Imposta di scopo

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Un'imposta di scopo è un tributo esplicitamente finalizzato e collegato al perseguimento di specifici obiettivi di volta in volta individuati dal soggetto che la istituisce, nell'ambito di alcune finalità esplicitate dal legislatore.

Un tributo di scopo è quindi una prestazione patrimoniale (art. 53 Costituzione) richiesta al contribuente che si caratterizza per il peculiare rilievo che assume la destinazione dei proventi riscossi, in deroga al principio di unità del bilancio.

Il principio di unità del bilancio pubblico prevede che è il complesso unitario delle entrate che finanzia l’amministrazione pubblica e che quindi sostiene la totalità delle sue spese durante la gestione. In virtù di tale principio c'è un generale divieto a creare dei collegamenti tra il gettito di un tributo specifico ed una specifica spesa.

Un tributo di scopo è un'eccezione a tale principio generale. Per tale motivo tale deroga deve essere precisamente prevista dal legislatore e non deve essere meramente desumibile dal contesto in cui sorge il nuovo tributo oppure un aumento del valore del tributo.

Addizionale sulle accise dei carburanti[modifica | modifica wikitesto]

Tra le principali tasse applicate in Italia che nella discussione mediatica vengono considerate imposte di scopo si ricordano quella per la guerra di Abissinia del 1935, per la crisi di Suez del 1956, per il disastro del Vajont del 1963, per l'alluvione di Firenze del 1966, per il terremoto del Belice del 1968, per il terremoto del Friuli del 1976, per il terremoto dell'Irpinia del 1980, per la missione in Libano del 1983, per la missione in Bosnia del 1996, per il rinnovo del contratto degli autoferrotranviari del 2004, per il finanziamento alla Cultura del 2011, per l'emergenza immigrazione conseguente alla crisi libica del 2011.

In occasione di tali eventi si sono registrate, in particolare, modifiche alle accise dei carburanti.

Imposta di scopo comunale[modifica | modifica wikitesto]

L'imposta di scopo comunale (ISCOP) è un tributo il cui gettito è destinato a finanziare opere pubbliche, eventi ad alto interesse turistico, mobilità urbana, asili, etc. È stata introdotta dal governo Prodi con la legge n. 296 del 2006 e la stessa ne disciplina le modalità di attuazione. Essa conferisce ai comuni la possibilità di finanziare il 30% del costo per la realizzazione di opere pubbliche. La legge prevede che la base imponibile del tributo di scopo è l'ICI con aliquota fissa 0,5 x 1000 e la sua durata non deve superare i 5 anni. Inoltre il testo legislativo indica tassativamente le opere pubbliche che possono essere finanziate da questa imposta:

  • a) opere per il trasporto pubblico urbano,
  • b) opere viarie, con l'esclusione della manutenzione straordinaria ed ordinaria delle opere esistenti
  • c) opere particolarmente significative di arredo urbano e di maggior decoro dei luoghi
  • d) opere di risistemazione di aree dedicate a parchi e giardini
  • e) opere di realizzazione di parcheggi pubblici
  • f) opere di restauro
  • g) opere di conservazione dei beni artistici e architettonici
  • h) opere relative a nuovi spazi per eventi e attività culturali, allestimenti museali e biblioteche
  • i) opere di realizzazione e manutenzione straordinaria dell'edilizia scolastica. (art. 1 comma 149).

La stessa legge all'art. 1 comma 151 prevede un rimborso ai cittadini del comune nel caso in cui i lavori per la realizzazione dell'opera non siano iniziati entro 2 anni dalla data prevista dal progetto esecutivo.

Tra il 2007 ed i 2012 è stata applicata da 19 comuni.

Modifiche apportate dal Decreto Legislativo n.23/2011[modifica | modifica wikitesto]

Il decreto legislativo del 14 marzo del 2011 n. 23 ha introdotto delle modifiche riguardanti l'imposta di scopo comunale (ISCOP) rispetto alla disciplina prevista nella legge 296/2006. All'articolo 6 il decreto ha:

  • aumentato la durata portandola ad un massimo di 10 anni
  • previsto che la base imponibile per il calcolo dell'imposta è l'IMU.
  • ampliato l'ambito di applicazione potendo utilizzare tale imposta per finanziare la realizzazione di opere pubbliche diverse da quelle già previste nella legge 296/2006.
  • riconosciuto la possibilità di finanziare l'intero ammontare della spesa per l'opera pubblica da realizzare con il gettito dell'imposta.

I termini del rimborso sono i medesimi a quelli stabiliti nell'articolo 1 comma 151 della legge 296/2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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