Giulino

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Giulino
frazione
Giulino – Veduta
Vista su Giulino con la chiesa dedicata a Sant'Abbondio
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
ProvinciaProvincia di Como-Stemma.png Como
ComuneTremezzina-Stemma.png Tremezzina
Territorio
Coordinate45°58′54.41″N 9°12′15.41″E / 45.98178°N 9.20428°E45.98178; 9.20428 (Giulino)Coordinate: 45°58′54.41″N 9°12′15.41″E / 45.98178°N 9.20428°E45.98178; 9.20428 (Giulino)
Altitudine250 m s.l.m.
Abitanti50[1] (2005)
Altre informazioni
Cod. postale22010
Prefisso0344
Fuso orarioUTC+1
Nome abitantigiulinesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Giulino
Giulino

Giulino (Giülén, /ʒyˈlẽː/ in dialetto comasco), spesso nota anche come Giulino di Mezzegra, è una frazione del comune di Tremezzina, in provincia di Como, passata alla storia perché fu il luogo dove, il 28 aprile 1945, vennero uccisi Benito Mussolini e la sua amante Claretta Petacci.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese, parte della Comunità Montana del Lario Intelvese, sorge in collina, nei pressi della riva settentrionale del Lago di Como, dove si trova Mezzegra, da cui dista circa 2 km. Dista altresì circa 30 km da Como ed altrettanti dalla frontiera italo-elvetica verso Lugano. L'arteria stradale più vicina ad essa è la SS 340, che collega Como con Sondrio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Giulino fu frazione del comune di Mezzegra, ma nel 1928 venne aggregato al neonato comune di Tremezzina col nome di Giulino di Mezzegra. Nel 1947, con la soppressione del comune di Tremezzina, viene restituito al comune precedentemente soppresso di Mezzegra come sua frazione, riprendendo il precedente nome di Giulino.

Morte di Mussolini[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Morte di Mussolini.

Mentre stava cercando di fuggire vestito da soldato tedesco, Benito Mussolini venne catturato dai partigiani a Dongo il 27 aprile 1945. Durante la notte fu condotto insieme a Clara Petacci a Bonzanigo, frazione di Tremezzina, e ospitato presso la famiglia De Maria, partigiani e conoscenti del capitano Neri.

Il mattino successivo, 28 aprile, arrivò l'ordine di fucilazione portato da Milano dal colonnello Valerio, nome di battaglia del partigiano Walter Audisio. Lo stesso Audisio eseguì la condanna capitale del Duce e di Claretta Petacci "in nome del popolo italiano" alle ore 16:10 davanti a Villa Belmonte, in via XXIV Maggio[2].

Croce marcante il luogo, in Giulino di Mezzegra, dove Mussolini fu giustiziato

I cadaveri dei giustiziati vennero in serata portati a Milano con un camion, assieme ai sedici gerarchi fucilati a Dongo. Il 29 aprile in piazzale Loreto, furono appesi alla tettoia di una pompa di benzina ed esposti davanti alla folla (vedi Morte di Mussolini). Adolf Hitler, informato del fatto, rimase profondamente turbato e temendo il vilipendio sul suo corpo, ordinò di essere subito cremato dopo morto.

A Giulino, sul muro del cancello di Villa Belmonte fu posta una croce artigianale, presente sul luogo dell'esecuzione che ricorda ancora l'evento. Solo recentemente, su richiesta degli ex combattenti di Salò, è stata aggiunta una piccola teca in ferro battuto contenente le foto di Mussolini in abiti borghesi e della Petacci. Per questi avvenimenti Giulino è stata proscenio della parte finale del film di Carlo Lizzani Mussolini ultimo atto (1974).

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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