Impero Galattico (Guerre stellari)

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Impero Galattico
Emblem of the First Galactic Empire.svg
Galaxymap p1.jpg
Nome originale Galactic empire
Universo Guerre stellari
1ª app. in Guerre stellari
Ultima app. in Rogue One: A Star Wars Story
Dati amministrativi
Lingua ufficiale Basic Galattico
Capitale Centro Imperiale
Valuta Credito galattico standard
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta (de facto)
Imperatore * Sheev Palpatine (19 BBY- 4 ABY)
Organi deliberativi Senato imperiale (19 BBY - 0)
Nascita 19 BBY
Causa Proclamazione del Nuovo Ordine
Fine 5 ABY
Causa Concordanza galattica
Evoluzione
Preceduto da * Repubblica Galattica
Succeduto da * Nuova Repubblica
(EN)

« Once more the Sith will rule the galaxy! And...we shall have...peace. »

(IT)

« Ancora una volta i Sith saranno i padroni della galassia! E... sarà sempre... pace. »

(Palpatine ne La vendetta dei Sith)

L'Impero Galattico (in inglese: Galactic Empire), conosciuto anche come Nuovo Ordine, Vecchio Impero Galattico, Primo Impero Galattico, o anche noto, per antonomasia, come l'Impero (in inglese: Empire), è un organismo politico immaginario descritto nell’universo di Guerre stellari. Apparso per la prima volta in Una nuova speranza, esso è la maggiore potenza militare della Galassia e si contrappone, all’interno della guerra civile galattica, all’Alleanza ribelle. Sono affiliati all’Impero la quasi totalità degli antagonisti della trilogia originale.

Secondo la linea temporale interna alla saga, l’Impero venne costituito durante La vendetta dei Sith, quando il cancelliere Sheev Palpatine, con la fine delle guerre dei cloni alle porte, trasformò la repubblica galattica autoproclamandosi imperatore col favore del senato. Dopo diciannove anni di governo distopico l’Impero subì una serie di pesanti sconfitte inflitte dalla Ribellione per poi soccombere con la distruzione della Morte Nera II e la battaglia di Jakku.

Con questo termine si indica generalmente l'impero Sith sotto il governo di Palpatine presente nella saga cinematografica, sebbene, secondo l'universo espanso, nella storia della galassia vi siano stati più imperi Sith.

Storia interna[modifica | modifica wikitesto]

Antefatti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni e Star Wars: Episodio I - La minaccia fantasma.
Sala del Senato Galattico, dove Palpatine venne eletto Cancelliere.

Negli ultimi decenni della sua esistenza, la Repubblica, che reggeva da secoli la Galassia, era diventata sempre meno efficiente: la corruzione dilagante nel corpo senatoriale e dei burocrati, infatti, avevano fatto diventare assai debole la figura del Cancelliere supremo, oramai quasi incapace di imporsi sul Senato. Inoltre gli interessi dei mondi più prosperi (vicini al nucleo) avevano portato a continue tensioni con i pianeti più periferici e poveri.

In queste circostanze il Sith Darth Sidious (conosciuto come il senatore di Naboo Sheev Palpatine) iniziò la sua scalata al potere, che lo avrebbe portato alla guida della Galassia. Nel 33 BBY Sidious riuscì ad orchestrare, attraverso la Federazione dei Mercanti, il blocco e l’invasione di Naboo, in modo tale da indurre Padmé Amidala, all’epoca regina del pianeta, a chiedere una mozione di sfiducia per il Cancelliere Finis Valorum, colpevole di aver sottovaluto la minaccia della Federazione. Valorum venne così deposto e Palpatine venne eletto Cancelliere.

Durante i suoi primi due mandati Palpatine manovrò gli eventi in modo tale da giungere ad un conflitto su vasta scala, convincendo il maestro Jedi Sifo-Dyas a commissionare segretamente ai Kaminoani un esercito di cloni ed esortando l’ex Jedi Dooku (diventato nel frattempo apprendista del Sith col nome Darth Tyranus) ad alimentare la Crisi separatista. Nel 22 BBY, a causa delle appena iniziate Guerre dei Cloni, Palpatine ottenne poteri straordinari dal Senato, con i quali istituì il Grande esercito della Repubblica. Durante il conflitto il suo potere crebbe al punto da controllare vari aspetti della società repubblicana, come quello legato all'economia, mentre riuscì sempre, al contrario dei Jedi, a rimanere una figura popolare tra la popolazione[1]. D'altra parte il cancelliere, nelle vesti di Lord Sidious, continuò a supportare la Confederazione dei Sistemi indipendenti tramite Dooku.

Nascita[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith.
(EN)

« In order to ensure our security and continuing stability, the Republic will be reorganized into the first Galactic Empire, for a safe and secure society. »

(IT)

« Con l'intento di garantire la sicurezza e una durevole stabilità, la Repubblica verrà riorganizzata, trasformandosi nel primo Impero Galattico, per una società più salda e più sicura. »

(Palpatine nel film La vendetta dei Sith)

Nel 19 BBY, dopo la battaglia di Coruscant e la morte di Dooku, l’inimicizia tra Palpatine e l’Ordine Jedi crebbe a dismisura e, una volta scoperta la vera identità del Cancelliere, un manipolo di Jedi guidato da Mace Windu tentò di arrestarlo; il Sith però riuscì a sconfiggerli grazie all’intervento di Anakin Skywalker, il quale fu poi preso da Sidious come apprendista. Sidious, poco dopo, attuò l’Ordine 66, con il quale le clone troopers, nel cui cervello era stato impiantato un chip inorganico per eseguire involontariamente il comando, si ribellarono ai propri generali Jedi, massacrandone la maggior parte[2]. Il culmine della purga si ebbe con l'attacco al Tempio Jedi di Coruscant, durante il quale Skywalker, al quale Sidious aveva dato il nome Sith Dart Fener, massacrò decine di giovani padawan.

Riunito il Senato in una seduta straordinaria, Palpatine, sfigurato dai fulmini di Forza che aveva lanciato poco prima contro Windu, proclamò la nascita dell'Impero, ricevendo il consenso della quasi totalità dei senatori[3]. A ricordo di quell'evento venne poi istituita la Giornata dell'Impero.[4]

Ascesa[modifica | modifica wikitesto]

Poco dopo la proclamazione del Nuovo Ordine, i capi della CSI, che erano stati riuniti su Mustafar da Lord Sidious, vennero trucidati da Dart Fener. Questi venne poi raggiunto da Obi-Wan Kenobi, il quale ferì il Sith così gravemente da costringerlo ad indossare permanentemente una tuta con respiratore.  Palpatine, inoltre, venne attaccato nel Senato da Yoda, il quale fu però sconfitto.

In diciannove anni l'Impero si impose su una vasta area e conquistò moltissimi pianeti indipendenti. Sebbene caratterizzato da una forte centralizzazione verso Coruscant, l'Impero era suddiviso in governatorati settoriali, gestiti dai Gran Moff, tra i quali uno dei più importanti era Wilhuff Tarkin, Gran Moff di Eriadu. Egli era l'ideatore di una politica esasperatamente imperialistica, detta Dottrina Tarkin, secondo cui "la paura terrà in buon ordine i sistemi locali". La sua massima punta di sviluppo era incarnata nell'entrata in servizio della Morte Nera, fortemente voluta e diretta dallo stesso Tarkin.

Palpatine subì in questo periodo una forte influenza da parte del Gran Moff, tanto che, come si apprende durante il corso del film, il Senato imperiale (ultimo "rimasuglio" repubblicano) venne sciolto a tempo indeterminato e l'Impero venne riorganizzato in forma confederale, devolvendo in questo modo gran parte dei poteri ai Moff governatori settoriali e divenendo de facto uno stato feudale ed abbandonando in questo modo la forte centralizzazione dei primi anni.

Declino e caduta[modifica | modifica wikitesto]

Nello 0 BBY, pochi giorni dopo la battaglia di Scarif, l'Impero subì, con la distruzione della Morte Nera da parte dell'Alleanza Ribelle, la sua prima pesante sconfitta. Fu l'inizio della Guerra Civile Galattica, sebbene lo si faccia risalire al 19 BBY. Tuttavia, nel 4 ABY l'Impero cadde dopo la morte dell'Imperatore e del suo alfiere Dart Fener. Esso si sgretolò istantaneamente per il semplice fatto che più che un Impero ben organizzato esso era una dittatura personale tenuta insieme dal potere del Lato Oscuro della Forza e dalle poderose volontà di Palpatine e Fener.

Dopo la sconfitta nella battaglia di Endor e la morte di Palpatine scoppiarono varie insurrezioni su molti pianeti, tra cui il Centro Imperiale. Le lotte interne tra i membri dei Consiglio Imperiali e gli ammiragli della flotta portarono presto l’Impero a frammentarsi in più fazioni, mentre la appena costituita Nuova Repubblica ne annientava le forze rimaste.  

Nel caos emerse la figura di Gallius Rax, ammiraglio umano originario di Jakku che, desideroso di ricostituire l’Impero riportandolo ai suoi valori originari, fondò il Consiglio-Ombra ed organizzò un attentato che, ad un anno esatto dalla distruzione della Morte Nera II, uccise parte del nuovo governo repubblicano. Radunata la flotta imperiale superstite su Jakku, Rax tentò di attirare sul pianeta le forze repubblicane per poterle facilmente annientare. La battaglia che seguì si rivelò, invece, la disfatta finale dell’Impero e Gallius Rax venne ucciso in una faida[5].

Primo Ordine[modifica | modifica wikitesto]

In seguito, negli anni successivi all'Impero, il Primo Ordine, con a capo il Leader Supremo Snoke, raccolse l'eredità dell'Impero Galattico, riorganizzandone i nostalgici armamenti nelle file delle truppe d'assalto, come mostrato nei film della trilogia sequel (Il risveglio della Forza, Gli ultimi Jedi e nel suo terzo seguito previsto per il 2019).

Forze armate[modifica | modifica wikitesto]

Il camminatore AT-AT, una delle armi più devastanti dell'Impero Galattico.

L'impero galattico, sebbene di breve durata, è stato in grado di schierare un esercito enormemente potente sia per mantenere l'ordine interno sia per sradicare ogni tipo di organizzazione che avesse l'intento di sovvertire l'ordine e la stabilità dell'impero stesso. Esso godeva di un poderoso esercito terrestre, formato dalle stormtrooper ed in grado di essere schierato su qualsiasi pianeta, e di una grande flotta spaziale dotata di incrociatori, incrociatori d'assalto, caccia e navi da battaglia, fino alla poderosa arma sperimentale "Morte Nera".

Personalità di spicco[modifica | modifica wikitesto]

Capi di Stato[modifica | modifica wikitesto]

Nome Immagine Mandatao Data e luogo di nascita Data e luogo di morte Titolo Note
Sheev Palpatine Palpatine.jpg 19 BBY-- 4 ABY 82 BBY su Naboo 4 ABY sulla Morte Nera II Imperatore Già Cancelliere della Repubblica galattica dal 33 al 19 BBY. Conosciuto anche col nomme di Darth Sidious
Mas Amedda[6] 4 ABY - 5 ABY 5 ABY Imperatore facente funzioni Già vice cancelliere sotto Palpatine e gran visir dell'Impero
Rae Sloane[6] 5 ABY 41 BBY su Ganthel[7] Capo di Stato dell'Impero
Gallius Rax[6] 5 ABY 42 BBY su Jakku[5] 5 ABY su Jakku Consigliere dell'Impero

Gli esponenti più importanti di questo Stato imperiale sono:

Star Wars Legends[modifica | modifica wikitesto]

Imperi precedenti[modifica | modifica wikitesto]

Origine dell'Impero Sith[modifica | modifica wikitesto]

Nel 6.900 BBY i Jedi Oscuri banditi dall'ordine arrivarono su Ziost, un mondo desolato abitato da una razza primitiva, chiamata Sith, sensibile alla Forza. Usando la Forza gli Jedi stupirono i Sith e si elevarono allo status di divinità, diventando i padroni del pianeta. Col passare del tempo i Jedi e i Sith si incrociarono e il termine Sith indicò non solo gli abitanti originali di Ziost e Korriban, ma anche i nuovi abitanti non-Sith che governavano questi territori. Nacque così l'Impero Sith e mentre Ziost divenne la sua capitale, Korriban divenne un luogo sacro e venerato.

Impero Sith di Naga Sadow[modifica | modifica wikitesto]

Nel 5.000 BBY, il Vecchio Impero Sith, comandato da Naga Sadow, riscoprì l'esistenza della Repubblica Galattica e il Signore Oscuro decise di conquistarla. Cominciò così la grande guerra iperspaziale. Dopo un assalto su Coruscant i Sith vennero sconfitti e forzati a tornare a Korriban. Cominciò inoltre una separazione delle forza Sith, con una parte schierata con Sadow e una schierata con l'emergente Ludo Kressh. Sadow riuscì a prevalere in una guerra civile contro Kressh, ma venne attaccato alle spalle dalla Repubblica e sconfitto. Tuttavia molte delle forze rimanenti di Sadow e Kressh sopravvissero all'insaputa della Repubblica, e si nascosero in attesa della vendetta. Per oltre 1.000 anni la Repubblica credette che il Vecchio Impero Sith non esistesse più, ma durante le Guerre Mandaloriane venne probabilmente riscoperto dai Jedi partiti in guerra Revan e Malak nelle Regioni Ignote.

Impero Sith di Darth Revan[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine delle Guerre Mandaloriane, Revan scoprì una antica accademia Sith su Malachor V. Capì che l'Impero di Sadow non era totalmente distrutto e che poteva ancora minacciare gravemente la Galassia.

Revan decise di sacrificarsi al Lato Oscuro, formando un impero con lo scopo di conquistare la Galassia per proteggerla, o distruggerla per rafforzarla. Revan apprese gli insegnamenti dei Sith e prese come apprendista il suo migliore amico, Malak. Revan divenne Darth Revan, nuovo Signore Oscuro dei Sith. Un terzo della flotta della Repubblica sotto il comando di Revan scomparve, e moltissimi dei soldati giurarono fedeltà al Signore Oscuro, che veniva considerato il vero salvatore della Galassia, al contrario dei Jedi, la cui reputazione aveva risentito molto dell'esito delle Guerre Mandaloriane e dalla linea non-interventista adottata dal Consiglio. Con la scoperta della Star Forge grazie alle Mappe stellari, Revan costruì una immensa flotta di navi spaziali e droidi efficienti che superava di gran lunga qualunque altra esistita, sia per numero di truppe, sia per specializzazione. La Repubblica Galattica affrontò con disperazione l'armata Sith comandata dalla brillante mente strategica di Revan, le cui tattiche miravano a destabilizzare mondi-chiave, come ad esempio Manaan, lasciando tuttavia intatte le infrastrutture e anche, talvolta, le istituzioni planetarie, per rendere la transizione il meno dolorosa possibile (in questo ritroviamo gli insegnamenti di Kreia che non credeva nel potere della distruzione). La Repubblica perse così molti pianeti fondamentali. I Sith ri-colonizzarono Korriban, istruendo nuovi allievi nelle vie della Forza, piazzarono una base di produzione di kolto, una pianta curativa simile al bacta, su Manaan e destabilizzarono i mondi Echani, grazie all'assassinio del generale Yusanis e di alti influenti personaggi.

Quando tutto sembrava perduto, la Repubblica vide una nuova speranza quando la giovane Jedi Bastila Shan rivelò la sua forza nella tecnica chiamata Meditazione da Battaglia. La flotta della Repubblica riuscì ad aprire una breccia tra l'armata Sith e ad abbordare la nave ammiraglia di Revan. Il Signore Oscuro venne attaccato da Bastila e da altri tre Jedi. Revan avrebbe forse ucciso i quattro se Malak non fosse intervenuto sparando al vascello con la sua nave, ferendo a morte Revan. Il potente Jedi sarebbe morto se non fosse intervenuta Bastila a mantenere una piccola scintilla di vita nel suo corpo e a portarlo via prima della distruzione della nave, scelta che creò un legame fra la giovane e Revan, che li avrebbe uniti per sempre.

Malak, credendo che il suo Maestro fosse morto, prese il comando. A differenza di Revan, che cercava di fare una guerra con la superiorità tattica e cercando di preservare le risorse principali dei pianeti per riutilizzarle, Malak infuse di crudeltà i suoi sottoposti, conducendo una guerra distruttiva. Alla fine, con la redenzione di Revan, la morte di Darth Malak e con la distruzione della Star Forge l'Impero si dissolse a causa della mancanza di un leader carismatico.

Parte delle truppe di Assassini Sith e Sith Trooper di Revan passarono sotto il comando della sua vecchia Maestra, Kreia, che assumendo il comando della accademia su Malachor V prese il nome Darth Traya e prese due apprendisti, Darth Nihilus e Darth Sion. Questi tre Signori dei Sith, che non avevano intenzione di formare un impero ma avevano scopi diversi l'uno dall'altro, vennero fermati dallo Jedi Exile.

Gli esponenti più importanti di questo Impero sono:

  • Darth Revan, Signore Oscuro dei Sith e capo dell'Impero
  • Darth Malak, apprendista di Darth Revan e in seguito capo dell'Impero
  • Darth Bandon, apprendista di Darth Malak
  • Saul Karath, Ammiraglio e comandante della flotta Sith
  • Calo Nord, mercenario ingaggiato da Darth Malak

L'Impero Galattico di Darth Sidious nell'Universo espanso[modifica | modifica wikitesto]

Durante la Guerra Civile Galattica l'Impero non subisce indebolimenti di alcun tipo, anzi acuisce la propria centralizzazione liquidando un'ostica e potente istituzione capace di tenerle testa, il clan criminale del Sole Nero.

Personalità di spicco dell'Impero nell'Universo espanso[modifica | modifica wikitesto]

Gli esponenti più importanti nell'Universo espanso sono:

Rimanenze dell'Impero[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Imperial Remnant.

Il riferimento a questa istituzione è nei nuovi racconti riguardanti la saga, in forma scritta. In lingua inglese viene usato il termine Imperial Remnant.
L'Impero viene frammentato, mentre la Repubblica torna allo splendore. Lo spirito di Palpatine torna in vita grazie a un clone del suo corpo. In sei anni (10 ABY) il Nuovo Impero guadagna abbastanza potere da sfidare la Nuova Repubblica. Tuttavia, i Jedi di Luke Skywalker riescono a distruggere lo spirito di Palpatine definitivamente, ponendo fine all'Impero.
Il Nuovo Impero viene riorganizzato ma subisce molte sconfitte. Una delle figure di maggiore spicco è il Grande Ammiraglio Thrawn, forse l'unico a dare la maggiore spinta al tentativo di rivalsa dell'Impero. Qualche anno dopo ricompare dall'isolamento del Maw l'Ammiraglio Daala, dove ha costruito un'arma ancora più potente della Morte Nera. I suoi tentativi falliscono a seguito della risposta della Nuova Repubblica. Poi Gilad Pellaeon, già capitano al servizio di Thrawn, decide quindi di siglare un trattato di pace con la Repubblica, alleandosi anche durante la guerra contro gli Yuuzhan Vong nel 25 ABY.

Lista degli imperatori nell'Universo espanso[modifica | modifica wikitesto]

Impero Galattico[modifica | modifica wikitesto]

Nome Durata mandato Note
Palpatine 19 BBY - 4 ABY
Sate Pestage 4 ABY - 5 ABY Col titolo di Sovrano dell'Impero
Paltr Carvin 5 ABY
Ysanne Isard 5 ABY - 8 ABY
Trioculus 5 ABY Autoproclamatosi Imperatore
in opposizione a Ysanne Isard
Kadann 5 ABY
Mitth'raw'nuruodo 8 ABY - 9 ABY Col titolo di Sovrano dell'Impero
Palpatine 10 ABY - 11 ABY
Carnor Jax 11 ABY Col titolo di Sovrano dell'Impero
Burr Nolyds 11 ABY
Xandel Carivus 11 ABY Col titolo di Imperatore

Imperial Remnant[modifica | modifica wikitesto]

Nome Durata mandato Note
Gilad Pellaeon 12 ABY - 41 ABY Col titolo di Capo dell'Imperial Remnant
Jagged Fel 41 ABY - 44 ABY Col titolo di Capo di Stato dell'Imperial Remnant
Vitor Reige 44 ABY -

Impero Fel[modifica | modifica wikitesto]

Nome Durata mandato Note
Fel I Dopo il 44 ABY Col titolo di Imperatore dell'Impero Fel
Fel II Dopo il 44 ABY - Prima del 127 ABY
Roan Fel ??? ABY - 130 ABY

Nuovo Impero Galattico[modifica | modifica wikitesto]

Nome Durata mandato Note
Roan Fel 130 ABY Col titolo di Imperatore Galattico

Impero in esilio[modifica | modifica wikitesto]

Nome Durata mandato Note
Roan Fel 130 ABY - 138 ABY Col titolo di Imperatore dell'Impero in esilio
Marasiah Fel 138 ABY - Col titolo di Imperatrice dell'Impero in esilio

Impero Galattico di Darth Krayt[modifica | modifica wikitesto]

Nome Durata mandato Note
Darth Krayt 130 ABY - 137 ABY Col titolo di Imperatore del suo Impero Sith
Darth Wyyrlok III 137 ABY - 138 ABY Come reggente
Darth Krayt 138 ABY Col titolo di Imperatore del suo Impero Sith

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Crisi al cuore
  2. ^ Cospirazione
  3. ^ (EN) Proclamation of the New Order, in Wookieepedia. URL consultato il 26 gennaio 2018.
  4. ^ Il giorno dell'Impero
  5. ^ a b Chuck Wendig, Aftermath: Empire's End, Del Rey Books, ISBN 978-1-101-96693-8.
  6. ^ a b c (EN) Chuck Wendig, Aftermath: Life Debt, Del Rey Books, 2016, ISBN 978-1-101-96693-8.
  7. ^ John Jackson Miller, Star Wars: A New Dawn, Del Rey Books, ISBN 978-0-553-39286-9.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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