Executor

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Executor
Executor.png
L'Executor, colpita da un A-wing durante la battaglia di Endor
Universo Guerre stellari
Profilo
Tipo Super Star Destroyer
Fazione Impero Galattico
Costruttore Impero Galattico
Dati tecnici
Armamento 5.000 turbolaser
Passeggeri 100.000
Lunghezza 19.000 metri
Altezza 4.000 metri
« Fener è su quella nave. »
(Luke Skywalker)

L'Executor è un'astronave dell'universo di Guerre stellari. Unico esemplare costruito di Super Star Destroyer durante il regno di Palpatine, era la nave ammiraglia personale del Signore Oscuro dei Sith Dart Fener e la nave principale della sua Flotta Stellare Imperiale. Aveva una gemella, la Lusankya.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Costruita in un cantiere segreto a Fondor, la Executor fu la prima nave della classe Super Star Destroyer ad entrare in servizio attivo presso la flotta imperiale. Venne posta sotto il comando diretto di Dart Fener poco dopo la Battaglia di Yavin. La nuova nave rimpiazzò la Devastator come nave ammiraglia di Fener, rendendola quindi la nave principale del recente Death Squadron. Tale task force contava, oltre che l'Executor, anche un numero considerevole di star destroyer sufficienti ad assaltare qualsiasi sistema stellare. L'unica persona conosciuta ad essere entrata furtivamente nella Executor è stato Kyle Katarn, come passeggero clandestino in una corvetta da una stazione di rifornimento su Ergo.

La nave partecipò a numerose operazioni militari: era presente alla Seconda Battaglia di Yavin dove annientò la base ribelle ed inflisse una pesante sconfitta all'alleanza. Essendo incredibilmente importante per la flotta imperiale, venne usata solo in missioni di prestigio tra le quali l'invasione di Megytto e l'annientamento della flotta ribelle presso gli asteroidi Vergesso. La missione senza dubbio più importante alla quale l'Executor partecipò fu l'assalto alla base ribelle di Hoth dove impedì la fuga di numerose navi ribelli, oltre a inviare sul pianeta i camminatori che avrebbero distrutto le difese della base ribelle.

La Executor venne distrutta nella Battaglia di Endor dopo che gli scudi protettivi del ponte vennero distrutti da un pesante bombardamento della squadriglia verde. Il pilota Arvel Crynyd (capo Verde, il comandante dello Stormo Verde, uno dei quattro gruppi di caccia stellari ribelli durante la Battaglia di Endor) perse il controllo del suo A-wing danneggiato e si schiantò sul torrione che ospitava il ponte di comando della nave, distruggendolo e disabilitando i sistemi di navigazione, causando una improvvisa accelerazione che colse tutti di sorpresa tanto che gli ufficiali non riuscirono a riprendere il controllo dalle nave. La nave entrò in collisione di prua con la seconda Morte Nera (non ancora completa) e venne distrutta nell'impatto, causando la morte dell'intero equipaggio.

Comando[modifica | modifica wikitesto]

Mentre Fener teneva la Executor come arma personale, le sue funzioni militari erano al servizio di una serie di ammiragli, ognuno dei quali incontrò la propria fine. L'Ammiraglio Amise Griff era il primo ufficiale della nave, avendone controllato la costruzione a Fondor. Griff comandò un assalto avventato su Yavin IV, e perse la vita. Il Comando venne dato a Kendal Ozzel, famoso per il suo errore che permise ai Ribelli di fuggire da Hoth. Per il suo fallimento Ozzel venne ucciso da Fener in persona, che diede il comando a Firmus Piett. Piett era l'unico comandante competente, e tuttavia morì come gli altri in battaglia.

Specifiche[modifica | modifica wikitesto]

La Executor fu il primo Super Star Destroyer ad entrare in servizio attivo benché prima di esso vi fossero altre navi molto più grandi di un normale Star Destroyer classe Imperator, come le classi Revenge e Praetoria che misuravano fino a 4000metri. Tale nave venne costruita per due motivi: il primo era per fornire una definitiva nave ammiraglia alla flotta imperiale, il secondo era costruire un altro oggetto di paura che avrebbe piegato tutti i sistemi al volere di Palpatine. L'Executor misurava ben 19 km di lunghezza oltre 4000 metri in altezza, aveva una forma a pugnale ed era di colore grigio blu nella zona corazzata e di un colore nero nella zona centrale della nave. La corazza era costruita in duracciaio rinforzato ed aveva uno spessore di circa 90 cm capace di resistere praticamente a qualsiasi super laser dell'epoca. Inoltre lo scudo deflettore era stato potenziato e oltre alle cupole poste sopra la torre di comando ne furono installate altre 2 nella parte anteriore del torrione di comando che fornivano un 15% in più di protezione. Dal punto di vista offensivo poteva contare su più di 3000 postazioni turbolaser, 2000 cannoni a ioni, 500 tubi per il lancio di missili (sia a concussione che a protoni). Oltre a tutto questo erano presenti vari sistemi "a raggio traente" capaci di intrappolare anche uno Star Destroyer. Inutile dire che qualsiasi essere senziente della galassia considerava l'attacco a questa nave un suicidio, anche per il fatto che realmente non vi era nave esistente che potesse confrontarsi con questo "colosso" ad armi pari. il suo armamento era pari se non superiore a quello di un'intera flotta di sistema (basti pensare che quasi il 70% della flotta ribelle ancorata a Vergesso venne distrutta da questa nave). L'unica nave che poteva rappresentare una minaccia per l'Executor (eccetto la morte nera) era il Super Star Destroyer Eclipse, ovvero la nave personale dell'Imperatore. Lo stesso ammiraglio Ackbar durante la battaglia di Endor mantenne la sua ammiraglia, la One Home, (che misurava 3500 metri) ad una distanza di sicurezza dall'Executor ben consapevole che non avrebbe mai potuto sconfiggerla. L'unico punto debole della nave (se così lo si può chiamare) era il torrione di comando che si innalzava per oltre 500 metri dal resto della nave: sebbene fosse pesantemente corazzato, protetto dallo stesso scudo deflettore e difeso da una fitta rete di batterie antiaeree, era tuttavia molto esposto al possibile fuoco nemico. L'Executor trasportava almeno 200 navi da sbarco, circa 1500 caccia TIE (di vari modelli), basi prefabbricate, un numero tra 30 e 60 di camminatori AT-AT e AT-ST e un esercito di Storm Trooper sufficiente a controllare un intero sistema stellare.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • Molte fonti dell'universo espanso hanno affermato che la Executor era lunga solo 8 km. Altre fonti hanno affermato che la Executor era lunga 12,8 km. Entrambe queste misure sono in contraddizione con i film, che mostrano la Executor piuttosto bene e che sembra essere 12 o 13 volte più lunga dei Distruttori Stellari che la accompagnano, rendendola quindi intorno ai 18 o 19 km di lunghezza. Il numero 12,8 km sembra essere un compromesso a metà tra le due misure. Nel settembre 2005 è stato controllato il valore reale, pari a 19.000 metri. Queste lunghezze rimangono ancora oggi un argomento di discussione tra i fan di Guerre stellari.
  • La miniatura della astronave usata per i film è un modello lungo 2,83 metri (9,25 piedi).

Apparizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Star Wars: Dark Forces
  • Classic Star Wars
  • Star Wars Episode V: L'Impero colpisce ancora (prima apparizione)
  • Shadows of the Empire
  • Star Wars Episode VI: Il ritorno dello Jedi
  • Star Wars: Il Potere della Forza
  • Star Wars: Empire at War Force of Corruption

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Imperial Sourcebook
  • Star Wars Trilogy Sourcebook
  • From Star Wars to Indiana Jones: The Best of the Lucasfilm Archives
  • Inside the Worlds of the Star Wars Trilogy
  • Heir to the Empire

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Guerre stellari Portale Guerre stellari: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Guerre stellari