindi alla liquidazione dell'eparchia.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ S. G. Mercati, San Mercurio e il Mercurion [collegamento interrotto], in Archivio Storico per la Calabria e la Lucania, anno VII, fasc. III-IV, 1937, pp. 295-296 (129-130).
  2. ^ Cappelli, p. 231.
  3. ^ Cappelli, p. 232.
  4. ^ Silvano Borsari, Il monachesimo bizantino nella Sicilia e nell'Italia meridionale prenormanne, Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Storici, 1963, p. 47.
  5. ^ a b c Cilento, p. 17.
  6. ^ a b Panebianco, p. 191.
  7. ^ Guillou, pp. 25-27.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adele Cilento, Potere e monachesimo. Ceti dirigenti e mondo monastico nella Calabria Bizantina (secoli IX-XI), 2001, Nardini, ISBN 88-404-2422-9.
  • Tito Robertella, Nuove Luci Lucane, 1984, Avellino, edizioni Menna.
  • André Guillou, Spiritualità e società religiosa greca nell'Italia Meridionale e la Sicilia, 1972, Bari, Istituto Superiore di Teologia Ecumenica "S. Nicola".
  • Biagio Cappelli, Il Mercurion, in Il monachesimo basiliano ai confini calabro-lucani, Napoli, Fausto Fiorentino – Editore, 1963, pp. 225-251.
  • Venturino Panebianco, Osservazioni sulla eparchìa monastica del Mercurion e sul Thema bizantino di Lucania, in Rivista storica calabrese, a. I, n. 1-2, gennaio/giugno 1980, pp. 189-93.
  • Orazio Campagna, I monasteri che erano intorno al Mercurion, in Rivista storica calabrese, n.s. (IX (1988)), nn. 1-4)
  • Orazio Campagna, San Nilo di Rossano al Mercurion (940-952/53), L'Athos d'Italia, Roma 2000

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]