Fernando De Rosa

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Fernando de Rosa (Milano, 7 ottobre 1908Guadarrama, 16 settembre 1936) è stato un antifascista italiano.

FERNANDO DE ROSA.jpg

Attentò la vita di Umberto II di Savoia nel 1929; esule prima in Francia, poi in Spagna, perse la vita nel 1936 nella Guerra civile spagnola combattendo nelle forze repubblicane.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato da una relazione extraconiugale avuta dalla madre Umberta Zanetti (da Bologna) con Francesco De Rosa (da Castelluccio Inferiore - PZ), venne iscritto all'anagrafe come Fernando Lencioni, cognome poi sostituito con "de Rosa", alla morte del marito della madre.

Fernando crebbe a Torino[1], allevato dalla madre, insegnante elementare nel capoluogo piemontese.

Nel 1922 aderì e partecipò attivamente allo squadrismo fascista[1]. La sua militanza venne interrotta da un incidente occorsogli nella sua abitazione: mentre stava pulendo la pistola, partì un colpo che uccise un suo intimo amico e coetaneo, tale Mahmoud Aly Anim. In seguito all'incidente fu processato e condannato, il 25 ottobre 1924, a tre mesi e 15 giorni di detenzione. L'evento gli fece abbandonare l'attività squadristica e riprese gli studi, diplomandosi al liceo-ginnasio "Cavour", per poi iscriversi contemporaneamente, nel 1927, alle facoltà universitarie di Giurisprudenza e Scienze Politiche di Torino.

Negli ambienti scolastici si era avvicinato alle idee socialiste e nel 1928, per evitare il servizio militare di leva, espatriò clandestinamente in Francia, prendendo contatto a Parigi con Carlo Rosselli[1].

Fu quest'ultimo che, il 22 ottobre 1929, lo accompagnò al treno per Bruxelles, dove il principe Umberto di Savoia si trovava in visita ufficiale, per chiedere la mano della principessa Maria José, in quanto la tradizione belga imponeva che il fidanzamento dei principi avvenisse sul suolo patrio.

Nella mattinata del 24 ottobre, accompagnato dalla sua casa militare, Umberto di Savoia si recò a rendere omaggio alla tomba del Milite ignoto belga, ma la cerimonia fu momentaneamente interrotta dal colpo di pistola esploso da Fernando De Rosa.

Venne arrestato e condannato a cinque anni, ma poi la pena venne ridotta alla metà e nel 1932 si trasferì in Spagna[1]. Di lui si sa che venne arrestato di nuovo per aver partecipato allo sciopero delle Asturie.

1936 - rivista della Repubblica spagnola annunciante la morte di Fernando de Rosa

Allo scoppio della guerra civile spagnola si arruolò come volontario e assunse il comando del battaglione Octubre n.11[1]. Perì in battaglia sul monte Cabeza Líjar, presso Guadarrama[1].

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 il comune di Torino gli ha dedicato una strada[2] con la seguente motivazione:

«esule antifascista, caduto nel 1936 difendendo la Repubblica spagnola contro le armate franchiste»

Anche il comune di Tortona ha dedicato una via a Fernando De Rosa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f AA.VV., La Spagna nel nostro cuore: 1936-1939, tre anni di storia da non dimenticare, AICVAS, 1996, p. 166-167
  2. ^ Inaugurata stamattina "Via Fernando De Rosa", Ufficio stampa del Comune di Torino, 16-10-2004. URL consultato il 14-10-2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN49354072 · ISNI (EN0000 0000 6156 461X · SBN IT\ICCU\LO1V\210485 · LCCN (ENn00029408 · BNF (FRcb129181681 (data)