Vai al contenuto

G-LOC: Air Battle

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
G-LOC: Air Battle
videogioco
Schermata della versione arcade
PiattaformaArcade, Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64, Game Gear, Sega Master System, Sega Mega Drive, ZX Spectrum
Data di pubblicazioneGiappone aprile 1990

Game Gear:
Giappone 15 dicembre 1990
EuropaAmerica del Nord 1991
Master System:
Phase Alternating Line dicembre 1991
computer:
Phase Alternating Line 1992
Mega Drive:
Giappone 26 febbraio 1993
America del Nord febbraio 1993
Phase Alternating Line 21 gennaio 1993

GenereSparatutto in prima persona, simulatore di volo
TemaGuerra
OrigineGiappone
SviluppoSega-AM2, Images Software (computer), Probe Software (Mega Drive)
PubblicazioneSega, U.S. Gold (computer)
DesignYu Suzuki (arcade[1])
ProgrammazioneDavid Perry e Stuart Gregg[2] (Mega Drive), Rob Hylands (CPC), Damian Stones e James Sharp (Spectrum), James Smart (C64)
MusicheHiroshi Miyauchi (arcade[1])
Modalità di giocoGiocatore singolo, multigiocatore (solo Game Gear)
Periferiche di inputJoystick, tastiera, mouse, gamepad
SupportoCartuccia, cassetta, floppy disk
Distribuzione digitaleVirtual Console
Requisiti di sistema
  • Amstrad CPC: 128k
  • ZX Spectrum: 128k
Fascia di etàCERO: A · ESRB: E · PEGI: 3[3]
SerieAfter Burner
Preceduto daAfter Burner II
Seguito daAfter Burner III
Specifiche arcade
CPUTre Motorola 68000 a 12,5 MHz
Processore audioZilog Z80 a 4,26987 MHz
SchermoRaster orizzontale
Risoluzione320×224 a 60 Hz
Periferica di inputCloche analogica con 2 pulsanti, manetta con 1 pulsante
Logo utilizzato in Sega Ages, molto simile a quello originale
Logo utilizzato sulle confezioni per computer
Logo utilizzato sulla confezione per Master System

G-LOC: Air Battle è un videogioco arcade sparatutto del 1990 prodotto da Sega. Venne convertito per le console Game Gear, Sega Master System e Sega Mega Drive edito dalla Sega e, con il titolo G-LOC R360, per home computer Amiga, Amstrad CPC, Atari ST, Commodore 64 e ZX Spectrum, edito dalla U.S. Gold. Il giocatore pilota un moderno jet militare con prospettiva tridimensionale, in prima e a volte in terza persona. G-LOC è la sigla inglese della visione nera, fenomeno che può colpire i piloti sotto forti accelerazioni; il significato della sigla, Loss of Consciousness by G Force, a volte è mostrato come sottotitolo del gioco.

Considerato appartenente alla serie After Burner, il gioco ha avuto un seguito dal titolo Strike Fighter, commercializzato in Occidente con il titolo di After Burner III.[4]

Il gioco emulato è stato distribuito per Nintendo 3DS (versione Game Gear) tramite Virtual Console nel 2012 e per Nintendo Switch (versione arcade) nella serie Sega Ages nel 2020.

Modalità di gioco

[modifica | modifica wikitesto]

G-LOC si caratterizza come uno sparatutto meno frenetico rispetto ad After Burner, con una lieve tendenza alle maggiori finezze di un simulatore di volo.[5] Il cabinato arcade fu prodotto in una notevole versione con seduta mobile, capace fisicamente di beccheggio e rollio, oltre che in più semplici versioni con seduta immobile e classico verticale.[5] Si aggiunse poi una versione con cabinato R-360, in grado di ruotare in tutte le direzioni, anche girando il giocatore a testa in giù.[6] In ogni caso si utilizza una barra di comando con i pulsanti per le armi e una manetta per la mano sinistra, che regola la velocità e include un pulsante per il postbruciatore.[5]

La visuale 3D è fondamentalmente in prima persona dall'abitacolo, con quadro comandi visibile, ma ci sono momenti in cui la vista diventa temporaneamente in terza persona da dietro il velivolo, quando c'è la minaccia in coda di un aereo o missile nemico.[5] Il tal caso bisogna effettuare manovre evasive per liberarsi dell'inseguitore, poi si torna alla prima persona.[1] Lo scopo di ogni livello è abbattere un certo numero di aerei nemici, che entrano in scena da davanti e da dietro. Alcuni livelli hanno bersagli di superficie da distruggere.[1] C'è un tempo limite per livello da rispettare.[7] Il jet del giocatore è armato di doppio cannoncino mitragliatore, con munizioni illimitate, e di missili a ricerca automatica, puntabili agganciando il nemico con un mirino, in quantità limitata.[1]

Ci sono tre livelli di difficoltà generale selezionabili, che presentano anche differenze nel gameplay. Il percorso principiante ha 8 livelli, il medio 12 e l'esperto 16; quest'ultimo offre tutte le caratteristiche del gioco, con controlli reattivi, possibilità di volo rovesciato a volontà[6] e missioni notturne.[5] Per contro, ad esempio in modalità principiante non si utilizza affatto la manetta. I tre percorsi sono ambientati in scenari molto vari, ad esempio tra le enormi pareti rocciose di una gola, sopra un'area industriale, o sorvolando isole in mezzo all'oceano.[8] Più avanti nel gioco si dovrà anche effettuare l'atterraggio su una portaerei.[1]

Le versioni domestiche chiaramente non potevano neanche avvicinarsi alle caratteristiche hardware dei cabinati di G-LOC. Le sue peculiarità di successo non potevano in pratica essere convertite.[7][9][10] Il gioco domestico era lontano dal poter essere considerato anche un vero simulatore di volo.[11][10]

Sui computer sono presenti 36 missioni come nell'originale,[12] sempre divise in tre livelli di difficoltà.[7] Gli spostamenti dell'inquadratura alla terza persona per le brevi sequenze d'inseguimento sono mantenute anche su Amiga[13] e Atari ST,[14] mentre sono assenti sui computer meno potenti. La regolazione della velocità, qui tramite tasti, è mantenuta su Amiga e Commodore 64, ma non è documentata su Amstrad CPC.[12] Almeno in un'edizione per Amiga fu incluso come insolito omaggio un paio di occhiali da sole.[13]

Le versioni per console presentano varianti originali e non sono correlate tra loro. Sulla console portatile Game Gear si affrontano 9 missioni a tre difficoltà, sempre con lo scopo di distruggere un certo numero di nemici.[15] Comunemente si tratta di aerei, ma possono essere navi o carri armati, difesi da aerei.[16] Si vincono bonus monetari, che tra un livello e l'altro si possono spendere per acquistare potenziamenti, come energia vitale rappresentata dal carburante,[15] mitragliatrici migliorate, scorte di missili, migliore schermatura, ecc.[16] Questa è anche l'unica versione dotata di multigiocatore, possibile collegando via cavo due Game Gear.[16]

Anche su Master System ci sono vari arricchimenti, tra cui scontri con boss.[2]

Sul più potente Mega Drive sono mantenuti il cambio di prospettiva in terza persona[17] e l'atterraggio sulla portaerei,[18] inoltre è possibile l'acquisto di missili tra i livelli[17] e sono presenti nemici bonus distinguibili dal colore.[2]

G-LOC fa parte di una serie di arcade di alto profilo della Sega che un volantino del 1990 pubblicizzò come High-Entertainment Gamer Series. La serie era iniziata con Hang-On e G-LOC era l'ultimo arrivato; si trattava di giochi tecnicamente avanzati, abbinati a una versione "di lusso" con cabinato speciale. La versione superiore di G-LOC ha infatti un notevole e grosso cabinato che utilizza due pistoni idraulici per ruotare su due assi.[5] Fu realizzato dalla squadra di Yu Suzuki come l'analogo sparatutto con jet After Burner, eppure non fu titolato esplicitamente come un seguito diretto, presumibilmente perché divergeva verso un ritmo meno frenetico e leggermente più simulativo.[5]

Il software del gioco, allora tecnicamente all'avanguardia nelle sale giochi, realizza la grafica tridimensionale mescolando sia un metodo a poligoni pieni, sia la già nota tecnologia Sega di elaborazione e scalatura degli sprite.[19]

Successivamente fu lanciata anche la versione hardware ancora più estrema, col nuovo cabinato R-360 cappottabile a 360°. Fu realizzata anche una versione speciale dimostrativa, per le fiere, del G-LOC su R-360, con due modalità: un volo automatico col giocatore solo come passeggero, o un breve combattimento.[6]

Le conversioni per home computer furono date in licenza al produttore britannico U.S. Gold, che assegnò lo sviluppo all'Images Software Ltd. di Fareham, dopo aver vagliato le proposte di più software house.[20] Le versioni per console Sega di solito erano gestite dall'azienda stessa, ma nel caso del Mega Drive, insolitamente, anche questa fu sviluppata in Gran Bretagna, dalla Probe Software. Il suo programmatore Stuart Gregg suppone che tale scelta fosse un esperimento da parte della Sega.[2] Secondo Gregg, la presenza di aggiunte al gameplay su Mega Drive era desiderata dalla Sega fin dall'inizio, per recuperare un po' sul fatto che la console non poteva proprio competere con l'arcade sul piano tecnologico.[2] Il programmatore originariamente era David Perry, ma Gregg lo sostituì quando lasciò la Probe, con la prima progettazione del software già fatta. Gregg sostiene che lo sviluppo si basò sulla visione di molti video del gioco originale, ma la Probe non aveva nemmeno a disposizione l'arcade da esaminare, e si doveva andare in sala giochi per provarlo.[2]

G-LOC per sala giochi si fece notare per la grafica tridimensionale rapida e fluida,[8] la velocità e l'abbondanza di particolari su schermo.[10] Molte riviste dell'epoca ne furono entusiaste, con qualche eccezione.[19][8][6][21] Fu definito uno degli arcade più spettacolari degli ultimi tempi, soprattutto grazie alla grafica frutto di un misto di vettoriale e bitmap.[22] Fu anche definito uno degli arcade più importanti della sua stagione, principalmente in virtù della versione R-360.[23] Fu un campione di incassi, specialmente sul R-360.[11]

Sulle piattaforme domestiche era praticamente impossibile riprodurre certe qualità dell'arcade,[7][9][10] comunque il gioco uscì per molti sistemi, venendo abbondantemente trattato dalla critica, con giudizi fortemente variabili. Qualche rivista storica fu entusiasta, per poi scendere fino ad altre decisamente negative, e nel complesso i risultati furono medi, forse leggermente migliori su ZX Spectrum e Amstrad CPC.[24][25] Anche su recensioni complessivamente positive, il gioco fu a volte criticato per la sua monotonia.[15][16][11] In retrospettiva, secondo Retro Gamer le conversioni furono realizzate decentemente, eccetto quella per Commodore 64 giudicata pessima, con la migliore riuscita sul Mega Drive.[6][2]

  1. 1 2 3 4 5 6 Banca dati MAME.
  2. 1 2 3 4 5 6 7 Retro Gamer 195, p. 73.
  3. (EN) G-Loc: Air Battle, su Pan European Game Information, Interactive Software Federation of Europe. URL consultato il 29 dicembre 2021.
  4. (EN) Kurt Kalata, After Burner, su Hardcore Gaming 101, settembre 2012.
  5. 1 2 3 4 5 6 7 Retro Gamer 195, p. 71.
  6. 1 2 3 4 5 Retro Gamer 195, p. 72.
  7. 1 2 3 4 Zzap! 70.
  8. 1 2 3 Trucchi e Segreti Videogiochi 16.
  9. 1 2 Computer+Videogiochi 6.
  10. 1 2 3 4 Computer+Videogiochi 19.
  11. 1 2 3 Computer+Videogiochi 18.
  12. 1 2 Manuale U.S. Gold.
  13. 1 2 The Games Machine 44.
  14. Schermata su MobyGames.
  15. 1 2 3 Game Power 3.
  16. 1 2 3 4 Consolemania 1.
  17. 1 2 Computer+Videogiochi 25.
  18. Game Power 19.
  19. 1 2 K 20.
  20. (EN) Anatomy of a game (JPG), in Amstrad Computer User, marzo 1992, pp. 49-51.
  21. Elenco di recensioni su MobyGames.
  22. Computer+Videogiochi speciale.
  23. The Christmas Machine.
  24. Riviste in Bibliografia ed elenchi di recensioni su MobyGames, Hall of Light, Lemon64, ZXDB.
  25. (EN) G-Loc R360 (Amstrad CPC), su uvlist.net.
  • (JA, EN) G-LOC: Air Battle (volantino arcade), Sega, 1990.
  • (EN, FR, DE, IT) G-LOC R360 (manuale per home computer), U.S. Gold, 1991.
  • (PT) G-LOC (manuale per Master System), Tec Toy.

Riviste:

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]
  Portale Sparatutto: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di sparatutto