Equirria

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Equirria
Tipo di festareligiosa
Periodoil 27 febbraio e il 14 marzo[1]
Celebrata aRoma
ReligioneReligione romana
Oggetto della celebrazioneFestività romane in onore del dio Marte

Gli Equirria (anche detti Ecurria, dal latino equicurria, cioè corse dei cavalli) erano una festività romana in onore di Marte che aveva luogo il 27 febbraio e il 14 marzo.

Rappresentavano il giorno dell'uscita dell'esercito romano, l'inizio della stagione delle campagne militari annuali.[2]

Esse terminavano sei mesi più tardi, nel giorno dell' October Equus (15 ottobre).[2]

I due giorni sacri avevano un duplice significato religioso e militare e avevano lo scopo di sostenere l'esercito e rafforzare la morale pubblica. I sacerdoti tenevano riti di purificazione dell'esercito.

Luoghi di svolgimento[modifica | modifica wikitesto]

Le corse degli Equirria si tenevano probabilmente nel Trigarium, terreno di allenamento alle gare equestri ubicato nel margine nordoccidentale del Campo Marzio, posto ovviamente fuori dal Pomerium, i confini sacri di Roma dove appunto l'esercito in armi non poteva entrare.

Vi sono anche altre tesi che sostengono che questi giochi si tenessero nel Tarentum, luogo dove originariamente si tenevano i Ludi Tarentini, che più tardi diventeranno i Ludi Saeculares, oppure vicini all'Altare di Marte.

Quale che fosse il luogo originario in epoche più recenti gli Equirria vennero trasferiti nel Campo Marzio, sul Celio, al riparo dalle inondazioni del Tevere.

Storia dei Festeggiamenti[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che gli Equirria furono indetti per la prima volta proprio da Romolo stesso, in onore del proprio padre, il dio Marte, fatto testimoniato dal ritrovamento di antichi calendari romani, incisi nella pietra, dove entrambi sono raffigurati.

Gli Equirria erano parte di una serie di festività che scandivano alcuni momenti di passaggio dell'anno, come i Mamuralia (14 o 15 marzo), gli Agonalia (17 marzo), Tubilustrium (23 marzo), gli October Equus (15 ottobre) e gli Armilustrium (19 ottobre), tutte festività che segnavano il passaggio da o alla stagione invernale, e quindi da o alla stagione militare.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ovidio, Fasti, II, 859; III, 517‑523; Sesto Pompeo Festo, De verborum significatu, 131.
  2. ^ a b Pietro De Francisci, Sintesi storica del diritto romano, p.46.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]