Marcello Vandelli

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Marcello Vandelli

Marcello Vandelli (San Felice sul Panaro, 28 agosto 1958) è un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo comunale - Mirandola Ancora Christi - 2016

Vandelli Marcello nasce il 28 Agosto 1958 a San Felice sul Panaro in provincia di Modena. Consegue la maturità tecnica presso l'ITI Galileo Galilei di Mirandola.

Nel 2000, la sua prima opera artistica ufficiale.

Pittura[modifica | modifica wikitesto]

Vandelli Marcello - Opera n° 484 - La vita è un attimo che vola via
Vandelli Marcello - Opera n° 471 - Dio è donna
Vandelli Marcello - Opera n° 473 L'ottava nota
Vandelli Marcello - Opera n° 403 Come pietra paziente
Vandelli Marcello -- Opera n° 441 -- io riparo le stelle
Vandelli Marcello - Opera n° 444 - Solo io posso scrivere la mia storia

Vandelli delinea ognuna delle sue opere artistiche all'insegna dell'onirico e del simbolico astratto e maledetto. Nessuno dei suoi lavori ritrae soggetti con un volto, poiché è l'indeterminazione del soggetto, già stilizzato e dai cromatici contorni umani in pose comuni, che si eleva dall'astrattismo a soggetto onirico.[1] nel turbine inestricabile tra apparenza ed essenza.[2]

Vandelli si caratterizza per una pittura fortemente influenzata dalla Pop Art italiana[3] che utilizza secondo le necessità contenutistiche, il linguaggio immediato di ambito realista, simbolista, con il valore aggiunto dell’informale, strutturato nel formato, sempre identico, e secondo una codifica cromatica che tuttavia lascia pur sempre libero l'artista al suo onirismo ed ai suoi moti intimi da poeta maledetto angelico.[4][5][6]

L'elemento numerologico che si evidenzia essere ricorrentemente nelle sue opere è il 3, il tre come riferimento artistico, assunto con l'accento volto non solo alla mera geometria triangolare al più esoterica, ma quasi a voler determinare una perfezione fisica capace di esprimere con potenza il senso stesso del significato permeato dal contenuto dell'opera che è essa stessa una creazione .

Il Simbolismo Vandelliano[modifica | modifica wikitesto]

Nel simbolismo vandelliano il simbolo si traduce in una forma espressiva personale e del tutto autobiografica.

Così scrive il giornalista Riccardo Toffoli:

«Attraverso un simbolo, è possibile tradurre forme espressive che risultano inequivocabili. Questa capacità, è data dall'intensità con cui la figura riesce ad imporsi, e che spesso, risulta essere correlata ad una capacità cromatica molto marcata. Marcello Vandelli ricorre ad un simbolismo del tutto personale, per tradurre le emozioni più variegate che popolano il suo animo ma lo fa con una sensibilità che sembra volere e potere andare oltre e che coglie l'osservatore impreparato portandolo a rimanere impigliato nel suo stesso esistere. A differenza di altri, che anche al simbolismo erano ricorsi, l'uomo Vandelli si compiace nel voler osare, e lo fa in modo squisitamente disarmante e straordinariamente naturale, mettendo in gioco se stesso. Il simbolismo Vandelliano, conserverà nel tempo l'impronta inconfondibile di chi lo ha partorito, nell'incessante progredir di sensazioni altalenanti che hanno vinto e probabilmente a lungo continueranno a vincere, per quella veridicità inconfutabile che riuscirà, nel tempo, a risolvere ogni dubbio. Vittorio Sgarbi, recensendo Vandelli, disse che di lui avremmo sentito a lungo parlare. Io colgo nel simbolismo di Marcello Vandelli una sfida che dubito conoscerà molti rivali e che consegnerà alla storia non solo l'artista ma il percorso di un uomo che volle e seppe mettersi in gioco... al solo scopo di non annoiar se stesso.»

Marco Grilli, storico e critico d'arte, definisce il Simbolismo Vandelliano con queste parole:

«Quando si parla del Maestro Vandelli non ci si può esimere dal considerarlo un artista simbolista, sebbene il simbolismo Vandelliano vada interpretato in una chiave del tutto diversa da come siamo soliti fare. Il simbolismo è una corrente artistica e letteraria sorta in Francia e diffusasi in Europa sullo scorcio del XIX secolo caratterizzata, in opposizione al realismo ed al naturalismo, dalla tendenza a non rappresentare fedelmente il mondo esteriore ma a creare piuttosto il mondo della suggestione fantastica dei sogni mediante l’utilizzo di allusioni simboliche. Gli artisti ricorsero ad esso con il chiaro intento di superare la pura visività dell’impressionismo in senso spiritualistico, cercando di trovare delle corrispondenze tra il mondo oggettivo e sensazioni del tutto soggettive. Le opere che ne derivavano erano pertanto destinate ad un pubblico colto ma con Vandelli, la sapentia non basta perché se di Simbolismo Vandelliano vogliamo parlare, dobbiamo aver bene in mente che questo trascende ogni canonica considerazione. A Vandelli piace osare e riesce a farlo libero da preconcetti e costrizioni tanto da ricorrere al simbolismo proprio per introdurre nelle sue opere la sua stessa figura. Ed è tutto questo a renderlo inconfondibile, riconoscibile tra centinaia di artisti del mondo contemporaneo, configurandolo come indimenticabile ed intramontabile genio del nostro tempo.»

Vittorio Sgarbi ha partecipato ad eventi e presentazioni dell'ormai celebre pittore emiliano, ed in tal proposito ebbe a dichiarare:

«Nell’essere, dunque, campo di riflessione filosofica sul senso della vita, l’arte di Vandelli comunica secondo un registro che è lecito definire simbolista, accompagnando ciascuna creazione con apposite legende interpretative. La singolarità sta nel fatto che la simbologia di cui Vandelli si serve è in gran parte inedita, distorcendo molte delle relazioni semantiche fra concetto e immagine a cui siamo abituati. Vandelli, per esempio, è cristiano, ma in un modo anomalo, quasi ereticale, direbbero i più integralisti, al punto da permettersi, come un nuovo campione della patristica, di attribuire al Salvatore una metafora altrove ignota, l’ancora, oppure di capovolgere la simbologia più tradizionale (il pavone, che da emblema del lutto diventa di buon auspicio). Il tutto ricorrendo a una pittura modernissima, estremamente mobile e duttile, il più delle volte in modo poco prevedibile, solo in qualche caso assomigliando al Licini più angelico o allo Schifano più liquido.»

Il Codice Alchemico[modifica | modifica wikitesto]

Nel Vandelli uomo si scorge, per il tramite delle sue opere, tutta la dinamica della sua interiore inquietudine, sempre oscillante tra sogno e realtà, tra stati di rabbia e di allegria, tra desiderio e limite, la cui incisività risulta evidente già nel tratto, perché esso stesso esprime forza e decisione, esprime la volontà del prevalere sulla durezza realtà a favore della purezza dell'immagine onirica secondo un Codice Alchemico che compare sempre nella sua significativa forma unita, compatta e concreta al tempo stesso, ma pur sempre intima.[7]

«Illuminazioni fulminee, rivelazioni approdate istantaneamente sul supporto nella loro completezza, costituiscono una sorta di anticamera ispirativa per approdare a un’esecuzione che progredisce segno dopo segno, campitura dopo campitura. Sono passaggi dove Marcello Vandelli si attiene al suo codice alchemico, e dove gli ingredienti basilari sono rappresentati dalla convivenza equilibrata di rabbia e di allegria, di sogno e di realtà. Sono momenti esecutivi che rappresentano un gioco delle parti su un palcoscenico allusivo, di cui solo l’autore possiede la chiave d’accesso. Queste composizioni di arcane simbologie esprimono il dettato che proviene da tensioni intime inarrestabili, senza le quali Marcello Vandelli non potrebbe portare a compimento dipinti di simile fattura immaginifica. Egli infatti agisce secondo un suo codice cromatico, che è poi il riflesso materico delle sue inquietudini.»

(Paolo Levi)

Produzione artistica[modifica | modifica wikitesto]

Nel Maggio 2015, a ricordo del Terremoto dell'Emilia del 2012, espone l'opera Ancora Christi sulla facciata principale del Palazzo comunale di Mirandola in piazza della Costituente.

Ad Ottobre 2015, in collaborazione e con il patrocinio dell'Amministrazione Comunale mirandolese, espone la sua mostra personale Le vibrazioni del colore presso l'Aula Magna Rita Levi Montalcini di Mirandola.[8]

Alle idi di Marzo 2016, nella sua personale Sguardi Lontani a Brescia, Vandelli espone opere che lo renderanno interessante sia per il pubblico che per la critica.[9]

Nel Maggio 2016 la sua personale: Strati d'esistenza, a Bologna presso il Palazzo Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, con successiva donazione dell’opera “Amanti approssimativi”, opera n.072.[10]

Nel Febbraio-Marzo 2017 la sua personale Oniricon a Villa Benni di Bologna.

Nel Maggio 2017 partecipa alla 2ª Biennale d'Arte Contemporanea di Barcellona, a cura di Paolo Levi.

Nel Luglio 2017 partecipa all'International Prize Novecento a Villa Palagonia di Bagheria dedicato a Renato Guttuso, a cura di Paolo Levi, che così lo descrive: "Marcello Vandelli è un pittore di grande originalità che sceglie il simbolismo come sua luce guida nel buio della comunicazione pittorica.".

Nel Settembre 2017 partecipa all'Esposizione d'Arte contemporanea Eccellenze museali, a Monreale, tra gli artisti curati da Vittorio Sgarbi, in cui espone l'opera in tecnica mista: La depressione è un dono di Dio.[11]

Nel Novembre 2017 espone alla Biennale Internazionale d'Arte contemporanea a Mantova rientrando tra i 6 selezionati a cura del Prof. Paolo Levi.[12]

Nel Dicembre 2017 viene selezionato quale miglior artista al Premio internazionale Paolo Levi nelle stanze del Tiepolo a Milano, presentata da Paolo Levi, che per l'occasione definì il pittore Marcello Vandelli: «maledetto angelico, agisce secondo un suo codice cromatico, riflesso materico delle sue inquietudini» e «una figura del tutto inedita nel panorama dell’arte italiana contemporanea, in controtendenza, imponendosi la linea di non alienare i suoi lavori».

Vandelli Marcello - Opera (2018) Sogno in tutte le lingue

Nel Gennaio 2018, Vandelli espone l’opera in tecnica mista: Sogno in tutte le lingue, al Premio Internazionale Brunelleschi presso il Palazzo Ximenes a Borgo Pitti di Firenze.[13]

Vandelli Marcello - Opera n° 397 - Persuasore occulto

Nell'Aprile 2018, l'artista è presente al Premio Van Gogh, all'International Art Exhibition, a Monreale, alla presenza di Jose Van Roy Dalì.

Nel Maggio 2018 espone nella sua personale: La lingua geniale, opera n.239, con la presentazione di Vittorio Sgarbi, che definisce la sua pittura «modernissima, estremamente mobile e duttile, poco prevedibile, assomigliando a volte al Licini più angelico o allo Schifano più liquido».

Nel Luglio 2018 è presente all'Internazionale Arte Palermo, presso il teatro Biondo, e consegue il 1º premio: Premio Giornale OFF.[14]

Nel Novembre 2018 espone alla Biennale Internazionale delle Fiandre, e premiato decide di donare l'opera Nessuno si salva da solo, opera n.310, al Museo Ospedale di San Giovanni di Bruges, in Belgio.[15]

Nel Febbraio 2019 inaugura: L'apparenza e l'essenza, presso Palazzo Velli a Roma, presentata da Angelo Crespi, che la definisce «nell'insieme, un'opera di grande espressività, di esuberante creatività, di irriducibile simbolismo nella quale in molti casi il simbolo verte al segno e l’aspetto cromatico diventa elemento centrale».

Sempre nel Febbraio 2019 nel concorso Artista da Museo, la sua Opera n.363 Gli effetti secondari dei sogni, dim. 125×83, in tecnica mista, viene premiata dal Comitato critico e selezionata per la donazione al Museo Civico G. Sciortino di Monreale.

Alla fine di Ottobre 2019 inaugura: Il maledetto angelico, presso Palazzo Velli a Roma, durante la quale viene presentato anche l'omonimo libro, che raccoglie episodi biografici e diversi testi critici a cura di Paolo Levi, Vittorio Sgarbi e Angelo Crespi.[16]

Vandelli Marcello - Anno 2019 - Collezione S. Felice 1893 Banca Pop. - Sic Transit Gloria Mundi

Con una meritata carriera, Vandelli diviene un artista riconosciuto e sempre più quotato; così nel Maggio 2020, alcune sue opere, tra le quali: Sic transit Gloria Mundi; Ossigeno Ossigeno; Dove vanno le nuvole; Anime perdute; Ancora Christi, entrano a far parte della collezione privata della San Felice 1893 Banca Popolare - Collezioni d'Arte -[17], una delle principali banche locali della regione Emilia-Romagna, in seno ad un'esposizione permanente presso la sede principale della città.[18]

Vandelli Marcello è tra gli artisti selezionati da Vittorio Sgarbi per far parte della sua collezione artistica privata catalogata al n.S0258.[19]

Nell'agosto 2020, con la collaborazione dell’amministrazione comunale di San Felice sul Panaro, inaugura l’imponente installazione artistica di 40 metri quadrati denominata: Ancora Christi, e collocata verticalmente sul mastio della Rocca Estense di San Felice sul Panaro. L'opera simbolica dell'Ancora Christi, induce alla riflessione sul Sacro e sul Profano.[20]

Nell'Ottobre 2020 il suo vernissage: Entropico, presso Palazzo Velli a Roma, alla presenza e con la presentazione di Vittorio Sgarbi, in fregio dell'introduzione di Leonarda Zappulla.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Marcello Vandelli: Vandelli Il maledetto angelico; Editore: Art Now, 1ª Edizione: 2019.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 26 Luglio 2018, Premio Giornale OFF al 1° Premio Internazionale Arte Palermo presso il Teatro Biondo nell’ambito delle manifestazioni di Palermo Capitale della Cultura 2018.[21]
  • 19 Dicembre 2017 è il miglior artista nel Premio Internazionale Paolo Levi - 1ª Edizione; Palazzo Clerici, Stanze del Tiepolo - Milano.[22][23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Vandelli Marcello - Opera n° 419 Ancora Christi
Vandelli Marcello - Ed. ArtNow, 2019 Il Maledetto Angelico
  1. ^ Cfr.: Primo Levi: "L’artista, nato a Modena a San Felice sul Panaro nel 1958, esemplifica perfettamente il binomio arte/vita degli scrittori e degli artisti dell’età romantica dell’800, ma attualizzato al 21º secolo: poco “maledettismo” e molta esperienza concreta."
  2. ^ Cfr.: Marcello Vandelli: L'Apparenza e l'Essenza. [1]
  3. ^ Marcello Vandelli: «Schifano, Festa e Angeli hanno influito su di me per lo splendore dei colori, non per le ripetitive immagini “commerciali”, prese dalla pubblicità della Pop americana. Mi piace variare continuamente i soggetti». Rif.: Intervista di Michele Fuoco, 8 Novembre 2020; Gazzetta di Modena.[2]
  4. ^ Si veda: Paolo Levi - Recensione sul Vandelli. Menzione Speciale su Il Giornale OFF del 1º Premio Internazionale Arte Palermo - Teatro Biondo - Manifestazioni di Palermo Capitale della Cultura 2018.
  5. ^ Paolo Levi - Vandelli: Poeta Maledetto Angelico. [3]
  6. ^ "Angelico" è da ricondursi come attribuzione ad un gioco di parole bivalente: la prima è basata sull'assonanza di Fra Angelico, pittore italiano del primo Rinascimento, il cui nome italiano è Beato Angelico; la seconda è per attribuzione dell'ossimoro Maledetto/Angelico, volto a sottolineare il contrasto retorico dei due termini contemporaneamente presenti nell'artista.
  7. ^ Vandelli Marcello: «Ho l’idea che ciò che si fa non viene tenuto in molta considerazione nel proprio paese. A San Felice sono molto affezionato, ma con i miei amici non amo parlare del mio lavoro, ma di altre cose. Non mi piace esibire la mia attività, i miei successi». Rif.: Intervista di Michele Fuoco, 8 Novembre 2020; Gazzetta di Modena.[4]
  8. ^ Cfr.: Aula Magna Rita Levi Montalcini - Mirandola.[5]
  9. ^ Cfr.: Sguardi Lontani. [6]
  10. ^ Amanti approssimativi è il titolo che il Vandelli artista concederà anche ad altre sue opere numerate: n.111, n.261, n.446.
  11. ^ Cfr.: Eccellenze museali - Arte contemporanea a Monreale. [7]
  12. ^ Cfr.: Biennale Internazioneale d'Arte contemporanea, Mantova. [8]
  13. ^ Cfr.: Premio Internazionale Brunelleschi - Vandelli.[9]
  14. ^ Cfr.: Premio Giornale Off. 2018 Palermo. [10]
  15. ^ Cfr.: Biennale Internazionale delle Fiandre 2018. [11]
  16. ^ Marcello Vandelli: Vandelli Il maledetto angelico; Editore: Art Now, Edizione: 2019.
  17. ^ Cfr.: San Felice 1893 Banca Popolare - Collezioni d'Arte - San Felice 1893 Banca Popolare
  18. ^ Cfr.: San Felice 1893 Banca Popolare [12]
  19. ^ Cfr.: Gli artisti della Collezione Sgarbi (Cavallini). [13]
  20. ^ Cfr.: Ancora Cristi. Opera n.254 (anno 2017) – dim. 125×83 tecnica mista. [14]
  21. ^ Cfr.: Premio Giornale OFF al 1° Premio Internazionale Arte Palermo. [15]
  22. ^ Cfr.: Premio Internazionale Paolo Levi, Milano. [16]
  23. ^ Vandelli Marcello - Targa di premiazione Paolo Levi.[17]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Vandelli Marcello - Opera n° 477 - Angeli e Demoni

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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