Germain Boffrand

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ritratto eseguito da Lambert-Sigisbert Adam

Germain Boffrand (Nantes, 16 maggio 1667Parigi, 19 marzo 1754) è stato un architetto francese, grande esponente del Rococò.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nipote di Mathurin Boffrand, pittore e scultore a Machecoul, e figlio di Jean Boffrand, mastro scultore e architetto a Nantes, Germain Boffrand è il secondo di dodici figli. Durante la sua infanzia lavorerà col padre, già rinomato nella regione nantese.

Da Adolescente intraprende gli studi superiori all'Università di Nantes divenendo Maître des Arts, "Maestro d'Arte", come suo fratello maggiore Guillaume. Nel 1682 si reca a Parigi con sua madre, sorella del poeta Philippe Quinault. La prima testimonianza di Boffrand a Parigi, risale al 19 settembre 1685 quando partecipa con sua madre al matrimonio della figlia maggiore di Quinault con Charles Le Brun, nipote e figlioccio del grande pittore. Quinault lo introdurrà negli ambienti della Corte e della città di Parigi, tanto che l'anno seguente appare citato nelle liste dei costruttori reali, quando si occupa di disegnare Place Vendôme al seguito del grande architetto Jules Hardouin-Mansart. Collaboratore del grande maestro, Boffrand, dal 1690 sarà associato alle grandi commissioni reali dove partecipa anche al cantiere dell'Orangerie di Versailles.

Boffrand fu uno dei maggiori architetti del nuovo stile Reggenza, che contribuirà a creare. Fu anche un grande creatore e promotore del Rococò integrato all'architettura classica mansartiana della fine del regno del Re Sole. Infatti scrupoloso di conservare la monumentalità classica dell'Architettura barocca francese, cercherà di affermare l'ornamentazione rocaille nelle decorazioni d'interni con grande maestria.

lo splendido Salone Ovale dell'Hôtel de Soubise di Parigi.

La sua professionalità gli permetterà nel 1699 di lasciare le grandi Opere Reali per dedicarsi a una clientela privata, essenzialmente parigina, raffinata e ambiziosa, disposta ad accettare con audacia delle innovazioni, impensabili fino ad allora, per degli edifici ufficiali. Fu così che nel 1703 progettò la costruzione del Castello dei Duchi di Lorena a Lunéville[1], che gli valse la nomina di Primo Architetto dal duca Leopoldo di Lorena. Lavora, poi, all'ampliamento del prestigioso Palais Bourbon, nel 1710; e si trova quindi, dal 1732, a decorare gli sfavillanti interni dell'Hôtel de Soubise, forse il suo capolavoro; e ancora a concepire la ricostruzione del Castello d'Aulnois, per la famiglia degli Armoises, nel Ducato di Lorena.

Tuttavia esegue anche numerose opere pubbliche al servizio della Città di Parigi, in seguito dell'entrata a far parte dell'Académie royale d'architecture nel 1709. Nel 1732 sarà nominato Ispettore generale dei Ponti e delle Strade creando dei progetti di ristrutturazione e risanamento del quartiere delle Halles. Partecipa al concorso per la costruzione della Place Louis XV, l'odierna Place de la Concorde; nominato capo dell'Hôpital général nel 1724, costruisce nel 1727, nell'Île de la Cité, il superbo Hôpital des Enfants Trouvés (andato distrutto); lavora alla Salpêtrière, a Bicêtre e all'Hôtel-Dieu.

La sua maestria, ormai riconosciuta a livello internazionale, lo porta anche a operare per il Principe elettore Massimiliano II Emanuele di Baviera che gli commissiona una fontana e un padiglione da caccia per i giardini del suo Castello di Bouchefort, nei dintorni di Bruxelles, oggi distrutto. In Germania, collabora con Balthasar Neumann, nel 1724, alla Residenza di Würzburg.

Il 10 gennaio del 1745 Boffrand diviene membro della prestigiosa Royal Society e lo stesso anno è autore di un trattato d'architettura, Le livre d'architecture nel quale sono stampati i suoi capolavori. Questo libro contribuirà enormemente alla diffusione dello stile Rococò e del gusto francese in tutta Europa.

Fr i suoi allievi si ricordano François Dominique Barreau de Chefdeville, Charles-Louis Clérisseau, e soprattutto, Emmanuel Héré, l'architetto della scenografica Place Stanislas a Nancy.

Muore a Parigi all'età di 87 anni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Architecture civile[modifica | modifica wikitesto]

A Parigi[modifica | modifica wikitesto]

l'Hôtel de Boffrand nella Place Vendôme.
la facciata dell'Hôtel de Soubise.
  • Place Vendôme, 1685-99, disegnatore sotto la direzione di Jules Hardouin-Mansart.
  • Hôtel Le Brun, 49 rue du Cardinal-Lemoine, 1700, costruito per Charles II Le Brun, nipote e figlioccio del grande pittore Charles Le Brun e parente di Boffrand.
  • Hôtel de Soubise, 60 rue des Francs-Bourgeois, 1704-1707 e 1735–1740.
  • Facciata del Convento dei Padri de la Merci, 45 rue des Archives, commissionata dal principe di Soubise per migliorare l'edificio dirimpettaio, distrutto sotto la Rivoluzione francese.
  • Hôtel d'Argenson (detto anche Hôtel de la chancellerie d'Orléans), 19 rue des Bons-Enfants, 1707, distrutto nel 1923.
  • Palazzo del Petit Luxembourg, 1709-1716: ristrutturato per Anna del Palatinato, vedova del principe Enrico III Giulio di Borbone-Condé.
  • ristrutturazione dell'Hôtel de Mayenne, 21 rue Saint-Antoine, 1709, per Carlo Enrico di Lorena, conte di Vaudémont.
  • Hôtel Amelot de Gournay, 1 rue Saint-Dominique, 1712.
  • Hôtel de Torcy (oggi Hôtel Beauharnais, Ambasciata di Germania), 78 rue de Lille, 1713.
  • Hôtel de Seignelay, 80 rue de Lille, 1713.
  • Bibliothèque de l'Arsenal, 1715–25, per il duca del Maine.
  • ristrutturazione del Palazzo di Giustizia, 1722.
  • Portale dell'Hôtel de Villars (oggi Municipio del VII arrondissement di Parigi), 116 rue de Grenelle.

Regione Parigina:

In Lorena[modifica | modifica wikitesto]

il Castello di Lunéville.
Castello de Beauvau-Craon a Haroué

a Nancy:

  • Hôtel des Loups, primo hôtel particulier costruito da Boffrand a Nancy.
  • Hôtel de Ludre
  • Hôtel de Beauvau-Craon, 2 place de la Carrière, per Marc de Beauvau, principe di Craon.
  • Hôtel Ferraris, 29 rue du haut-Bourgeois, 1717–20.
  • Hôtel de la Monnaie, rue de la Monnaie, 1721.

in Europa:

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Genio Civile[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (FR) Michel Gallet, Jörg Garms: Germain Boffrand 1667–1754. L'aventure d'un architecte indépendant. Ed. Herscher, Parigi, 1986.
  • (FR) Le Franc Erwann, Les Boffrand: Une dynastie d'artistes nantais au xviie siècle., da: Bulletin de la Société d'histoire et d'archéologie de Nantes et de Loire-Atlantique, vol. 143, 2008.
  • (FR) François-Pierre-H Tarbé de Saint-Hardouin: Notices biographiques sur les ingénieurs des ponts et chaussées depuis la création du corps, en 1716, jusqu'à nos jours - Germain Boffrand, Parigi, Librairie Polytechnique, 1884.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Francia", Guida TCI, 1997.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN7440183 · ISNI (EN0000 0000 8086 3463 · LCCN (ENn86869761 · GND (DE123285852 · BNF (FRcb149578633 (data) · ULAN (EN500018114 · BAV ADV10118549 · CERL cnp01330846 · WorldCat Identities (ENn86-869761
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