Malalai Joya

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Malalai Joya ad un raduno per la pace a Vancouver, in Canada

Malalai Joya (Pashtu: ملالۍ جویا; Provincia di Farah, 25 aprile 1978) è un'attivista, scrittrice ed ex politica afghana.[1]

Eletta come membro della loya jirga dalla provincia di Farah, il 17 dicembre 2003 ha denunciato nell'assemblea riunita per ratificare la costituzione dell'Afghanistan la presenza di persone da lei definite "signori e criminali di guerra" e da allora ha subito diverse minacce di morte e deve vivere sotto scorta.

Nel maggio 2007, Joya è stata sospesa dal suo ruolo di membro del parlamento sulla base di insulti ad un suo collega durante una trasmissione televisiva. La sua sospensione, a cui ha fatto appello successivamente, ha generato forti proteste a livello internazionale, tra le quali una dichiarazione firmata da scrittori e intellettuali, quali Naomi Klein e Noam Chomsky, e politici appartenenti ai parlamenti di Canada, Germania, Regno Unito, Italia e Spagna.[2] È stata paragonata a Aung San Suu Kyi, simbolo del movimento democratico in Birmania.[3]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Raising my Voice: The extraordinary story of the Afghan woman who dares to speak out, Ebury Publishing, 15 settembre 2009, ISBN 9781407028729.
    • Finché avrò voce. La mia lotta contro i signori della guerra e l'oppressione delle donne afgane, Piemme, 2 marzo 2010, ISBN 978-8856613025.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

  • Dicembre 2004, la Valle d'Aosta ha assegnato il Premio Internazionale delle donne del 2004.
  • Premio del Giglio d'Oro della Regione Toscana (23 luglio 2007).
  • 11 settembre 2007, Il Parlamento europeo ha nominato Joya tra cinque candidati al Premio Sakharov per la libertà di pensiero 2007.
  • 6 ottobre 2007, il Comune di Viareggio le ha assegnato il premio Mare Nostrum.
  • 9 ottobre 2007, Comune di Bucine in provincia di Arezzo e Supino in Provincia di Frosinone le conferiscono il Premio per l'impegno civile.
  • 11 febbraio 2008, Malalai Joya e il documentario Nemici della felicità sono stati premiati con l'International Human Rights Film Award di Amnesty International, Cinema per la Pace e la rete dei diritti umani.
  • 21 ottobre 2008, il Consiglio Regionale della Toscana ha conferito a Malalai Joya una medaglia d'oro.
  • 10 ottobre 2010, l'Università Svizzera-Italia della Pace ha conferito il suo Premio Internazionale "Donna dell'Anno 2010" a Malalai Joya.

Nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • La vita e l'attività politica di Malalai Joya hanno ispirato un romanzo d'avventura pubblicato in Italia, La leggenda del Burqa di Thomas Pistoia.[4]
  • Il gruppo de I Luf insieme a Flavio Oreglio le hanno dedicato la canzone Kabul

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Profile: Malalai Joya, in BBC News, 12 novembre 2005. URL consultato il 28 ottobre 2019.
  2. ^ (EN) Appello internazionale su Znet Archiviato il 3 agosto 2009 in Internet Archive.
  3. ^ (EN) Malalai Joya: "truth has a very strong voice" Archiviato il 2 agosto 2009 in Internet Archive.
  4. ^ “La leggenda del Burqa” Un romanzo ispirato alla vera storia dell’attivista afghana Malalai Joya, su Il Paese Delle Donne On Line – Rivista. URL consultato l'11 settembre 2019 (archiviato il 20 dicembre 2016).

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN41644362 · ISNI (EN0000 0000 8120 0418 · LCCN (ENno2008039452 · GND (DE138506965 · BNF (FRcb161896479 (data) · BNE (ESXX4976518 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-no2008039452