Giacomo Favretto

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Giacomo Favretto

Giacomo Favretto (Venezia, 11 agosto 1849Venezia, 12 giugno 1887) è stato un pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Abbandonata la bottega di falegname paterna, frequentò dal 1864 l'Accademia di Belle Arti di Venezia, dove le lezioni impartitegli misero in luce le qualità innate di pittore, evidenziate in una delle sue opere maggiori La lezione di anatomia (1873).

Nel 1878 compì un viaggio a Parigi insieme a Guglielmo Ciardi. Il viaggio fu determinante per l'evoluzione della sua arte, come tecnica e come soggetti (non solo scene di intimità familiare ma anche soggetti in costume settecentesco). Riscosse un ottimo successo, si fece conoscere a livello internazionale e assimilò una certa tendenza al manierismo.

Lavora come ritrattista per i Colonna. Dalla supposta relazione con una giovane della nobile casata nasce una figlia: Maria. La piccola viene data in affido e riconosciuta con il nome di Colonni. Maria, recatasi spesso a Roma con lettere autografe del padre, al fine di farsi ricevere dalla madre, che si negherà sempre, vivrà a Venezia fino al 1958 assieme alla figlia Anita e alla nipote Gemma, che vive attualmente a Mogliano Veneto (TV), conservando in soffitta i dipinti del padre ma, data l'estrema povertà, molti saranno i quadri del pittore che finiranno tra le fiamme per mitigare i rigori dell'inverno.

Del 1880 è l'opera Vandalismo, premiata a Brera con il premio Principe Umberto, dove fu esposta ed è attualmente conservata. Lo stesso anno presenta all’Esposizione nazionale di belle arti di Torino opere ispirate alla vita popolare di Venezia e scene in costume settecentesco.

In queste opere l'artista si convertì verso un'animazione realistica, un uso della coloristica controllato, un grande dispiego inventivo e una delicatezza tonale.[1]

Negli ultimi anni le opere del Favretto assunsero una sempre crescente luminosità ed una struttura sempre più naturalistica.

Morì nel 1887, durante l'Esposizione nazionale artistica tenutasi nella città lagunare, nella quale l'artista esponeva Il Liston.

Galleria[modifica | modifica sorgente]

Mostre[modifica | modifica sorgente]

Giacomo Favretto nei musei[modifica | modifica sorgente]

Emilia-Romagna[modifica | modifica sorgente]

Lombardia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "Le muse", De Agostini, Novara, 1966, Vol. IV, pag.474

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]