Holy Spider

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Holy Spider
Lingua originalepersiano
Paese di produzioneDanimarca, Germania, Svezia, Francia
Anno2022
Durata117 min
Rapporto2,39:1
Generedrammatico, thriller
RegiaAli Abbasi
SceneggiaturaAli Abbasi, Afshin Kamran Bahrami
ProduttoreSol Bondy, Jacob Jarek, Ali Abbasi
Produttore esecutivoDitte Milsted, Christoph Lange
Casa di produzioneProfile Pictures, One Two Films, Nordisk Film, Wild Bunch, Film i Väst, Why Not Productions, ZDF, Arte France Cinéma
Distribuzione in italianoAcademy Two
FotografiaNadim Carlsen
MontaggioHayedeh Safiyari, Olivia Neergaard-Holm
MusicheMartin Dirkov
ScenografiaLina Nordqvist
CostumiHanadi Khurma
TruccoFarah Jadaane
Interpreti e personaggi
  • Mehdi Bajestani: Saeed Hanaei
  • Zahra Amir Ebrahimi: Rahimi
  • Arash Ashtiani: Sharifi
  • Forouzan Jamshidnejad: Fatima Hanaei
  • Alice Rahimi: Somayeh
  • Sara Fazilat: Zinat
  • Sina Parvaneh: Rostami
  • Nima Akbarpour: giudice
  • Mesbah Taleb: Ali Hanaei
  • Firouz Ageli: Aji
عنكبوت مقدس.svg
Logo ufficiale del film

Holy Spider è un film del 2022 diretto da Ali Abbasi.

Il film, ispirato al serial killer iraniano Saeed Hanaei, è stato presentato in concorso al 75º Festival di Cannes, dove Zahra Amir Ebrahimi ha vinto il premio per la miglior attrice.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Iran, 2001. Nella città di Mashhad, luogo di pellegrinaggio per lo Sciismo, Saeed Hanaei, un normale padre di famiglia, operaio edile e veterano della guerra contro l'Iraq, esce la notte per adescare prostitute e ucciderle, strangolandole col loro velo, in quanto peccatrici dalla cui presenza mondare la città. Ad investigare sugli omicidi è una giornalista arrivata dalla capitale, Rahimi, che si scontra contro pregiudizi sessisti ed una polizia apatica. Rahimi si trova a collaborare col reporter locale Sharifi, mentre la notizia dei crimini del cosiddetto "Ragno" comincia a diffondersi tra la popolazione, suscitando reazioni contrastanti.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Abbasi, iraniano ma residente a Copenaghen dal 2002, viveva in Iran all'epoca degli omicidi, la cui copertura mediatica era stata molto forte, ma se n'era interessato solo dopo aver notato come, per «una certa parte della società iraniana», l'assassino fosse «una figura eroica che con le sue azioni aveva apportato dei benefici alla comunità. Lì è diventato per me qualcosa di più di un pazzoide che uccideva le donne».[1] Deciso a realizzare il film in patria, ma anche a restituire un'immagine della condizione femminile diversa dalla «realtà parallela [...] presentata per 50 anni dal cinema iraniano. [Una in cui] le donne non si spogliano mai, dormono col capo avvolto da cinque metri di tessuto, non fanno mai sesso», Abbasi ha sottoposto la sceneggiatura al Ministero della cultura e dell'orientamento islamico, già «pronto a scendere a compromessi», ma, dopo un anno, il progetto era ancora in fase di stallo.[1] Abbasi si è quindi risolto a girare in film ad Amman, in Giordania.[1][2] Il film è una co-produzione danese-tedesca-franco-svedese.[2]

Secondo il regista il film non vuole essere una ricostruzione accurata degli omicidi (il personaggio interpretato da Zahra Amir Ebrahimi è composito e in buona parte fittizio[2]), né aspira volutamente a creare controversie:[1]

L'esistenza della prostituzione in Iran è già ampiamente dimostrata, come in tutte le metropoli del resto del mondo. [...] Non è un film contro il governo iraniano. Non è un film "contro" nessuno in realtà. Non credo che Roman Polański avesse intenzione di fare un film contro la contea di Los Angeles [con Chinatown]. Ma il fatto rimane che [l'assassino] era un uomo molto religioso e che gli omicidi hanno avuto luogo in una città sacra.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima il 22 maggio 2022 in concorso al 75º Festival di Cannes.[3] Sarà distribuito nelle sale cinematografiche italiane da Academy Two a partire dal 16 febbraio 2023.[4]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Patrick Frater, Ali Abbasi Says Cannes Shocker ‘Holy Spider’ Is Not Controversial, Despite Graphic Violence and Nudity, in Variety, 23 maggio 2022. URL consultato il 24 maggio 2022.
  2. ^ a b c (EN) Jessica Kiang, ‘Holy Spider’ Review: A Taut, True-Crime Procedural Tangled in the Wicked Web of Iranian Patriarchy, in Variety, 22 maggio 2022. URL consultato il 24 maggio 2022.
  3. ^ a b (EN) Ramin Setoodeh, Iranian Serial Killer Movie ‘Holy Spider’ — Which Pushes Envelope With Nudity, Sex and Graphic Strangling Scenes — Stuns Cannes, in Variety, 22 maggio 2022. URL consultato il 24 maggio 2022.
  4. ^ Holy Spider, il poster italiano del crime thriller di Ali Abbasi, su MYmovies.it, 9 gennaio 2023. URL consultato il 30 gennaio 2023.
  5. ^ (ENFR) Premi della selezione ufficiale della 75ª edizione, su festival-cannes.com, 28 maggio 2022. URL consultato il 28 maggio 2022.

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