Farneta (Montefiorino)

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Farneta
frazione
Panorama di Farneta
Panorama di Farneta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Modena-Stemma.png Modena
Comune Montefiorino-Stemma.png Montefiorino
Territorio
Coordinate 44°21′05.9″N 10°34′17.91″E / 44.351639°N 10.571642°E44.351639; 10.571642 (Farneta)Coordinate: 44°21′05.9″N 10°34′17.91″E / 44.351639°N 10.571642°E44.351639; 10.571642 (Farneta)
Altitudine 710 m s.l.m.
Abitanti 214 (2014)
Altre informazioni
Cod. postale 41045
Prefisso 0536
Fuso orario UTC+1
Nome abitanti farnetani
Patrono san Tommaso
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Farneta
Farneta

Farneta (Farneeda in dialetto frignanese) è una frazione di Montefiorino, cittadina dell'Appennino modenese, situata tra Gusciola (2 km) e Romanoro (8 km). Si trova ai piedi del monte Modino di Frassinoro, scendendo verso il torrente Dolo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è diviso idealmente in quattro frazioni: I Boschi, Il Monte, Il Castello e La Chiesa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dalle origini al XIX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Nata come borgo rurale, le informazioni remote sono scarsissime. Si sa che faceva inizialmente parte della "Corte di Vitriola"[1], una delle corti che il 29 agosto 1071 Beatrice di Canossa, madre di Matilde, aveva fondato a Frassinoro come annessi del Monastero Benedettino[2]. Quando Papa Gregorio VII consacrò personalmente il primo Abate, Benedetto, Il Monastero divenne una Badìa, e Farneta entrò a far parte anche della "Comunanza dell'Abbadia" cui venne stabilmente annessa per giuramento nel 1200, allorché il Comune di Modena chiese il rinnovo dei giuramenti ai già membri della Abbadìa.[2]

Successivamente fu ceduta alla famiglia dei Montecuccoli di Polignago. A causa di discordie dei signori, il marchese Nicolò d’Este, l’11 giugno 1413 divise le loro giurisdizioni in modo che ad Albercuccio e Nicolò furono assegnati Montefiorino, Vitriola, Rubbiano, Meschioro, Farneta, Gusciola, Massa, Casola, Susano, Sassolato, Polinago, Pianorso, Rancidoro e Mirasole. Questa divisione rimase inalterata fino al 1429.

Nel 1637, non passò sotto il dominio diretto degli Estesi. In tale periodo, fu concessa dal duca Francesco I in feudo al Conte Abate Scalabrini ed al fratello Gio-Battista, consigliere ducale con il quale fondo` - nel paese - il "Pio Monte", una sorta di istituto di beneficenza.

Nel 1750 fu infeudata al Conte Silvestro Ponticelli, nel 1764 a Carlo Cassoli e nel 1870 al Conte Lorenzotti. Nel 1815 passo` alla Podesteria di Montefiorino. Conosciuta nell`antichità per l'attività dei "magnani" o "ramieri", artigiani dediti alla lavorazione del ferro o del rame.[3]

Dal XX secolo ad oggi[modifica | modifica wikitesto]

Nel periodo bellico, negli anni 1944-1945, le truppe cosiddette "Alleate" effettuavano lanci aerei per rifornire di armi e viveri le formazioni partigiane e la popolazione civile. Nel paese - infatti - si stabilirono provvisoriamente sia appartenenti alla cosiddetta Repubblica Partigiana di Montefiorino che esponenti delle cosiddette forze nazifasciste, con violenti scontri nei boschi circostanti[4].

La maggiore attrattiva storica del luogo è tuttora Il Castello, adesso trasformato in abitazioni private e visitabile solo dall'esterno. Sono ancora visibili i portali del `600 e le finestre zigrinate. All`interno dell`edificio, è tuttora conservato un monumentale camino di epoca rinascimentale con un leone rampante e tre stelle, simbolo della famiglia Giannini, che qui risiedeva.[3]

Nonostante un periodo di attività lavorativa legato alla costruzione della centrale idroelettrica, per l'intera prima metà del `900, complice l'urbanizzazione e la drastica diminuzione del lavoro nelle campagne, moltissimi abitanti del paese emigrarono nelle città del nord Italia e nei vicini capoluoghi di provincia (Milano, prima fra tutte, ma anche Modena) e nel nord Europa, in cerca di occupazione e per specializzarsi, contribuendo all`abbandono di alcuni abitati circostanti fra i quali Perbone. In questo modo, la popolazione di Farneta, che alla fine del 1800 ammontava a 450 abitanti e nel 1920 a 900 circa, scese a 214 abitanti nel 2014.[5]

Fu solo successivamente, dalla seconda metà degli anni settatna fino al pieno degli anni ottanta, che alcuni degli emigrati - ed i loro discendenti - iniziarono a rientrare a Farneta, sia per reimpiantarvi attività commerciali, che solo per trascorrervi i periodi vacanzieri. In quel decennio, Farneta raggiunse il massimo sviluppo: fu meta di personaggi illustri provenienti da Milano che, con spettacoli di musica e cabaret, allietavano le serate estive della borgata. I programmi televisivi di riferimento erano palinsesti quali Drive In e Ok, il prezzo è giusto! Fattore trainante era stata la presenza - nel paese - di alcuni dirigenti di Mediaset, fra i quali Carlo Bernasconi, i cui parenti erano originari del luogo.

Molto frequentata nelle stagioni estive ed invernali degli anni ottanta, la presenza festiva è andata poi scemando, complice il generale cambio di abitudini del modo di trascorrere le proprie vacanze da parte degli italiani che, innestato già negli anni settanta, si consolidò alla fine del decennio successivo con la predilezione per periodi brevi in luoghi esotici.[6]

L'acquedotto e la centrale idroelettrica[modifica | modifica wikitesto]

L'acqua proveniva dalle fonti di Vercedola, ed era chiamata "le tre fontane". Grazie a quelle sorgenti, Farneta fu uno dei primi paesi a dotarsi di un acquedotto privato, sovvenzionato dalla munificenza di un cittadino, Leonildo Magnoni a cavallo fra ottocento e novecento. Una targa, posta all'interno della Chiesa, ricorda l'evento, ed allo stesso è stata dedicata una strada privata del paese. Da segnalare la presenza importante della centrale idroelettrica di Farneta; costruita agli inizi del secolo scorso, la sua architettura base (la centrale è stata poi ampliata) è stata preservata; al proprio interno, ospita un museo sul tema, con i vecchi macchinari. La cosiddetta "strada della centrale" permette di salire a Farneta direttamente dal ponte sul fiume Dolo, a valle, evitando di passare per il centro del paese di Montefiorino. Durante la costruzione della centrale, la vecchia chiesadel 1860 subi` gravi crolli, sopravvivendo solo l'abside. Al suo posto, fu costruita l'attuale parrocchia, progettata dall`architetto Silvestri di Modena e dedicata a San Tommaso Apostolo.[3]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La frazione ospita uno stadio. Inoltre, Farneta è dagli anni ottanta una delle scuole estive calcio per il Milan. Si segnala anche la vicinanza di centri sciistici di media/alta rilevanza (maggiormente celebri negli anni 60-70) quali "Piandelagotti" e - sul versante toscano - l'"Abetone" ed il "Passo delle Radici". Nei pressi di Farneta si trova un lago artificiale di medie dimensioni, dedicato alla pesca sportiva, comune anche nei fiumi della zona (fra i quali il Dolo, dove si riversano le acque sia del lago che della Centrale Idroelettrica).

Risorse Economiche[modifica | modifica wikitesto]

Da anni l'industria locale (casearia) è stata pressoché dismessa; lo stabilimento per imbottigliamento di acqua che sfruttava le sorgenti di Vercedola è ugualmente in stato di abbandono. Le uniche risorse economiche sono quelle della lavorazione della ceramica (a valle, lungo i torrenti Dolo e Secchia) ed il turismo stagionale. Quest`ultimo ha permesso a Farneta di mantenere alcuni servizi essenziali (poste, posto telefonico pubblico, banca, negozi di assistenza elettronica e meccanica) oltre ad attività di produzione locale (forno e macelleria) e ristorazione; è presente anche un collegamento con autobus di linea extraurbano regolare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "La giurisdizione della corte di Vitriola si estendeva sulle ville di Vitriola, Cerredolo, Cisana, Massa, Cornilio, Mogno, Montestefano, Rubbiano, Gusciola, Farneta, Costrignano, Susano, Savoniero." - http://www.sguardosulmedioevo.org/2012/10/la-corte-di-vitriola-nel-medioevo.html
  2. ^ a b http://www.luna-nuova.it/valdragone/ValDragonenellastoria/BreveStoriaDellaValDragone/brevesstoriadellavaldragone.pdf
  3. ^ a b c Archivi di Montefiorino, come riportati nella targa illustrativa posta nella piazza del Comune.
  4. ^ Anpi Modena - Resistenza Oggi
  5. ^ Comunità di Farneta
  6. ^ Asterio Savelli, Sociologia del Turismo, Franco Angeli, 2011, ISBN 8820494515.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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