Jean-Louis Pisuisse

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Jean-Louis Pisuisse (Flessinga, 6 settembre 1880Amsterdam, 26 novembre 1927) è stato un cabarettista, cantautore e giornalista olandese di lontane origini francesi[1], considerato nei Paesi Bassi il pioniere, se non addirittura il "fondatore" della kleinkunst (letteralmente: "piccola arte")[1][2][3], ovvero del cabaret, e ideatore della cosiddetta levenslied[2] (letteralmente: "canzone sulla vita").

Jean-Louis Pisuisse (1880-1927; al pianoforte) insieme alla futura terza moglie, l'attrice belga Jenny Gilliams (1892-1927), in una foto risalente al 1923

Si può considerare infatti il "primo" vero cabarettista olandese, in quanto il suo predecessore in questo campo, Eduard Jacobs, non ottenne egual successo[2] e in quanto fu il primo olandese a fondare una vera e propria compagnia[4] A lui, si deve, tra l'altro, l'introduzione nel panorama musicale di brani di giovani autori quali Manna de Wijs-Mouton, Charles Heynen, Max Tak, Herre de Vos e James Cohen van Elburg[5]

Tra i brani più noti che contraddistinsero la carriera artistica di Pisuisse, figurano De Fransche Gouvernant (1910; scritta da lui stesso)[1][3][4] e Mensch durf te leven (1918; scritta da Dirk Witte)[1][4][5] .

Morì prematuramente, assassinato assieme alla terza moglie, l'attrice belga Jenny Gilliams, nella Rembrandtplein di Amsterdam.[1][2][3][4][5][6]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Jean-Louis Pisuisse era nato a Flessinga, in Zelanda il 6 settembre 1880 [1][2][3], unico maschio e il più giovane dei sei figli[1][4] di Jacobus Servaas Pisuisse (1836-1904)[4][5], un ispettore della marina[1][4][5] di origine francese[1], e di Jacoba Schipper (1845-1928)[4][5] . La sua è una famiglia di musicofili.[2][4]

Terminata le scuole medie, frequenta le scuole superiori a Middelburg, con l'idea di diventare insegnante.[1][2][4]

Gli inizi come giornalista e il primo matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Alla carriera di insegnante preferisce però quella di giornalista e inizia così a scrivere per un quotidiano locale, il Middelburgsche Courant.[1][4]

All'età di vent'anni, si trasferisce ad Amsterdam, dove diventa giornalista dapprima per l'Amsterdamse Courier e poi per l'Algemeen Handelsblad.[1][2]

Il 5 maggio 1903 si sposa con Jacoba "Coba" Smit (1877-1933)[1][4][5] , con cui avrà due figli[1][4][5], Jacques (1904-1973) ed Eline Marguérite (1905-1949)[1][4].

Con la moglie si trasferisce a Londra, dove dal 1903 al 1906, lavora come corrispondente per l'Algemeen Handelsblad.[1][2][4][5]

Il 1907: Avonturen als straatmuzikant[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato in patria, nel 1907 inizia, assieme al collega Max Blokzijl, un reportage sul mondo dei vagabondi per conto del proprio giornale: travestiti da musicisti di strada italiani, i due viaggiano in lungo e in largo nei Paesi Bassi, cantando canzoncine popolari e canzoni composte dallo stesso Pisuisse, accompagnandole con il mandolino, la chitarra e l'organo.[1][2][3][4][5]

Da questo reportage, nasce un libro di successo intitolato Avonturen als straatmuzikant (ovvero: "Avventure come musicista di strada").[3]

1908-1913: la tournée internazionale, il successo e il matrimonio con Fie Carelsen[modifica | modifica wikitesto]

Il successo porta i due ad esibirsi anche in teatro, dapprima ad Amsterdam e poi nel resto del Paese.[1][3] In seguito, i due iniziano una tournée internazionale, che tra il 1908 e il 1911, li porta in giro per l'Europa (Francia, Germania, Russia, ecc.) e anche in Estremo Oriente (Cina, Giappone, Indonesia, ecc.).[1][2][3][4][5] A Parigi, Pisuisse entra in contatto, tramite lo scrittore e chansonnier Aristide Bruant, con il Cabaret Artistique[1][2][4], da lui tradotto in olandese con "Intieme Kleinkunst"[1], e con la chanson, da lui tradotta con "levenslied"[1]. Durante la tournée in Estremo Oriente, conosce nel 1909 a Surabaya, in Indonesia, l'attrice Sophia de Jong, in arte Fie Carelsen (1890-1875), che ingaggia nella sua prima compagnia "De Kattebell"[5] e di cui si innamora.[1][2][3][4][5]

Nel 1910, scrive il brano De Fransche Gouvernant ("Il governatore francese"), che ottiene un grande successo.[1][3][4]

Visto il grande successo, nel 1911 decide di abbandonare la carriera di giornalista per dedicarsi completamente a quella artistica.[1]

L'anno seguente, inizia una collaborazione con l'impresario Max van Gelder per una serie di spettacoli nel Kurhaus di Scheveningen, il sobborgo balneare de L'Aia.[1][2][4][5]

Lo stesso anno, in data 23 agosto[1], divorzia da Coba Smit e, il 14 agosto 1913[1][3][4], sposa Fie Carelsen. Con la seconda moglie, parte quindi per una nuova tournée internazionale, in cui si esibisce in un repertorio di brani in varie lingue.[5]

La prima guerra mondiale: la fine del sodalizio artistico con Max Blokzijl[modifica | modifica wikitesto]

Con l'avvento del primo conflitto mondiale, termina forzatamente la collaborazione con Max Blokzijl, costretto a lasciare la compagnia, in quanto inviato al fronte dal proprio giornale, l'Algemeen Handelsblad, come corrispondente di guerra.[1][5] Pisuisse, da canto suo, allieta le truppe assieme alla Carelsen e ad un nuovo membro della compagnia, Jan Hemsing[1][4][5], con un repertorio che, comprende, tra l'altro, brani del compositore olandese Dirk Witte (1885-1932).[1][4][5] Tra i brani più famosi che nascono dalla collaborazione con Witte, vi sono Het meisje van de zangvereniging del 1914 e Mensch durf te leven del 1918, brani che Pisluisse porta al successo internazionale.[1][4][5]

Il dopoguerra: la fine del sodalizio artistico con Fie Carelsen[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la guerra, la moglie lascia il cabaret per dedicarsi alla recitazione drammatica.[5] Pisuisse inizia così a collaborare con artisti quali Willy Corsari, Koos Speenhof, Césarine Speenhof, Paul Collin, Louis Davids, Margie Morris e il duo Tholen & Van Lier.[1][4][5]

Gli ultimi anni di vita (1919-1927)[modifica | modifica wikitesto]

La relazione e il matrimonio con Jenny Gilliams[modifica | modifica wikitesto]

La separazione artistica dalla moglie porta gradualmente anche ad una separazione nella vita.[1][5] Nel 1919, Pisluisse conosce al Café Roosendaal la ventiseienne attrice fiamminga Joanna Jacoba Elbers-Gilliams, in arte Jenny Gilliams, fuggita durante la prima guerra mondiale - come tanti belgi - nei Paesi Bassi assieme al marito, Freddy Elbers (poi rientrato da solo in Belgio): in quell'occasione Pisusse offre alla Gilliams, il cui marito ha fatto ritorno da solo in Belgio[1], un contratto nella propria compagnia[1]. Successivamente, tra i due nasce una relazione con la Gilliams, che il 31 marzo 1920[1] dà alla luce una bambina, Jeanne-Louise Wilhelmina, detta "Jenneke"[1][4].

Il rapporto tra la Pisuisse e la Gilliams è tuttavia piuttosto turbolento[1], anche perché Pisuisse continua a mantenere rapporti con Fie Carelsen, dalla quale ottiene ufficialmente il divorzio solamente cinque anni dopo, 14 novembre 1925[1][4].

La stessa Gilliams si concede durante una tournée in Oriente una scappatella con un collaboratore della compagnia, il tenore ventisettene Tjakko Kuipers.[1][2] Tuttavia, il 16 luglio 1927[1][5] la Gilliams sposa Pisuisse.

La relazione tra la Gilliams e Kuipers prosegue però anche dopo il matrimonio[1], tanto che Pisuisse decide di licenziare il tenore[1]. E la stessa Gilliams decide di troncare definitivamente la relazione con Kuipers.[1]

L'assassinio[modifica | modifica wikitesto]

Le conseguenze di questa relazione saranno però tragiche: il 26 novembre 1927, nella Rembrandtplein di Amsterdam, Jean-Louis Pisuisse e Jenny Gilliams vengono freddati uno dopo l'altra da colpi d'arma da fuoco sparati proprio dall'ex-amante della donna, Tjakko Kuipers, che poi si toglie la vita rivolgendo l'arma verso di sé.[1][2][3][4][5][6] Jean-Louis Pisuisse aveva 47 anni anni, Jenny Gilliams ne aveva 35.[1]

I funerali di Jean-Louis Pisuisse e di Jenny Gilliams si svolgono nel Concertgebouw di Amsterdam[1][4], seguiti da una folla numerosa.[1][2] In seguito, le salme vengono sepolte in una tomba comune a L'Aia, in un luogo chiamato "Oud Eik en Duinen" (ovvero "Vecchia quercia e dune").[1] Tuttavia, la famiglia della Gilliams, causa divergenze con quella di Pisuisse, decide qualche mese dopo, il 27 marzo 1928 di trasferire la salma dell'attrice in una tomba vicina.[1]

Elenco delle canzoni interpretate da Jean-Louis Pisuisse (Lista parziale)[7][8][modifica | modifica wikitesto]

  • Aspirine
  • Dat
  • De Dominee
  • De Fancy-fair
  • De Fransche Governant (1910)
  • In de gangen van het Concertgebouw
  • Het land van Noord-scharwou
  • De Mei
  • Meisjes
  • Mens durft te leven (1918)
  • M'n eerste (het meisje van de zangvereniging) (1914)
  • Minneklachtje
  • De Peren
  • Poëzie en proza in de thee
  • Het wijnglas

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Avonturen als straatmuzikant (1907)

Trasposizioni della vita di Pisuisse[modifica | modifica wikitesto]

La vita di Pisuisse e in particolare la sua tragica morte fu ripresa in un dramma teatrale del 1979, intitolato come una canzone di Pisuisse, Mensch durf te leven.[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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