Lingua norica

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Norico
Parlato in Austria e Slovenia
Periodo ipotizzato intorno al 200 d.C.
Locutori
Classifica estinta
Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Celtiche
  Celtiche continentali
   Norico
Codici di classificazione
ISO 639-3 nrc (EN)
Glottolog nori1240 (EN)

La lingua norica, conosciuta anche come Celtico orientale, è una lingua celtica continentale ancora in via di classificazione, la cui esistenza è stata comprovata solo da due frammenti di iscrizione, rinvenute in quella che era l'antica provincia romana del Norico (una a Grafenstein in Austria e un'altra a Ptuj in Slovenia), le quali però non forniscono abbastanza informazioni per poter trarre conclusioni certe sulla natura dell'idioma. È stato comunque ipotizzato che il norico possa avere affinità con le altre lingue celtiche che si sono sviluppate nei territori limitrofi, come il Gallico e il Leponzio. A causa degli scarsi ritrovamenti rinvenuti è molto difficile stabilire il periodo in cui la lingua si è definitivamente estinta.

Iscrizione di Ptuj[modifica | modifica wikitesto]

ARTEBUDZBROGDUI (facsimile dell'iscrizione originale, scritto da destra a sinistra)

Scoperta nel 1894, l'iscrizione di Ptuj è scritta utilizzando l'alfabeto etrusco con andamento da destra a sinistra, e recita:

« ARTEBUDZBROGDUI »

Frase che è stata interpretata come composta da due nomi propri, Artebudz [figlio di] Brogduos.[1] Il nome Artebudz potrebbe significare "Pene d'orso"[2] (dopo studi comparativi con la parola gallese arth: "orso", e quella irlandese Bod: "pene"), mentre Brogduos è probabile possa contenere il prefisso brog- o mrog- che significa "paese"[3] (anche qui comparato col gallese bro, dal medesimo significato). In caso contrario il nome Brogduos potrebbe essere declinato nel caso dativo e pertanto il significato sarebbe Artebudz [fece questo per] Brogduos.[4]

Iscrizione di Grafenstein[modifica | modifica wikitesto]

Iscrizione di Grafenstein e facsimile

L'iscrizione di Grafenstein invece, scoperta nel 1977 su una piastrella risalente al II secolo d.C., risulta incompleta. La parte rimanente è stata trascritta nel seguente modo:[5]

« MOGE · ES[
P· II- LAV · EX[
ṆE · SAḌỊÍES[
OLLO · SO · VILO[
ỌNẠ C[…]

OLLO · SO · ? [
P LṾGNṾ · SI
 »

Dove Moge sembra essere un nome proprio o comunque un'abbreviazione di questo, P· II- LAV un'abbreviazione latina indicante il peso, ne sadiíes una possibile forma verbale che sta a significare "non prestabilito", ollo so che significa probabilmente "tale importo" e Lungnu che potrebbe essere un altro nome proprio. Il testo sembra essere la registrazione di una transazione commerciale.

Sono state proposte altre possibili interpretazioni dell'iscrizione, tra cui:

« MOGE · ES+[---]
PET(?) LAV · EX[---]
NE · SAMES[---]
OLLO · SO · VILO ·[---]
ONA O(?) + ++

OLLO · SO ·+
+ LVGNI · SI[6] »

e anche:

« MOGV · CISS [---
PETILAV · IEX[---
NE · SADIIES[---
OLLO · SO · VILO ·[---
ONA DOM...OC[

OLLO · SO · VIA .[
ILVGNV.SI[[7] »

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Encyclopédie de l'arbre celtique, Vase de Ptuj. Retrieved 2008-01-09.
  2. ^ Il Vocabolario Celtico, p. 87, p. 89. Retrieved 2008-01-09.
  3. ^ A. Falileyev, Dictionary of Continental Celtic Place-Names. Retrieved 2008-01-09.
  4. ^ Indogermanistik Wien, University of Vienna, Quellentexte: Ptuj. Retrieved 2008-01-09.
  5. ^ David Stifter, 2007-10-12, Keltisch in Österreich (Powerpoint document), (PDF of lecture). Retrieved 2008-01-09.
  6. ^ Indogermanistik Wien, University of Vienna, Quellentexte: Grafenstein. Retrieved 2008-01-09.
  7. ^ Encyclopédie de l'arbre celtique, Tuile de Grafenstein. Retrieved 2008-01-09.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]