Gestione commissariale governativa di aziende di trasporto

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La Gestione commissariale governativa è in Italia una forma di esercizio, di regola eccezionale e provvisoria, di una ferrovia, di una tranvia o di altri servizi di trasporto in concessione, non appartenenti perciò alla rete statale.

Una linea ferroviaria può essere di proprietà dello Stato che la gestisce direttamente tramite le Ferrovie dello Stato (FS), dal 2001 tramite Rete Ferroviaria Italiana (RFI), o affidata in concessione all'industria o all'impresa privata che la gestisce secondo le proprie opportune finalità. La particolarità del commissariamento di aziende di trasporto, rispetto all'ordinario commissariamento governativo, risiede nella speciale normativa cui queste vanno soggette.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

L'istituto della Gestione commissariale governativa nacque con il RD 9 maggio 1912, n. 1447, allo scopo di regolamentare le casistiche che nascevano in caso di inadempienze dei concessionari, di situazione economica fallimentare o di gravi motivazioni di esercizio. L'articolo 184 del citato decreto (che venne modificato in alcune parti nel 1936) recitava così: Qualora l'esercizio di una ferrovia pubblica venga interrotto(..) o se l'esercizio venga eseguito con gravi e ripetute irregolarità, il Ministero delle Comunicazioni prefigge un termine perentorio al concessionario per il ristabilimento regolare del servizio. Scaduto tale termine il concessionario (..) decade dalla concessione (..) il Ministero delle Comunicazioni potrà prendere d'ufficio (..) le misure necessarie per il ripristino e la continuazione del servizio assumendone eventualmente anche la gestione.

Nel secondo dopoguerra, il 10 luglio 1947, venne emanato il DLC n.787 che stabilì le metodologie precise per l'assunzione in Gestione governativa diretta o per mezzo dell'amministrazione delle FS delle ferrovie concesse per le quali era stata stabilita la decadenza dalla concessione per cause varie o di inadempienza; ciò si era reso necessario perché molte ferrovie concesse erano uscite dalla seconda guerra mondiale in condizioni disastrate che ne impedivano il ripristino funzionale o ne inficiavano la sicurezza di esercizio. Un successivo passo venne effettuato con la Legge 1221 del 2 agosto 1952 che autorizzava il Ministero dei Trasporti ad assumere la gestione diretta anche in caso di scadenza normale della concessione nelle more del rinnovo.

La ferrovia veniva considerata ugualmente come in regime di concessione ed era sottoposta alle medesime procedure di vigilanza ed esercizio. Era sempre considerata non compresa nelle ferrovie statali e di proprietà del Ministero dei Trasporti che la controllava e gestiva tramite un Commissario governativo.

In seguito alle direttive comunitarie sulle ferrovie e ai mutati assetti, dagli ultimi anni del secolo scorso, l'istituto della Gestione governativa è di fatto scomparso. Venne previsto il graduale passaggio alle regioni delle Ferrovie ex-concesse dopo un affidamento temporaneo alle FS per il loro risanamento e la loro ristrutturazione. Molte di esse sono divenute in seguito Società a responsabilità limitata con partecipazione spesso rilevante dei vari Enti locali.

Ferrovie passate in Gestione commissariale governativa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 11 dicembre 1954, n. 1178, articolo 3, in materia di "Soppressione dell'Azienda Carboni italiani (A.Ca.I.) e riorganizzazione delle imprese controllate."
  2. ^ Legge 23 dicembre 1963, n. 1855, in materia di "Riscatto e gestione commissariale delle ferrovie Calabro-Lucane."
  3. ^ Legge 7 agosto 1982, n. 526, articolo 18, in materia di "Provvedimenti urgenti per lo sviluppo dell'economia."
  4. ^ Francesco Ogliari, Ulisse Paci, La Circumvesuviana. 100 anni di storia, 144 chilometri di tecnologia 1890-1990, Milano, Gabriele Mazzotta Editore, 1990, pp. 90, ISBN 88-202-0943-8.
  5. ^ a b Notizie flash, in I Treni, nº 57, ETR, gennaio 1986, p. 7.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]