I pionieri del West

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I pionieri del West
Titolo originaleCimarron
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneStati Uniti d'America
Anno1931
Durata131 min
Dati tecniciB/N
rapporto: 1,20:1
Generewestern
RegiaWesley Ruggles (non accreditato)
SoggettoEdna Ferber
SceneggiaturaHoward Estabrook, Louis Sarecky (non accreditato)
ProduttoreWilliam LeBaron, Wesley Ruggles
Casa di produzioneRKO Radio Pictures
FotografiaEdward Cronjager
MontaggioWilliam Hamilton
Effetti specialiLloyd Knechtel
MusicheMax Steiner (non accreditato)
ScenografiaMax Rée
CostumiMax Rée
TruccoErn Westmore (non accreditato)
Interpreti e personaggi

I pionieri del West (Cimarron) è un film del 1931 diretto da Wesley Ruggles e interpretato da Richard Dix, Irene Dunne e Estelle Taylor, basato sul romanzo Cimarron scritto da Edna Ferber nel 1929.

Ricevette sette candidature ai premi Oscar ottenendo quelli per il miglior film, migliore sceneggiatura non originale e migliore scenografia.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film segue la storia della famiglia Cravat negli Stati Uniti tra il 1890 e il 1915, dalla conquista di un appezzamento durante la grande Corsa alla terra dell'Oklahoma alla decisione di aprire un giornale che negli anni, grazie all'abilità di Sabra Cravat, diventerà una delle più importanti testate giornalistiche dello stato, mentre il marito Yancey, avventuriero inquieto, andrà in giro per il Paese tornando di tanto in tanto dalla famiglia.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La RKO acquistò i diritti del romanzo per 125.000 dollari, la cifra più alta mai pagata da uno studio cinematografico per portare un'opera letteraria sullo schermo.[2][3]

Le riprese furono effettuate in California dal 27 agosto al 22 novembre 1930.[3] Oltre che nel ranch cinematografico della RKO a Encino, il film fu girato a Venice e Inglewood, mentre l'epica sequenza della corsa alla terra fu girata nel Jasmin Quinn Ranch vicino a Bakersfield con la presenza di circa 5.000 comparse. Per la sequenza, che richiese una settimana di lavoro e 47 cineprese, venne utilizzata una troupe composta da 61 operatori tra cui 28 cameramen e 27 assistenti, una delle più numerose mai riunite per una scena.[3]

Con un budget stimato di 1,43 milioni di dollari, I pionieri del West fu uno dei film più costosi mai realizzati fino ad allora.[3][4]

Colonna sonora[modifica | modifica wikitesto]

Il tema del film è stato pubblicato nella raccolta Max Steiner: The RKO Years, 1929-1936, distribuita nel 2002 in edizione limitata dai Brigham Young University Film Music Archives.[5]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu proiettato in anteprima il 26 gennaio 1931 al Globe Theater di New York e fu distribuito nelle sale a partire dal 9 febbraio.[3]

Data di uscita[modifica | modifica wikitesto]

Edizioni home video[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato distribuito in DVD dalla Warner Home Video nel gennaio 2006, con il corto musicale The Devil's Cabaret e il cartone animato Red-Headed Baby come extra.[6]

Accoglienza[modifica | modifica wikitesto]

Incassi[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu un grande successo al box office ma a fronte degli elevati costi di produzione, alla sua uscita riportò comunque una perdita di 565.000 dollari, parte dei quali vennero recuperati nella riedizione del 1935.[3][4]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Il sito Rotten Tomatoes riporta il 52% di recensioni professionali con giudizio positivo e il seguente consenso critico: «I pionieri del West è supportato da una notevole interpretazione di Irene Dunne, ma è discontinuo praticamente sotto ogni altro aspetto e pieno di stereotipi potenzialmente offensivi».[7] Il sito Metacritic assegna al film un punteggio di 70 su 100 basato su 6 recensioni, indicando un consenso "generalmente favorevole".[8]

Sul New York Times il critico Mordaunt Hall lo definì «una trasposizione vivida e avvincente» del romanzo di Edna Ferber mentre Irene Thirer del Daily News lo giudicò «magnifico nella portata, potente nel trattamento, ammirevole nella recitazione».[9][10] La rivista Variety parlò di «un western spettacolare» e «un vanto per la Radio Pictures». A proposito del regista la recensione riportò che «Wesley Ruggles ha chiaramente il pieno merito di questa splendida e imponente produzione. La sua regia non perde nulla nelle scene elaborate, così come nel consueto processo cinematografico».[11]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Miglior film alla RKO Radio Pictures
Migliore sceneggiatura non originale a Howard Estabrook
Migliore scenografia a Max Rée
Candidatura per il miglior regista a Wesley Ruggles
Candidatura per il miglior attore a Richard Dix
Candidatura per la migliore attrice a Irene Dunne
Candidatura per la migliore fotografia a Edward Cronjager
Top Ten Films
  • 1932Photoplay Awards
Medaglia d'onore a Louis Sarecky

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 il regista Anthony Mann diresse il remake Cimarron, intrepretato da Glenn Ford, Maria Schell e Anne Baxter.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I pionieri del West fu il primo western a vincere l'Oscar al miglior film ed è rimasto l'unico fino a Balla coi lupi del 1990.
  2. ^ Sempre nel 1931 la stessa cifra fu pagata dalla Universal per i diritti di Strictly Dishonorable.
  3. ^ a b c d e f Cimarron (1931), su catalog.afi.com, www.catalog.afi.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  4. ^ a b Wesley Ruggles - American director, su britannica.com, www.britannica.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  5. ^ Max Steiner – The RKO Years, 1929-1936, su discogs.com, www.discogs.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  6. ^ Cimarron (1931) - Releases, su allmovie.com, www.allmovie.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  7. ^ Cimarron, su rottentomatoes.com, www.rottentomatoes.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  8. ^ Cimarron (1931), su metacritic.com, www.metacritic.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  9. ^ The Screen, by Mordaunt Hall, su nytimes.com, www.nytimes.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  10. ^ Cimarron, su filmaffinity.com, www.filmaffinity.com. URL consultato il 30 marzo 2021.
  11. ^ Cimarron, su variety.com, www.variety.com. URL consultato il 30 marzo 2021.

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