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I giardini dell'Eden

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I giardini dell'Eden
Jeoshua (Kim Rossi Stuart) in una scena del film
Lingua originaleItaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1998
Durata95 min
Generedrammatico, religioso
RegiaAlessandro D'Alatri
SoggettoAlessandro D'Alatri
SceneggiaturaAlessandro D'Alatri, Miro Silvera
Casa di produzioneMedusa Film
FotografiaFederico Masiero
MontaggioCecilia Zanuso
MusichePivio e Aldo De Scalzi
ScenografiaLuca Merlini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

I giardini dell'Eden è un film del 1998 diretto da Alessandro D'Alatri.

Nel 1947 la fortuita scoperta dei manoscritti appartenuti circa duemila anni prima alla comunità essena di Qumran apre uno squarcio sugli oscuri anni di apprendistato di Gesù, o Jeoshua in ebraico, il periodo che va dai dodici ai trent'anni della sua vita. Quando ha dodici anni, Jeoshua viene portato dai genitori al tempio di Gerusalemme per il suo bar mitzvah ed ha un confronto con i sacerdoti. Crescendo diventa un falegname, vede morire il padre Josef e decide quindi di lasciare tutto per viaggiare. Arriva a Gerusalemme, viene a contatto con alcuni zeloti che stanno organizzando una rivolta contro i romani ma riparte e si unisce ad una carovana di mercanti pagani che raggiungono le regioni più orientali dell'Impero romano fino in India. Così viene a contatto con usi, religioni diverse e con persone di ogni tipo.

Sopravvissuto al deserto, entra nella comunità degli esseni a Qumran ma decide poi di uscirne perché non ne condivide le rigide regole. Suo cugino Jochannan (ovvero Giovanni Battista), diventato un predicatore che battezza sulle rive del Giordano, lo spinge ad andare nuovamente nel deserto per affrontare un anziano stregone che lo perseguita (personificazione del dubbio), riuscendo infine ad addomesticarlo. Ritorna quindi in Galilea e comincia a raccogliere i primi discepoli, decidendo di andare per le vie di Israele ad annunciare il messaggio universale di amore e fratellanza tra gli uomini.

Distribuzione

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La pellicola è stata presentata in concorso alla 55ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

«È l'itinerario alla scoperta di sé stesso che porta a Dio. ll decoro, l'onestà intellettuale e le nobili intenzioni degli autori sono fuori discussione, ma in questo Jeoshua di Rossi Stuart - che non soccombe al ruolo e non è da poco - si avverte la preoccupazione ecumenica (ed economica) di non sollevare polemiche, non turbare, non offendere, evitare scorrettezze. Ne risulta una rappresentazione senza una vera forza, frenata e prudente. Anche a livello iconografico non c'e una scelta stilistica personale, ma una sintesi del cinema cristologico che sfiora e spesso scade nella galleria del già visto.»
«Decoroso melodramma ispirato ai vangeli apocrifi, in cui il regista Alessandro D'Alatri (popolare per gli spot Telecom nel deserto) racconta con sobrietà la vita di Gesù, dall'adolescenza ai trent'anni. Gli presta il volto, indiscutibilmente bellissimo, Kim Rossi Stuart, biondo e occhi azzurri, che fa un po' a pugni col ritratto di acceso contestatore politico. L'apparizione di Jovanotti nei panni dell'esseno David dà un tocco di sublime umorismo involontario»

Opere derivate

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A breve distanza dall'uscita del film nelle sale, Miro Silvera pubblicò un romanzo tratto dalla sceneggiatura di cui era co-autore.[3]

  1. Morando Morandini e Luisa Morandini, Il Morandini 2011. Dizionario dei film, Bologna, Zanichelli, 2010, ISBN 978-88-081-2705-1, pag. 608.
  2. I giardini dell'Eden, in Rivista del cinematografo. URL consultato il 22 gennaio 2026.
  3. Miro Silvera, I Giardini dell'Eden, Casale Monferrato, Piemme, 1998, p. 192, ISBN 88-384-4182-0.

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