Guglielmo Calderini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Guglielmo Calderini (Perugia, 3 marzo 1837Roma, 12 febbraio 1916) è stato un architetto italiano.

Busto di Guglielmo Calderini

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esponente dell'eclettismo accademico, fu docente all'Università di Perugia, all'Università di Pisa ed alla Scuola Superiore di Ingegneria di Roma. Lavorò lungamente anche come ingegnere del Genio civile oltre che come sovrintendente ai monumenti.

Nel 1884 il suo progetto vinse il concorso per la realizzazione del Palazzo di Giustizia di Roma (il cosiddetto "Palazzaccio" in piazza Cavour), ove impiegò elementi tratti dall'architettura tardorinascimentale e barocca. La lunga e travagliata costruzione dell'imponente edificio (1888-1910), le polemiche sulla saldezza delle sue fondazioni[1][2] furono all'origine di asperrime critiche e di un'inchiesta parlamentare (1912).[3][4]

Sempre a Roma costruì il quadriportico antistante la basilica di San Paolo fuori le mura, ricostruita dopo l'incendio del 1823. Nella sua città natale edificò la chiesa di San Costanzo, Palazzo Bianchi e Palazzo Cesaroni, attuale sede del Consiglio regionale dell'Umbria, oltre all'imponente palazzo che porta il suo nome e costruito sul sito della demolita Rocca Paolina.

Tra le altre sue opere sono da ricordare la facciata del duomo di Savona e il Palazzo comunale di Messina. A Città di Castello Calderini progettò l'edificio delle Terme di Fontecchio. Le esacerbanti critiche ricevute dal progettista perugino in riferimento alla realizzazione del Palazzo di Giustizia di Roma contribuirono a diffondere la legenda metropolitana secondo la quale si sarebbe suicidato, quasi ottuagenario. Le cronache dell'epoca, invece, non hanno mai fatto registrare tale nota biografica.

Massone, nel 1881 fu tra i fondatori della Loggia Francesco Guardabassi di Perugia[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L'edificio, costruito su un terreno instabile di origine alluvionale, richiese la costruzione di una grande piastra di fondazione di calcestruzzo a sostegno delle fondazioni.
  2. ^ Guglielmo Calderini, La fiaba sulla deficiente stabilità delle fondazioni del nuovo palazzo di giustizia in costruzione a Roma, Roma, Camera dei Deputati, 1893.
  3. ^ Guglielmo Calderini, Guglielmo Calderini direttore dei lavori del Palazzo di giustizia in Roma agli illustri magistrati che dovranno giudicarlo, Roma, Casa editrice italiana, 1909.
  4. ^ Commissione parlamentare d'inchiesta sulla spesa per la costruzione del palazzo di giustizia in Roma (Legge 4 aprile 1912. N 317): Relazione e allegati, Roma, Tipografia del Senato, 1913.
  5. ^ Vittorio Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Erasmo ed., Roma, 2005, p. 52.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Paolo Belardi, Valeria Menchetelli, Tra impegno didattico e pratica professionale. La figura, le opere e l'insegnamento di Guglielmo Calderini, in Paolo Belardi, Massimo Mariani, a cura di, La Costruzione Pratica e l'Architettura Rurale. Compendio delle lezioni date nella R. Università di Pisa dal Prof. Guglielmo Calderini. Anno Accademico 1885-1886, Foligno, Il Formichiere, 2013, pp. 39–53.
  • Antonella Greco, Guglielmo Calderini (1837-1916), in Paolo Belardi, Simone Bori, a cura di, 1861-1939 L'architettura della Perugia postunitaria, Perugia, EFFE Fabrizio Fabbri Editore, 2013, pp. 185–195.
  • Antonella Greco, Guglielmo Calderini e l'architettura del palazzo, in Francesco Federico Mancini, a cura di, Il Palazzo Cesaroni di Perugia, Perugia, Quattroemme, 2011, pp. 53–82.
  • Atti del Convegno, Roma, Palazzo delle Esposizioni, 23 settembre 1995, Guglielmo Calderini: la costruzione di un'architettura nel progetto di una capitale, Perugia, Accademia di belle arti, 1996. ISBN 88-7715-247-8.
  • Fedora Boco ed altri (a cura di), Guglielmo Calderini dai disegni dell'Accademia di belle arti di Perugia: un architetto nell'Italia in costruzione, Perugia: Accademia di belle arti, 1995. ISBN 88-7715-168-4.
  • Giov. Battista Milani (prefazione e cura), Le opere architettoniche di Guglielmo Calderini, Milano, Casa Ed. d'arte, Bestetti e Tumminelli, 1918. Versione digitale
  • Paolo Marconi, Calderini, Collezione Accademici di San Luca, Roma, Editalia, 1974.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN59141900 · ISNI: (EN0000 0001 2026 6349 · SBN: IT\ICCU\VEAV\028108 · LCCN: (ENnr96017232 · GND: (DE121940950 · BNF: (FRcb12264550x (data) · ULAN: (EN500056834 · BAV: ADV10004383