Luminator Bernocchi

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Luminator Bernocchi
prodotto di disegno industriale
Dati generali
Anno di progettazione1926
ProgettistaLuciano Baldessari
Profilo prodotto
Tipo di oggettolampada da terra ad emissione di luce indiretta
IdeaLa scultura di una lampada semplice, un manichino metallico, con luce riflessa proiettata verso l'alto pensata per non bruciare i vestiti su essa esposti
Concettiarte, scultura, semplicità, razionalità, praticità, versatilità, tecnologia, meccanica, antropologia
Produttore
  • Bernocchi S.A.
  • Luminator Italiana
  • Luceplan dal 1979
Prodotto dal1929
Materialiferro acciaioso cromato
Tecnica di lavorazioneIl manichino in lume utilizza la lucentezza della cromatura come nuovo materiale che offre una peculiare specificità e riflettanza alla incidenza luminosa

Luminator Bernocchi è una lampada da terra progettata nel 1926 dall'architetto italiano Luciano Baldessari[1]. Il prototipo fu presentato a Milano nel 1929 e poi a Expo 1929 di Barcellona[2]. Fu prodotto dall'imprenditore Antonio Bernocchi [3].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Baldessari realizzò la lampada Luminator Bernocchi in due versioni, la seconda snellita solo del pesante basamento.

L'idea era quella di creare una scultura di lampada ispirata alla simulazione di una giravolta di ballerina, così indefinibile, senza tempo. Nel momento in cui lo studio delle forme nel industria erano dedicate esclusivamente al mondo del trasporto aereo e automobilistico per ragioni strettamente funzionali all'aerodinamicità, la volontà fu di creare un primo prodotto che fornisse l'opportunità all'artigianato e agli oggetti d'arte di divenire funzionali alla produzione industriale italiana.

Si sviluppa così il concetto di una lampada con la funzione anche di manichino metallico[4].

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il Luminator Bernocchi fu presentato al pubblico per la prima volta a Milano, presso il Padiglione Bernocchi[5] della X Fiera Internazionale di Moda e Tessuti, e poi all'Esposizione internazionale di Barcellona, Expo 1929, snellito del grande basamento.

Il brevetto fu concesso nel 1931. Fu prodotto da una azienda specializzata in Lampade da terra a illuminazione indiretta nata alla fine degli anni venti, la Luminator Italiana.

Fu poi prodotta da "Luceplan"[6][7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://baldessari.densitydesign.org/opere/project/ATL
  2. ^ Silvia Bignami,Anni '30 - Arti in Italia oltre il fascismo, Giunti, 2012, pagina 2022
  3. ^ Rossana Bossaglia, Quell'alterigia senza architetto, sul Corriere della Sera, 24 dicembre 1978
  4. ^ Bruno Alfieri, Cos'era Luminator il, nella rivista dell'arredamento, n. 287, Febbraio 1979, pag. 45
  5. ^ [1] Bernocchi Pavilion, Fiera Milano, 1929, Mostrare: l'allestimento in Italia dagli anni Venti agli anni Ottanta, Sergio Polano, 1988
  6. ^ Copia archiviata, su pamono.com. URL consultato il 26 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 3 marzo 2016).
  7. ^ Copia archiviata, su idealux.it. URL consultato il 26 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silvana Annicchiarico, 100 oggetti del design italiano: Collezione Permanente del Design Italiano, La Triennale di Milano, Cangemi Editore Spa, Roma, ISBN 978-88-492-6305-3
  • Silvia Bignami, Antonello Negri, Anni '30 - Arti in Italia oltre il fascismo, Giunti Editore, 2012, ISBN 8809781430
  • Rossana Bossaglia, Quell'alterigia senza architetto, Corriere della Sera, 24 dicembre 1978
  • Bruno Alfieri, Cos'era il Luminator, Rivista dell'arredamento, n. 287, febbraio 1979
  • Sergio Polano,Bernocchi Pavilion, Fiera di Milano, 1929, Mostrare: l'allestimento in Italia dagli anni Venti agli anni Ottanta, Edizioni Lybra Immagine, 1988
  • Renato De Fusco, Made in Italy: Storia del design italiano, Altralinea Edizioni, 2014, Firenze, ISBN 9788898743179
  • Il design in Italia, 1925-1943, Maria C. Tonelli Michail, Laterza, 1987
  • Alberto Bassi, Italian Lighting Design 1945-2000, Electaarchitecture, 2004, ISBN 1904313302
  • Archivi di famiglie e di persone: materiali per una guida, Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, Volume 112 di Pubblicazioni degli archivi di Stato, Strumenti, 1991, ISBN 887125144X
  • AA. VV., Gli Anni Trenta, Arte e Cultura in Italia, cat. della mostra, Mazzotta, Milano, 1982, pp. 46, 50, 226, 275, 280, 313, 314, 318, 328, 334, 369, 396, 400 - 401, 544, 552, 572, 573, 606, 639, 641 - 644, 650, copertina
  • Cesare De Seta, L'architettura del Novecento, Ed. UTET, Torino 1981, pp. 57, 61, 76 - 77, 80, 84, 85, 219, 221, 222, 276, 277, 286, 306
  • Cesare De Seta, Architettura futurista, catalogo della mostra, Edizioni Philippe Daverio, Milano - New York, 1990
  • Vittorio Fagone, Baldessari. Progetti e scenografie, Mondadori Electa, Milano, 1982
  • Vittorio Gregotti, Milano e la cultura architettonica tra le due guerrein Il razionalismo e l'architettura in Italia durante il fascismo di Silvia Danesi, Luciano Patetta, Ed. La Biennale di Venezia, Milano, 1976, pp. 16 – 21; 57; 59, 87, 92, 126, 141, 146, 184
  • Vittorio Gregotti, Il disegno del prodotto industriale (Italia 1860 - 1980), Mondadori Electa, Milano 1982, pp. 33, 146, 184, 199, 423, fig. 287
  • Zita Mosca Baldessari, Luciano Baldessari, catalogo della mostra, Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto, Palazzo delle Albere, Trento, giugno-agosto 1985; Triennale di Milano, Milano, settembre - ottobre 1985, Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1985

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]