Grand Hotel Majestic già Baglioni

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Grand Hotel Majestic già Baglioni
Sala Europa.jpg
Camerino Europa: con la base del soffitto a cassettoni, è la sala affrescata dai giovani fratelli Annibale e Agostino Carracci
Ubicazione
Stato Italia Italia
Regione Emilia Romagna
Località Bologna
Indirizzo Via Indipendenza, 8
Informazioni
Condizioni In uso
Costruzione XVIII secolo
Uso Albergo
Realizzazione
Architetto Alfonso Torreggiani
Appaltatore Papa Benedetto XIV

Grand Hotel Majestic già Baglioni è uno storico albergo di Bologna, unico albergo di categoria cinque stelle lusso dell'Emilia Romagna. L'edificio è membro dell'Associazione Locali Storici d'Italia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Grand Hotel Majestic già Baglioni sorge in un palazzo del XVIII secolo, in via Indipendenza, nel centro di Bologna. L'edificio, realizzato dall'architetto Alfonso Torreggiani per desiderio di Papa Benedetto XIV, nacque come seminario arcivescovile, e venne trasformato in albergo nel 1912.

A quell'epoca Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del movimento futurista, la prima avanguardia storica italiana del novecento, frequentava abitualmente l'hotel: nella notte tra il 20 e il 21 marzo 1914 vi organizzò una celebre mostra-blitz, esponendo le opere di Giorgio Morandi, Severo Pozzati, Giacomo Vespignani, Osvaldo Licini, Mario Bacchelli.[1].

Durante la seconda guerra mondiale, nella notte del 18 ottobre 1944, nel tentativo di colpire un commando nazista stanziato al Baglioni, i partigiani della Brigata 7 Gruppi di Azione Patriottica collocarono una cassa di tritolo nei pressi dell'hotel, distruggendo la parte centrale dell'edificio e parte della facciata.

Negli anni Cinquanta e nei decenni successivi l'albergo fu oggetto di opere di manutenzione e di ripristino, e riaprì solo nel 1987, sotto la guida dell'imprenditore bolognese Mario Bandiera. Nel 2010 l'hotel fu rilevato dal gruppo Duetorrihotels.

L'albergo[modifica | modifica wikitesto]

Il Grand Hotel Majestic già Baglioni conta centonove camere in stile classico veneziano con richiami alla Francia del XIX secolo.

Una sala al piano nobile, connessa al vicino Palazzo Fava, conserva un fregio che rappresenta le Storie d'Europa dipinto alla fine del Cinquecento dai Carracci, Agostino, Annibale e Ludovico.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Emanuela Giampaoli, La Repubblica.it, 20 marzo 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Roversi, Palazzi e case nobili del '500 a Bologna, Grafis Ed., 1986.
  • Renzo Renzi, Nuovissima guida ai monumenti di Bologna, Cappelli editore, 1960.
  • Isa Grassano, Colazioni da Tiffany, Newton Compton, 2013.
  • Forni Dante e Forni Romeo, Sepo: settant'anni con l'arte, Pendragon, 2008.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]