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Via Margutta

Coordinate: 41°54′32.04″N 12°28′45.12″E
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Disambiguazione – Se stai cercando il film di Mario Camerini, vedi Via Margutta (film).
Disambiguazione – Se stai cercando il brano musicale di Luca Barbarossa, vedi Via Margutta/Ognuno di noi.
Via Margutta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
CittàRoma
CircoscrizioneMunicipio Roma I
QuartiereRione Campo Marzio
Codice postale00187
Informazioni generali
TipoVia
Collegamenti
Intersezionivia del Babuino
Mappa
Map
Targa in ricordo di Federico Fellini e Giulietta Masina
La fontana delle arti
Lapide commemorativa del pittore Giordano Bruno Ferrari a Roma, in Via Margutta

Via Margutta è una piccola via del centro di Roma, nel rione Campo Marzio, zona nota come il quartiere degli stranieri, alle pendici del monte Pincio, luogo di gallerie d'arte e di ristoranti alla moda, che anticamente ospitava botteghe artigiane e stalle. Si tratta di una parallela di via del Babuino, la strada che va da piazza del Popolo a piazza di Spagna.

Il luogo è noto perché per secoli fu residenza di artisti famosi, fin dal Seicento, quando vissero in via Margutta o nelle sue vicinanze Peter Paul Rubens, Nicolas Poussin, Jusepe de Ribera, Pieter van Laer e Jean Ducamps. Tra il Seicento e il Settecento ospitò Gaspar van Wittel, Pier Leone Ghezzi e i due fratelli van Bloemen detti L'Orizzonte e Lo Stendardo[1]; tra il Settecento e l'Ottocento vi operò Antonio Canova; nel Novecento fu dimora dapprima di Augusto Mussini e Gregorio Maltzeff e poi di Pablo Picasso e Alcide Ticò.

Negli anni cinquanta, dopo che alcune scene del film Vacanze romane vennero girate in questa via, al civico 33[2], diventò una strada esclusiva legata al cinema e alle arti moderne, nonché residenza anche di personaggi famosi, tra cui il regista Federico Fellini, le attrici Giulietta Masina ed Anna Magnani, il pittore Giorgio de Chirico, lo scultore Nicola Rubino e la pittrice Novella Parigini, oltre a Renato Guttuso e Alberto Burri.

Etimologia e storia

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L'etimologia è incerta, forse proviene da "Marisgutta" (maris gutta), cioè Goccia di Mare, eufemismo che indicherebbe un ruscello che in passato scendeva dalla villa dei Pincii e adoperato come cloaca naturale.[3] Tuttavia, nel XVI secolo a Roma era pure comune il nome "Margutto", forse derivato da una storpiature dissacrante e burlesca del nome del poema cavalleresco "Morgante" di Luigi Pulci.[4]

Via Margutta, in origine,[non chiaro] era un viottolo sul retro dei palazzi di Via del Babuino, dove si trovavano magazzini e scuderie. Alle falde della collina del Pincio, vi erano case di stallieri, muratori, marmisti, cocchieri e nel viottolo l'attività degli operai aveva grande spazio.

La zona dove oggi è via Margutta prese forma con la realizzazione urbanistica del Tridente all'inizio del secolo XVI. In questo contesto, papa Paolo III promosse l'espansione edilizia con una politica di esenzioni fiscali ai nuovi proprietari delle case ed esenzione dalla tassa sui mestieri, che attirò immediatamente artisti e artigiani stranieri.[5]

Tra XVI e XVII assunse il nome di via Nara per le proprietà che vi avevano acquisito la famiglia di Orazio Naro.[6] Tuttavia, nel 1536 è già attestato il toponimo "Margutta" per indicare la stessa via.[4] Altre proprietà appartenevano a Ascanio de' Massimi: egli vendette queste proprietà al cardinal Antonio Maria Salviati intorno al 1580, il quale a sua volte le legò all'Ospedale San Giacomo.[5] Nel 1734 altre case di via Margutta vennero lasciate in eredità all'Ospedale San Giacomo, stavolta da parte di Tranquillo Pizzuti.[7] Nel medioevo un ignoto artista istituì la prima bottega dove si facevano ritratti, fontane e ringhiere, dando il la ad una fiorente industria che attirò la migrazione di artisti (per lo più stranieri, fiamminghi, tedeschi, ed anche italiani non romani) che lentamente costruirono case, botteghe e giardini sostituendo baracche, stalle ed orti.[senza fonte]

Verso il 1850 Monsignor de Mérode, acquistò i terreni e mise in atto una vera e propria lottizzazione: trasformò il vicolo in una strada, e iniziò a erigere dei fabbricati e a vendere i lotti come edificabili. Via Margutta fino al 1600 si chiamava via dei Nari dall'omonimo casato di una famiglia che aveva in quella zona case e terreni. Secondo alcuni l'attuale nome dovrebbe derivare dal soprannome "Margutte" di un barbiere, di nome Giovanni, che aveva la bottega in quella strada. Dal soprannome, vagamente dispregiativo, sembrerebbe che il Giovanni fosse di grossa corporatura, di notevole bruttezza ed anche di limitata intelligenza, caratteristiche queste che, tuttavia non impedirono di tramandare ai posteri il suo nome.[senza fonte] Secondo altri, invece, sembrerebbe che il cognome di Giovanni fosse Margut: in effetti a Roma nel XV secolo era registrato un casato con un tale nome.[senza fonte] Un "Margutto Barbiere" in Via Margutta è effettivamente attestato in un atto di morte del 1575.[8]

Gli "Atelier" costruiti da Francesco Patrizi nel XIX secolo

Da qualche tempo è in corso una campagna (denominata I love via Margutta) per promuovere tale ambiente.[non chiaro]

Monumenti e luoghi d'interesse

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Percorrendo la via da nord a sud si incontrano i seguenti monumenti di interesse storico:

  • Palazzo Patrizi Nari (XIX secolo)
  • Fontana delle Arti (1927) - Lungo la via è situata anche la Fontana delle Arti, in marmo, a base triangolare, è sormontata da un secchio di pennelli (in relazione alla presenza degli artisti prevalente in questa via sin dal XVII secolo). Realizzata nel 1927 su progetto dell'architetto Pietro Lombardi, che realizzò altre fontanelle allusive agli stemmi dei rioni o alle attività dei luoghi di Roma. I due mascheroni centrali, uno triste ed uno lieto simboleggiano la tragedia e la commedia, e poggiano su mensole applicate su cavalletti da pittore, zampillano il loro debole getto d'acqua in due piccole vasche sottostanti.
  • Collegio Torlonia (XIX secolo)
  • Il fico di Via Margutta. La pianta è cresciuta sin dagli anni '70 del secolo scorso. A questa pianta sono state dedicate due targhe, delle poesie ed un premio chiamato Er mejo fico der bigonzo. Nel 2007 la pianta fu sradicata dopo che venne colpita da una macchina. La pianta fu rimpiazzata da un fico nuovo.[9]
  • Lapide commemorativa al pittore Giordano Bruno Ferrari, che rese il proprio studio di Via Margutta un centro resistenziale e che fu condannato a morte dai tedeschi nel 1944 a causa della sua attività nel Fronte militare clandestino.

Strada degli artisti

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Nota come la Montmartre romana, frequentata da artisti e artigiani già dal XVI secolo, quando il Papa Paolo III Farnese aveva concesso l'esenzione da imposte ai proprietari delle abitazioni edificate lungo la via e l'esenzione sulla tassa sulle arti e mestieri a chi si fosse stabilito in quella zona. La strada si iniziò a popolare anche di pittori Fiamminghi e Olandesi attratti dalla rivoluzionaria pittura di Caravaggio.

Nel 1887 fu costruito Palazzo Patrizi Naro Montoro, il primo complesso destinato a studi d’artista dove l’associazione artistica vedeva la collaborazione di Gabriele D'Annunzio, Pietro Mascagni, Emile Zola, Giacomo Puccini, Umberto Boccioni e Jean Paul Sartre.

Dal 1950 numerosi artisti pittori e scultori, come Nicola Rubino, Renato Guttuso, Giulio Turcato, Alberto Burri, Sante Monachesi e molti altri che avevano aperto lo studio d'arte in via Margutta. Le prime Fiere d'arte iniziano nel 1953, dove gli artisti appendevano i loro quadri alle pareti per la strada. Il 22 giugno 1970 i pittori fondarono l'attuale associazione Cento Pittori via Margutta[10], da allora, due volte l'anno, in autunno e in primavera, gli artisti espongono le loro opere in via Margutta.[11]

Via Margutta dopo la nevicata del 4 febbraio 2012
È raggiungibile dalle stazioni Flaminio e Spagna.
 È raggiungibile dalla stazione Piazzale Flaminio.
Tram
È raggiungibile dalla fermata Flaminio del tram 2

Libri, canzoni e film sulla vita a Via Margutta

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  1. Lo specchio romano: A via Margutta l'arte è di casa.
  2. In via Margutta, nei luoghi di "Vacanze romane": ecco come sono oggi, su ilmessaggero.it, 25 ottobre 2016. URL consultato l'8 aprile 2022.
  3. Caterina Napoleone (a cura di), Enciclopedia di Roma: dalle origini all'anno Duemila, 1. ed, F.M. Ricci, 1999, ISBN 978-88-216-0946-6.
  4. 1 2 Di Castro, p. 33
  5. 1 2 Di Castro, p. 35
  6. Susanna Riva, Cisterna in proprietà Margutta 54 in Bollettino di Archeologia on line, Direzione Generale Archeolgia VI, 2015/2-3-4
  7. Di Castro, p.145
  8. Claudio De Dominicis, NOTIZIE BIOGRAFICHE A ROMA NEL 1531-1582 desunte dagli atti parrocchiali. (PDF), su accademiamoroniana.it. URL consultato il 10 marzo 2026.
  9. Il Fico di Via Margutta, su rerumromanarum.com. URL consultato il 3 luglio 2023.
  10. Cento Pittori Via Margutta (Italian artist association, established 1953), Getty Vocabulary Program Rules, note., su vocab.getty.edu.
  11. Storia dei Cento Pittori via Margutta., su centopittoriviamargutta.it.

Voci correlate

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Altri progetti

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Collegamenti esterni

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