L'imperatore-dio di Dune

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L'imperatore-dio di Dune
Titolo originaleGod Emperor of Dune
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AutoreFrank Herbert
1ª ed. originale1981
GenereRomanzo
Sottogenerefantascienza (space opera)
Lingua originaleinglese
Ambientazionepianeta Arrakis (Dune)
ProtagonistiLeto Atreides II
SerieCiclo di Dune
Preceduto daI figli di Dune
Seguito daGli eretici di Dune

L'imperatore-dio di Dune è un romanzo di fantascienza scritto da Frank Herbert e pubblicato nel 1981; è il quarto capitolo del ciclo di Dune.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

L'universo di questo libro è profondamente diverso da quello del libro precedente I figli di Dune. Leto II Atreides è ancora vivo e regna da più di tremila e cinquecento anni; il pianeta Dune, che ora è chiamato Rakis, è ricoperto di piante e ricco d'acqua, e il deserto (il Sareer) è ormai ridotto a ben poca cosa rispetto ai tempi di Dune; anche i vermi delle sabbie sono scomparsi. Il mondo sognato da Liet-Kynes si è realizzato, ma l'imperatore-dio sta operando per far ritornare il pianeta ad essere Dune.

Leto deve la sua lunghissima esistenza a un evento narrato nel romanzo precedente; il suo corpo umano si è fuso con quello di diverse trote delle sabbie. Da allora la forma ibrida di Leto II ha continuato a evolversi, tanto che tutto ciò che gli rimane di umano sono il suo volto, racchiuso da un collare di pelle di verme, e le sue mani, mentre le sue gambe sono diventate inutili appendici. L'imperatore si muove su un gigantesco veicolo, il Carro Reale, equipaggiato con ruote e sospensori. Ma la trasformazione più drammatica è avvenuta nel suo animo: un tempo era l'eroe, che avrebbe condotto l'umanità sul Sentiero Dorato (l'unica via d'uscita che l'umanità deve obbligatoriamente seguire per evitare la stagnazione e l'auto-distruzione), ma ora è solo il più bieco despota che l'umanità abbia mai visto. Lo stesso Leto è ormai privato di ogni emozione, tanto che la sua prescienza è ora sinonimo di noia, e qualsiasi avvenimento imprevisto, per quanto sgradevole, può diventare un piacevole diversivo. Il Verme, come viene soprannominato, continua ad avere confidenza nelle sue azioni, ma nessuno riesce a capire come questo possa essere parte del Sentiero Dorato, o utile per l'umanità in un qualsiasi modo.

Il libro si apre con una caccia, dove un gruppo di ribelli, che ha rubato dei documenti dalla fortezza di Leto, è inseguito da un branco di lupi-D, animali geneticamente modificati. Rimangono solo tre fuggitivi, uno dei quali muore immediatamente, mentre il secondo, rallentato da una ferita, si sacrifica e guadagna tempo per il terzo fuggitivo, una donna di nome Siona che attraversa il fiume Idaho e maledice l'imperatore. Una maledizione estremamente aspra, perché la ribelle appartiene alla famiglia Atreides.

Per alleviare la solitudine, Leto, in passato, contattò i Tleilaxu per far produrre dei ghola di Duncan Idaho, uno alla volta. Ogni copia serve l'imperatore come compagno e come comandante delle Ittiointerpreti, il suo privato esercito femminile. Leto, sapendo tramite le sue prescienze che Duncan è armato di pistola laser e che intende assassinarlo, ha una violenta discussione con il ghola, nel corso della quale quest'ultimo accusa l'imperatore, chiedendo una spiegazione etica per l'oppressione dell'umanità, e dove viene rivelato il contenuto delle carte rubate, ovvero i diari di Leto e una mappa della sua cittadella (quelli rubati a inizio libro). Il verme non sembra particolarmente sorpreso (e più tardi si scoprirà che quasi tutti i ghola dopo un po' si sono ribellati, in quanto essi hanno un forte conflitto interiore, tra la lealtà dovuta agli Atreides e il disgusto per l'oppressione portata avanti dall'imperatore-dio, cosa peggiorata dal sentirsi antiquati di millenni), ma cade in trance durante la conversazione; Duncan cerca di approfittarne, ma il verme si muove con una rapidità sovrumana, salta in aria e schiaccia il ghola sotto il suo corpo. L'unica perdita per Leto è una inutile pinna (quella che un tempo era una gamba, un rimasuglio della sua umanità).

Moneo, il maggiordomo dell'imperatore nonché padre di Siona, che ha sempre considerato i Duncan portatori di valori antiquati ed un ostacolo per il Sentiero Dorato, riceve l'incarico di liberarsi dei resti. Si scopre anche che Siona, come la sua ribellione, è vitale per i piani di Leto: i Tleilaxu, già al corrente del piano, hanno inviato un nuovo ghola ben prima della morte di quello vecchio, che viene accolto da due Ittiointerpreti, informandolo solo quanto basta a preparare il suo incontro con l'imperatore-dio. Duncan non è a suo agio, sia perché si trova più di tremila anni nel futuro, sia perché l'esercito è formato solo da donne (le Ittiointerpreti, appunto) fanaticamente devote all'imperatore-dio: il fatto che siano donne offende la sua sensibilità, e che obbediscano senza pensare è quanto di più lontano dalla vecchia etica Atreides.

Durante un incontro segreto, i ribelli consegnano i diari di Leto all'ambasciatore di Ix, il quale deride il travestimento di Siona, dato che tutti conoscono la sua identità di capo dei ribelli, per poi chiederle quando si unirà ai ranghi dell'imperatore dio (molti giovani Atreides, tra cui Moneo, hanno giocato a fare i ribelli, prima di tornare dall'imperatore). Siona minaccia di ricattarlo, e alla fine dell'incontro smaschera una spia, rimandandola da Leto con un messaggio. Ironicamente, la spia in realtà lavorava per conto di Moneo, mentre la vera spia di Leto è Nayla, un'Ittiointerprete, e la più fedele compagna di Siona (si scoprirà poi che questa fedeltà e dovuta ad un ordine impartitogli da Leto che le ha imposto di ubbidire anche se le fosse ordinato di ucciderlo, fatto che provoca grossi problemi psicologici a Nayla).

Viene fuori che Duncan non è stato modificato dal Bene Tleilax come in passato, date le seguenti pesante sanzioni di Leto. Moneo e Leto, incontratisi, parlano del programma di accoppiamenti, che Leto ha ripreso da quello delle Bene Gesserit, e di cui Duncan ha un ruolo fondamentale (il che al maggiordomo appare piuttosto confuso, oltre che imbarazzante, in quanto se si accoppiassero Duncan e Siona, come Leto vorrebbe, lo stesso Moneo si troverebbe ad essere suocero di un suo avo, anzi di parecchi suoi avi, essendo Leto un "prenato"). Leto si definisce un predatore dell'umanità, altro concetto che Moneo non riesce a comprendere. Successivamente, Leto incontra Nayla, che gli rivela che Siona è pronta a essere messa alla prova, un fatto di cui Leto non era sicuro (Siona in qualche modo sfugge alla sua prescienza).

Leto incontra poi il nuovo Duncan in una stanza buia onde attutire l'impatto che la vista della sua nuova forma potrebbe avere sul ghola. Per calmarlo, gli parla con la voce di Paul Atreides, e gli rivela che tutto ciò che gli hanno detto i Tleilaxu - la sua mutazione in verme, l'essere tremila anni nel futuro, le mille rinascite di Duncan - è vero. Calmata l'isteria del ghola, Leto torna a parlare con la sua vera voce e accende le luci, mostrando così il suo aspetto attuale, poi spiega a Duncan i motivi della sua trasformazione e gli dice che ha bisogno di un comandante per il suo esercito. Duncan rivela il suo sciovinismo chiedendogli perché l'esercito sia composto solo di donne; "per minimizzare la violenza" è la secca risposta. Duncan allora decide di prestare giuramento di fedeltà, avvertendo che si ribellerà all'imperatore se dovesse rivelarsi peggiore del barone Vladimir Harkonnen. Leto è divertito dal fatto che come parametro di malvagità si usi il barone scomparso da millenni.

Il giorno dopo, Moneo e Duncan s'incontrano, ed il ghola torna ad esprimere i suoi dubbi, con l'esercito femminile e il culto religioso dell'imperatore-dio. Il primo punto è subito risolto: un esercito maschile, se non perfettamente addestrato, è solo un covo di violenti e una minaccia per la popolazione. Duncan accetta questa tesi con riluttanza, ricordando le sue esperienze passate. Per il secondo è solo questione di tempo, sembra lasciar intendere Moneo. Duncan è sollevato dallo scoprire che Leto stesso proclami il suo culto "una Sacra Oscenità".

Giungono sul pianeta due rappresentanti del Bene Gesserit: Anteac e Luyseyal, Reverende Madri e Veridiche, che sono a conoscenza di un complotto per uccidere l'imperatore da parte dei Tleilax, e decidono quindi di avvertire Leto. Il messaggio non raggiunge l'imperatore in tempo: il convoglio di Leto, in viaggio verso la città dove si deve svolgere una grande festa, viene attaccato dai Volti Danzanti, che tentano di ingannare le Ittiointerpreti assumendo le sembianze di Duncan Idaho. Il vero Duncan però si libera dei vestiti permettendo di riconoscere i falsi, e i Volti Danzanti, impreparati, vengono massacrati. Leto ordina di far sparire ogni traccia dell'attentato, in modo che Tleilax credano di non essere riusciti a infliggergli una perdita.

Da Ix giunge un nuovo ambasciatore, Hwi Noree, una donna empatica e intelligente che comprende immediatamente l'animo di Leto. Questi è subito attratto da lei, la donna ideale se lui fosse stato ancora umano. L'imperatore sa perfettamente che si tratta di un qualche genere di trappola, che qualcuno deve aver creato apposta per lui, ma non può fare a meno della sua compagnia. Un'agonia deliziosa, vista la scomparsa dei suoi organi sessuali. V'è però un problema: persino Hwi non è mai apparsa nelle sue visioni, quindi in qualche modo gli Ixiani sono riusciti a nasconderla alla sua prescienza.

Il Bene Gesserit è rientrato nelle grazie di Leto, grazie alle Reverende Madri che hanno portato con loro una quantità di essenza di spezia concentrata, sperando di uccidere così Leto (l'essenza di spezia era infatti nociva ai vermi delle sabbie). L'imperatore è divertito da questo tipo di attentato, e ricambia il "dono" offrendosi come oracolo. Leto è disturbato dalla superficialità di Luyesyal, ma è affascinato dalle abilità di Anteac, al punto di offrirle di "lavorare per lui".

Leto decide che Siona è rimasta indipendente per troppo tempo, e manda le sue Ittiointerpreti a prelevarla. L'imperatore intende farla accoppiare con Duncan, e li manda in viaggio affinché si conoscano tra di loro. Siona, furiosa, porta Duncan a Goygoa, un villaggio un tempo noto come Jacurutu, quartier generale di Leto nei secoli passati. La decisione si rivela crudele: appena arrivato, Duncan è avvicinato da un giovane, figlio di un precedente Duncan, il quale cerca la madre, notando l'inquietante somiglianza con Jessica Atreides. Messi di forza nella stessa stanza, Duncan e Siona si insultano a vicenda, infuriati dal piano di accoppiamenti di Leto.

Al suo ritorno, Duncan è invitato a partecipare al Siaynoq, la massima cerimonia religiosa delle Ittiointerpreti, nella quale le soldatesse celebrano il loro rapporto con l'imperatore-dio. Colpito dal potenziale della cerimonia, Duncan rinnova il suo giuramento di fedeltà agli Atreides (non a Leto personalmente), ma ciò non allevia i suoi dubbi.

Hwi Noree viene portata urgentemente al cospetto di Leto, dove scopre che l'ambasciata di Ix è stata rasa al suolo da un attacco dei Volti Danzanti, e che lei si è salvata solo per l'intervento diretto di Leto che ha fatto strage degli attaccanti, che erano riusciti a sorprendere anche le Ittiointerpreti di guardia. Scioccata, Hwi chiede all'imperatore perché non distrugga i Volti, e Leto risponde che tutti hanno la loro utilità, e che l'unico ordine che meriterebbe la distruzione è il Bene Gesserit, così vicino al suo destino eppure così lontano. Leto chiede la mano di Hwi, ricordandole che non potrà mai riprodursi; se lei lo vorrà, potrà avere figli da un amante di sua scelta.

Duncan e Leto parlano ancora. Duncan è ancora dubbioso; non capisce la struttura dell'impero. Leto ridacchia, affermando che ammettere di non capire qualcosa è il primo passo per comprenderla, e inizia a spiegare il funzionamento dell'impero: non vi sono prigioni, perché violare la legge è un crimine religioso punibile con la morte. Duncan non gradisce il riunirsi in Leto di giudice, giuria e carnefice, ma alla fine afferma che non venererà l'imperatore-dio; Leto afferma che le Ittiointerpreti capiranno la sua speciale dispensa.

Moneo porta notizie a Leto. In primo luogo suggerisce che Anteac sia un Mentat segreto (un'abilità proibita nell'impero); Leto è d'accordo, ma dice che la cosa lo diverte. Moneo afferma poi che farà pressioni sul Bene Tleilax per ottenere informazioni su Hwi Noree. Il Bene Tleilax ha avuto un ruolo nella sua nascita, fornendo a Ix la tecnologia per modificare le cellule. Leto trova interessante il fatto che Hwi sia l'esatto opposto di Malki, precedente ambasciatore di Ix e suo amico, puramente cinico e privo di morale.

Hwi Noree ha un'altra udienza con Leto, il quale spiega la struttura dell'impero e il suo obiettivo, e come nel modo di fare umano ogni ciclo è la reazione al ciclo precedente. Chiarisce poi cosa succederà dopo la sua morte e il crollo del suo impero: in sintesi, l'umanità passerà attraverso grandi sofferenze, diventando più matura e responsabile ed intraprendendo il Sentiero Dorato. Alla fine del dialogo, Hwi gli annuncia che ha deciso di accettare la proposta di matrimonio. Abbandonata l'udienza, Hwi incontra Anteac, e le due parlano dell'ambiente in cui Hwi è cresciuta. Anteac sta per lanciare un assalto su Ix, insieme alle Ittiointerpreti, per scoprire il segreto della nascita di Hwi Noree. La Bene Gesserit è scossa dalla notizia dell'imminente matrimonio, e amareggiata dal fatto che una donna di così grande talento sia passata nel programma di addestramento del suo Ordine senza diventare una Bene Gesserit.

La città di Onn si rivolta contro l'imperatore, con inaspettata sorpresa di Leto. I ribelli attaccano l'ambasciata di Ix, e Leto, infuriatosi, scende dal suo carro e inizia a seminare morte, lasciando le Ittiointerpreti a finire il lavoro di sterminio. Leto, calmatosi, depreca il suo intervento, avendo egli creato una dipendenza tra le Ittiointerpreti, una dipendenza che richiederà generazioni per svanire, e sa anche che l'attacco è stato programmato da Malky, nascosto dal dispositivo Ixiano che protegge gli uomini dalla sua prescienza.

Leto decide che è giunta l'ora della prova di Siona, e dopo qualche giorno la porta con sé nel deserto senza viveri ne acqua, e con solo la tuta distillante come i Fremen di un tempo. Nonostante gli insegnamenti del padre, Siona non chiude la maschera della tuta, sprecando così umidità preziosa, e probabilmente morirebbe se Leto in alcune occasioni non le permettesse di dormire in una piega della sua pelle di trota del deserto. Al loro ritorno, Siona, pur avendo cominciato a capire le basi del Sentiero-Dorato, non pare aver mutato idea rispetto al fatto che il Verme debba essere eliminato, neppure è d'accordo sul fatto di accoppiarsi con Duncan, come prevederebbe il programma genetico dell'imperatore-dio.

I preparativi per il matrimonio tra Leto e Hwi proseguono, e Moneo, intuendo la possibilità che la cerimonia possa essere un'occasione perché qualcuno metta a segno un attentato contro Leto, manda Siona con la fida Nayla e Duncan (che è rimasto molto scosso dalla notizia delle nozze in quanto si era innamorato di Hwi) in un'oasi lontana chiamata Tuono, da cui non è praticamente possibile andarsene se non in volo, tramite un ornitottero. Leto si arrabbia quando lo scopre ma poi, tutto sommato divertito dalla cosa, decide, nella costernazione di Moneo che le nozze si celebreranno proprio a Tuono.

Leto, venuto a conoscenza che le Bene Gesserit nascondevano Malky, ha fatto attaccare il posto dalle Ittiointerpreti, catturandolo vivo benché gravemente ferito, ed uccidendo la reverenda madre Anteac. Quando Malky viene portato al suo cospetto, Leto scopre quanto già sospettava: Hwi è stata creata geneticamente in segreto immettendo anche delle cellule dello stesso Malky in un corpo che risultasse appetibile dall'imperatore. Moneo vorrebbe annullare quindi le nozze, poiché pensa che Hwi sia una trappola mortale, ma Leto si oppone, lasciando poi che il maestro elimini Malky.

A Tuono, intanto, Siona e Duncan, alla notizia dell'arrivo del corteo nuziale, decidono che quella sarà l'occasione per eliminare finalmente il tiranno utilizzando le armi di Nayla, ma per farlo occorre uscire da Tuono, impresa che pare impossibile in quanto l'oasi è circondata da un anello di pareti strapiombanti. Ma Duncan sa che deve tentare il tutto per tutto, e si accinge a scalare l'impervia parete. Dopo lunghi sforzi e gravi rischi, riesce ad arrivare in cima ed a lanciare una corda che permette anche a Siona e Nayla di risalire oltre a tre altre Ittiointerpreti e tre Fremen, inconsapevoli partecipanti al piano. I nove si appostano quindi in attesa del corteo reale che dovrà forzatamente passare su un ponte di roccia che attraversa una gola in cui scorre un fiume. Ora tutto il piano si basa su Nayla in preda ad una crisi schizofrenica: il suo padrone le ha imposto di obbedire ad OGNI ordine di Siona, ma lei può uccidere il suo padrone?

Quando finalmente il corteo si presenta, i dubbi in lei si fanno più forti, finché, quando il carro è sul ponte, ella si convince che si tratta solo di una nuova prova cui l'imperatore-dio la vuole sottoporre, e spara distruggendo il ponte ed i sospensori del carro che precipita uccidendo Moneo, Hwi e decine di cortigiani. Leto si sarebbe salvato dall'impatto, ma, al contatto dell'acqua, le trote della sabbia abbandonano il suo corpo lasciandolo nudo ed inerme all'attacco dell'acqua mortale per i vermi. Con le ultime forze, Leto riesce a portarsi su una spiaggia dove viene raggiunto da Nayla, sconvolta ed incredula nel vedere il suo dio moribondo, e da Siona; subito dopo giunge Duncan, sconvolto anch'egli dalla morte di Hwi, che, furioso, strappa l'arma dalle mani di Nayla e la uccide. Ormai agonizzante, Leto confida loro quale sia il luogo dove aveva nascosto il suo tesoro: un'immensa quantità di Melange che dovrà servire a Siona ed ai suoi discendenti per la creazione del Sentiero Dorato, un futuro che non può essere conosciuto da nessuna prescienza. Confida anche al Duncan che le Ittiointerpreti lo seguiranno sempre. In breve tempo l'enorme corpo del Verme si sfalda e di lui non resta che una specie di osso rossastro e delle pozzanghere di liquido azzurrognolo.

Duncan e Siona se ne vanno mano nella mano; il desiderio di Leto si è avverato: da loro nascerà la stirpe che condurrà l'umanità verso il Sentiero Dorato.

Conseguenze[modifica | modifica wikitesto]

L'imperatore Dio Leto II Atreides modificherà Dune riportandolo ad essere il pianeta desertico che era stato millenni prima, il luogo adatto per la vita dei Vermi, e modificherà l'universo predisponendolo alla venuta del Sentiero Dorato, ultima occasione di sopravvivenza della specie umana, dopo un illusorio periodo di pace e felicità. Anche le altre forze in campo (le Bene Gesserit, il Bene Tleilax, gli industriosi Ixiani, le Ittiointerpreti) riceveranno una ventata di freschezza che le porterà a rientrare nel grande disegno.

Personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Seguaci dell'imperatore[modifica | modifica wikitesto]

  • Leto II, figlio di Paul Atreides, Imperatore-Dio mutante
  • i Duncan, frutto delle clonazioni di Duncan Idaho, comandanti delle Ittiointerpreti
  • Moneo Atreides, discendente di Ghanima e Maestro di palazzo di Leto II
  • Nayla fanatica esecutrici degli ordini di Leto che la usa per i compiti più delicati

Ribelli[modifica | modifica wikitesto]

  • Siona Ibn Fuad Al Seyefa Atreides, figlia di Moneo e comandante dei ribelli
  • Topri, assistente di Siona

Bene Gesserit[modifica | modifica wikitesto]

  • Syaksa Suprema Reverenda Madre
  • Reverenda Madre Tertius Eilean Anteac
  • Reverenda Madre Marcus Claire Luyseyal, veridica

Tleilaxu[modifica | modifica wikitesto]

Ixiani[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Frank Herbert, God emperor of Dune, 1981.
  • Frank Herbert, L'imperatore-dio di Dune, traduzione di Roberta Rambelli, collana Cosmo Oro n° 53, Editrice Nord, 1982, pp. 400, ISBN 88-429-0350-7.
  • Frank Herbert, L'imperatore-dio di Dune, traduzione di Viviana Viviani, collana Sperling Serial n° 4, Sperling & Kupfer, 2000, pp. 336, ISBN 88-86845-68-5.
  • Frank Herbert, L'Imperatore-Dio di Dune, traduzione di Giampaolo Cossato e Sandro Sandrelli, Tif Extra, Fanucci Editore, 2012, p. 479, ISBN 978-88-347-1848-3.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]