Mario Veronesi

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Mario Nino Veronesi (Mirandola, 20 settembre 1932Mirandola, 12 giugno 2017) è stato un imprenditore e farmacista italiano, considerato il "padre" fondatore del distretto biomedicale di Mirandola[1], in provincia di Modena.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio del medico Renzo Veronesi e di Lara Grilli, casalinga, si laureò in farmacia e acquistò un esercizio commerciale a Mirandola che gestì personalmente sino all'età di 30 anni, quando intraprende la professione di informatore medico scientifico per una multinazionale statunitense. Ancora nel febbraio 2007) operava ancora come imprenditore nell'azienda più recentemente fondata.

Gli viene riconosciuto il merito di aver personalmente contribuito allo sviluppo industriale del distretto biomedicale mirandolese e di aver cambiare il destino economico della zona, da agricola a industriale.[1]

Ha lottato quindici anni contro la nefroangiosclerosi. Dal 2012 era egli stesso un paziente dializzato.[2]

Muore a Mirandola all'età di 84 anni.[3] In occasione dei funerali è stato proclamato il lutto cittadino.

Le aziende fondate[modifica | modifica wikitesto]

Miraset[modifica | modifica wikitesto]

Durante le sue visite negli istituti clinici come rappresentante farmaceutico, nota come la procedura di sterilizzazione dei tubi in lattice riutilizzabili allora utilizzati per le trasfusioni di sangue fosse complessa e non esente da rischi di contaminazione. Intuendo che prodotti usa e getta sterilizzati all'origine avrebbero potuto rappresentare un'innovazione di successo, nel 1962 avviò una produzione artigianale nel garage della propria abitazione, fondando la società Miraset con soli tre dipendenti. La Miraset si occupa effettivamente solo dell'assemblaggio di componenti, prodotti su disegno da officine della zona.

Sterilplast[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1964, con il contributo di alcuni amici mutò la ragione sociale dell'azienda in Sterilplast, società per azioni. Con 15 dipendenti iniziò ad assumere una connotazione industriale, trasferendosi in una struttura appropriata dove iniziò la produzione in proprio di molti dei componenti necessari. Con tale azienda venivano prodotti tubicini per la fleboclisi[4]. In seguito iniziò la produzione anche di sonde, sondini e cateteri, che vennero commercializati anche in Germania.

Dasco[modifica | modifica wikitesto]

Raccogliendo i suggerimenti di alcuni medici padovani, nel 1966 mise assieme un gruppo di tecnici meccanici ed elettrotecnici ai quali chiese di sviluppare un rene artificiale, ad imitazione di un prodotto americano non ancora brevettato, e con il supporto del professor Piero Confortini dell'Ospedale Civile Maggiore di Verona, pioniere dei trapianti renali in Italia.

Il rene artificiale avrebbe consentito il trattamento della insufficienza renale tramite emodialisi, terapia non ancora diffusa in Italia negli anni 1960, con l'eccezione di alcuni centri di sperimentazione. La divisione apparecchiature della Sterilplast venne ridenominata Dasco (acronimo di Dialysis Apparatus Scientific L?apparecchiatura di Veronesi fu innovativa e molto richiesta, così da permette una forte espansione in Europa con l'apertura di uffici commerciali in Francia, Spagna, Germania, Belgio ed Olanda. In seguito l'azienda dismise il nome Sterilplast ed assume ufficialmente quello di Dasco.

A causa dei forti ritardi cronici nei pagamenti da parte delle strutture sanitarie nazionali (problema esistente a tutt'oggi), nel 1969 venne ceduto il controllo della Dasco alla casa farmaceutica svizzera Sandoz, mentre Veronesi rimane nel consiglio di amministrazione ancora per pochi mesi.

Negli anni 1970 viene avviata una collaborazione con l'azienda statunitense Bentley specializzata nei dispositivi monouso per la cardiochirurgia a cuore aperto.

La Dasco venne acquisita dalla Sandoz Pharmaceuticals, in seguito dalla svedese Gambro, a sua volta acquistata dall'americana Baxter International[5]

La vera origine del nome Dasco pare sia invece derivata dalle incognite che riservava la creazione del rene artificiale, ovvero che fosse tutto "Da scoprire". Dipendenti "veterani" affermano invece che tale nome è l'acronimo di Divisione Apparecchiature Scientifiche COmpany, per distinguere appunto la produzione dei macchinari da quella dei dispositivi in plastica della azienda "sorella maggiore" Sterilplast.

Bellco[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1973, con l'appoggio degli amici-investitori storici e con le risorse finanziarie ricavati dalla vendita della Dasco, Veronesi fonda la Bellco per produrre sistemi in concorrenza con la Dasco. Riduce al minimo i tempi di startup, grazie all'assunzione di un nutrito gruppo di tecnici esperti della concorrente. Il successo dell'operazione, con la quale riuscì ad azzerare il proprio debito (lasciato in "eredità" al nuovo proprietario della Dasco) lo convinsero a ripetere l'operazione nel 1977, con la vendita della Bellco al gruppo ENI.

La Bellco fa ora parte del gruppo Medtronic.

Secondo una diffusa voce, il significato di Bellco (la seconda azienda fondata da Veronesi) pare sia derivato da "Bella compagnia", in riferimento al nucleo di amici co-investitori che lo seguì in questa impresa.

Dideco[modifica | modifica wikitesto]

Veronesi riparte di nuovo con una nuova azienda, la Dideco, operante tuttavia in un settore parallelo del biomedicale, anche se di tecnologia similare: sistemi per cardiochirurgia, autotrasfusione e plasmaferesi.

Oramai la vocazione di Veronose diventa quella di creatore di aziende, più che inventore di nuovi prodotti: nel 1986 cede la Dideco al gruppo Pfizer.

Il significato di Dideco, secondo le stesse voci, pare sia "Dieci della compagnia". È verosimile, invece, che "Dideco" sia l'acronimo di DIsposable DEvice COmpany.

Dar[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1982 fonda la Darex (successivamente ribattezzata Dar a seguito di una disputa legale con un'omonima società americana) in concorrenza con Dideco. Ancora una volta, dopo un nuovo successo imprenditoriale, la Dar venne venduta nel 1995 al colosso Tyco-Mallinkrodt, che la rinomina in Mallinckrodt Dar.

La Dar è attualmente denominata Medtronic Covidien Mallinckrodt Dar[6].

Starmed[modifica | modifica wikitesto]

L'ultima azienda creata da Veronesi è la Starmed, fondata nel 2003 assieme all'amico Libero Luppi e concentrata principalmente nello sviluppo di dispositivi medici monouso per ventilazione non invasiva.

Economia del distretto industriale[modifica | modifica wikitesto]

Le conseguenze, sul piano economico, della presenza di queste realtà industriali nel distretto mirandolese sono molto importanti anche grazie all'indotto: i dati dell’Osservatorio sul settore biomedicale del distretto mirandolese relativi all'anno 2000 enumerano circa 70 imprese con un numero di addetti pari a circa 3.660 unità, per un fatturato di circa 1.000 miliardi di lire ed una quota di prodotto esportata pari a circa il 61%.

La relativa facilità con cui è possibile reperire nel distretto mirandolese tecnologie e risorse umane esperte hanno convinto molti altri produttori del settore ad impiantarvi stabilimenti o laboratori di ricerca. Tuttavia si sta osservando anche in questa area una sensibile riduzione a favore di paesi con un più basso costo del lavoro.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Ilaria Vesentini, È morto Mario Veronesi, «padre» del distretto biomedicale di Mirandola, in Il Sole 24 Ore, 13 giugno 2017.
  2. ^ QN - il Resto di Carlino, 19 novembre 2015, p. 23.
  3. ^ Gianluca Pedrazzi, Economia modenese in lutto: è morto Mario Veronesi, in Gazzetta di Modena, 13 giugno 2017.
  4. ^ Giorgio Goldoni, 1965 Nascita del Biomedicale a Mirandola – La testimonianza di Giorgio Goldoni, su Al Barnardon, 25 febbraio 2017.
  5. ^ Baxter fa ritorno al polo biomedicale, su Il Sole 24 ORE. URL consultato il 05 maggio 2016.
  6. ^ Medtronic spende 43 miliardi per Covidien. Così potrà spostare 14 mld di cassa in Irlanda, su Repubblica.it, 16 giugno 2014. URL consultato il 05 maggio 2016.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]