Lucia Gaddo Zanovello

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Lucia Gaddo Zanovello

Lucia Gaddo Zanovello (Padova, 11 aprile 1951) è una poetessa, saggista e scrittrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Lucia Marcella Giuditta Zanovello nasce a Padova l'11 aprile 1951 secondogenita di quattro figli. Fino all'età scolare trascorre lunghi periodi lontano da genitori e fratelli, presso i nonni paterni e gli zii in una casa di campagna; questo fondamentale luogo dell'anima resterà indelebile nella sua memoria. Il rientro in famiglia non sarà facile e neppure l'inserimento nelle classi elementari, verso il termine delle quali inizia tuttavia a scrivere poesie, piccoli racconti, diari quotidiani. Studia il pianoforte e, dopo un sofferto periodo alle scuole medie deve intraprendere gli studi magistrali invece di quelli classici desiderati. Nel 1967 la famiglia incoraggia un rapporto di fidanzamento con persona più adulta, una relazione che in breve si rivela problematica e viene interrotta con fermezza dalla giovane dopo alcuni mesi. All'inizio del 1968 pubblica, per la Rivista ‘Città di Padova', un saggio storico su Faedo di Cinto Euganeo e nel gennaio del 1969, per lo stesso periodico, un lavoro di ricerca sull'Eremo del Monte Rua. Dopo il diploma, in quell'anno, studia disegno e pittura con il maestro Mariano Missaglia e nell'estate successiva ottiene, come privatista, l'ammissione all'ultimo anno della Scuola d’Arte a Venezia; porta a termine alcune esperienze di insegnamento, in qualità di supplente, nelle scuole materne e in quelle elementari; contemporaneamente deve seguire un corso accelerato di stenodattilografia per impiegarsi nella segreteria di una scuola professionale prima e, successivamente, nell'Ufficio Tecnico dell'Università di Padova.

Nel 1971 sposa l'ingegnere Franco Gaddo e ne assume il cognome, lascia l'impiego e trascorre un anno a Perdasdefogu (NU). Nascono i figli Giorgio nel novembre del 1972 e Vittorio nel gennaio del 1975. Frattanto affianca l'attività professionale del marito nelle funzioni commerciali e di segreteria. Nel 1977 intraprende gli studi universitari presso la Facoltà di Magistero a Padova, appassionandosi in modo particolare ai corsi di storia, di lingua e letteratura italiana e latina, di lingua e civiltà greca e di estetica. Nello stesso anno inizia a frequentare il Gruppo letterario Formica Nera e nel 1978 pubblica la sua prima raccolta di poesie: Porto antico (ricerca di una sosta serena nella quiete di un rifugio avìto sicuro) che ottiene il 1º premio ‘Enac 2000' a Sorrento. Nel 1980 vede la luce Bramiti (il grido alto e lamentoso del cervo è dolore al sopruso e insieme fiera invocazione a vivere e ad amare con autenticità).

Nel 1981, relatore il prof. Marco Pecoraro[collegamento interrotto], si laurea in letteratura moderna, con una tesi di ricerca storica e d'archivio sul carteggio inedito fra Nicolò Tommaseo e Pierviviano Zecchini, ottenendo il massimo dei voti e la lode. Esercita in qualità di supplente nei principali Istituti scolastici della sua città. Nel 1987 pubblica Da serpe amica (silloge in cui si schiera contro ogni pregiudizio facile e scontato) e l'anno successivo Semiminime (ponderando la composizione massimalistica e minimalistica della musica delle parole) e Per erbe più chiare (verso la realtà di un ritrovato eden), 3º premio ‘Edizioni Dei Dioscuri' che vede in Giuria, tra gli altri, Giacinto Spagnoletti.

Nel '90 consegue l'abilitazione all'insegnamento e continua l'attività di docenza nel contesto del precariato. Nel 1998 pubblica una raccolta retrospettiva relativa agli anni '88-'98, in cinque volumi: Nóstoi, che celebra la nostalgia dolorosa degli agognati ritorni (esso include Fiordocuore, nicchio profondo del proprio sentire entro il quale l'onda dell'amore materno scava e cresce la consapevolezza del fragile dono dell'esistere), che ottiene il 1º premio al Campagnola di Brugine del 1999, Fatalgía (sulla pena del destino e la fatica della quotidianità), In lúmine (la poesia come luce dell'essere in vita e originaria illuminazione guida), La trilogia del volo (passione, illusione, delusione del volo esistenziale e la necessità del nido del ritorno) e La partitura (nel concerto universale e nello sconcerto quotidiano lo spartito individuale è scelta e nel contempo via obbligata), la prima sezione della quale viene in parte tradotta in greco dalla scrittrice Rika Mitreli[collegamento interrotto] (in greco: Ρίκα Μητρέλη) e musicata dal compositore di Patrasso Sotiris Sakellaropoulos (in greco: Σωτήρης Σακελλαρόπουλος).

Nel 1999 entra in ruolo presso l'Istituto di Grantorto (PD) (dove manterrà la cattedra di lettere fino al 2010) e nello stesso anno pubblica Il sonno delle viole (nel gelo dell'inverno – come per il vuoto lasciato dai dinieghi della Storia – non appare più il luogo delle viole – e della gioia – ma come il sole tornato alto fa rammentare al germe il suo indizio, così si mostra la tormentata – viola – rivelazione di verità), che consegue il 1º premio ‘Fiera di Casalguidi'. Risalgono al 2000 Un parlare d'acqua (canto sulla primigenia dimensione liquida dove tutto è detto), e Solargento (magiche rivelazioni attraverso le fitte nebbie padane nell'iterazione dei tragitti casa-scuola). Nel 2003 nella Collana Elleffe curata per Marsilio da Cesare Ruffato, esce Memodía (canto della memoria). Anche la sezione ‘Canto di luce' di questo volume viene musicata da Sotiris Sakellaropoulos. Seguono nel 2006 Silentissime (canto del silenzio nella luce del sogno e dei nomi del ricordo); nel 2007 Ad lucem per undas (attraverso le cicliche volvenze del dolore, quanta sollecitudine d'amore è necessaria e fino a quando, a nutrire la gioia dell'esistere?); nel 2010 Amare serve (la cura dell'altro, il servizio, l'atto di notare ciò che sfugge all'indifferenza formano quel tessuto dell'anima che permette di sostenere l'ardito compito di vivere), nel 2011 Illuminillime (minimale massimale dei gradienti della circolarità della luce, dell'amore e del disamore, dove anche l'errore accolto come occasione di crescita può farsi illuminazione verso la compiutezza ideale), nel 2012 Rodografie (ogni scrittura floreale e sommamente l'effimera scrittura delle rose eleva lo sguardo ai vertici di perfezione di questo mondo. La forma umana avverte la propria peculiare caducità ma la logica incondizionata dell'amore nobilita la sua Storia nel riverbero dei modelli delle forme interminate di grazia offerte dalla natura), nel 2013 Buona parte del giorno dedicato al nonno materno Attilio Mlatsch (Trieste, 1895 – Hammerstein, 1944), nel 2014 Disforia del nome (il nome proprio, forma e firma indelebile, appella, chiama e distingue come attributo, sostanza e reputazione: un penoso pellegrinaggio nelle dinamiche del riconoscere e del disconoscere), nel 2015 Consapevolvenze (il moto ondoso dell'esistere talora sbalza fuori, sepolti nelle profondità equoree della memoria, inquieti relitti – e gurgite. Nella consapevole accettazione dell'incerto mutabile che l'immutabile accorda – così sia –, sorprende che origini a volte dall'informe incompiuto fieri un inatteso bagliore di conoscenza; rapimento che placa, eleva e fiorisce), nel 2016 Asincrono scacchiere (sorta di fondale mobile in cui gli eventi – accidenti o esiti di gesti deliberati – s'incasellano ed evolvono secondo orditure misteriose e inimmaginate epifanie. Le mosse (scelte) conseguenti alle mosse (scelte) precedenti, intersecate a quelle degli altri essenti in gioco – perciò si è responsabili del personale agire, ma solo in parte – pongono in luce, insieme all'asincrona coincidenza non coeva del discorso, il procedere per scarti e stalli, arrocchi e scavalcamenti, dello svolgersi, nel bene e nel male, della frazione di indefinito concessa) e nel 2017 Eventi primi: irripetibili onde d’urto, impulsi d’innovazione, varianti nodali che decidono l’incantevole mutabilità del presente; occasioni essenziali al percorso di ciascuno, l’esistenza ne è costellata, tuttavia se la creatura non vi rivolge attenzione, tali eventi sfuggono vani, inefficaci a intensificare la consapevolezza.

Opere pubblicate[modifica | modifica wikitesto]

Le sue opere sono state recensite da Giorgio Barberi Squarotti, Raffaella Bettiol, Roberto Carifi, Maurizio Conconi, Francesco De Napoli, Giulia Lanciani, Giuseppina Luongo Bartolini, Sandro Montalto, Luciano Nanni, Walter Nesti, Tita Paternostro, Giorgio Poli, Cesare Ruffato, Giacinto Spagnoletti, Mario Stefani, Claudia Manuela Turco, Nicola Vacca, Augusta Verza, Vittorio Vettori.

Poesia[modifica | modifica wikitesto]

  • Porto Antico, Edigam, Padova, 1978 (con prefazione di Maurizio Conconi)
  • Bramiti, La Ginestra, Firenze, 1980 (con prefazione di Vittorio Vettori)
  • Da serpe amica, Padova Press Edizioni, Padova, 1987 (con prefazione di Augusta Verza)
  • Semiminime, Padova Press Edizioni, Padova, 1988
  • Per erbe più chiare, Edizioni Dei Dioscuri, Sora (Fr), 1988 (a cura di Angelo Bellettato)
  • Nóstoi (che include Fiordocuore), Cleup (Cooperativa Libraria Editrice Università di Padova), Padova, 1998
  • Fatalgía, Cleup, Padova, 1998
  • In lúmine, Cleup, Padova, 1998
  • La trilogia del volo, Cleup, Padova, 1998
  • La partitura (raccolta retrospettiva relativa agli anni '88-'98, in cinque volumi), Cleup, Padova, 1998
  • Il sonno delle viole, Cleup, Padova, 1999 (con prefazione di Luciano Nanni)
  • Un parlare d'acqua, Cleup, Padova, 2000
  • Solargento, Cleup, Padova, 2000
  • Memodía, Marsilio, Venezia, 2003
  • Silentissime (in allegato CD audio con le letture dell'autrice), Imprimenda, Limena (Pd), 2006
  • Ad lucem per undas, Joker, Novi Ligure (Al), 2007 (con prefazione di Sandro Montalto)
  • Amare serve, Cleup, Padova, 2010
  • Illuminillime, Cleup, Padova, 2011
  • Rodografie, Cleup, Padova, 2012
  • Buona parte del giorno (Premio Angelo Musco - Milo 2012), Incontri Edizioni, Catania, 2013 (con prefazione di Sebastiano Gesù)
  • Disforia del nome, Biblioteca dei Leoni, 2014 (con una nota di Paolo Ruffilli)
  • Consapevolvenze, Joker, 2015 (con prefazione di Sandro Montalto)
  • Asincrono scacchiere. Poesie scelte (1962-2015), Edizioni Progetto Cultura, 2016 (a cura di Giorgio Linguaglossa)
  • Eventi primi, I fiori di Macabor, Francavilla Marittima (CS), 2017 (con prefazione di Bonifacio Vincenzi)

Saggistica[modifica | modifica wikitesto]

  • Faedo di Cinto Euganeo, in “Città di Padova”, anno VIII, n.1, 1968
  • L'eremo del Monte Rua, ibidem, anno IX, n.1, 1969
  • Considerazioni del Tommaseo sulla poesia in una lettera inedita a Pierviviano Zecchini, in “Lettere Italiane”, Leo S.Olschki, Firenze, 1988
  • Scrittura poetica e funzione estetica in “Punto di Vista”, (Rassegna italiana di Lettere ed Arti), Libraria Padovana Editrice, n.36, 2003
  • L'epico innesto etico nell'etimo di Cesare Ruffato, in Per Cesare Ruffato. Testimonianze critiche, Marsilio, Venezia, 2005
  • Quando il silenzio accende, per “La colpa di scrivere”, luglio 2006 ora anche in appendice ad Illuminillime
  • Per un'etica dell'apparenza, recensione a Strategie dell'occhio di Francesco S. Mangone, ne “Il Fiacre n.9”, 2007
  • La vicenda umana di Attilio Mlatsch. Una ricostruzione possibile fra ipotesi e verità, Macabor, giugno 2018

Presenze in antologie poetiche o saggi[modifica | modifica wikitesto]

  • in Solo F, Edigam, Padova 1979
  • in Poeti padovani dal 1979 al 2007
  • in Camminando… in versi, Panda, Padova, 1996
  • in Gelato… in versi, Media Diffusion, Belluno, 1997
  • in Occhiali… in versi, Panda, Padova, 1998
  • in Inconsapevoli preghiere. I poeti per il Giubileo del 2000, Imprimenda, 1999
  • in La storia delle donne della Bibbia, Imprimenda, 2001
  • in Vajont. Padova e i suoi artisti, Imprimenda, 2003
  • in Apostoli ed evangelisti: iconografia classica, Imprimenda, Padova, 2003
  • in Poeti dell'Adda 2004, Collana “Le schegge d'oro”, Montedit, Milano, 2004
  • in Luciano Troisio, Cesare Ruffato, Folia sine nomine secunda, 84 poeti anonimi, Marsilio Elleffe, 2005
  • in Storia e testimonianze di un gruppo letterario, Formica Nera (Bologna 1946-Padova 2006), Tipografia Arte Stampa, Urbana (Pd), luglio 2006, pp. 47–51 (silloge di 4 testi dal titolo Sine die)
  • in La visione della rosa – Petali (di)versi dell'universo femminile, Aljon Editrice, Francavilla Marittima (CS), 2008
  • in Quaderni padovani di poesia e tecnica n.1, a cura del Gruppo letterario Formica Nera anno 63, Cleup, settembre 2008, p. 12
  • in Il Crocifisso risorto, Oratorio Musicale Sacro della Cappella Musicale “Fiorella Benetti”, Mardimago (Ro), Imprimenda, aprile 2010, con i testi sacri Nel Tuo segno, (p. 29) e Ed ecco che folgore l'imprime (p. 33)
  • in Quaderni padovani di poesia e tecnica n.3, a cura del Gruppo letterario Formica Nera anno 65, Cleup, agosto 2010, p. 36
  • in Quaderni padovani di poesia e tecnica n.6, a cura del Gruppo letterario Formica Nera anno 66, Cleup, settembre 2011, p. 28
  • in Claudia Manuela Turco, Giardini di carta. Considerazioni su alcune voci femminili del nostro tempo, i minitesti di GazeboNatura, Firenze, 2011
  • in Claudia Manuela Turco, Introduzione all'opera poetica di Lucia Gaddo Zanovello, Secolo Donna 2017 - Almanacco di poesia italiana al femminile, Francavilla Marittima (CS), Macabor Editore, 2017, p.103

Presentazioni, introduzioni e cure editoriali[modifica | modifica wikitesto]

  • prefazione a I racconti del crepuscolo, di Giovanni Soranzo, Imprimenda, 2004
  • introduzione a Il viaggio di Tita Paternostro, Book Editore, marzo 2008
  • cura del Convegno su Vittoria Aganoor Pompilj nel centocinquantenario della nascita, tenutosi fra Padova e i Colli Euganei il 18 giugno, 28 ottobre e 5 novembre 2005
  • cura della ristampa anastatica in 700 copie numerate a mano, di Leggenda Eterna, conforme all'esemplare della prima edizione dell'Opera aganooriana, stampata a Milano nel 1900 per i tipi dei f.lli Treves, conservata nella Biblioteca universitaria di Padova
  • ha presentato la figura e l'opera di Vittoria Aganoor l'8 marzo 2009 presso l'Ostello di Valle San Giorgio (Baone)
  • ha parlato su Il mare di Antonio Capuzzo
  • ha presentato all'Hotel Atlantic di Abano Terme l'opera del poeta algherese Antoni Canu
  • ha curato e prefato l'edizione della silloge antologica poetica e pittorico-figurativa Dove l'Altissimo di Giovanni Viel, Cleup, maggio 2011
  • ha fatto parte della Commissione di lettura del Premio di poesia "Vigonza" 2012, insieme con Stefano Valentini, direttore responsabile della rivista "La Nuova Tribuna Letteraria", critico letterario e poeta; con Innocente Stefano Marangon, Assessore alla Cultura di Vigonza; con Enzo Ramazzina, giornalista, critico letterario e poeta; con Maria Vittoria Scaramuzza, responsabile della Pro Loco del Premio.

Recensioni sulle opere dell'autrice in periodici, volumi o lettere private[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco De Napoli, recensione alla raccolta retrospettiva relativa agli anni '88 -'98, in cinque volumi: Nóstoi (che include Fiordocuore), Fatalgía, In lúmine, La trilogia del volo, La partitura, in “Punto di Vista”, n.22, 1999
  • Walter Nesti, recensione a Il sonno delle viole in “Punto di Vista” n.27, 2001
  • Giorgio Poli, recensione a Solargento, in “Punto di Vista” n.28, 2001
  • Giuseppina Luongo Bartolini, recensione a Un parlare d'acqua, in “Punto di Vista” n.29, 2001
  • Giorgio Poli, La poesia tra memoria e escatologia in “Memodìa” di Lucia Gaddo Zanovello, in Hebenon, Anno IX, Terza Serie, n. 3, novembre 2004, pp. 160–164 e poi in “Literary” n. 5, 2007
  • Cesare Ruffato, Memodìa di Lucia Gaddo Zanovello, Collana Elleffe, Venezia, 2003, in Hebenon, Anno IX, Terza Serie, n. 3, novembre 2004, pp. 164–166
  • Roberto Carifi, recensione a Memodìa, in Poesia, n.184, giugno 2004
  • Nicola Vacca, recensione a Memodìa, in “Secolo d'Italia” del 24.02.04, p. 17
  • Raffaella Bettiol, recensione a Memodìa, in “Punto di vista n. 40, 2004
  • Francesco De Napoli, recensione a Memodìa, in “Punto di vista n. 41, 2004
  • Gino Rago, recensione a Memodìa, in “Literary”, n.2, 2007
  • Elio Andriuoli, recensione a Silentissime, in “Literary”, n.4, 2007
  • Luciano Nanni, recensione a Silentissime, in “Literary”, n.5, 2007
  • Tita Paternostro, recensione a Silentissime, in “Literary”, n.6, 2007
  • Luciano Nanni, recensione a Ad lucem per undas, in “Literary”, n.7, 2007
  • Claudia Manuela Turco, recensione a Ad lucem per undas, in “Literary” n. 11, 2007
  • Sandro Montalto, in Tradizione e Ricerca nella Poesia Contemporanea, il doppio fondo della tradizione, Joker, maggio 2008, pp. 57–59
  • Elisa Davoglio, recensione al libro intervista Amata poesia. Antonio Capuzzo intervista Lucia Gaddo Zanovello, in “Literary” n. 12, 2009
  • Rosetta Mor, recensione al libro intervista Amata poesia. Antonio Capuzzo intervista Lucia Gaddo Zanovello, in “La Nuova Tribuna Letteraria”, n.95, 2009
  • Luciano Nanni, recensione ad Amare serve, in “Literary” n. 4, 2011
  • Flavia Buldrini, recensione ad Amare serve, in “Literary” n. 5, 2011
  • Maria Teresa Epifani Furno, recensione ad Amare serve, in “Literary” n. 6, 2011
  • Marco Baiotto, recensione a Illuminillime, in “Literary”, n. 8, 2011
  • Maria Teresa Epifani Furno, recensione a Illuminillime, in “Literary”, n. 8, 2011
  • Mara Marcantoni, recensione a Illuminillime e ad Amare serve, in “Literary”, n. 8, 2011
  • Giorgio Linguaglossa, prefazione ad Asincrono scacchiere. Poesie scelte (1962-2015), maggio 2016

Interviste[modifica | modifica wikitesto]

Opere musicali e traduzioni svolte sulle opere dell'autrice[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel 2004 il compositore di Patrasso Sotiris Sakellaropoulos (1952-2010) ha tratto da Memodía, quarta sezione (Canto di luce) e nel 2005 da La partitura, prima sezione, per archi, voce e pianoforte, omonime opere musicali reperibili in CD
  • Nel 2010 la scrittrice Rika Mitreli[collegamento interrotto] ha tradotto in greco sei testi tratti da La partitura, pubblicati nel numero di maggio della Rivista “Thea” (Thèmes de Sciences Humaines) di Bruxelles, a fianco dell'ampio spazio commemorativo dedicato all'opera del musicista scomparso

Riconoscimenti principali[modifica | modifica wikitesto]

  • 1979, “Edizioni 2000”, Sorrento, 1º premio ex aequo per l'edito (Porto antico)
  • 1987, “Percy B. Shelley”, Pisa, 1º premio per l'inedito
  • 1989, “Città di Alanno”, Alanno (Pescara), 1º premio per l'inedito
  • 1989, “Le Muse in Ghetto”, Padova, 1º premio e sigillo della Città per l'inedito (poesia in vernacolo padovano)
  • 1991, “Maggio Pontelongano” e “Famiglia Bellunese”, 1i premi per l'inedito
  • 1998, “Cosmo d'Oro”, Canaro (Rovigo), 1º premio per l'inedito (Dettato)
  • 1999, “Campagnola”, Brugine (Padova), 1º premio per l'edito (Nóstoi)
  • 2001, “Fiera di Casalguidi”, Casalguidi (Pistoia), 1º premio per l'edito (Il sonno delle viole)
  • 2002, “Campagnola”, Brugine (Padova), premio speciale della Giuria per la saggistica (Scrittura poetica e funzione estetica)
  • 2003, “A. Contini Bonacossi”, Capezzana (Prato), 1º premio per l'inedito
  • 2006, “Premio dei Lettori della Biblioteca di Canaro” per l'inedito, Canaro (Rovigo)
  • 2008, “A. Contini Bonacossi”, Capezzana (Prato), premio speciale per l'edito (Ad lucem per undas)
  • 2011, “Campagnola”, Brugine (Padova), 1º premio per l'edito (Illuminillime)
  • 2012, “Angelo Musco”, Milo (Catania), 1º premio per la silloge inedita (Buona parte del giorno)
  • 2012, “Poesia di Primavera”, Chirignago (Venezia), 1º premio per la poesia in dialetto veneto (La nogara granda)
  • 2014, “Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata”, Villapiana (Cosenza), 1º premio a Disforia del nome
  • 2015, “Premio Letterario Nazionale di Calabria e Basilicata”, Università della Calabria, Arcavacata di Rende (Cosenza), 1º premio a Cosí sia

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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