Forza Genki - Forza Sugar

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Forza Genki - Forza Sugar
がんばれ元気
(Ganbare Genki)
Forza Genki Volume 1.jpg
Copertina del primo volume dell'edizione italiana, raffigurante Genki
Generespokon
Manga
AutoreYū Koyama
EditoreShogakukan
RivistaWeekly Shōnen Sunday
Targetshōnen
1ª edizione1976 – 1981
Periodicitàsettimanale
Tankōbon28 (completa)
Editore it.RW Edizioni - Goen
Collana 1ª ed. it.Dansei Collection
1ª edizione it.20 dicembre 2014 – in corso
Periodicità it.aperiodico
Volumi it.27 / 32 Completa al 84%
Testi it.Valeria Dinapoli (vol. 1-5), Valentina Vignola (vol. 6+), Federica Di Paolo
Serie TV anime
Forza Sugar
RegiaRintarō (regia generale), Akinori Nagaoka, Masahiro Sasaki
Composizione serieShun-ichi Yukimuro
Char. designKazuo Komatsubara, Takao Kozai
MusicheKouichi Morita
StudioToei Animation
ReteFuji Television
1ª TV16 luglio 1980 – 1º aprile 1981
Episodi35 (completa)
Rapporto4:3
Durata ep.22 min
Rete it.Televisioni locali
1ª TV it.1983
Episodi it.35 (completa)
Durata ep. it.22 min
Studio dopp. it.C.R.C.
Dir. dopp. it.Giovanni Brusatori

Forza Genki - Forza Sugar (がんばれ元気 Ganbare Genki?) è un manga giapponese di genere spokon dedicato al pugilato, scritto e illustrato da Yū Koyama. L'opera è stata serializzata dal 1976 al 1981 sulla rivista Weekly Shōnen Sunday e poi raccolta in 28 volumi tankōbon dalla casa editrice Shogakukan.

A distanza di quasi 40 anni dalla prima pubblicazione del manga originale, la casa editrice RW Edizioni sotto l'etichetta Goen ha deciso di dare alle stampe l'opera integrale in italiano nella collana Dansei Collection con pubblicazione aperiodica a partire dal 20 dicembre 2014[1]. Dal manga è stato tratto un anime, intitolato Forza Sugar, che ripercorre gli avvenimenti dei primi 13 volumi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il piccolo Sugar (Genki Horiguchi nella versione originale), 5 anni e orfano della mamma (morta di parto), vive con il papà Peter "Pugno d'acciaio" Pepper (in originale Hideki "Shark" Horiguchi), ex-pugile professionista dal palmarès discreto ma non eccelso fra i pesi leggeri, ritiratosi alla nascita di Sugar. La loro non è certo una vita di agi e ricchezze, ma rimane pur sempre dignitosa e segnata da un affetto profondo.

Dopo una lunga assenza dalla scena della boxe, Peter "Pugno d'acciaio" Pepper decide di tornare a combattere tra i professionisti fra pesi piuma, scendendo così di ben due categorie di peso. Nonostante sia debilitato dall'inedia dovuta a una dieta ferrea condotta per rientrare nei limiti di peso della categoria e da condizioni di vita non certo ideali, riesce a vincere i primi due incontri.

Confortato dai primi successi, Pepper decide di sfidare la stella emergente della boxe giapponese Kenny Seki (Kenji Seki in originale). L'incontro, combattuto stoicamente da Pepper, lo vede però duramente sconfitto al terzo round per KO, tanto da costringerlo a un urgente ricovero in ospedale per via dei pesanti colpi incassati soprattutto alla testa. Avendo però promesso a Sugar che lo avrebbe portato in ogni caso al luna park alla fine dell'incontro, Pepper abbandona il letto d'ospedale nonostante il fisico pesantemente debilitato e le condizioni critiche. Muore così in maniera davvero drammatica, seduto sulla panchina del parco, accanto al figlio che lo crede semplicemente addormentato.

In ospedale Kenji Seki chiede perdono al piccolo Sugar per quanto fatto a lui e a suo padre: dopo un iniziale momento di rabbia, Sugar non solo decide di concederglielo, riconoscendo a Seki il merito di aver battuto il padre in un match che lui stesso definisce leale, ma arriva perfino a chiedere a Seki di diventare campione del mondo per onorare il sogno di Pepper. Promessa che di lì a poco Kenji Seki manterrà, laureandosi campione mondiale indiscusso della categoria. Quanto a Sugar, da quel momento e nonostante l'ancor tenera età, decide che il suo unico scopo nella sua carriera di pugile (a cui si è già avviato per seguire le orme del padre) sarà quello di coronare il sogno del genitore scomparso e diventare campione del mondo.

Essendo rimasto orfano, Sugar va a vivere a casa dei facoltosi nonni materni, i signori Tanuma, dove cresce circondato dall'affetto premuroso dell'anziana coppia. I coniugi Tanuma cercano vanamente di dissuaderlo dal seguire le orme del padre da loro mai accettato, essendo stati fin da subito contrari a concedergli in sposa la loro unica figlia, e della cui morte lo ritengono responsabile per via dell'esistenza disagiata da lui offertale e della sua ondivaga carriera da pugile. Sugar è così costretto ad allenarsi di nascosto, lontano dalla vista dei nonni. Intanto frequenta con profitto la scuola e si dimostra uno studente modello.

Indossando i guantoni che furono di suo padre prosegue così gli esercizi, prima da solo, poi sotto la guida attenta del signor Mishima. Mishima è un'ex promessa della boxe giapponese alla cui carriera ha posto fine una durissima sconfitta incassata per mano di Kenji Seki. Una volta appesi definitivamente i guantoni al chiodo, Mishima diventa dapprima guardia personale di un capo della yakuza (sulle sue spalle ha un enorme tatuaggio a testimoniarlo e che al tempo stesso gli impedisce di risalire sul ring) per poi finire in una piccola palestra di periferia a tracannare alcol per quasi tutto il giorno.

A far conoscere i due è stata la maestra di Sugar, la signorina Ashika (Yuko Ashikawa nella versione giapponese), un tempo fidanzata proprio di Mishima (da lei ancora segretamente amato senza venire però, almeno apertamente, contraccambiata) e ancor prima di Kenji Seki (ragion per cui Seki si accanirà ferocemente sul ring contro Mishima nell'incontro che porrà fine alla carriera pugilistica di quest'ultimo), e alla quale Sugar si affeziona in maniera particolare. Dopo aver finalmente iniziato a riaffacciarsi alla vita allenando Sugar, il signor Mishima viene arrestato e condannato a scontare una pena in carcere. Uscito dopo alcuni anni, morirà di tisi nel giro di pochi mesi, ma non prima di aver preparato Sugar alla carriera di boxeur professionista.

Sugar quindi, si trasferirà a Tokyo, al fine di mantenere la promessa fatta sulla tomba del padre di entrare nel mondo del pugilato professionistico. La serie animata non traspone fino alla fine il manga da cui è tratto (per l'esattezza, copre solo 1/3 dell'opera da cui si ispira) per cui il finale rimane in sospeso.

Media[modifica | modifica wikitesto]

Manga[modifica | modifica wikitesto]

Il manga è stato scritto da Yū Koyama ed è stato serializzato sulla rivista settimanale Weekly Shōnen Sunday, edita da Shogakukan, dal 1976 al 1981. Tra il 1977[2] e il 1981[3] la Shogakukan ha raccolto i capitoli in ventotto volumi tankōbon.

In Italia la serie viene pubblicata da RW Edizioni sotto l'etichetta Goen nella collana Dansei Collection dal 20 dicembre 2014 a cadenza aperiodica[1].

Volumi[modifica | modifica wikitesto]

Data di prima pubblicazione
GiapponeseItaliano
121 maggio 1977[2]ISBN 4-09-120211-X 20 dicembre 2014[4]ISBN 978-88-6712-289-9
218 luglio 1977[5]ISBN 4-09-120212-8 2 maggio 2015[6]ISBN 978-88-6712-329-2
318 agosto 1977[7]ISBN 4-09-120213-6 25 luglio 2015[8]ISBN 978-88-6712-367-4
417 ottobre 1977[9]ISBN 4-09-120214-4 5 settembre 2015[10]ISBN 978-88-6712-434-3
513 dicembre 1977[11]ISBN 4-09-120215-2 12 dicembre 2015[12]ISBN 978-88-6712-453-4
621 febbraio 1978[13]ISBN 4-09-120216-0 17 giugno 2017[14]ISBN 978-88-6712-504-3
717 aprile 1978[15]ISBN 4-09-120217-9 11 novembre 2017[16]ISBN 978-88-6712-538-8
816 giugno 1978[17]ISBN 4-09-120218-7 14 settembre 2020[18]ISBN 978-88-6712-797-9
915 agosto 1978[19]ISBN 4-09-120219-5 5 dicembre 2020[20]ISBN 978-88-6712-836-5
1016 ottobre 1978[21]ISBN 4-09-120220-9 22 gennaio 2021[22]ISBN 978-88-6712-998-0
1118 dicembre 1978[23]ISBN 4-09-120221-7 12 marzo 2021[24]ISBN 978-88-9284-038-6
1217 febbraio 1979[25]ISBN 4-09-120222-5 12 marzo 2021[26]ISBN 978-88-9284-078-2
1320 giugno 1979[27]ISBN 4-09-120223-3 30 aprile 2021[28]ISBN 978-88-9284-090-4
1422 agosto 1979[29]ISBN 4-09-120224-1 28 maggio 2021[30]ISBN 978-88-9284-116-1
1522 ottobre 1979[31]ISBN 4-09-120225-X 18 giugno 2021[32]ISBN 978-88-9284-118-5
1622 dicembre 1979[33]ISBN 4-09-120226-8 25 giugno 2021[34]ISBN 978-88-9284-136-9
1721 gennaio 1980[35]ISBN 4-09-120227-6 16 luglio 2021[36]ISBN 978-88-9284-170-3
1818 marzo 1980[37]ISBN 4-09-120228-4 30 luglio 2021[38]ISBN 978-88-9284-177-2
1915 maggio 1980[39]ISBN 4-09-120229-2 13 agosto 2021[40]ISBN 978-88-9284-206-9
2016 luglio 1980[41]ISBN 4-09-120230-6 17 settembre 2021[42]ISBN 978-88-9284-208-3
2120 settembre 1980[43]ISBN 4-09-120481-3 15 ottobre 2021[44]ISBN 978-88-9284-243-4
2218 novembre 1980[45]ISBN 4-09-120482-1 17 dicembre 2021[46]ISBN 978-88-9284-267-0
2317 gennaio 1981[47]ISBN 4-09-120483-X 30 dicembre 2021[48]ISBN 978-88-9284-284-7
2419 marzo 1981[49]ISBN 4-09-120484-8 25 marzo 2022[50]ISBN 978-88-9284-396-7
2516 aprile 1981[51]ISBN 4-09-120485-6 29 aprile 2022[52]ISBN 978-88-9284-398-1
2615 maggio 1981[53]ISBN 4-09-120486-4 13 maggio 2022[54]ISBN 978-88-9284-400-1
2715 giugno 1981[55]ISBN 4-09-120487-2 27 maggio 2022[56]ISBN 978-88-9284-402-5
2817 luglio 1981[3]ISBN 4-09-120488-0 ISBN 978-88-9284-418-6
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32

Anime[modifica | modifica wikitesto]

Logo originale della serie

Un adattamento anime diretto da Rintarō e prodotto da Toei Animation, è andato in onda in Giappone dal 16 luglio 1980 al 1º aprile 1981 su Fuji Television per un totale di trentacinque episodi. Le sigle d'apertura e chiusura sono rispettivamente Kaze ni nare e Masshiro na Ringu e, entrambe cantate da Kin'ya Hori. La trasposizione animata ricopre gli avvenimenti dei primi 13 volumi del manga.

In Italia la serie venne trasmessa per la prima volta nel 1983 su Euro TV e altre televisioni locali. La sigla italiana è Forza Sugar!, cantata dai Rocking Horse. Esiste inoltre un ulteriore sigla realizzata da I Cavalieri del Re che venne scartata a favore di quella dei Rocking Horse, poi utilizzata in seguito come sigla di Ugo il re del judo. A causa di un errore di attribuzione del distributore italiano, parecchie repliche della seconda serie di Rocky Joe sono andate in onda con la sigla iniziale di Forza Sugar.

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

L'edizione italiana è stata curata dalla Play World Film. Il doppiaggio è stato eseguito presso la C.R.C. di Roma sotto la direzione di Giovanni Brusatori.

Personaggio Nome originale Doppiatore originale Doppiatore italiano
Sugar Peper Genki Horiguchi Toshiko Fujita Gabriella Andreini (da bambino)
Marco Joannucci (da adulto)
Peter "Pugno d'acciaio" Peper Hideki Horiguchi Makio Inoue Giovanni Petrucci
Madre di Sugar (ep. 3) Minako Horiguchi Gabriella Andreini
Nonno materno di Sugar Kizaburo Tanuma Diego Michelotti
Kenny Seki Kenji Seki Katsuji Mori Claudio Trionfi
Signor Mishima Eiji Mishima Shūichi Ikeda Giovanni Petrucci
Brisco Takeru Iyama Claudio Trionfi
Titolare della palestra Carlo Allegrini
Signorina Ashika Yuuko Ashikawa Kazuko Sugiyama
Lestamano Katsuzo Yamatani Giorgio Del Bene
Isadora Tomoko Ishida Beatrice Margiotti

Episodi[modifica | modifica wikitesto]

Titolo italiano
GiapponeseKanji」 - Rōmaji
In onda
GiapponeseItaliano
1Papà il campione
「ぼくと父ちゃん二人旅」 - Bokuto tōchan futaritabi
16 luglio 1980
1983
2Il piccolo campione
「ちっちゃなチャンピオン」 - Chicchana Chanpion
23 luglio 1980
3Combattimenti disperati
「親子ボクサー大奮戦」 - Oyako bokusa dai funsen
30 luglio 1980
4Una notte al parco
「遊園地の夜」 - Yūenchi no yoru
13 agosto 1980
5Papà non è morto
「父ちゃんは生きている」 - Tōchan ha iki teiru
20 agosto 1980
6Da mamma
「母ちゃん色の芦川先生」 - Kaachan shoku no ashikawa sensei
27 agosto 1980
7Papà sei grande
「父ちゃんパンチの炸裂だ」 - Tōchan panchi no sakuretsu da
3 settembre 1980
8I guantoni pieni di grinta
「傷だらけのグローブ」 - Kizu darakeno gurobu
10 settembre 1980
9Il giorno degli amici
「ともだち日・母ちゃんの日」 - Tomodachi nichi. kaachan no nichi
17 settembre 1980
10L'album della mamma
「母ちゃんのアルバム」 - Kaachan no arubamu
24 settembre 1980
11Il primo rivale
「はじめてのライバル」 - Hajimeteno raibaru
1º ottobre 1980
12Il vestito da sposa
「風の中のウェディングドレス」 - Kaze no nakano uedeingudoresu
15 ottobre 1980
13Sette anni dopo
「関拳児まであと七年」 - Kan Kenji madeato nananen
22 ottobre 1980
14Le gare della scuola
「秋空高く二人三脚」 - Aki sora takaku ninin sankyaku
29 ottobre 1980
15Aspetterò
「さようならの長い汽笛」 - Sayōnara no nagai kiteki
5 novembre 1980
16Il punto decisivo
「父ちゃんのふるさと」 - Tōchan nofurusato
12 novembre 1980
17Il primo eroe
「はじめてのヒーロー」 - Hajimeteno Hiro
19 novembre 1980
18Il nuovo allenatore
「山谷勝三おれは三枚目」 - Yamatani katsuzō oreha sanmaime
26 novembre 1980
19La stazione
「五才の思い出もどろか駅」 - Go sai no omoide modoroka eki
3 dicembre 1980
20Ritorno alla capitale
「七年ぶりの東京」 - Nananen burino tōkyō
10 dicembre 1980
21Il libretto di Brisco
「火山尊の手帳」 - Kazan Mikoto no techō
17 dicembre 1980
22Il fantoccio di neve
「クリスマスの雪だるま」 - Kurisumasu no yuki daruma
24 dicembre 1980
23È primavera
「桜のトンネルの向うで」 - Sakura no tonneru no mū de
7 gennaio 1981
24Il tesoro di Mishima
「帰ってきた三島栄司」 - Kaette kita Mishima sakae tsukasa
14 gennaio 1981
25Addio Brisco
「さらばライバル火山尊」 - Saraba Raibaru Kazan Mikoto
21 gennaio 1981
26Appare Kenj Seki
「霧の中の関拳児」 - Kiri no nakano kan kenji
28 gennaio 1981
27L'eroe del treno
「秀才岡村の挑戦」 - Shūsai okamura no chōsen
4 febbraio 1981
28Uomo di spirito
「友情ある決闘」 - Yūjō aru kettō
11 febbraio 1981
29Un grande segreto
「日曜日の黒に秘密」 - Nichiyōbi no kuro ni himitsu
18 febbraio 1981
30Isadora lascia casa
「とも子の家出」 - Tomo ko no iede
25 febbraio 1981
31Il ritorno di Brisco
「静かなるスパーリング」 - Shizuka naru Suparingu
4 marzo 1981
32Fuochi d'artificio
「瞳の中の花火」 - Hitomi no nakano hanabi
11 marzo 1981
33L'ultimo allenamento
「最後のスパーリング」 - Saigo no suparingu
18 marzo 1981
34Addio signor Mishima
「三島栄司別れの盆歌」 - Mishima sakae tsukasa wakare no bon uta
25 marzo 1981
35Domani e ancora domani
「明日に向って走れ」 - Ashita ni mutte hashire
1º aprile 1981

Riferimenti culturali[modifica | modifica wikitesto]

Nella puntata 1x13 La sposa sedicenne di City Hunter, tra il pubblico si intravede il volto di Sugar.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Marcello Durante, Forza Genki!, Goen pubblica il primo numero del manga di Yuu Koyama, in Comicsblog, 18 dicembre 2014. URL consultato il 18 giugno 2017.
  2. ^ a b (JA) がんばれ元気 1, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  3. ^ a b (JA) がんばれ元気 28, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  4. ^ Forza Genki! 1, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  5. ^ (JA) がんばれ元気 2, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  6. ^ Forza Genki! 2, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  7. ^ (JA) がんばれ元気 3, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  8. ^ Forza Genki! 3, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  9. ^ (JA) がんばれ元気 4, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
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  11. ^ (JA) がんばれ元気 5, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
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  42. ^ Forza Genki! 20, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 7 settembre 2021.
  43. ^ (JA) がんばれ元気 21, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  44. ^ Forza Genki! 21, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 12 ottobre 2021.
  45. ^ (JA) がんばれ元気 22, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  46. ^ Forza Genki! 22, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 14 dicembre 2021.
  47. ^ (JA) がんばれ元気 23, su shogakukan.co.jp, Shogakukan. URL consultato il 17 dicembre 2017.
  48. ^ Forza Genki! 23, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 22 dicembre 2021.
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  54. ^ Forza Genki! 26, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato l'8 maggio 2022.
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  56. ^ Forza Genki! 27, su animeclick.it, AnimeClick.it. URL consultato il 24 maggio 2022.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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